martedì 25 novembre 2014

Commissione europea antimafia. Bene, se ha poteri reali

Vito Lo Monaco, presidente del Centro Studi Pio La Torre, ha promosso una raccolta di firme per perorare la causa della Commissione europea antimafia. Iniziativa meritoria che risponde ad unbisogno di “europeizzare” ed unificare la lotta al crimine organizzato. Il Parlamento di Strasburgo non l’ha ancora istituita e, a quanto pare, non c’è una unanimità di giudizi sulla sua utilità. Nell’ultima fase della precedente legislatura essa nacque ma non riuscì ad ottenere strumenti e risorse per operare come avrebbe dovuto e potuto. Le sue prerogative ed i suoi poteri, peraltro, erano molto modesti. Sarebbe stata per chiunque una battaglia contro i mulini a vento, cercare di dare concretezza all’organismo parlamentare europeo.

L’istituzione della Commissione ha dato ruolo e riconoscibilità al suo Presidente, la siciliana Sonia Alfano. Ma solo in Sicilia e nella Penisola. Fuori dai confini, niente o quasi.
Questa esperienza dovrebbe indurci a segnalare la necessità che si vada al di là dell’istituzione della Commissione e che si decida sui suoi poteri d’indagine. Le difficoltà di affidarle risorse investigative sono, allo stato, insormontabili per la stessa natura, ed i limiti, del Parlamento europeo.
Il rischio di mettere in piedi l’ennesimo organismo fantasma, che crea aspettative e regala una patente di buona volontà al Parlamento europeo ed agli Stati che lo compongono, è molto alto. Nei sancta sanctorum del riciclaggio, tanto per fare un esempio.
La Commissione europea antimafia potrebbe darsi da fare per promuovere organismi d’indagine comuni, migliorare ed aumentare la circolazione delle informazioni nelle polizie, unificare, per quanto possibile, le legislazioni anti-crimine. Ma la mission (impossibile?), è l’istituzione di regole che permettano di penetrare nei forzieri delle organizzazioni criminali, per inseguire i patrimoni guadagnati con l’illegalità.
Se la Commissione nasce con questi obiettivi, ben descritti nella sua istituzione, diventa uno strumento di lotta alle mafie, altrimenti è meglio niente: incoraggia le passerelle dei politicanti e basta.
SALVATORE PARLAGRECO
Siciliainformazioni.com


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