giovedì 3 maggio 2012

I TRASFORMISTI


Il municipio di Palermo
di Rosa Faragi 2 maggio 2012
Queste elezioni amministrative saranno fortemente condizionate dal voto disgiunto, cioè la possibilità di votare un  sindaco di uno schieramento e un candidato consigliere di un altro schieramento. Non si tratta di semplici sospetti ma di una realtà. Il vice sindaco uscente della giunta Cammarata, Pippo Enea, in lista al consiglio comunale di Palermo per il PID, invece di sostenere il proprio candidato sindaco, Marianna Caronia , starebbe appoggiando Leoluca Orlando.
Per la verità l’interessato nega tutto e giura fedeltà alla Caronia, però ci sono dei fac-simili che confermerebbero lo strano connubio. Enea di fronte a tali  prove dichiara:“ non li ho fatti io”. Dopo le case e i viaggi  abbiamo pure i fac-simili elettorali pagati all’insaputa degli interessati. C’è il sospetto di un rapporto non certo idilliaco tra il partito dell’ex ministro Saverio Romano e la Caronia  che aleggia da un po’ di tempo. L’ex presidente della provincia e attuale capogruppo regionale dell’ MPA, Francesco Musotto, ha pubblicamente annunciato che non voterà il candidato del terzo Polo, Aricò. Anche in questo caso sembra che il suo appoggio andrà  a Leoluca Orlando o a Massimo Costa. Anche il candidato del centro destra, Massimo  Costa, appare preoccupato sulla fedeltà di alcuni candidati. Il fatto di avere annunciato che, in caso di vittoria, sceglierà assessori non compromessi con la giunta Cammarata, gli ha  alienato l’appoggio di molti ex assessori, che a quanto sembra, starebbero dirottando, grazie al voto disgiunto, i loro voti su Marianna Caronia e su Leoluca Orlando. Che il problema esiste lo confermerebbe lo stesso coordinatore  provinciale del PDL, on.  Francesco Scoma, che ammette che molti elettori berlusconiani non voteranno per il loro candidato Costa. Anche il candidato del centro sinistra, Fabrizio Ferrandelli, sotto questo aspetto, non dorme sonni tranquilli. Da tempo circolano voci di possibili accordi sottobanco di qualche candidato con il suo rivale Orlando.  Aricò, candidato di Futuro e Libertà e dell’ MPA del presidente regionale Raffaele Lombardo, per cercare di recuperare lo svantaggio e per mettere in difficoltà i suoi avversari, si è sottoposto a un esame antidoping  completo che escludesse l’uso di droghe. Chi sa se gli altri aspiranti sindaci seguiranno l’esempio! Ritornando al trasformismo, l’unico che appare tranquillo è l’ex sindaco Leoluca Orlando che ha selezionato e raccolto nelle sue due liste i  fedelissimi che lo hanno seguito in questi anni nelle sue varie esperienze politiche. Il voto disgiunto invece di essere uno strumento di maggiore libertà per gli elettori, si sta trasformando in uno strumento di baratto politico. In gioco non ci sono solo i posti di assessore, ma soprattutto gli incarichi di sottogoverno e le promesse di posti di lavoro per sé o per i propri familiari e amici.  Per l’eventuale ballottaggio, temiamo che la situazione peggiorerà e salteranno tutti gli schemi. Già da tempo si vocifera di accordi sottobanco tra i vari candidati, al di là degli schieramenti.  Non è nemmeno da escludere che un sindaco venga eletto senza che abbia una maggioranza in consiglio comunale o ancor peggio, con una maggioranza eterogenea diversa da quella iniziale. Sarà il trionfo del trasformismo e la fine della politica.  
R.F.   


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