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giovedì 4 settembre 2014

Biagio Conte lascia Palermo: le prime reazioni concrete dei cittadini


Biagio Conte

Palermo, 4 Ottobre 2014 - La notizia, data ieri dalla stampa, che Biagio Conte ha deciso di abbandonare la sua opera misericordiosa a Palermo ha innescato una serie di iniziative dei cittadini che vogliono mostrare la propria solidarietà al missionario. Fra le tante iniziative, Fabrizio Escheri, presidente dell’Ordine dei Commercialisti di Palermo, da sempre vicino a Biagio Conte, ha creato un gruppo su Facebook “Biagio non lasciare Palermo!” attraverso il quale invita i cittadini a mostrare ora più che mai il proprio sostegno attraverso un’offerta, anche piccola, a beneficio della Missione di Speranza e Carità ONLUS utilizzando come causale il claim della campagna.  Inoltre, dal gruppo è partita anche l’idea di far girare un breve video per seminare sui social a livello virale i contenuti dell’appello ed è stato creato anche l’hashtag #restaBiagio che ha lo scopo di intercettare anche i flussi di comunicazione su Twitter.

"Se l'UOMO DELLA SPERANZA perde la SPERANZA allora questa città e' senza SPERANZA e noi saremo disperati e come cittadini non possiamo restare inermi rispetto al silenzio delle istituzioni”. Escheri esorta i palermitani a offrire a Biagio Conte un segno di solidarietà: “Ognuno di noi può fare la sua parte, anche un’offerta di 10 euro sono un messaggio importante, se tutti noi facciamo la nostra parte. L’idea, infatti, non è solo quella di dare un aiuto concreto, ma anche di mostrare come i palermitani non siano indifferenti a una notizia drammatica come questa”. Offrire 3 pasti al giorno costa 3 euro per accolto e, considerato che la Missione accoglie circa 1000 tra uomini, donne e bambini, occorrono 3000 euro al giorno perché la struttura possa andare avanti.
Biagio Conte, che opera da 25 anni come volontario nei 3 centri di accoglienza del capoluogo siciliano, ieri ha annunciato la sua resa con una nota ufficiale in cui si leggono queste drammatiche parole: “Sono stanco di lottare contro i mulini a vento, l'eccessiva burocrazia e l'indifferenza che mi opprimono e mi schiacciano quotidianamente, siamo ormai al limite delle forze fisiche e mentali”. Nel documento Fratel Biagio sottolinea come si sia sentito abbandonato soprattutto dai titolari delle 3 strutture che gestisce, Regione, Comune e Demanio, per cui è arrivato alla conclusione che l’unica soluzione è quella di restituire, a malincuore, le tre preziose strutture, tutte ubicate nella zona della Stazione Centrale di Palermo, l'ex disinfettatoio, l'ex istituto Santa Caterina e l'ex caserma aeronautica, con la preghiera che con esse si possano anche mantenere tutti gli accolti. Lui, da parte sua, disilluso nella speranza di poter fare qualcosa di buono per questa terra di Sicilia, per l’Italia, per l’Europa intera, torna a vivere fra le montagne, a contatto con la madre terra, sicuramente più generosa. 

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