sabato 28 dicembre 2013

L'assassinio di Bose. La denuncia di Isoke: "La società italiana rischia di essere colpevole quanto i trafficanti..."

Isoke Aikpitanyi
di Isoke Aikpitanyi
Anzitutto bisogna considerare che è stata uccisa una donna. Si tratta di FEMMINICIDIO. Se le donne italiane non riescono a far proprio questo concetto, l'idea stessa che si debba lottare contro il femminicidio pensando solo alle italine uccise, perde credibilità. Già in passato le donne italiane, anche a Palermo, scesero in piazza per l'assassinio di una giovane siciliana, ma "dimenticarono" di manifestare per Favour e Loveth. Queste cose non sono accettabili. Poi si consideri che è stata uccisa una madre, una donna mamma di due gemelli di 5 anni. E adesso ragioniamo su altri aspetti: questa giovane donna nigeriana era dentro alla prostituzione, costretta pare dal marito stesso. Ma non mi si venga a dire che NON ERA una vittima della tratta perché chi lo dice vuol dire che non ha capito proprio niente. E anche questo non è più accettabile. Ci sono donne che devono pagare un debito agli sfruttatori, devono pagare fino a 100 mila euro e gli italiani e le italiane credono che quando queste ragazze hanno finito di pagare, non sono più schiave.
E' un pensiero osceno e vergognoso: uscire dalla CLANDESTINITA' è una cosa ben diversa che uscire dalla TRATTA. Una vittima della tratta non ne esce mai se attorno a se non cambia tutto, se la comunità alla quale appartengono resta corrotta, se le maman che si sono arricchite alle loro spalle sono considerate delle benefattrici,  se dopo le maman altre persone si mettono a sfruttarle...parlo dei mariti, dei familiari, ecc. Oggi le giovani nigeriane dovrebbero scendere in strada per protestare e dovrebbero dire BASTA ma prima di tutto dovrebbero dire basta alle maman, ai mariti, ai familiari che le sfruttano. Chi dice che la donna uccisa ora non era più una schiava OFFENDE la memoria di tante che sono state uccise, di tante che sono state violate. Una donna può rassegnarsi alla prostituzione, adattarsi, ma non sceglie praticamente mai di prostituirsi davvero liberamente. Io non accetto l'offesa di chi dice il contrario.La società italiana è colpevole quanto i trafficanti perché fa finta di lottare contro la tratta e, in realtà, fa solo progetti sociali che non risolvono davvero le situazioni. I fatti ce lo insegnano, basterebbe vedere che la verità è questa e non altra.
Isoke Aikpitanyi


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