lunedì 13 ottobre 2014

Protestano gli operai dell'Istituto sperimentale zootecnico: manca il cibo per gli animali e i 48 impiegati da tre mesi sono senza stipendio

Palermo 13 ottobre 2014 – Stato di agitazione all’Istituto sperimentale zootecnico per la  Sicilia di via Roccazzo, dove sono terminati mangimi, foraggi e medicinali  e la sopravvivenza degli animali è a rischio.  I 48 dipendenti dell’ente, che comprende anche le sedi di  Giardinello (Godrano) e di Messina, non percepiscono gli stipendi da 3 mesi. Riuniti questa mattina in assemblea, amministrativi, tecnici e operai   chiedono al presidente Crocetta il pagamento degli arretrati.  Le risorse destinate all’Istituto di via Roccazzo sono finite: dai 3 milioni e 600 mila euro del 2012 si è passati a 2 milioni e 90 mila euro del 2014. “Sono risorse insufficienti per la gestione complessiva dell’ente. Servirebbero almeno 3 milioni per garantire il funzionamento delle tre sedi – dice il segretario della Flai Cgil di Palermo Tonino Russo – Gli animali sono a rischio: i maiali non mangiano da tre giorni e già gli operai hanno trovato qualche gallina morta. Ma anche le attività che potevano portare introiti all’ente in questa situazione sono rimaste azzoppate: l’azienda di Giardinello ha dovuto  interrompere l’attività casearia.
L’istituto così non può andare avanti: ogni anno il trasferimento di risorse diminuisce e crescono i debiti con i fornitori, che ammontano a  800 mila euro. Da qualche anno, inoltre,  i contributi ai lavoratori non vengono versati. Quest’anno l’incendio ha bruciato il foraggio accumulato nell’inverno. E anche questo rischia di aggravare la condizione di deperimento degli animali”.  Tra asini,  mucche, capre, cani, cavalli, pecore, galline e maiali una delle mission dell’Istituto è la protezione delle razze autoctone e l’assistenza  agli allevatori anche per  la riproduzione degli animali.
     Flai, Fai e Uila hanno chiesto venerdì un incontro con l’ assessore all’ Agricoltura e il Dipartimento Infrastrutture. “Se non ci ricevono, mercoledì  manifesteremo  davanti all’assessorato. La situazione è grave. Vorremmo capire come mai si sono accumulati questi debiti in passato, quando ancora le  risorse trasferite all’ente erano più abbondanti – aggiunge Tonino Russo -  E come mai un istituto così importante, che dà sostegno alla zootecnia, non sia stato rilanciato pur essendo l’ente un importante proprietario di terreni e immobili storici. . A fondo  Luparello in mezzo  parco  ci sono alcune costruzioni  di pregio in parte non utilizzate e in stato di abbandono”. Ecco oggi, in via Roccazzo, il grido d’allarme degli operatori: “La mancanza di finanziamenti sta portando il centro a una  paralisi quasi irreversibile. Se  non siamo in grado di garantire il cibo agli animali, possiamo solo accudirli. Vogliamo capire cosa la politica e l’assessorato intendano  fare. Siamo al limite delle scorte. Stiamo cercando di sopperire in autogestione, col  fieno che arriva dall’azienda di Giardinello – denunciano i lavoratori -  In più non prendiamo lo stipendio da luglio. E’ un problema:  tantissime famiglie di operai e impiegati sono monoreddito”.

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