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giovedì 13 novembre 2014

L’OMAGGIO DI OBAMA A MAO TSE-TUNG

Barack Obama
NICOLA CIPOLLA 
Barack Obama il 12 novembre  si recherà a Pechino per  incontrare il presidente Xi Jimping dopo che a marzo  di quest’anno aveva mandato in avanscoperta la moglie Michelle  e le figlie. L’agenda dell’incontro dei due principali protagonisti della politica e dell’economia mondiale prevede: la  non proliferazione dell’atomica  militare in Corea del Nord e in Iran, il blocco dell’ISIS, il ristabilimento pacifico di un ordine condiviso in Afghanistan e in Iraq, dopo i disastri provocati dagli interventi militari USA, come disinnescare la bomba ucraina, come intervenire sull’ebola e, dulcis in fundo, come mobilitare i due paesi per impedire il disastro climatico, annunciato dall’organo delle Nazioni Unite l’IPCC per il 2030, e soprattutto dal susseguirsi di eventi climatici disastrosi in tutto il mondo. Tutti temi su cui Obama ha trovato resistenze insuperabili non solo nel partito repubblicano e nella destra democratica alla Camera e al Senato ma soprattutto da parte dei poterei forti e condizionanti della CIA e del complesso militare industriale, dei monopoli energetici e delle banche.

Nel 2014 si è celebrato il settantacinquesimo anniversario    della proclamazione della Repubblica Popolare Cinese  da parte di Mao Tse tung. La Cina allora aveva 350 milioni di abitanti, una vita media di poco più di  30 anni, un analfabetismo dell’85%  e un’assoluta prevalenza di un’agricoltura arretrata e semifeudale. Oggi la Cina ha oltre un miliardo e trecento milioni di abitanti, la vita media supera di 75 anni,  un sistema scolastico di avanguardia, è la seconda potenza industriale ed economica del mondo con il Pil in via di superamento rispetto agli USA e soprattutto riesce ad inviare ogni anno, con borse di studio, 200  mila suoi giovani cittadini nelle principali università   in tutto il mondo.   Nel corso della visita, certamente, Obama renderà omaggio al mausoleo di Mao, il cui culto  Deng Xiaoping ha voluto mantenere “malgrado la diversità di opinioni” all’epoca della rivoluzione culturale  delle guardie rosse. E’ auspicabile che le convergenze  che Obama realizzerà con Xi non siano rovesciate, come avvenne   per gli  accordi di Kyoto firmati da Clinton  che non riuscì a farli approvare dal Congresso e che poi furono annullati da George Bush jr. Allora questi accordi furono stipulati per iniziativa della UE,  che però oggi, nell’epoca di Barroso e di Renzi, converge più con la linea dei  conservatori e dei poteri forti Usa che non con le timide e perdenti intenzioni di Obama. 

Nicola Cipolla

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