martedì 14 agosto 2012

Corleone, la Sagra della ricotta quando non c'è più ricotta...


E meno male che siamo in tempo di austerità, di risparmio della spesa pubblica, di spending review. E meno male che il sindaco e la giunta hanno la faccia tosta di volere istituire per la prima volta l’addizionale Irpef nella percentuale massima prevista dalla legge (lo 0,8%). Ma come si permettono questi amministratori (che hanno vinto le elezioni per appena 19 voti) di giocare con i cittadini, di tartassarli con nuovi e vecchi tributi, quando non hanno nemmeno il buon senso di non sperperare denaro pubblico con una sagra della ricotta, fatta quando ricotta non ce n’è, e con un sistema assistenziale e clientelare che nemmeno nella Prima Repubblica!? Comunque, bisogna riconoscere che sono dei coraggiosi. Infatti, ci vuole coraggio ad organizzare ad agosto una sagra della ricotta, quando ricotta non ce n’è più perché le nostre pecore in questo periodo non ne producono. Ci vuole coraggio a “bruciare” migliaia di euro per comprare mini panini farciti con ricotta (ma dove hanno preso il latte?) e pezzetti di formaggio con cui abbuffarsi e fare abbuffare la gente.
Tutto il contrario di quella che dovrebbe essere una vera sagra. Cioè, un’occasione per valorizzare le aziende del territorio, stimolandole ad esporre e vendere i loro prodotti. Con il comune che si dovrebbe limitare ad organizzare l’evento e a mettere a disposizione delle ditte gli stand, gli spazi espositivi. Invece, no. Il sindaco Savona & C. hanno comprato ricotta e formaggio da alcune aziende zootecniche (chiederemo di sapere quali), per poi regalare il tutto ad una folla (nemmeno tanto numerosa), con il tipico atteggiamento spagnolo delle tre “F”: Feste, Farina e Forca. Povera Corleone! (dp) 

1 commento:

Leoluca Criscione ha detto...

...la ricotta nel negozio del sindaco è la migliore a Corleone, l'ho provata personalmente!! ...magari ne sarà rimasta qualche 'fascedda' da smaltire....