lunedì 4 agosto 2014

La città di Caccamo ricorda Filippo Intili, mezzadro comunista assassinato dalla mafia nel 1952



Il manifesto ufficiale del Comune di Caccamo
Per 62 lunghi anni nessuno aveva più osato parlare di lui, specie a Caccamo, il suo paese. Il nome di Filippo Intili è stato inserito nell’elenco delle vittime innocenti di mafia, redatto dall’associazione “Libera”, ma nessuno ha mai cercato di sapere chi fosse questo mezzadro comunista, dirigente della Camera del lavoro, assassinato il 7 agosto 1952 dalla potente mafia di Caccamo. Addirittura, la Regione siciliana, che pure lo ha inserito nell’elenco ufficiale dei caduti del movimento contadino nella lotta contro la mafia, ne ha sbagliato sia il nome che il cognome, chiamandolo Giuseppe Intile. Finalmente, il 7 agosto prossimo, sarà la città di Caccamo, con in testa il sindaco Andrea Galbo, a fare giustizia di questo lungo silenzio, ricordando Filippo Intili con una manifestazione che si concluderà in contrada “Piani Margi”, luogo dell’assassinio, dove sarà collocato un cippo commemorativo. «Filippo Intili (1901-1952) – mezzadro – ucciso da mano mafiosa - si batté per la legalità e la giustizia. La sua memoria spezzi ogni pavido silenzio», sono le parole scolpite sulla pietra. Parole dure come pietre, suggerite al sindaco da Vera Pegna, che nel 1962 fu consigliere comunale comunista nella Caccamo dominata dalla mafia di “don” Peppino Panzeca.
Quella giovane “forestiera” tentò allora di scalfire il potere mafioso di Caccamo, riuscendo a far togliere dall’aula consiliare la poltrona dove da anni sedeva “indisturbato” il capomafia, che pure non aveva nessun ruolo istituzionale. Ci sarà pure lei il 7 agosto a Caccamo per onorare la memoria di Intili. Nella Caccamo degli anni ’50 Filippo Intili si batteva per dividere il grano in base al decreto Gullo, che assegnava il 60% al contadino e il 40% al padrone. A Caccamo, invece, c’era un’altra legge, quella della mafia, per cui  si divideva ancora al 50%. Intili, inoltre, stava per candidarsi come capolista del PCI alle imminenti elezioni comunali. «Aveva un forte ascendente sui contadini – dice il sindaco Galbo - e la sua intelligenza politica, sostenuta dagli ottimi rapporti relazionali che teneva con la gente, irritò il sistema politico-mafioso del tempo che ne ordinò l’eliminazione fisica». Infatti, Filippo Intili venne ucciso il 7 agosto 1952 in contrada “Piani Margi” in un modo estremamente crudele: fatto a pezzi a colpi d’accetta. Il suo corpo rimase a terra per circa 24 ore, fino all’arrivo dei carabinieri, per poi essere portato al cimitero comunale e interrato. Aveva 51 anni. Al solito, dopo l’assassinio, i mafiosi sparsero la voce che fosse stato ucciso perché… aveva rubato delle pere. La verità è che da tempo Intili prendeva parte alle proteste contadine, che rivendicavano l’applicazione della riforma agraria. Le testimonianze delle persone che lo hanno conosciuto, parlano di una persona leale e umanamente pronta ai bisogni della popolazione. «Aveva un ottimo rapporto con i proprietari  terrieri – dice ancora il sindaco di Caccamo - perciò si è propensi a pensare più ad un  omicidio politico che legato ad interessi di natura economica con essi». Fu così nel ‘52 con Intili e sarebbe stato così nel ‘98 con Mico Geraci, anche lui sindacalista assassinato dalla mafia poco prima di candidarsi sindaco di Caccamo.

 La svolta per il recupero della memoria si è avuta l’anno scorso, quando Vera Pegna parlò di Intili e della contrada dove era stato ucciso col sindaco Galbo. Grazie a dei pastori, si è riusciti ad individuare il luogo esatto dell’assassinio, decidendo di collocarvi un cippo in pietra. «La mia amministrazione – conclude Galbo - vuole consegnare ai posteri una Caccamo libera ed ha fatto la scelta di dare una svolta antimafiosa alla cittadina. Una scelta "fra legalità e delinquenza", che può essere fatta con coscienza solo dopo che la comunità abbia ricostruito il proprio passato e abbia ammesso le proprie colpe, perché solo da questo potrà partire il riscatto benefico per tutta Caccamo».

Dino Paternostro

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