giovedì 10 maggio 2012

9 maggio 1978 - 9 maggio 2012: Aldo Moro e Peppino Impastato


Aldo Moro e Peppino Impastato
Il 9 maggio del 1978 Aldo Moro e Peppino Impastato, venivano uccisi da mani diverse ma dalla stessa cieca violenza. Per la CGIL la legalità, allora come adesso, rimane l'unica risposta per il lavoro e per il futuro. Oggi è il 9 maggio. La casualità storica unisce due ricorrenze di due omicidi politici. Il 9 maggio del 1978, dopo una prigionia di 55 giorni nel covo di via Montalcini, venne ritrovato a Roma, in via Caetani, dentro il bagagliaio di una Renault 4 rossa  il corpo dell'onorevole Aldo Moro, ucciso dalle Brigate Rosse. Via Caetani è una via molto vicina a Piazza del Gesù
(dove allora era la sede nazionale della Democrazia Cristiana), ma anche
a via delle Botteghe Oscure (dove era la sede nazionale del Partito 
Comunista Italiano). Fu sepolto nel comune di Torrita Tiberina, piccolo paese 
della provincia romana ove lo statista amava soggiornare. Aldo Moro, che 
si era reso protagonista del fallito tentativo politico del compromesso storico, 
aveva 61 anni. Rinchiuso dalle Brigate Rosse nella "prigione del popolo", 
Aldo Moro scrisse moltissime lettere, indirizzate perlopiù ai familiari e 
alla dirigenza della Democrazia Cristiana, più precisamente a Benigno 
Zaccagnini, a Francesco Cossiga, a Giulio Andreotti, a Riccardo Misasi e ad altri; oltre che al capo socialista Bettino Craxi, l'unico esponente di governo che abbia sostenuto la necessità di trattare per salvare la vita di Moro. 

9 maggio 1978. A Cinisi, provincia di Palermo, Peppino Impastato
, attivista politico (di Democrazia Proletaria) e giornalista, venne assassinato nella notte tra l'8 e il 9 maggio del 1978, nel corso della campagna elettorale. La cronaca racconta che col suo cadavere venne inscenato un attentato, atto a distruggerne anche l'immagine, in cui la stessa vittima apparisse come attentatore suicida, ponendo una carica di tritolo sotto il suo corpo adagiato sui binari della ferrovia. Pochi giorni dopo, gli elettori di Cinisi votarono comunque il suo nome, riuscendo ad eleggerlo, simbolicamente, al Consiglio comunale Peppino Impastato era nato a Cinisi nel 1948, da una famiglia mafiosa (il padre Luigi era stato inviato al confino durante il periodo fascista, lo zio e altri parenti erano mafiosi ed il cognato del padre era il capomafia Cesare Manzella, ucciso nel 1963 in un agguato nella sua Giulietta imbottita di tritolo). Fin da ragazzo Impastato ruppe tutti i rapporti con il padre, che lo cacciò di casa. Da allora si dedicò all'attività politica e alla lotta contro la mafia prima con idee socialiste, aderendo al Psiup, poi dal 1968 con la Nuova Sinistra. Nel 1976 creò il gruppo Musica e cultura e fondò Radio Aut, radio libera autofinanziata, dai cui microfoni cominciò a denunziare glii affari dei mafiosi di Cinisi e Terrasini, in primo luogo del capomafia Gaetano Badalamenti.

09/05/2012

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