venerdì 14 marzo 2014

L'assessore Cartabellotta: “La Sicilia ha una squadra che può vincere i mondiali”

L'assessore alle risorse agricolo Dario Cartabellotta
di SALVATORE PARLAGRECO
Assessore Dario Cartabellotta, le risorse agricole ed alimentari sono un settore di nicchia. Da dove viene il suo ottimismo?
“No, non è un settore di nicchia, ma l’esatto contrario. Però capisco che si possa crederlo: la politica tracima, il confronto istituzionale è intenso, l’emergenza è quotidiana. Siamo alla vigilia di grandi cose…”.
La Sicilia diventerà ricca grazie ai prodotti della terra, all’enogastronomia. Le pare possibile? Sembra un’utopia…
“E invece è una visione corretta della realtà. E’ la valutazione di un tecnico, questo è il mio campo, il mio mestiere…”.

No, non lo scordo, ma lei deve convincermi.
“Capisco, l’agricoltura è stata considerata il parente povero, sinonimo di depressione. Abbiamo vissuto la stagione dei lavori pubblici, dell’industria e siamo a questo punto. Se avessimo puntato sulle risorse agricole? Ora dobbiamo lasciarci alle spalle il passato, facendo tesoro dell’esperienza. Bisogna proporsi traguardi ambiziosi: non è un esercizio di ottimismo, è una strategia. Occorre gettare il cuore oltre l’ostacolo, uscire dal giardino di casa, confrontarsi con il mondo, allargare l’orizzonte…”.
Ecco, vede, parla da visionario. Mi scusi, ma…
“Capisco, lei si sbaglia. Le mie sono intenzioni, competenze, parlo di cose che conosco. Non ho la bacchetta magica, ma non lavoro in solitudine. Siamo alla vigilia di grandi cose, di un appuntamento importante, per la Sicilia un’occasione irripetibile. Se ci sappiamo fare…”.
… Diventeremo ricchi.
“Potremo uscire dal cono d’ombra, questo sì: l’Expo ci offre  la possibilità di uscire dalla minorità e mostrare quel che sappiamo fare in un contesto internazionale. Venti milioni di visitatori, sei mesi, personaggi influenti. Una straordinaria vetrina. La Sicilia sarà presente due volte: nel padiglione italiano ed in quello del Mediterraneo, dove occuperà il centro, perché noi siamo lì anche nella realtà, al centro. Svolgeremo un ruolo di coordinamento. L’Expo è stato finora l’appuntamento planetario della tecnica e della scienza, stavolta propone un messaggio civile: nutrire il pianeta, energia della vita. E qui siamo imbattibili, abbiamo chance.  E’ la terra ed il cibo che sfamano il pianeta, e noi siamo al centro di tre continenti, europeo asiatico e africano. La nostra è una biodiversità fisica ma anche…culturale. In Sicilia c’è il Libano, la Spagna, la Grecia, la Francia, la Libia…Tutto”.
E  questo ci farà ricchi?
“Ci giocheremo la carta migliore, il “Born in Sicily” è un’idea condivisa anche dai nostri partner internazionali. La globalizzazione tutela le identità, non le uccide, l’hanno capito. La qualità dei nostri prodotti è eccellente, la nostra cultura gastronomica imbattibile. Esporteremo prodotti ed importeremo turismo. L’Isola è una meta low cost. “Born in Sicily” avrà un ritorno nel territorio, la filiera corta grazie alle tecnologie strapperemo dall’isolamento i piccoli produttori, che subiscono la sudditanza della grande distribuzione. Scendiamo in campo con una squadra che può vincere i mondiali”.
Il team ha nomi, prodotti, strategia…
“Bisogna fare squadra, fare sistema, lavorare duramente, lontano dai riflettori”.
Full time assessore, e le Europee sono alle porte. Lei sarà invitato a candidarsi.
“No, sono un tecnico e resto tale, non mi candido…”.


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