lunedì 9 giugno 2014

Liberi Consorzi dei Comuni. Che fare? Apriamo un dibattito...

di Salvatore Pirrone 

La Legge regionale n.7 del 27 marzo 2013, ha abolito le Province e la legge regionale n. 8 del 24/03/2014 ha previsto l’istituzione dei Liberi Consorzi dei Comuni, entro il mese di ottobre 2014 (referendum confermativo), che dovranno esercitare le funzioni di governo su scala territoriale distinta dalla vecchia organizzazione provinciale.
L’imminenza della scadenza prevista per il mese di ottobre 2014 obbliga, a prescindere da eventuali proroghe che saranno concesse in via legislativa dall’ARS, subito al confronto su alcuni punti fondamentali ed avviare un serio dibattito nell’ambito della comunità roccamenese (e forse anche più in generale) per formulare e/o orientare proposte finalizzate all’individuazione del consorzio cui aderire per avviarci verso un serio e credibile superamento dell’attuale struttura provinciale.

Gli obiettivi, pertanto, che si devono perseguire dovranno riguardare l’organizzazione di strutture e servizi nella prospettiva di una comune programmazione economica e sociale come ad esempio: infrastrutture, trasporti, tutela e gestione delle risorse ambientali, ciclo delle acque, ciclo dei rifiuti, energia, servizi turistici, servizi socio-sanitari, servizi scolastici, ecc.
E’ chiaro che dobbiamo rivendicare la nostra libertà di scegliere con chi stare che dovrà scaturire dalla nostra identità territoriale ed economica, sociale e culturale. I liberi consorzi devono essere costituiti da realtà locali (comuni) che abbiano caratteristiche comuni non solo in termini di territorio ma anche di cultura, tradizioni economia e portare avanti ipotesi di sviluppo in senso complessivo.
Roccamena si trova al centro del Belice destro e sinistro che si uniscono al di sotto della diga Garcia per formare l’unico fiume che poi sfocia nel tratto di mare vicino Selinunte.
Il fiume Belice viene quasi costeggiato dalla Palermo – Sciacca che costituisce l’arteria stradale che se da un lato consente di raggiungere Palermo in tempi brevi dall’altro ci ha portato, nei tempi più recenti, a stabilire contatti anche di lavoro con zone del sud della Sicilia quali Sciacca, Menfi, Castelvetrano ecc.. 
Senza parlare, poi, dell’evento calamitoso e luttuoso che del terremoto e delle successive lotte per la ricostruzione che ancora oggi ci tiene legali ai comuni della Valle.
Sulla Fondovalle, inoltre, si affacciano comuni che allo stato attuale appartengono a tre distinte province (PA – TP – AG) e non è difficile constatare come le peggiori infrastrutture viarie sono quelle che ricadono nel territorio della provincia di Palermo e quindi di Roccamena.
Palermo quale città capoluogo non è riuscita, negli anni, ad esercitare un ruolo propulsivo nei confronti dei comuni periferici che hanno visto l’ente provincia come un luogo dispensatore di servizi e non come soggetto propulsore ed aggregativo di tipo economico e/o culturale.
Circa la costituzione dei consorzi si riferisce che la legge stabilisce il numero minimo di abitanti che il consorzio deve avere.
Tuttavia, possiamo già stabilire (e/o pensare) una serie di relazioni, anche con riferimento alla prossima programmazione 2014 – 2017, che preludono verso quali realtà collegarci.
Ritengo, pertanto che la comunità sociale e politica roccamenese debba iniziare a discutere anche su questi argomenti.

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