martedì 25 marzo 2014

A “Presa diretta”, il sospetto di Sonia: Binnu pestato perché “parla…”

Sonia Alfano
Bernardo Provenzano pestato a sangue per avere lasciato credere di collaborare con gli inquirenti? Il sospetto non si affaccia solo ora, ma mai era stato riferito e analizzato tanto approfonditamente da Sonia Alfano. La Presidente della Commissione antimafia del parlamento europeo, ospite di Presa diretta, su Rai 3,  non ha usato toni “interrogativi”, non ha prospettato dubbi, ma ha riferito certezze. Il 25 maggio del 2012 si recò in carcere di Parma per parlare con Benedetto Provenzano e nel corso di una lunga conversazione cercò di persuaderlo della necessità di conciliarsi con la legge, di collaborare con la giustizia. Se l’avesse fatto ne avrebbe tratto certo dei benefici, e la verità sarebbe venuta finalmente a galla. L’ex capo di Cosa nostra l’avrebbe ascoltata con attenzione, ogni tanto interrompendola, ed alla fine avrebbe pronunciato una espressione che non lascerebbe dubbi sulla sua manifestazione di volontà: “E’ fattibile”.

“Nel primo incontro che ebbi con lui, chiesi a Bernardo Provenzano se si voleva pentire. Lui mi chiese se era fattibile”, ricorda Sonia Alfano: “La prima volta era in buone condizioni di salute, la seconda volta con il volto tumefatto e alcuni punti”.
Per la presidente della Commistione antimafia europea Binu Provenzanno sarebbe stato indotto a fare marcia indietro. Ma se ha ragione, la conversazione del 25 maggio in carcere sarebbe stata riferita a chi aveva interesse ad ottenere il silenzio dell’ex capo di Cosa nostra. Ci fu una fuga di notizie?
Dopo avere raccolto questa disponibilità Sonia Alfano si recò in Procura a Palermo e riferì ogni cosa al pm Nino Di Matteo.  Poi non accadde nulla, fino al mese di luglio, quando Sonia Alfano torna in carcere e incontra nuovamente Provenzano. Questa volta il detenuto mostra segni inequivocabili di un “incidente”, appare contuso e molto malmesso. Che cosa è accaduto? chiede Sonia Alfano. E’ caduto dal letto, gli spiegano. Salute malferma… Al nuovo incontro stavolta assistono i secondini che, nel racconto dell’eurodeputato, fissano “intensamente” Provenzano quasi che volessero “accompagnare” con lo sguardo le sue risposte.
Il sospetto, a questo punto, emerge in Sonia Alfano con inequivocabile nettezza: la “fattibilità” è stata pagata con una dura punizione. Un avvertimento, dunque. Provenzano ha perso carisma ed è così debole e indifeso da subire maltrattamenti in carcere? Il regime di carcere duro, supersorvegliato non è bastato? La versione di Sonia Alfano non trova conferme e diventa una delle tante, quelle che circolano sul conto di Benedetto Provenzane e della sua “mitica” conversione?


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