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mercoledì 30 novembre 2011

Presentazione del Calendario Storico 2012 dell’Arma dei Carabinieri

Nella mattinata, presso l’Aula Magna della Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma, si è svolta la cerimonia di presentazione del Calendario Storico 2012 dell'Arma dei Carabinieri, le cui tavole, proseguendo il percorso storico iniziato con l’edizione passata, ripercorrono i momenti più significativi per l’Istituzione nei suoi secondi 50 anni di storia, alla presenza del Comandante Generale dell’Arma Leonardo GALLITELLI.
Il notevole interesse da parte del cittadino verso il Calendario Storico dell’Arma, oggi giunto a una tiratura di 1.350.000 copie, di cui 8.000 in lingue straniere (inglese, francese, spagnolo e tedesco), è indice sia dell’affetto e della vicinanza di cui gode la Benemerita, sia della profondità di significato dei suoi contenuti, che ne fanno un oggetto apprezzato, ambito e presente tanto nelle abitazioni quanto nei luoghi di lavoro, quasi a testimonianza del fatto che “in ogni famiglia c’è un Carabiniere”.
Il Calendario, attraverso il richiamo a intramontabili valori e semplici, eroici gesti quotidiani durante il servizio, raffigura momenti di vita in cui, ancora oggi, ogni Carabiniere si identifica, ovunque esso si trovi ad operare e qualsiasi tipo di servizio espleti.

Calendario Storico dell'Arma 2012

Le tappe del Bicentenario dell'Arma dei Carabinieri: dallo Stato unitario alla formazione della coscienza nazionale, nel segno dei grandi ideali, Patria, Libertà, Legalità. In copertina, il Parlamento plaude alla BENEMERITA Arma dei Carabinieri.
Dalla relazione ufficiale del 24 giugno 1864:
"L'interesse che tutti prendono perché l'Arma dei Carabinieri (parte eletta dell'Esercito) proceda di bene in meglio è in ragione appunto del pregio in cui essa è tenuta e degli indefessi e segnalati servigi che la rendono dovunque veramente benemerita del Paese".
E' questo il secondo dei "Calendari della memoria", un ciclo che, inaugurato lo scorso anno, ci accompagnerà allo straordinario appuntamento del Bicentenario dell'Arma, nel 2014. I cinquant'anni di storia istituzionale che vi sono rievocati - dal 1864 al 1914 - coincidono con i primi intensi impegni per il giovane Stato italiano all'indomani della proclamazione dell'Unità. Sono gli anni in cui la "Stazione" dei Carabinieri diviene, nelle piccole come nelle grandi Municipalità, punto di riferimento per tutti i cittadini e il "Maresciallo" figura complementare a quelle del Sindaco e del Parroco.

'Ndrangheta, in carcere giudice calabrese, blitz da Milano a Reggio, decine di arresti

Il giudice Vincenzo Giglio
Il magistrato Vincenzo Giglio è accusato di corruzione e favoreggiamento personale di un esponente del clan Lampada, con l'aggravante di aver commesso i reati "al fine di agevolare le attività" dell'associazione mafiosa. In manette anche il consigliere regionale Francesco Morelli e l'avvocato Vincenzo Minasi MILANO - Un magistrato, un politico, un avvocato, un medico e un maresciallo della Guardia di finanza sono stati arrestati in Calabria per ordine della procura di Milano. Il maxiblitz contro la zona grigia della 'ndrangheta è partito da Milano per arrivare a Reggio Calabria. Si tratta dell'operazione "Infinito" scattata questa mattina contro affiliati alla famiglia Valle-Lampada, ma anche contro una serie di professionisti che li aiutavano con i propri servigi. Gli ordini di arresto, chiesti dal pool del procuratore aggiunto Ilda Boccassini e firmati dal gip Giuseppe Gennari, sono in tutto dieci, nove di custodia cautelare e uno, per Maria Valle (moglie di un presunto boss), di arresti ai domiciliari. LEGGI TUTTO

CORLEONE. Ha destato scalpore l'elezione di Maria Concetta Riina, figlia del boss mafioso Totò, nel consiglio di circolo

