sabato 2 agosto 2014

Corleone, tensione in consiglio comunale sulle "Due Rocche" affidata...

Il sindaco Savona risponde all'interrogazione
Ecco cosa ha scritto ieri sera su Facebook Salvatore Schillaci, segretario del Pd di Corleone: «Fatto gravissimo in consiglio comunale questa sera nella discussione sulla cessione della cascata delle due rocche. Il presente dell'associazione che si è aggiudicato l'affidamento interviene con atteggiamento poco consono e rispettoso dell'aula. Stessa cosa fa il titolare di un'azienda che prima ha partecipato al bando e poi si è ritirato lasciando una sola proposta valida. Il Pd condivide in pieno l'intervento del capo gruppo Dino Paternostro nella sua interezza e nei prossimi giorni cercheremo tutti insieme di capire meglio quello che è successo. Il comportamento del sindaco ci delude e ci amareggia sempre più. Vergogna».
Ringrazio Salvatore Schillaci per la condivisione e il sostegno suo e dell’intero gruppo del Pd.
Ringrazio anche il presidente del consiglio comunale, Stefano Gambino, per le sue parole chiare a difesa delle prerogative dei consiglieri comunali in generale e mie in particolari. I lettori, però, hanno diritto di capire meglio cos’è accaduto. Lo scorso 18 giugno, insieme ai consiglieri Pio Siragusa e Mario Giarrata, presentavo un’interrogazione (leggi l’interrogazione)per vederci chiaro sull’affidamento all’associazione “Anima Verde” della Cascata delle Due Rocche, chiedendo al sindaco di rispondere dettagliatamente. Nella seduta di ieri sera il sindaco rispondeva (leggi risposta). Intervenivo nuovamente per dichiararmi soddisfatto o insoddisfatto, ma mentre pronunciavo il mio intervento, manifestando con molta pacatezza perplessità e dubbi sull’operazione Cascata delle Due Rocche, venivo aggredito verbalmente dal sig. Salvatore Dragna, presidente dell’associazione “Anima Verde”, aggiudicataria dell’affidamento. Qualche secondo dopo, all’aggressione del Dragna si univa anche il sig. Antonino Gariffo, titolare di una trattoria, che prima si era presentato alla gara, ma sei mesi dopo si era stranamente ritirato. “Lei non deve nemmeno pronunciare il mio nome!”, mi gridava Gariffo. Tra il pubblico erano presenti tanti soci dell’associazione aggiudicataria,  con il chiaro intento di esercitare una forte pressione psicologica contro il consigliere interrogante, aggravata dalle aggressioni verbali del Dragna e del Gariffo. Da parte mia ho rivendicato con forza il mio diritto-dovere ad esercitare l’attività di controllo dell’amministrazione comunale, che nessuna forma di pressione, neppure in un paese particolare come Corleone, può pensare di impedire. Mi sono riservato insieme al gruppo Pd di trasformare in mozione l’interrogazione, dopo aver visto più chiaro in alcuni passaggi. (dp)

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