venerdì, luglio 05, 2013

San Giuseppe Jato, dibattito sul secondo dopoguerra, Giuliano e la strage di Portella

L'evento del 5 luglio si svolgerà presso l'aula multimediale "Pio La Torre" della Casa del Fanciullo, a partire dalla ore 18. Si tratta del quinto appuntamento della rassegna "Più libri Più liberi", organizzata dall'assessorato alla pubblica istruzione, cultura e legalità del comune di San Giuseppe Jato. Attraverso la presentazione del libro di Salvatore Badalamenti (Montelepre, il dopoguerra e i misteri di Giuliano, La Zisa, 2009) affronteremo uno dei nodi storici più rilevanti per il nostro territorio: il banditismo politico nel secondo dopoguerra, e in particolare il ruolo di Salvatore Giuliano e della sua banda. Sentiamo infatti il dovere - nel giorno in cui venne "ufficialmente" ucciso Giuliano nel lontano 1950 - di riaprire le tristi pagine di una storia tragica, che ha segnato col sangue e la violenza la nostra comunità. Il ricordo delle vittime provocate dai banditi (dalla strage di Portella della Ginestra del 1947 a quella di Portella della Paglia del 1949, dai contadini rossi ai tanti carabinieri e poliziotti in servizio) ci deve aiutare a rovesciare l'immagine del "re di Montelepre", ricordato come leggendario Robin Hood da chi ha la memoria corta o la coscienza sporca. Tornare indietro e rivedere le scene di quel terribile secondo dopoguerra ci deve far comprendere come si consumò sotto gli occhi di tutti una guerra civile dove ancora una volta mentre pezzi di Stato (i vertici delle forze dell'ordine e altre istituzioni politiche di allora) colludevano con mafia e delinquenza, altri pezzi dello stesso Stato - giovanissimi carabinieri e poliziotti - e della società siciliana - cittadini inermi e poveri cristi - cadevano sotto il piombo di mafiosi e banditi nell'illusione di difendere e costruire un isola e una patria di diritti e libertà.
Nel loro ricordo, nel giorno della morte di Giuliano, qui a San Giuseppe Jato - dove la storia cominciò il 2 settembre 1943 con l'omicidio del carabiniere Antonio Mancino e si chiuse il 20 settembre 1960 con l'assassinio del boss Benedetto Minasola (regista dell'uccisione di Giuliano) - noi ricordiamo il sacrificio di tutte le vittime innocenti del banditismo. 

L'iniziativa si concluderà con un gesto dall'alto valore simbolico: la consegna della riproduzione del monumento dei caduti di Portella della Ginestra, che si trova in una piazza del nostro comune, ad un gruppo di ragazzi dell'associazione "Volta la carta" di Montelepre, i quali intendono chiedere alla prossima amministrazione comunale del proprio comune l'intitolazione di una via o piazza del loro paese alle vittime del I maggio 1947. Il gesto servirà per riconciliare idealmente le nostre due comunità, unite nella stessa tragedia e divise soltanto dal fatto che una città viene ricordata per le vittime (San Giuseppe Jato) e l'altra per i carnefici (Montelepre). Vogliamo così dimostrare ancora una volta la necessità di essere uniti ed affratellati nella lotta alla mafia. I nostri territori e nostre comunità nel ricordo di un passato doloroso si stringono la mano e marciano insieme fino alla liberazione dalla mafia, fino all'emancipazione rispetto al marchio affibbiato di "regno di Giuliano" e "patria dei Brusca", fino alla nascita di una società sana fondata sui valori della legalità e della non-violenza.  
Pierluigi Basile 
Assessore alla pubblica istruzione, cultura e legalità del comune di S. Giuseppe Jato


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