Maria Concetta Riina
CORLEONE – Il prof. Mario Zabbia, preside della Direzione didattica statale “Camillo Finocchiaro Aprile” di Corleone, non vuole commentare la notizia dell'elezione di Maria Concetta Riina, figlia primogenita del boss mafioso pluri-ergastolano Totò, nel consiglio di circolo dell’istituto. “Sarebbe opportuno - dice - spegnere i riflettori. Si è trattato di una regolare elezione di componenti del consiglio gestita nell'assoluta normalità. Accade così in tutte le scuole. In questo caso c'è stato un clamore eccessivo. Per questo ritengo che non sia il momento più adatto per parlarne". Nessuno – almeno finora – ha contestato la regolarità delle elezioni di Maria Concetta Riina, ma è innegabile che faccia clamore l’elezione della figlia dell’ex “capo dei capi” di Cosa Nostra nel consiglio di circolo della scuola elementare che, il 2 giugno 1992, per prima manifestò contro i boia della strage di Capaci. “Giovanni, non dovevi morire!”, scrissero allora su uno striscione gli 800 bambini della scuola e le loro maestre, che sfilarono per le vie del paese, patria dei “corleonesi” assassini.

Il feudo Verbumcaudo dev'essere occasione di lavoro e sviluppo nella legalità per le popolazioni delle Madonie

DINO PATERNOSTRO
È sicuramente positiva la scelta dell'Agenzia Nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla mafia di assegnare il feudo Verbumcaudo alla Regione Siciliana, che si è assunta l’impegno di estinguerne l’ipoteca, affinché possa diventare strumento di sviluppo nella legalità. In attesa che tra i Comuni delle Madonie si costituisca il Consorzio “Sviluppo e Legalità” per la gestione di questo e di altri eventuali beni confiscati, è positivo che il Consorzio “Sviluppo e Legalità” della zona del Corleonese abbia accettato di gestire Verbumcaudo attraverso le tre cooperative sociali che insistono sul suo territorio, anche per scongiurare che resti ancora nella disponibilità dei vecchi fattori di Michele Greco.
Ma perché la gestione del feudo Verbumcaudo possa diventare una vera occasione di crescita e di riscatto per le Madonie è necessario l’impegno e il protagonismo delle popolazioni (in particolare dei giovani) di quel territorio. Per questo, è necessario che i comuni delle Madonie, che ancora non l’hanno fatto, superino incertezze e contraddizioni, deliberando la loro adesione al Consorzio “Sviluppo e Legalità” per poter prendere in carico la gestione del bene confiscato. Per questo, è necessario promuovere anche nei comuni delle Madonie la nascita, mediante bando pubblico, di una cooperativa sociale di giovani per la gestione di Verbumcaudo, che potrebbe essere intitolata ad Epifanio Li Puma, capolega contadino assassinato dalla feroce mafia del feudo nel 1948.
Dino Paternostro
responsabile dipartimento
Legalità della Cgil di Palermo

martedì 29 novembre 2011

Palermo, colpiti i nuovi boss. Controllavano pure Zamparini

PALERMO - Per il summit più importante degli ultimi anni avevano scelto un noto ristorante nel quartiere Zen a Palermo: Villa Pensabene. Il 7 febbraio scorso per parlare di soldi, affari, pizzo e potere lì si è riunito il nuovo gotha della mafia palermitana: molti dei padrini presenti sono finiti in cella oggi, arrestati nel corso di tre distinte operazioni contro le cosche condotte dai carabinieri del comando provinciale e del Ros, dagli agenti della Mobile e dalla polizia valutaria della guardia di Finanza. Colpiti al cuore i mandamenti di Tommaso Natale, Resuttana, Brancaccio e Passo di Rigano.

