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mercoledì 2 luglio 2014

La conferenza dei sindaci ha approvato il piano di miglioramento della rete ospedaliera

I Sindaci della Provincia di Palermo e l'Assessorato alla Sanità s'incontrano per migliorare la rete ospedaliera. E' salvo il punto nascita di Petralia. Ma Alia e Valledolmo sono "isolate": per un'ambulanza sul posto occorrono 40 minuti «si può morire prima di ricevere assistenza»
Un passo avanti verso il riordino del servizio Sanitario Regionale e in particolare delle rete ospedaliera di Palermo e Provincia. E' stato fatto ieri mattina (30 giugno) con l'acquisizione del parere - obbligatorio, ma non vincolante  - della  Conferenza dei sindaci della Provincia, di cui è  Presidente Lea Savona, sindaco di Corleone. La conferenza si è tenuta nei locali dell'Assessorato Regionale alla Sanità, in piazza Ottavio Ziino a Palermo.

Visto che al "novanta per cento sono state accolte le richieste dei primi cittadini" - come ha evidenziato Pippo Noto, direttore dell'Azienda Sanitaria Provinciale di Palermo - i sindaci, con l'eccezione della motivata astensione dei rappresentanti di Alia e  Valledolmo,  hanno espresso in linea di massima un voto  positivo, su quanto presentato dall'assessorato e dall'Asp sul piano sanitario locale. 
In buona sostanza sono stati mantenuti attivi i punti nascita di Corleone (distretto 40) e Petralia (distretto 35), ma a patto che vengano garantiti dalle strutture ospedaliere gli standard di sicurezza necessari ad una corretta gestione del servizio. L'ospedale Madonna dell'Alto di Petralia Sottana mantiene 14 più 2 posti letto in Medicina generale, 2 in Pediatria, 4 in Ostetricia e Ginecologia, 6 in Chirurgia generale, più due indistinti, e 46 posti letto per gli acuti  (riabilitazione e lunga degenza).  Corleone ha conservato, inoltre, anche i due posti di Pediatria che in una prima stesura erano stati eliminati. Le modifiche al piano sono state apportate in modo di garantire la sopravvivenza sia delle strutture presenti sul territorio, sia dei posti letto, pur con qualche aggiustamento resosi necessario per migliorare il servizio. Questo anche in considerazione che i paesi che fanno capo ai due distretti si trovano in un'area svantaggiata della Provincia, con una rete stradale non adeguata (per esempio quella di Alimena) o addirittura fuori uso per frane (come nel caso di Corleone), come hanno evidenziato i sindaci Lea Savona di Corleone ed Alvise Stracci di Alimena,  «che nell'eventualità di una riduzione dei servizi offerti   o  di chiusura dei presidi ospedalieri esistenti, rischierebbe di lasciare tagliati fuori dall'assistenza sanitaria i cittadini ricadenti in questi Comuni». Anche Partinico, del distretto 41, mantiene i posti letto ed  Urologia (era stata cassata). Inoltre, è prevista un'allocazione, sempre a Partinico, di una unità  di Cardiologia emodinamica. Per l'ospedale San Raffaele di Cefalù, viceversa, è prevista la sua trasformazione in una struttura  di specializzazione oncologica, sempre cercando di mantenere i servizi base.
Il commissario dell' Asp Palermo, Antonino Candela, ha evidenziato come su 82 comuni della provincia, già 65 di essi hanno un servizio Cup (Centro Unico di Prenotazione) attivo.
Questa affermazione non ha placato però le legittime rimostranze dei primi cittadini di Alia, Francesco Todaro (tra l'altro un medico) e di Valledolmo, Luigi Giuseppe Favari, i quali hanno sottolineato l'assenza nei loro comuni e in quelli limitrofi, di servizi sanitari di base. Il dottor Todaro, in particolare, ha rilevato come il suo paese sia isolato e praticamente privo di ogni struttura sanitaria, nemmeno uno sportello per le prenotazioni. «Se qualcuno dovesse stare male,  l'ambulanza non potrebbe raggiungere il nostro territorio prima di quaranta minuti circa - sottolinea  il sindaco - il posto più vicino è Lercara o Palazzo Adriano (dove si trovano i Pte, Punti Territoriali di Emergenza, cioè le reti del 118). Più di 26 chilometri di strada in pessime condizioni - conclude amareggiato il sindaco - così si può morire prima di avere assistenza».
Candela per l'Asp e l'Assessorato alla Sanità si sono impegnati ad indire un incontro per cercare di risolvere l'isolamento di quei Comuni autodefinitisi «non svantaggiati, ma disastrati» come tiene a precisare lo stesso Todaro.
La responsabile della Programmazione dell'emergenza Sanitaria della Regione,  Maria Letizia Di Liberti, ha risposto dando la sua disponibilità ad un incontro, ma anche chiarendo che la Regione Sicilia dispone di ben 10 ambulanze attrezzate in più di quelle previste, dichiarando altresì che «si può aprire uno spiraglio per una migliore distribuzione sul territorio».
«Una di queste ambulanze, però si trova a Petralia, da circa tre mesi, perfettamente attrezzata (costo 78 mila euro) e non è ancora entrata in funzione» - lamenta il dottor Stracci.
Il sindaco di Petralia Sottana - Santo Francesco Inguaggiato - ha invitato a vigilare sull'occupazione impropria dei posti letto negli ospedali e ha sottolineato la mancanza di un reparto di ortopedia nel suo territorio. L'assessorato regionale vuole continuare nella sua opera di organizzare, riunire gli ospedali e di giungere a mettere on line tutti i ricoveri, in maniera da ridurre le ospedalizzazioni non necessarie.
Per quanto riguarda Palermo, è stata mantenuta, in virtù della sua posizione periferica, Ortopedia all'Ingrassia. Per tale Presidio Ospedaliero sono stati potenziati in generale i posti letto, con un riassetto dell'organico interno.  Policlinico, Civico e Cervello confermano le attività principali. Per quest'ultimo è prevista l'attivazione di un "Trauma Center". Salvi anche i 60 posti letto della clinica Villa delle Ginestre, che dovrebbe formare un presidio unico con il Cervello. Mantiene il suo status di Arnas - Azienda di Rilievo Nazionale e di Alta Specializzazione - l'ospedale Civico di Palermo e l'Ismett.
La Regione Sicilia è prima in Italia, per la sperimentazione del modello di Ospedale Riunito, un modello attuato in collaborazione con il Ministero della Salute.

Da: http://www.ilcaleidoscopio.info/

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