mercoledì 11 aprile 2012

Mi piacerebbe una Corleone in cui…

La Corleone che vorrei? Improvviso, andando a ruota libera, alcuni piccoli "desiderata" (realizzabili!), ma chissà quanto altro ognuno di noi potrebbe ideare. 
- la munnizza si riciclasse VERAMENTE, NON PER FINTA, contribuendo a non inquinare e a dare lavoro pulito, in ogni senso;
- almeno gli uffici pubblici e le scuole avessero pannelli solari e fotovoltaici;
- le luci pubbliche non fossero sempre accese, anche di giorno e fossero sostituite con led a basso consumo, come si fa in altri paesi e da noi sembra una fissaria, e per di più una fissaria impossibile da farsi;

- ci fossero più giardinetti e aiuole, invece di anche piccoli terreni, fra le case, incolti o abbandonati;
- la moschea (che non ho mai visto) fosse aperta e visitabile;
- la chiesa di san Marco fosse restaurata e fruibile (invece che data da tutti per spacciata, perché forse mai avete visto come altrove sono state ristrutturate opere ridotte in questo stato, ma basterebbe andare anche solo a  vedere la cattedrale vecchia di Salemi, senza bisogno di andare all'estero);
- la chiesa di san Pietro, dei Cappuccini, e chissà quante altre che nemmeno conosco, fossero restaurate e aperte al pubblico;
- le cascate delle due rocche fossero fruibili senza dover scavalcare il cancello, come ho dovuto fare più volte;
- ci fosse un cinema che funziona, con film interessanti e non solo "Vacanze di natale" o "Avatar" o "High school musical", con cicli a poco prezzo che facciano riflettere su certi temi (quanti!) e abbia quindi una funzione ricreativa ma anche educativa;
- ci fosse un centro dove i giovani possano prendere libri in prestito, sfogliare giornali, incuriosirsi alla cultura, invece soltanto di tampasiare pub-pub o nel corso;
- la scuola fosse aperta il pomeriggio, con attività di vario genere (cineforum, incontri, attività per le donne, per gli anziani… anche per gli uomini, perché no?);
- il paesaggio urbano non fosse deturpato da elevazioni di più piani, alluminii anodizzati, serrande, intonaci orrendi, colori-pugni-nell'occhio, ma fosse salvaguardato e restaurato senza essere stravolto, come vedo sempre più;
- il paesaggio attorno al paese non fosse stravolto e siti meravigliosi come quello delle cascate, del canion, dell'acquedotto dopo la galleria non fossero deturpati da nuove costruzioni, casazze, capannoni, ma restasse invece intonso, salvato dall'orrore, prezioso bene paesaggistico, indispensabile a fare di Corleone un centro bello, turistico, da visitare non soltanto per questioni legate alla mafia o anche, se permettete, solo all'antimafia;
- i campetti per fare sport fossero attrezzati e non senza canestri, senza porte, ecc.;
- nelle indicazioni delle vie non fossero scritte panzanate (tipo Via Antonello da Messina.. scultore!) ma fossero indicate almeno le date di nascita e di morte dei soggetti a cui sono intestate (tanto per inquadrare i personaggi nelle loro epoca);
- il corso fosse chiuso al traffico, invece che essere intasato di macchine (un palmo di paese e tutti in auto per andare dal municipio alla villa, tutti!);
- la villa comunale fosse aperta per un tempo più lungo;
- il parco della rimembranza non fosse l'emblema della dimenticanza più totale;
- le pareti delle case fossero costellate di murales (si potrebbe indire un concorso in tutta Italia);
- si stimolasse la gente ad ornare balconi e cortili e ingressi con piante e fiori;
- il cidma non fosse quella cosa inesistente che è ma un vero centro di documentazione, informazione, educazione;
- la ex Casa del fanciullo non restasse il rudere che è;
- la ex colonia delle FS (ma di chi è), a Ficuzza, diventasse un ostello e non il rudere che sta diventando (20 anni fa era in pieno vigore, mah!);
- ci fosse una biblioteca per bambini, con i libri con la copertina in esposizione, e non messi di dorso, uno accanto all'altro (provare per credere la differenza che fa);
- i comitati servissero per programmare una politica che non sia fatta solo di compilazione delle liste (per chiudere miseramente subito dopo le elezioni! Come se non ci fosse, e dal dopo-elezioni soprattutto, l'esigenza di parlare e fare politica VERA);
- i sindaci, gli assessori e i consiglieri avessero la competenza vera per svolgere il ruolo che svolgono, e non fossero solo, come spesso è, pattume in grado di convogliare voti su se stessi.
Maria Di Carlo

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