Convegno a Reggio Calabria. Il contrasto alle mafie alla luce del nuovo codice antimafia, promosso dalla Cgil e da Magistratura Democratica

Le infiltrazioni mafiose e le azioni di contrasto. Sequestro, confisca e destinazione dei beni
Da anni si chiedeva l’approvazione di un codice antimafia con l’obiettivo di agevolare il contrasto alle mafie. Era diffusa la richiesta di un testo che, oltre a raccogliere le norme vigenti, affrontasse le criticità emerse nella legislazione penale e delle misure di prevenzione, con specifico riferimento all’introduzione di nuovi delitti, alla modifica di quelli esistenti, al potenziamento delle misure patrimoniali, a una più efficiente gestione dei beni sequestrati e una più rapida destinazione per fini sociali dei beni confiscati. Il 13 ottobre 2011 è entrato in vigore il D. L.vo 159/11, c.d. codice antimafia. L’azione condivisa delle associazioni e dei più attenti operatori del settore ha impedito l’approvazione di norme che avrebbero reso meno agevole il contrasto alle mafie, ma non ha colmato le lacune della legislazione e non ha evitato l’inserimento nel codice di disposizioni che fanno sorgere fondate perplessità e interrogativi, in particolare con riferimento alla gestione dei beni sequestrati e alla destinazione dei beni confiscati. CGIL e Magistratura Democratica ritengono necessaria una rapida riflessione con l’obiettivo di giungere rapidamente all’approvazione di un nuovo codice che, modificando quella ormai vigente, affronti le criticità del sistema potenziando, nel pieno rispetto delle garanzie, gli strumenti di contrasto delle mafie che rappresentano un ostacolo di fatto che impedisce la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, da rimuovere in applicazione dell’art. 3 cpv. della Costituzione

SicilFiat. Landini: "Su Termini Imerese la Regione ed il governo si facciano garanti"

Operai della Fiat di Termini davanti allo stabilimento
La Regione Sicilia e il governo siano garanti del piano per il futuro di Termini Imerese. Lo ha chiesto il leader della Fiom Maurizio Landini intervenendo a 'La Telefonata' di Maurizio Belpietro su Canale 5. La scelta di favorire Dr Motors, ''è un problema e non a caso abbiamo chiesto che ministero dello Sviluppo economico e Regione Sicilia siano parte attiva entrando con una quota azionaria", ha detto Landini, facendo riferimento all'assetto della Volkswagen. Nel sottolineare che "l'accordo non e' ancora completo e l'incontro decisivo ci sara' giovedi'', Landini ha spiegato che dopo le discussioni di sabato ''la Fiat ha mostrato disponibilità a dare degli incentivi ai lavoratori che nell'arco di alcuni anni, attraverso la cassa integrazione e la mobilità, possono raggiungere la pensione: si tratta di circa 640-650 lavoratori. Questo potrà permettere da parte della società che subentra alla produzione di nuove nuove auto di garantire gli impegni assunti e il tetto occupazionale''. ''Noi avremmo preferito evitare ovviamente la chiusura di Termini Imerese e avremmo preferito che la Fiat non smettesse di produrre in quello stabilimento - ha concluso - Questo non è stato possibile e quindi il percorso che si sta delineando va verso la continuità produttiva in una regione importante e delicata come la Sicilia". 28 novembre 2011

A Isola delle Femmine i Carabinieri commemorano il brigadiere Enrico A. Monteleone

Antonio Enrico Monteleone
Domani 29 novembre 2011, alle ore 18:00, in Isola delle Femmine, presso la Chiesa Madre Santissima delle Grazie, sarà celebrata una messa commemorativa in memoria del Brigadiere dei Carabinieri Enrico Antonio MONTELEONE Medaglia d’Oro al Valor Militare. Alla cerimonia saranno presenti autorità locali, regionali e provinciali, una folta rappresentanza di militari dell’Arma, della Capitaneria di Porto, il Sindaco di Isola delle Femmine e una rappresentanza del Corpo della Polizia Municipale locale, la vedova ed i familiari del Brigadiere e la cittadinanza.
Il Sovrintendente MONTELEONE è stato insignito di Medaglia d’Oro al Valor Militare con la seguente motivazione: “Il Brigadiere Antonio Enrico Monteleone accorre, insieme ad un altro militare dell'Arma, presso un ufficio postale dove è in corso una rapina. Tre malviventi stanno tentando la fuga facendosi scudo con i civili. Di fronte ai rapinatori il brigadiere si rifiuta di consegnare l'arma in dotazione, nonostante sia impossibilitato ad utilizzarla per non nuocere agli ostaggi. Seppure "disarmato", Monteleone si scaglia contro i tre, ingaggiando una violenta colluttazione durante la quale, raggiunto da un colpo di pistola, rimane ferito mortalmente.” Fulgido esempio di mirabile coraggio di nobile altruismo e di elette virtù militari ”. Roma 07/02/1986.
Palermo, 28 novembre 2011

lunedì 28 novembre 2011

La compagnia teatrale "Cepros" di Corleone ha esportato cultura a Laves (Bolzano)

