domenica 22 gennaio 2012

La memoria non si cancella: Caltavuturo ha ricordato la strage politico-mafiosa del 20 gennaio 1893

Un momento del convegno di Caltavuturo
Ad organizzare per la prima volta i contadini nella storia d’Italia fu il movimento dei fasci di fine ‘800, che, in appena due anni (1892-1894), riuscì a mobilitare circa 400 mila contadini, per migliorare le loro condizioni di vita e di lavoro, che allora erano davvero bestiali. I contadini organizzati nei Fasci si riunirono il 31 luglio 1893 a Corleone (allora “capitale contadina”) per elaborare ed approvare quelli che passarono alla storia come i “Patti di Corleone”. Sulla base di questo primo esempio di contratto sindacale scritto, il movimento dei Fasci organizzò degli imponenti scioperi, che in alcuni casi si conclusero con l’accettazione dei “Patti” da parte del padronato agrario.
Purtroppo, il “battesimo di sangue” i Fasci l’ebbero il 20 gennaio 1893 a Caltavuturo, quando l’esercito e la mafia spararono sui contadini che manifestavano per chiedere l’assegnazione delle “terre comuni”, provocando 11 morti e tanti feriti. E venerdì scorso, 119° anniversario della strage, il circolo Arci “20 Gennaio” di Caltavuturo ha voluto ricordare i caduti con una giornata di iniziative, conclusasi con un convegno sul tema “Lavoro, diritti, libertà”, la premiazione di due alunni della scuola media (Angelo G. Romana e Angela Miniaci), che avevano “disegnato” il 20 gennaio,  e con una fiaccolata fino al luogo dell’eccidio, dov’era stata collocata una lapide con i nomi di tutti i caduti. «Quei contadini con il loro coraggio hanno scritto una pagina di storia di questo Paese, con il loro sangue hanno riscattato la dignità di un popolo intero, sottomesso ai potenti di turno», ha detto nel suo intervento Antonino Musca, presidente del circolo. All’iniziativa, coordinata dal prof. Roberto Sottile, hanno partecipato anche lo storico Giuseppe Carlo Marino, il presidente dell’Anpi Ottavio Terranova, il dirigente di “Libera Informazione” Giuseppe Crapisi e il segretario della Cgil di Corleone Dino Paternostro. Il comune, per bocca del vicesindaco Domenico Giannopolo, ha annunciato che nei prossimi mesi intende realizzare una casa-museo per ricordare i caduti della strage. Il circolo Arci ha lanciato l’idea di un appuntamento a Caltavuturo per il 20 gennaio del 2013 a tutti i comuni vittime delle stragi del 1893-94. Infine, lo storico prof. Giuseppe Carlo Marino e i rappresentanti della Cgil, dell’Anpi, dell’Arci e di Libera hanno sottoscritto il manifesto-appello “Per una via dei Fasci Siciliani in ogni comune dell’Isola”, con cui si chiede a tutti i comuni siciliani «di onorare e rendere giustizia storica alle migliaia di donne e uomini che animarono il movimento dei Fasci dei lavoratori della fine dell’800», dedicando loro una strada o una piazza.     
D.P.

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