martedì 29 aprile 2014

Il 1° Maggio a Portella per il lavoro e contro la precarietà

Il 1° maggio a Portella: alle 9.30 alla Casa del Popolo di Piana concentramento e partenza del corteo. E poi  comizio a Portella. Parlano il segretario Cgil di Palermo Maurizio Calà e il segretario nazionale della Slc Cgil Massimo Cestaro: al centro il tema del precariato nei call center. Il segretario Cgil di Palermo Calà: “Verità sulla strage di Portella. Accogliamo positivamente l’invito del premier Renzi di togliere il segreto di Stato sugli atti che riguardano le stragi d’Italia ancora impunite” 
Palermo 29 aprile 2014 - «Verità sulla strage di Portella della Ginestra». In occasione della festa del Primo maggio che come ogni anno si terrà a Piana degli Albanesi con un corteo e un comizio sul luogo della strage,  il segretario della Cgil di Palermo Maurizio Calà, in risposta all’invito del premier Matteo Renzi di togliere il segreto di Stato sulle stragi impunite d’Italia,  chiederà di fare luce sull’eccidio del 1 maggio 1947  a Portella.

   Un primo maggio dedicato ai tanti lavoratori delle comunicazioni, settori in cui orbitano migliaia di precari, come gli operatori dei call center,  con contratti che non consentono di avere una stabilità produttiva. E per la Cgil sarà occasione di rilanciare la richiesta di verità e giustizia per le vittime di Portella. «Non c’è dubbio che il fatto principale avvenuto all’inizio della storia repubblicana sia  Portella della  Ginestra. E’ stata la prima grande strage coperta da depistaggi, silenzi e collusioni di Stato, che ha stravolto il resto della storia d’Italia.   Ci aspettiamo dunque - dice il segretario della Cgil di Palermo Maurizio Calà - che il presidente del Consiglio dia corso a questa intenzione e che a partire dai documenti desecretati su Portella  la Commissione parlamentare stragi apra un capitolo nuovo per fare luce sui fatti del ’47 che tanto hanno influito sul lungo sistema di  coperture di cui ha goduto la mafia e che le ha consentito  di progredire e diventare l’organizzazione criminale che conosciamo. Dopo tante promesse fatte negli anni passati,  chiederemo che si  riapra il  processo su Portella della Ginestra finito come tanti altri processi sulle stragi, in  una bolla di sapone,   e che si dia un nome e un volto a mandanti ed esecutori ”.    Proprio ieri al consiglio comunale di Piana degli Albanesi è stato  presentato il libro-documento “Portella della Ginestra e il  processo di Viterbo”, scritto  dagli autori Sante Cruciani e Manuela Claudiani, su iniziativa della fondazione Di Vittorio e delle  Cgil di Palermo e di Roma.  «Un libro in cui si riassume l’elaborazione storica sulla strage di questi ultimi 15 anni,    implementata  con punti di vista storici e nuove carte anche provenienti dagli Stati, in un filo rosso che lega Portella a Viterbo - aggiunge Calà -  Ieri abbiamo lanciato anche l’idea di costituire una Rete nazionale sulle grandi stragi, che leghi insieme sindacato, archivi, università, associazioni di parenti delle vittime per mettere insieme tutte le conoscenze acquisite». 

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