Successo della compagnia teatrale Cepros Pino Palazzo a Laives (Bolzano) dove gli attori corleonesi con la collaborazione dell’amministrazione comunale e dell’Assessorato al Turismo dell Regione Siciliana, hanno messo in scena la commedia di Calogero Maurici : ” Ora Ca’ mamma muriu …cu su teni u’ papà?” per la regia di Giacomo Badami e Pino Labruzzo. La piece teatrale è stata rappresentata nel teatro comunale della cittadina trentina intitolato a Gino Coseri nell’ambito della 32’ Rassegna-Concorso Nazionale di Teatro dialettale intestato a Stefano Fait.

domenica 27 novembre 2011

Insistenti le voci di una candidatura alternativa. Il Pd scarica la Borsellino?

Rita Borsellino
di Daniele Ditta
Il Partito democratico «scarica» Rita Borsellino? Sono sempre più insistenti le voci di una candidatura alternativa a quella della Borsellino, ovvero una personalità favorevole ad accordi con il Terzo polo. Alla fine, dunque, il duo Cracolici-Lumia potrebbe spuntarla e alle amministrative verrebbe proposto il «modello» che finora ha governato alla Regione. A che prezzo però? Quasi sicuramente una spaccatura all'interno del centrosinistra: Idv e Sel sono pronti ad abbandonare il Pd, che però non è intenzionato a rinunciare alle primarie. Primarie che non piacciono al Terzo polo, se si eccettua l'Mpa di Lombardo. Ieri l'Udc ha ribadito il suo «no» a questo tipo di consultazioni. Senza però rinunciare ad un accordo con i democratici, che potrebbe essere formalizzato qualora si andasse al ballottaggio.

Finalmente libero il feudo Verbumcaudo

Il feudo Verbumcaudo
di Giuseppe Crapisi
Ci sono vicende legate alle mafie che sembrano storie surreali eppure sono la realtà. Venerdì, presso la Prefettura di Palermo, si è chiusa, positivamente, una di queste intrecciate vicende. Infatti, alla presenza del Ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri, del Prefetto di Palermo Umberto Postiglione, il direttore dell’Agenzia nazionale dell’amministrazione dei beni confiscati e sequestrati alla criminalità organizzata, Prefetto Giuseppe Caruso, ha assegnato il Feudo di Verbumcaudo di Polizzi Generosa (PA), confiscato al boss Michele Greco detto il Papa, alla Regione Siciliana, rappresentata dall’Assessore Regionale all’Economica Gaetano Armao. Si chiude così dopo quasi mezzo secolo il braccio di ferro tra mafia e Stato. Il tutto ha inizio con la morte del Conte Salvatore Tagliavia, armatore e già Sindaco di Palermo, che lasciò in eredità un patrimonio di un centinaio di miliardi di lire ai suoi pronipoti. Questi ultimi per via della loro giovane età e per l’inesperienza affidarono la gestione di quest’enorme patrimonio a Luigi Gioia, avvocato in vista e parente di uno degli eredi. E’ in questo momento che l'intreccio tra mafia e politica porterà parte dei beni in mano a Michele Greco e allo svuotamento delle tasche della famiglia Tagliavia. LEGGI TUTTO

Fiat Termini, accordo raggiunto

ROMA - Accordo fatto tra Fiat e sindacati sugli incentivi alla mobilità: al termine di una disputa che va avanti ormai da due anni, ovvero da quando Marchionne ne ha annunciato la chiusura, 640 lavoratori di Termini Imerese potranno essere accompagnati alla pensione e la somma messa a disposizione dal Lingotto supera i 21 milioni di euro. È questo il risultato del vertice fiume che ha tenuto aperto il Ministero dello Sviluppo economico per tutta la giornata, con riunioni che sono andate avanti per sette ore. Alla fine il superministro Corrado Passera è, quindi, riuscito a strappare all'azienda quella che l'amministratore delegato di Invitalia, Domenico Arcuri, ha definito "la dimensione economica dell'incentivo sufficiente a raggiungere l'intesa".

