mercoledì 26 dicembre 2012

MEMORIA. La tragedia del 1907 ai «Lattarini» di Palermo

di Vincenzo Prestigiacomo
Alla vigilia del 25 dicembre saltò in aria un negozio di armi e di esplosivi che gettò il lutto e la desolazione nella città. Vi furono 75 vittime e 150 feriti
C'è un brutto destino per la vigilia del Natale palermitano. Nell'ultimo secolo sono diversi i disastri registrati in questo periodo. Il più grave quello del pomeriggio del 19 dicembre 1907. La città è in fibrillazione per la corsa ai regali di Natale. Improvvisamente alle 17,20 in via Grande Lattarini salta in aria un negozio di armi e di materiale esplosivo che getta il lutto e la desolazione nella città. Dalla Stazione Centrale al Giardino Inglese gli abitanti pensano alla scossa di un tremendo e devastante terremoto.
Ai primi soccorritori, guidati dall'ing. Ignazio Caramanna, comandante dei pompieri municipali, si presenta uno spettacolo raccapricciante con alberghi e case rasi al suolo per una estensione di oltre mille metri quadrati. Crolli in piazza Borsa, via Ruggero Mastrangelo, piazza S. Anna, via Schioppettieri, via Cintorinai. Le operazioni di soccorso si complicano perché sui luoghi del disastro si precipitano in tanti in cerca di un parente, di un amico. Dalle macerie vengono estratti 75 morti e 150 feriti.
Vittorio Spataro viene incaricato dal Comune di redigere una relazione sull'accaduto. Scrive: «Le grida di angoscia e di dolore della folla si univano agli urli disperati dei feriti e dei morenti, alle implorazioni strazianti di amici».
Il collega giornalista Aurelio Bruno, oggi novantenne dalla memoria ancora lucida, racconta: «Tanti anni fa una sera ho avuto una lunga conversazione con un vecchio cronista dell'epoca. Mi parlò del quartiere della morte, di uomini e donne che piangevano in cerca dei propri cari tra i resti fumanti di quei roghi. C'erano morti sfracellati con gli occhi fuori dalle orbite. Giovani soldati che in quell'inferno si prodigavano con coraggio».
Tra gli alberghi devastati ci sono "Concordia ", "Santa Rosalia", "Leon d'Oro", "Corleone", nove dei loro ospiti sono emigranti siciliani arrivati dall'America per festeggiare il Natale con i parenti.
All'ospedale militare una bambina di dieci anni racconta: «Mi trovavo in un balcone di casa di via Lattarini. Ad un tratto ho sentito un boato e sotto i piedi mi venne a mancare il terreno. Istintivamente mi sono aggrappata alla ringhiera del balcone. Sono stata poi salvata dai pompieri».
La ragazzina nell'esplosione perde i genitori. Negli ospedali si recano subito per dare qualche parola di conforto Giovanna D'Ondes e la nuora Franca Florio, Giulia Lanza di Trabia, Giulia Pignatelli Testa.
Il sindaco Francesco Paolo Tesauro costituisce subito un comitato di Soccorso, ne fanno parte i sen. Giuseppe Tasca Lanza e Girolamo Di Martino, il marchese di Ganzaria. Nascono anche comitati per la raccolta di fondi. Sotto il patronato della principessa Giulia Lanza di Trabia viene organizzato un tè di beneficenza al Grand Hotel des Palmes. Il sentimento della carità ha scatti sublimi. Parte pure una sottoscrizione del quotidiano "L'Ora" che in pochi giorni raccoglie fondi per 2.700 lire, versate presso il Banco Florio. Nel frattempo la giunta comunale delibera un primo stanziamento di 5.000 lire per le famiglie colpite dal dramma. Si distribuiscono sussidi alle vedove e gli orfani vengono collocati in istituti di beneficenza. Non mancano gesti di grande solidarietà. La famiglia Faja spontaneamente rinuncia ad ogni sussidio in favore di persone più bisognose.
La Sicilia, 23/12/2012

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