mercoledì 7 gennaio 2015

Discariche o inceneritori? Il dado è tratto, ma il M5S…

Nodi al pettine, siamo arrivati al dunque: discariche o inceneritori? O entrambi in attesa che sulla differenziata si compia il miracolo in Sicilia? Serve un nuovo piano rifiuti e poteri commissariali, sostiene il presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, in un’intervista al Giornale di Sicilia. È da anni che il piano viene proposto, riproposto, esaminato, subisce correzioni e approvazioni, mentre il regime di emergenza resta una normalità, che pretende regole e provvedimenti speciali e perciò, in quanto tali, oggetto di attenzioni di varia natura, sospetti, magari privi di fondamento, e guai nell’erogazione del servizio di raccolta e nelle condizioni di salubrità ambientale.

Le discariche favoriscono il business dei gestori privati? Gli inceneritori il business delle grandi imprese del settore. E la differenziata che non parte, soprattutto le prime. La Sicilia resta in coda, al dieci per cento sulla differenziata, con alcune “isole” virtuose (Gela è in testa con il 41 per cento), e le buone intenzioni annegano nella quotidianità, che insegue le emergenze e costringe perciò a tenere gli occhi bassi sull’oggi.
Il dato è tratto, a quanto pare. Nel futuro della Sicilia ci sono gli inceneritori, già oggetto di pesanti attacchi da parte del M5S. “Scontiamo anni di paralisi sull’impiantistica”, spiega il governatore. “Si è puntato solo sulle discariche e non è più possibile”.
Invero si è puntato anche sugli ambiti territoriali ottimali, gli Ato. L’istituzione degli Ato avrebbe dovuto creare sinergie, risparmi e migliorare i servizi, ed invece ha creato carrozzoni, costosi e ingestibili, che hanno disastrato le casse di molti comuni. Una catastrofe.
“Non si torna indietro”, avverte tuttavia Crocetta. “Niente megaimpianti di Totò Cuffaro”, bocciati da Raffaele Lombardo. Crocetta e il suo assessore, Vania Contrafatto, pensano a due o tre mini-inceneritori in grado di smaltire almeno un terzo della nostra spazzatura indifferenziata. “Sceglieremo tecnologie moderne ed ecosostenibili”, assicura Crocetta.
Qualcosa si muove, dunque. La storia politica siciliana per dieci anni ha girato attorno a discariche e mega impianti e discariche. Sono caduti governi, si sono dimessi (o sono stati dimissionati) assessori, sono finiti in galera personaggi importanti, sono arrivati nelle Procure siciliane dossier e denunce, ed ancora oggi sono in corso inchieste – non solo in Sicilia – sulla lunga inquietante stagione della raccolta dei rifiuti. Conflitti e sospetti, da sempre. E le cose non sono cambiate. “Anche i mini inceneritori – sostengono i deputati Cinquestelle – possono fare maxi sconquassi a livello ambientale”.   “Se proprio si devono fare impianti – ragiona il deputato Claudia La Rocca – perché non si punta sulle esperienze già fatte, di altro genere, come a Vedelago in provincia d Treviso, che ricicla il 99 per cento dei rifiuti”.
I pentastellati lamentano di avere invano invitato il presidente della Regione a visitare Vedelago, “abbiamo inviato più volte Crocetta a visitarlo ma ci ha dato sempre buca”.
Mega impianti e mega-discariche hanno avuto nel tempo sostenitori e detrattori, di volta in volta. C’è chi si è arricchito e chi ha tentato di arricchirsi ed è rimasto a bocca asciutta. Le ricette sono tante, quanto le buone intenzioni pure. E in Sicilia resta l’incubo dei rifiuti.

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