Domani a Bagheria 62° anniversario dell'assassinio del maresciallo CC Salvatore Messina e dell'appuntato Francesco Butifar

I caduti: Butifar - Messina
Domani 28 novembre 2011 alle ore 11,00, a Bagheria (PA), in ricordo dei Carabinieri caduti nella lotta alla criminalità organizzata e comune, nella piazza dedicata al Maresciallo Capo Salvatore MESSINA e dell’Appuntato Francesco BUTIFAR, sarà deposta una corona d’alloro in memoria, alla presenza di rappresentati dell’Arma, dei familiari e delle Istituzioni locali e della cittadinanza.
CENNI STORICI: Alle ore 10.30 del 28 novembre 1949, il Maresciallo Capo Salvatore MESSINA, Comandante della Stazione Carabinieri di Bagheria Alta (PA), unitamente al dipendente Appuntato Francesco BUTIFAR, si recavano in una stalla ubicata in via Truden, per le ricerche di un carro agricolo oggetto di furto. Giunti sul posto i militari sorprendevano 6 individui di cui uno intento a tagliare i capelli di altro.

Palermo, omicidio nella notte. I carabinieri arrestano 5 persone

Salvatore Benfante
Questa notte, i Carabinieri della Stazione di Altarello di Baida e del Nucleo Operativo della Compagnia San Lorenzo hanno tratto in arresto ZORA Umberto nato Palermo 22.04.1953 residente in via Fondo La Manna, muratore, ZORA Giancarlo, nato a Palermo il 22.11.1986 residente in via Fondo la Manna, disoccupato e LECCE Domenico, nato a Palermo il 26.09.1977 residente in via Camarda disoccupato, tutti con l’accusa di omicidio di BENFANTE Salvatore nato a Palermo il 21.11.1978 residente in vicolo Empedocle, raccoglitore di ferro. Nella circostanza venivano tratti in arresto con l’accusa di rissa aggravata in concorso BENFANTE Antonino, nato a Palermo il 12.07.1982 e BENFANTE Guido nato a Palermo il 20.04.1992 entrambi residenti in vicolo Empedocle, e raccoglitori di ferro. I fatti sono avvenuti alle 23.00 circa.

Mafia: da Politicamente Scorretto appello al Governo per ripristino del Fondo solidarietà vittime reati mafiosi

Don Luigi Ciotti
Dalla rassegna in corso fino al 29 novembre a Casalecchio di Reno (BO) Carlo Lucarelli, don Luigi Ciotti e Paola Parenti (Presidente Casalecchio delle Culture) chiedono al nuovo governo di rivedere il provvedimento varato da Berlusconi che ha tagliato i fondi per le vittime della mafia, dell’usura e del racket. Se ne discute domani al focus “Occhio alle mafie” trasmesso anche in diretta web su http://www.politicamentescorretto.org/. Tra i primi firmatari: Pina Maisano Grassi, Gian Carlo Caselli, Nando dalla Chiesa, Lirio Abbate, Enzo Ciconte, Giulio Cavalli. "La lotta alle Mafie dovrebbe essere considerata una delle priorità dell’azione di qualunque governo di questo paese. Il prezzo che l’Italia paga alla criminalità organizzata in termini civili, morali, politici ed economici è tale da rappresentare uno degli ostacoli principali al nostro sviluppo. Per questo ogni sforzo impiegato a contrastare le Mafie non deve essere considerato un costo quanto un investimento, ancora più urgente e importante proprio in un periodo di ristrettezze e di riforme.

Quando il padrone chiude: perchè non pensare ad una fabbrica senza padrone?

di Agostino Spataro
La Fiat ha preso tanto, ma ha dato poco
Lo stabilimento Fiat di Termini Imerese è stato chiuso, in anticipo e definitivamente, per decisione caparbia, quasi un puntiglio, di Fiat spa. Una sorta di “soluzione finale” devastante per la vita di migliaia di operai e di tecnici e per l’intero comprensorio termitano, per la Sicilia dove, con questa nuova chiusura, si realizza un altro primato negativo: questa è, infatti, l’unica fabbrica automobilistica chiusa in Europa. Ed è troppo comodo prendersela o scaricare soltanto con/su il “cattivo Ad col maglione” ossia con Marchionne che, per quanto ben pagato, è solo un manager a contratto.

