martedì 11 marzo 2014

Corleone, 66° anniversario dell'assassinio di Placido Rizzotto: memoria, cultura, impegno civile

I bambini delle scuole elementari con i loro cartelloni
CORLEONE - Ieri mattina, nel 66° anniversario dell’assassinio del segretario della Camera del lavoro di Corleone, Placido Rizzotto, davanti alla sua tomba, a Corleone, c’erano i suoi familiari, la Cgil, l’Amministrazione comunale, l’Associazione “Corleone Dialogos”, L’Anpi, l’Arci, Libera, e il Consorzio “Libera Terra Mediterraneo”. Insieme a loro, i bambini della scuola elementare, che hanno letto delle commoventi poesie e cantato un “rap” in onore del sindacalista, gli alunni della scuola media e gli studenti delle scuole superiori, che poi hanno assistito alla proiezione del film “A testa alta” del regista Alberto Castiglione, dedicato ai sindacalisti assassinati dalla mafia nel secondo dopoguerra (in particolare a Epifanio Li Puma e Placido Rizzotto). Sempre a Corleone, in anteprima nazionale, nel pomeriggio è andato in scena lo spettacolo teatrale «Ossa, dal racconto popolare dell’osso che canta, alla storia di Placido Rizzotto», con Alessio Di Modica.
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Memoria, cultura ed impegno civile, nel nome di Placido Rizzotto: questo il leit-motiv della giornata di ieri, che ha collegato idealmente Corleone e Polizzi Generosa, sulle Madonie. A Verbumcaudo, territorio del comune di Polizzi, infatti, sempre nel nome di Rizzotto, è stato consegnato alle cooperative del Consorzio “Sviluppo e Legalità” il nuovo vigneto realizzato dall’Istituto regionale vini ed oli di Sicilia, intitolato al sindacalista ucciso da Cosa nostra. «Se oggi possiamo intitolare il vigneto a Placido Rizzotto, dobbiamo dire grazie soprattutto al prefetto Giuseppe Caruso, che da direttore dell'Agenzia nazionale per i beni confiscati firmò il decreto di assegnazione del feudo Verbumcaudo al Consorzio Sviluppo e Legalità , sbloccando una annosa questione che impediva allo Stato di riappropriarsi del feudo dei Greco, nonostante la confisca fosse avvenuta 25 anni prima», ha detto il direttore del Consorzio Lucio Guarino.  «L’idea di Placido Rizzotto di fare della terra una grande risorsa di legalità e sviluppo – ha detto il senatore Giuseppe Lumia, componente della Commissione antimafia - è ancora molto attuale ed oggi è stata in parte realizzata presso il feudo Verbumcaudo, confiscato a Cosa nostra, dove è stato inaugurato questo vigneto voluto dalla Regione».
A Corleone, questo è il secondo anno consecutivo che è stato possibile ricordare Placido Rizzotto davanti alla sua tomba, nel cimitero di Corleone. Infatti, nel 1948, la terribile mafia del feudo di Michele Navarra e Luciano Liggio assassinò Rizzotto e ne fece scomparire il corpo in una “ciacca” di Rocca Busambra. Solo nel 2009, però, dopo accurate indagini da parte della polizia e della magistratura, i suoi resti sono stati ritrovati. La notizia ufficiale è stata data il 9 marzo 2012, dopo la lunga e complessa procedura di comparazione del Dna. Infine, il 24 maggio di quello stesso anno, i funerali di Stato, alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e delle massime autorità dello Stato, che è stato il modo per riconoscere Rizzotto un caduto per la libertà e la democrazia della nostra terra. «E’  importante – scrive fra Paolo, il frate minore rinnovato, missionario in Tanzania, molto legato alla figura di Rizzotto e a Corleone - tenere vivo nel suo nome questo spirito di "resistenza" contro i prepotenti».

D.P.

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