venerdì 30 gennaio 2015

Corleone, al via un progetto di integrazione per i migranti

Al via a Corleone un progetto per insegnare a 11 migranti a coltivare legumi, distribuirli sul mercato e a essere competitivi. D. r. a. g. o. (developement resources agricultural growth organic), questo il nome del progetto sostenuto da Fondazione con il sud, è già partito. Nella prima fase sono stati ristrutturati due immobili confiscati alla mafia, sede nei prossimi sei mesi dei corsi di formazione rivolti ai migranti, ospiti dei centri Sprar. I beni sono stati affidati alla cooperativa "Lavoro e non solo" e all'associazione "I girasoli" che si occuperanno anche dei corsi. I migranti apprenderanno tutti i processi necessari per la coltivazione, la confezione e l'immissione nei circuiti commerciali dei legumi prodotti nelle terre confiscate di Corleone. Per loro anche corsi di italiano e informatica. "Il progetto  -  dice Calogero Parisi, presidente della cooperativa "Lavoro e non solo" - vuole essere un esempio di buone prassi per quanto concerne il riuso sociale dei beni confiscati. Favorire, infatti, lo sviluppo di nuove professionalità in settori trainanti, quali l'agricoltura sostenibile e il turismo sociale, significa contribuire concretamente alla rinascita del nostro territorio". Dopo i sei mesi di corso teorico, per i migranti inizierà l'esperienza sul campo. Un anno per imparare un mestiere e provare poi a mettersi in proprio con un progetto autosostenibile. Durante il periodo di formazione i migranti saranno ospitati in un ostello di Corleone. "I migranti stessi - dicono i formatori del progetto - alla fine del percorso potranno creare una loro cooperativa e provare così a essere indipendenti

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