mercoledì 2 aprile 2014

La Fillea Cgil di Palermo chiede un piano industriale per le aziende del gruppo Aiello. Ridulfo: "Un futuro anche per le imprese edili"

Mario Ridulfo
Palermo 1 aprile 2014 – “No allo spacchettamento delle aziende confiscate ex gruppo Aiello senza un piano industriale che riguardi tutta la confisca, che non comprende solo l’azienda sanitaria ma anche le altre, le aziende edili”. Lo chiede il segretario della Fillea Cgil di Palermo Mario Ridulfo, manifestando la preoccupazione per il futuro  delle aziende edili del gruppo Aiello confiscate,  Ati Group, Emar ed Ediltecnica e che in tutto inglobano circa 120 operai ed impiegati edili e 15  metalmeccanici. Gli edili non staranno fermi a guardare. Nei prossimi giorni sono previste un’assemblea alla Camera del Lavoro di Bagheria e una protesta sotto la sede della Prefettura. “Non si può risolvere solo un problema e lasciare morire tutto il resto. Bisogna ragionare in termini di confisca e trovare  anche soluzioni diverse per tutti i lavoratori. Non accettiamo di essere considerati di serie B – aggiunge Ridulfo – In questi lunghi anni di sequestro e confisca dobbiamo riconoscere solo meriti all’amministratore Andrea Dara e al giudice Silvana Saguto. Purtroppo non così alla Agenzia dei beni confiscati, che sulle aziende edili non ha espresso alcuna idea progettuale”.

In questi anni con i cantieri aperti l’azienda edile ha costituito l’ossatura della società. Ma i lavori finiranno tutti quanti in estate e  non ci sono altri appalti in vista. Da qui la preoccupazione. Tra i cantieri in corso,il più grosso è  l’ampliamento della struttura di villa Santa Teresa. Gi altri sono  l’ospedale di Bronte, il mattatoio di Partinico e alcuni lavori al  Policlinico. “Ci sono stati anni in cui il con questi cantieri siano riusciti a traghettare l’azienda. Tra l’altro una parte di ex edili è stata ricollocata nell’ struttura sanitaria: in trenta  sono confluiti nell’azienda  per fare manutenzione  e pulizia dei locali – continua Ridulfo -  Se nelle aziende edili non si programma una nuova attività questa estate sorgeranno seri problemi”.
Palermo 1 aprile 2014 – “No allo spacchettamento delle aziende confiscate ex gruppo Aiello senza un piano industriale che riguardi tutta la confisca, che non comprende solo l’azienda sanitaria ma anche le altre, le aziende edili”. Lo chiede il segretario della Fillea Cgil di Palermo Mario Ridulfo, manifestando la preoccupazione per il futuro  delle aziende edili del gruppo Aiello confiscate,  Ati Group, Emar ed Ediltecnica e che in tutto inglobano circa 120 operai ed impiegati edili e 15  metalmeccanici.
  Gli edili non staranno fermi a guardare. Nei prossimi giorni sono previste un’assemblea alla Camera del Lavoro di Bagheria e una protesta sotto la sede della Prefettura. “Non si può risolvere solo un problema e lasciare morire tutto il resto. Bisogna ragionare in termini di confisca e trovare  anche soluzioni diverse per tutti i lavoratori. Non accettiamo di essere considerati di serie B – aggiunge Ridulfo – In questi lunghi anni di sequestro e confisca dobbiamo riconoscere solo meriti all’amministratore Andrea Dara e al giudice Silvana Saguto. Purtroppo non così alla Agenzia dei beni confiscati, che sulle aziende edili non ha espresso alcuna idea progettuale”.

In questi anni con i cantieri aperti l’azienda edile ha costituito l’ossatura della società. Ma i lavori finiranno tutti quanti in estate e  non ci sono altri appalti in vista. Da qui la preoccupazione. Tra i cantieri in corso,il più grosso è  l’ampliamento della struttura di villa Santa Teresa. Gi altri sono  l’ospedale di Bronte, il mattatoio di Partinico e alcuni lavori al  Policlinico. “Ci sono stati anni in cui il con questi cantieri siano riusciti a traghettare l’azienda. Tra l’altro una parte di ex edili è stata ricollocata nell’ struttura sanitaria: in trenta  sono confluiti nell’azienda  per fare manutenzione  e pulizia dei locali – continua Ridulfo -  Se nelle aziende edili non si programma una nuova attività questa estate sorgeranno seri problemi”.

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