mercoledì 16 maggio 2012

Il nuovo libro di Rosario Giuè: "Ernesto Balducci. La parola di Dio nella storia"


Venerdì 18 maggio alle ore 21.00 nei locali della Libreria Paoline di Corso Vittorio Emanuele n°456, Palermo, sarà presentato il libro di Rosario Giué "Ernesto Balducci. La parola di Dio nella storia". Intervengono, oltre all'autore, Nino Fasullo, Cosimo Scordato e Francesco Michele Stabile. Introduce e modera Fernanda Di Monte. L'iniziativa è organizzata in memoria delle vittime delle stragi del potere politico-mafioso che con il loro sacrificio hanno segnato la nostra storia.
Nell’antica Badia Fiesolana, alle porte di Firenze, padre Ernesto Balducci pronunciava le sue omelie che, dagli anni Settanta fino alla Pasqua del 1992, furono registrate e pazientemente trascritte, poi pubblicate in dieci volumi. A vent’anni dalla morte del prete toscano (25 aprile), una delle figure più libere e originali nella Chiesa italiana e nella società della seconda metà del Novecento, l’Autore scrive questo libro con il segreto desiderio che altri uomini e altre donne possano accostarsi alla meditazione balducciana e suscitare nuove passioni e nuove speranze.
Il libro narra come nascevano quelle omelie, quali ne erano il linguaggio, le caratteristiche e i temi essenziali o più ricorrenti, il loro essere delle meditazioni. Per Balducci era necessario «coniugare una vita pienamente immersa nei problemi del tempo e la fede nella Parola che non passa».
Egli era convinto che la parola di Gesù di Nazaret, se opportunamente liberata dai rivestimenti religiosi e da appropriazioni indebite, può ancora essere accolta come qualcosa di inedito, capace di svegliare dal sonno le coscienze e «stabilire il diritto», prima di tutto a favore degli scartati della terra. Ritornare a quelle omelie è un’occasione per trarre motivi di ispirazione a vivere il Vangelo nella storia in vista dell’adempimento delle promesse di Dio. Per la Chiesa italiana rivisitare il servizio della Parola di Balducci può essere un’occasione per liberare il Vangelo e se stessa da incrostazioni non necessarie o inopportune.

Dalla Prefazione di Raniero La Valle
«Per molte ragioni si può dire che la testimonianza di padre Balducci non è chiusa; al contrario, essa sopravvive e ancora fermenta e inquieta; toccherà poi a ciascuno decidere se quella testimonianza è ancora utile alla sua intelligenza delle cose e prodiga di significati per la propria vita, personale e pubblica. Nelle sue omelie c’è Ernesto Balducci con la sua cultura, la sua pietà, la sua teologia, ma nello stesso tempo c’è l’eccedenza dello Spirito che si faceva presente e attuale nella parola di Dio che presiedendo all’eucarestia egli commentava. Stava in ciò la qualità di questa predicazione: del tutto indipendente dai manuali su cui i preti si formavano, ma interamente tributaria del Concilio, tutta misurata e modellata sulla parola di Dio letta e ascoltata nell’oggi. Ed è lo stesso Balducci che dichiara questa indissolubile contiguità tra il suo tempo, la sua parola e la parola di Dio, quando rivela che per preparare le sue omelie, lette le Scritture e i giornali del giorno, passeggiava a lungo nel chiostro. E meditava per vedere in che modo la Parola biblica incrociava e illuminava gli eventi della Storia che in quel momento si stavano vivendo».

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