domenica 1 dicembre 2013

Corleone, le opposizioni impediscono l'aumento delle tasse. Al sindaco Savona non resta che trarne le conclusioni...

Il consiglio durante la seduta delle tasse bocciate 
Diciamolo chiaramente: il sindaco di Corleone Lea Savona, la sua giunta e gli otto consiglieri (Vincenzo Labruzzo,  Calogero Di Miceli, Maurizio Bruno, Vincenzo Verga, Pino Nicosia, Salvatore Sorisi, Carlo Vintaloro e la new entry Gaetano Lupo) che la sostengono non sono in grado di amministrare la città. Hanno fallito. E nel loro fallimento stanno trascinando tutti i cittadini, tutte le famiglie e tutte le aziende di Corleone. Avevano 12 consiglieri su 20 (una ampia maggioranza assoluta) e l'hanno dilapidata, facendone allontanare tanti che hanno preferito stare all'opposizione pur di non condividere le loro scelte insensate, basate solo su piccoli interessi personali e di gruppo. Sabato scorso il fallimento è stato totale e - crediamo - definitivo. Hanno portato per il secondo anno consecutivo la proposta di aumento al massimo livello previsto dalla legge di Imu (0,6 sulle prime case, 10,60 sulle seconde) e addizionale Irpef (8 x mille), ma stavolta l'opposizione (che ormai è maggioranza) non c'è cascata. Ha abbandonato l'aula per protestare contro le perdite di tempo di Savona & C. (l'ultima seduta hanno imposto che cominciasse alle 23 del 30 novembre e l'hanno conclusa alle 4 del mattino dell'uno dicembre), che, rimasti in otto, non hanno trovato gli 11 voti necessari a far passare l'incredibile aumento delle tasse.
Per l'anno 2013, quindi, l'imu sulle prime case non si pagherà e sulle seconde case scende al 7,60%, come deliberato il 21 dicembre 2012 dal consiglio comunale; l'addizionale Irpef, invece, si pagherà al 4 per mille, come deliberato dal consiglio comunale il 24 luglio scorso. Sconfitta su tutta la linea dunque Savona e i suoi consiglieri, che, se avessero un po' di pudore, rassegnerebbero le loro dimissioni, chiedendo scusa alla città per i danni provocati in un anno e mezzo di (s)governo.
Con i loro otto voti, purtroppo, sono riusciti ad aumentare di oltre il 35% la tassa rifiuti, dal momento che il costo del servizio da un milione e 50 mila euro quest'anno è passato ad un milione e 600 mila euro. Questo perché ancora non sono riusciti ad attivare la raccolta differenziata dei rifiuti, che avrebbe comportato un risparmio di oltre 500 mila euro per le casse comunali. Adesso tante famiglie, tante aziende e tanti esercizi commerciali si vedranno notificate maxi bollette che mon sapranno come pagare.
Savona &C. (attivissimi i consiglieri Labruzzo e Di Miceli, ma anche l'assessore Barbaro ed altri) hanno cercato fino all'ultimo (con le lusinghe e con le minacce) di convincere almeno tre consiglieri di opposizione a votare le loro delibere. Forse erano riusciti a convincere Vincenzo Macaluso, ma poi nessun altro. Non i sei consiglieri di area Pd (Dino Paternostro, Salvatore Schillaci, Mario Giarratana, Benedetto Gambino, Pio Siragusa e Pippo Cardella). E nemmeno i quattro di "Mi ci vedo" (Stefano Gambino, Francesco Piazza, Mario Lanza e Angelo Cancemi) e l'indipendente Roberto Scianni. Ci hanno provato per ore, fino alle quattro del mattino, poi hanno buttato la spugna. E si sono rassegnati al loro fallimento.
A questo punto l'assessore Barbaro (dopo che per un anno sindaco ed assessori hanno sperperato anche i soldi che non avevano) dovrà rimodulare il bilancio 2013, tenendo conto che avrà un buco in entrata di circa 7-800 mila euro. Dovrà tagliare spese e pensare a nuove entrate. Non sarà facile, ma la colpa di questa drammatica situazione ricade interamente su un sindaco incapace di amministrare e di tenere in piedi una maggioranza. E sui suoi consiglieri e assessori, aggrappati spasmodicamente alle loro costosissime sedie (basti pensare che un vicesindaco come Ciro Schirò costa circa 60 mila euro alla casse comunali). Tutti i consiglieri di opposizione avevano concordemente avanzato una proposta al sindaco: "si dimetta e noi votiamo l'aumento delle tasse; sarà un sacrificio che i cittadini faranno volentieri pur di liberare la città da amministratori inetti!". Lea Savona non ha nemmeno preso in considerazione la proposta perché si crede in gamba, il migliore sindaco di Corleone. Ma, purtroppo per lei e per la città, ormai è rimasta solo lei a crederlo! (Dp)

5 commenti:

Anonimo ha detto...

ottimo....il baratto:noi aumentiamo le tasse e tu ti dimetti!!!...complimenti alle opposizioni!!!!un gesto veramente nobile nei confronti dei cittadini di Corleone.

Anonimo ha detto...

Forse il commentatore precedente non si rende conto che l'aumento delle tasse lo ha proposto la giunta e non l'opposizione. La scelta di dimettersi insieme a tutta la giunta, potrebbe essere l'unica scelta per il bene dei cittadini di Corleone.

Anonimo ha detto...

Una richiesta del genere è indice che la stragrande maggioranza di chi governa sta là solamente per interessi economici e non per il bene dei cittadini, sia che siano di destra o di sinistra, opposizione e non.

LEOLUCA CRISCIONE ha detto...

L'opposizione ha fatto benissimo a fermare un aumento di tasse GENERALIZZATO! Prima priorità, a riguardo, DEVE essere la lotta all'evasione, circa 20-30 milioni a Corleone (deducendo dalla media nazionale!!!) OGNI sindaco in Italia ha la legge dalla sua parte per poterlo fare... ma cosi' facendo.. si perdono elettori! Non mi è piaciuto il baratto offerto: Dimissioni e accettare aumento tasse!

Come ho avuto modo di richiedere, anche direttamente, la sindaco dovrebbe (avrebbe dovuto) dimettersi già quando è stato "scoperto" di avere preso in giro tutta la citatdinanza (e non solo) firmando documenti ufficial idel Comune con un titolo non proprio!

Un appello agli anonimi! Abbiate il coraggio di firmare quanto scrivete e all'operatore di non pubblicare scritti anonimi!!!

Anonimo ha detto...

E le spese per la Banda Musicale? Quella del Venerdi' Santo? Quella della squadra di calcio? Quella del Carnevale? Centinaia di migliaia di euro!! VERGOGNA!!!