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lunedì 8 settembre 2014

Tasi, scoppia il caos a Palermo. Il Pd vuole abolirla, giallo sull’aliquota

Palermo - Sala delle lapidi
di ISABELLA NAPOLII democratici: "Basta tasse, puntiamo sul risparmio" Mov 139: "E come paghiamo i precari ex Gesip?"
Tasi, la nuova tassa sulla prima abitazione che dovrebbe andare a finanziare i cosiddetti "servizi indivisibili", come la manutenzione delle strade e l'illuminazione pubblica. Il Consiglio comunale, convocato d'urgenza, si riunirà domani sera per approvare la delibera sull'aliquota (la proposta della giunta dovrebbe essere del 2,9 per mille) e consegnare entro mercoledì il documento al ministero dell'Economia e delle finanze. In questo modo i cittadini dovrebbero pagare la prima rata entro il 16 ottobre.
Ma il dibattito si preannuncia infuocato e l'approvazione potrebbe saltare. Si allarga, infatti, il fronte dei consiglieri comunali che vogliono proporre l'azzeramento della nuova imposta sul mattone sull'esempio di Ragusa, in Sicilia, e di altri comuni italiani, come Positano e Olbia. A scatenare la rivolta contro la tassa che segue a ruota l'acconto Tari, la nuova imposta sui rifiuti, sono stati per primi i consiglieri di Italia dei Valori Filippo Occhipinti e Paolo Caracausi, ma adesso per lo stop si schiera anche il Pd con la maggioranza dei consiglieri guidati da Sandro Leonardi. Con lui anche una decina di democratici come Luisa La Colla e Giovanni Ferrara. "Daremo battaglia - dice Leonardi - la giunta Orlando prenda altrove i soldi che contava di incassare: tagli le spese superflue, gestisca meglio le aziende partecipate, invece di dare 150 milioni alla Rap". E Carmelo Miceli, segretario provinciale del Pd, invita tutti i consiglieri dem a votare in aula compatti: "La giunta unifichi gli acquisti, punti a valorizzare il suo patrimonio immobiliare rinunciando agli affitti, intervenga sui capitoli di bilancio per la rappresentanza e la comunicazione". Aggiunge Pippo Russo, responsabile delle politiche cittadine del Pd: "La Tasi si può abolire, lo prevede la legge. Perché non farlo?". Il fronte dei no conta anche l'Ncd e i suoi esponenti Francesco Scarpinato e Alessandro Anello. "I cittadini sono stanchi - dice Scarpinato - pagano le tasse per servizi inesistenti, fissiamo l'aliquota a zero e cerchiamo le risorse nell'avanzo di bilancio. L'amministrazione vuole solo fare cassa". Anche Angelo Figuccia, di Forza Italia, voterà per abolire la nuova imposta. "Le risorse - dice - vadano cercate negli sprechi delle aziende partecipate".
A favore del provvedimento il Mov 139 che appoggia la giunta. "L'azzeramento è una grossa stupidaggine - dice il consigliere Aurelio Scavone - questi soldi serviranno anche a pagare le famiglie dei precari ex Gesip. Abbiamo una responsabilità".
Domani mattina riunione dei capigruppo, si andrà alla conta.

 La Repubblica-Palermo, 7 settembre 2014

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