mercoledì 17 aprile 2013

Il gioco delle tre carte di Grillo & Casaleggio. Chapeau…

Casaleggio e Grillo
Il referendum/sondaggio on line regala a Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio un risultato tatticamente perfetto. Non avrebbero potuto fare di meglio Von Clausewitz e Josè Mourinho insieme. Milena Gabanelli ha trionfato, piazzandosi al primo posto, ed ha così “chiuso” agli esterni con la porta stagna ogni possibile tentazione del “nemico”; Stefano Rodotà ha conquistato il terzo posto e può svariare sul campo del Partito democratico, costringendo Bersani a fare i conti con l’integerrimo giurista amatissimo dalla sinistra. Nelle retrovie, al sesto (o ottavo?) posto, c’è Romano Prodi, che può svolgere un’azione efficace in ultima battuta, scompaginando eventuali piani inciucisti fra Pdl e Pd. Ricapitolando: la carta Gabanelli guarda al cambio totale ed è apprezzata da coloro che non sopportano le vecchie facce, a prescindere da curricula e qualità, e sono tanti; la carta Rodotà può guadagnare il favore del Partito democratico, restando una proposta del Movimento 5 Stelle; la carta Prodi, la più insidiosa, è una proposta che non si può rifiutare, pena l’implosione dei democratici, trattandosi del padre dell’Ulivo.

Gianroberto Casaleggio ha detto che ove lo volessero, gli stellati potrebbero votarlo ed i parlamentari del Movimento “obbedire”. Una mossa che spazzerebbe via il sospetto che gli stellati vogliano tornare alle urne, incuranti della crisi e del bisogno di governo delle istituzioni.
Non è il gioco delle tre carte, ma è come se lo fosse. Merito del risultato del sondaggio on line che rivela una intelligenza strategica davvero sorprendente, al punto da suscitare il sospetto, nei malpensanti, che gli hacker abbiano operato per ottenere questo risultato a favore degli stellati.
Sulla lavagna del centrosinistra ci sono due categorie di candidati: condivisibili e non dal centrodestra. Matteo Renzi ha provveduto a cancellare alcuni dei nomi condivisi, provocando la reazione di Anna Finocchiaro e Franco Marini, che non gli hanno risparmiato insulti.
Pare che Bersani abbia in serbo carte coperte, come Sabino Cassese, e carte scoperte, come Massimo D’Alema e Giuliano Amato. Ma il M5S non è affatto fuori dalla mischia e potrebbe perfino vincere la partita, annettendosi il risultato finale. Grillo invita per ragioni di bandiera al voto di Milena Gabanelli, ma si spende per Antonio Rodotà, lasciando intendere che ove i suoi inviti fossero accolto, il day-after potrebbe riservare sorprese gradevoli.
I grandi elettori sono 1007, alle 10 di giovedì 18 aprile – è segno che la storia non vuole essere dimenticata – cominceranno a deporre nel sarcofago la loro scheda. Nella tarda mattinata potrebbe essere eletto chi ottiene almeno 672 voti, i due terzi. Stesso “tetto” in altri due scrutini, poi bastano 504 voti, e il centrosinistra da solo ne ha 496. Insieme a Lista Civica (Bersani e Monti hanno già un accordo), potranno fare da soli ed eleggersi il successore di Napolitano. Subito dopo, però, avrebbero da gestire il ritorno alle urne.
SiciliaInformazioni.com, 16 aprile 2013

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