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sabato 8 novembre 2014

Muri per impedire l’entrata o per impedire l’uscita?

Manifestanti demoliscono il muro di Berlino
AGOSTINO SPATARO
Domani, 9 novembre 2014, ricorrerà il 25° anniversario della caduta del muro di Berlino. Sui “muri” avevo inserito il sottostante “pensiero” nel mio libro “I giardini della nobile brigata - Pensieri corti”. Una piccola riflessione contenente un giudizio duro contro la Rdt, anche a dimostrazione del fatto che non ho bisogno della “velina” di qualcuno per scrivere su una pagina così dolorosa e contraddittoria. Ma eccolo. “Giustamente, si continua a inneggiare alla caduta del muro di Berlino, praticamente abbattuto con il beneplacito del capo della potenza (Urss) che l’aveva ordinato, ma non si parla di altri muri (alcuni eretti dopo il 1989) che, in varie parti del mondo, separano Stati, città, popoli, famiglie.
Qualche esempio. A Cipro un muro divide in due la capitale Nicosia; a Melilla (enclave spagnola in Marocco) e negli Usa (al confine con il Messico) sono stati alzati muri e reticolati per impedire l’ingresso dei migranti; un lungo bastione di sabbia è stato creato dai marocchini nell’ex Sahara occidentale. Infine, quello più recente ed emblematico, la muraglia co­struita dagli israeliani lungo la linea di separazione con i Territori pale­stinesi.
“Abbattere i muri e costruire ponti di pace”, qualcuno aveva raccomandato al…vento.
Infatti, Israele continua a costruire muri e campi di filo spinato come se la prospettiva non fosse la pace, ma  la guerra infinita.
A ragione, i palestinesi rivendicano l’abbattimento dell’odiosa barriera di cemento armato che li separa dal territorio israeliano, talvolta entrando perfino nelle loro case.
“I muri sono tutti odiosi. Non si capisce perché il muro di Berlino è caduto mentre quello israeliano è ancora in piedi?” mi chiese, un giorno, un giovane compagno, amico come me del popolo martire di Palestina.
Io, che a metà  degli anni ‘ 80 ebbi la triste ventura di vedere il muro dal balcone di una casa di Berlino - Est, gli risposi con una battuta leggermente perfida che, però, riflette un’amara verità:
“Hai ragione. I muri sono tutti odiosi, ma non hanno la stessa fun­zione. Ci sono muri costruiti per impedire l’accesso e muri per impedire l’uscita o la fuga…Quello di Berlino era una schifezza più grande perché apparteneva alla seconda categoria.”
A parte la battuta, non è con i muri che si persegue la pacifica convivenza. Perciò, vanno abbattuti. Tutti. Senza eccezione alcuna.”

(Agostino Spataro in “Pensieri corti”: http://www.lafeltrinelli.it/libri/spataro-agostino/257930

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