domenica 27 maggio 2012

Funerali Rizzotto. Mons. Antonino Dolce: "Non è vero che il vescovo non ha pronunciato la parola mafia"


Placido Rizzotto
Volentieri avremmo voluto ignorare la polemica innescata a distanza dall’On. Riccardo Nencini, Segretario del Psi, mettendo sotto accusa l’Arcivescovo, mons. Salvatore Di Cristina, reo di non avere mai pronunciato la parola “mafia” durante la celebrazione delle esequie di Placido Rizzotto a Corleone. Ma poiché la polemica è stata accolta da parecchie testate giornalistiche, per amore di verità, siamo costretti ad intervenire.

Se l’ On. Nencini fosse stato attento all’omelia sin dall’inizio, avrebbe potuto ascoltare l’Arcivescovo esprimere  “apprezzamento incondizionato da tributare a chi, battendosi contro il sopruso mafioso, ne ha affrontato la rappresaglia criminale,  pagando con la vita la fedeltà all’impegno assunto”. Il riferimento alla mafia rimane implicito,  e tuttavia vivo, in tutta l’omelia, come è possibile rilevare dal testo consultabile sul sito ufficiale dell’Arcidiocesi di Monreale.
Chi conosce mons. Di Cristina non potrà accusarlo di essere rimasto in silenzio davanti al fenomeno “mafia”: ne danno testimonianza molte sue omelie in cui lo stigmatizza come struttura di peccato, assolutamente inconciliabile con il Vangelo e la professione cristiana. A riprova  di questa attitudine c’è anche “Nuova Evangelizzazione e Pastorale”, il documento della Conferenza Episcopale siciliana del 1994 di cui, come è risaputo, l’Arcivescovo è stato il principale estensore, che al n. 12 – paragrafo molto citato anche ai nostri giorni – condanna severamente mafia, mentalità  e comportamenti mafiosi.                                    

Lo stesso don Luigi Ciotti, dopo la celebrazione, in sacrestia, si è congratulato con mons. Di Cristina per l’omelia, di cui ha chiesto anche il testo “poiché – così ha detto – avrebbe voluto riprendere i tratti salienti”. Quanto poi alla concelebrazione, i due concelebranti principali sono stati il Vicario Generale dell’Arcidiocesi e il Vicario Foraneo Decano di Corleone,  due cariche istituzionali; don Ciotti ha concelebrato insieme ad altri sacerdoti presenti, secondo la prassi del cerimoniale liturgico. Quanto al fatto che egli non sia intervenuto alla fine delle esequie, precisiamo che gli interventi non sono stati di nostra competenza, ma del Responsabile del Cerimoniale del Quirinale che ne ha stabilito il numero e l’ordine.

Mons. Antonino Dolce
Vicario Generale

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