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domenica 16 novembre 2014

Mafia, azzerato il clan di Brancaccio. Il nuovo boss era Natale Bruno

I poliziotti della sezione Criminalità organizzata della Squadra mobile di Palermo hanno decapitato nella notte il mandamento mafioso “Brancaccio” arrestando diciotto persone. La Polizia di Palermo, con la collaborazione dei colleghi di Milano, Napoli e Trapani e del Reparto Prevenzione Crimine Sicilia Occidentale, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 18 presunti mafiosi accusati a vario titolo di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione, traffico di sostanze stupefacenti, possesso ed uso illegale di armi da fuoco ed altro. In carcere anche Natale Bruno, arrestato a Milano, ritenuto il “regista” delle operazioni criminali.

Le indagini sono state coordinate dalla locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, dai procuratori aggiunti Leonardo Agueci e Vittorio Teresi e dai pm Francesca Mazzocco, Caterina Malagoli e Ennio Petrigni. L’operazione, battezzata Zefiro, ha ricostruito la vita criminale degli ultimi anni di uno dei più potenti mandamenti mafiosi cittadini ed ha consentito di registrare, accanto alle tradizionali attività di lucro di Cosa Nostra, anche inediti contatti con cellule criminali provenienti da altre organizzazioni. Il quadro emerso dicono gli investigatori è quello di “un contesto in cui anche chi non fosse formalmente affliato od organico a Cosa Nostra, le è stato asservito nel raggiungimento dei suoi molteplici interessi criminali ed economici”.

GLI ARRESTATI. Gli arrestati a Palermo nell’operazione Zefiro sono Natale Bruno, Giuseppe Bruno, Giuseppe Furitano, Maurizio Costa, Francesco Paolo Valdese, Pietro La Vardera, Vincenzo Di Piazza, Cristian Balistreri, Filiberto Palermo, Patrizio Catanzaro, Giuseppe Cusimano, Mario Iannitello, Claudio Crocillà, Massimiliano Voi, Vincenzo Montescuro, Santo Cozzuto, Egidio Zucchini, Antonio Zucchini.
IL NUOVO CAPO DELLA MAFIA DI PALERMO. Secondo Leonardo Agueci, procuratore capo di Palermo è Natale Bruno, nuovo capomafia di Palermo. «È stato l’uomo – ha detto – che ha continuato l’attività di Cesare Lupo, arrestato nel 2011. È lui che ha proseguito nell’attività di sostentamento delle famiglie mafiose. I metodi sono sempre quelli tradizionali con l’imposizione del pizzo, le intimidazioni e lo spaccio di droga».
IL CANTANTE NEO MELODICO. In manette anche Filiberto Palermo, cantante neo melodico, conosciuto nel capoluogo siciliano con il nome d’arte di Gianni Clemente e animatore di feste di piazza.
LE INTERCETTAZIONI. In un magazzino di via Gaetano Di Pasquale 8, dove c’è l’«ufficio» del boss Natale Bruno, le telecamere riprendono un commerciante di casalinghi che aveva trovato Attak nei lucchetti del proprio negozio. A lui Bruno dice: «Al tuo buon cuore, attenzione. Non stiamo chiedendo niente... A Pasqua e Natale, quello che volete fare». Nel magazzino si discuteva anche di estorsioni, spaccio di droga, regolarizzazione del pizzo. Un commerciante di Bagheria si era rivolto a un intermediario che lo ha condotto nel magazzino di Bruno e qui è stato deciso come e quando pagare. Sempre qui Bruno rimproverò con forza un affiliato colpevole aver intascato parte del pizzo raccolto. L’uomo per discolparsi fece l’elenco dei negozi e delle botteghe che avevano pagato.

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