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venerdì 15 agosto 2014

Corleone, il diario dal campo di lavoro antimafia: Diretta tv Telejato e poi il viaggio a Cinisi

Negli studi di Telejato...
Eccoci qua… appena svegli, più o meno tutti, ore sette del mattino… sappiamo già che la giornata odierna sarà diversa dalle altre… non solo lavoro dei campi ma anche pullman e viaggio per pochi kilometri verso le città di Partinico e Cinisi. Continuiamo quindi il lavoro di spostamento delle pietre dal terreno coltivabile, essendo consapevoli di dover lavorare oggi solo per poche ore e fare le fortune dei ragazzi che seguiranno nelle attività del campo... quasi tutto il terreno è stato pulito e si lavorerà ancora un giorno prima delle ferie di ferragosto  e della infelice partenza: pur lavorando nei campi, riusciamo noi ragazzi  a ritagliarci spazio e tempo per stare assieme e rallegrarci.


Torniamo quindi alla Cooperativa alcune ore prima e subito dopo pranzo ci aspetta il pullman, destinazione Partinico:  una piccola città in linea d’aria vicina a Palermo dove ha sede l’emittente televisiva locale Telejato.  Avendo lavorato per alcuni anni come collaboratore di articoli per alcune testate web è quindi molto forte la curiosità di conoscere una nuova realtà giornalistica come quella di Telejato.
L’emittente dal 1999, sotto la direzione e conduzione di Pino Maniaci, è diventata negli anni un riferimento importante di legalità e partecipazione attiva per tutti i cittadini locali in un territorio in cui la criminalità organizzata e la cattiva gestione pubblica rimangono oggi molto influenti… Ad accogliere tutto il gruppo dei ragazzi della Cooperativa “Lavoro e non Solo” è lo stesso Pino Maniaci assieme alla figlia e a due stagisti, arrivati lì “per farsi le ossa”.  Tre stanze, servizi video su tutta l’area da Palermo a Corleone, molte difficoltà legate alla presenza della criminalità sul territorio ma anche qualche soddisfazione.
Pino Maniaci è stato alcuni mesi fa premiato dall’organizzazione internazionale sulla libertà di stampa Reporters Without Borders, inserendolo nella lista dei top 100 giornalisti che onorano  con il loro lavoro il diritto all’informazione. Assieme a Pino Maniaci troviamo come italiano anche Lirio Abbate, giornalista della rivista l’Espresso e autore di alcuni delle più importanti inchieste su mafia e criminalità internazionale. Come di consueto, è stato concesso ai volontari di presentare e mandare in onda i servizi video preparati dalla redazione, per la maggior parte relativi alle tematiche ambientali (distilleria, rifiuti e degrado urbano).
Appena salutato Pino e la sua redazione riprendiamo il nostro viaggio in pullman e da Partinico ci dirigiamo alla città di Cinisi, nota in Italia e all’estero per aver dato i natali a Peppino Impastato, giornalista e attivista ucciso dalla mafia nel 1978 per via delle sue denunce satiriche  attraverso la radio. Oggi la sua casa è diventata una casa memoria che porta il suo nome oltre a quello della madre Felicia scomparsa nel 2004. Ad accoglierci vi è il fratello Giovanni Impastato… ci spiega come il mondo e quindi la stampa internazionale si è interessata alla vita di Peppino e alla città di Cinisi subito dopo  l’uscita del film “I Cento Passi” di Marco Tullio Giordana.
Cento passi come la distanza  dalla casa di Peppino a quella di Tano Badalamenti, uomo d’onore di Cinisi e mandante del rapimento e uccisione del giornalista. Oggi la stessa casa di Badalamenti è stata confiscata ed è sede delle iniziative in memoria del giornalista scomparso prematuramente. La stessa famiglia Impastato  ha preso le distanze dai familiari appartenenti alla mafia e ricorda il suo figlio più coraggioso. Una giornata quella di oggi quindi piena di spunti e riflessioni sul concetto di mafia e sul concetto di resistenza… esempi  umili che scrivono la storia più tenace di questa terra.
Matteo

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