La “Santissima Trinità”

A quasi settant’anni dalla fine della seconda guerra mondiale, gli archivi di Londra, Washington e Roma ci restituiscono un quadro inquietante sull’Italia del periodo 1943-1947, carte confidential, secret e top secret che ci svelano il patto occulto tra poteri criminali, servizi segreti e gerarchie vaticane. Ovvero la “santissima trinità” evocata nei primi anni Cinquanta da Gaspare Pisciotta, il luogotenente del bandito siciliano Salvatore Giuliano. I documenti – in gran parte inediti, raccolti tra il 2004 e il 2011 a College Park (Stati Uniti), Kew Gardens (Gran Bretagna) e all’Archivio Centrale dello Stato – ci raccontano le attività della “Rete Invasione e Sabotaggio” dell’intelligence nazifascista, l’angoscia di Pio XII per l’“infezione bolscevica” che ha contagiato il Belpaese, lo “Stay Behind” anticomunista composto da ex militi delle Brigate Nere e della Decima Mas, i timori di don Sturzo per lo strapotere del Vaticano, la nascita di Cosa nostra e il ruolo criminale di primo piano svolto da Lucky Luciano, il super boss della mafia siculo-americana. Scrive Tranfaglia nell’introduzione: “Questa antologia pubblica documenti americani, inglesi e italiani su un momento cruciale della nostra storia e fotografa, in maniera clamorosa, i retroscena del passaggio dalla dittatura fascista alla Repubblica. […] Non nasce un nuovo Stato democratico.

sabato 26 novembre 2011

Resuttano, Toni Ciavarello, genero di Totò Riina, coinvolto nel maxi-giro di mezzi agricoli rubati

di Rosario Cauchi
Si chiama Antonino Ciavarello, ha 37 anni, ed è il genero del boss Salvatore Riina, da anni detenuto al 41 bis e alla testa di Cosa nostra siciliana. Ieri, è stato scoperto, all'interno di un casolare di Resuttano, piccolo centro della provincia nissena, nel corso di un'operazione condotta dalla polizia stradale di Caltanissetta e da quella di Gela, coadiuvati dai gruppi di Catania e Palermo. Ci sarebbe anche lui al centro del giro di mezzi agricoli rubati scoperto dai poliziotti. Il motore pulsante dell'intero giro d'affari, stimato in oltre un milione di euro, sarebbe stato proprio l'azienda agricola di Resuttano appartenuta, prima della sua morte, al pluripregiudicato Vincenzo La Placa. Mezzi agricoli di enorme valore che venivano smerciati fra la Sicilia e il nord Italia, soprattutto Piemonte e Lombardia, sotto la copertura di documenti falsi.

Palermo, i Carabinieri sequestrano beni mafiosi per un valore di circa 50 milioni

A seguito dell’operazione denominata “PERSEO” del dicembre 2008 nella quale venivano tratte in arresto 99 soggetti indagati a vario titolo per “associazione per delinquere di tipo mafioso”, “estorsione”, “traffico di armi” e “traffico internazionale di stupefacenti”, i militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Palermo, ponevano in essere una vasta serie di accertamenti, basati su un’accurata analisi economico finanziaria, che consentivano di individuare un patrimonio di circa 50 milioni di euro illecitamente accumulato. La Sezione Misure di Prevenzione presso il Tribunale di Palermo, concordando pienamente con le risultanze dell’Arma, ha emesso provvedimenti di sequestro che hanno colpito personaggi di vertice di “Cosa Nostra” quali ADELFIO Giovanni nato Palermo il 19.05.1964, capo mandamento di Villagrazia di Palermo,

Il generale Teo Luzi: "L'aggressione ai patrimoni dei mafiosi è uno dei principali obiettivi dei Carabinieri"

Il generale Teo Luzi
Il Generale Teo Luzi ha sottolineato come l’aggressione ai patrimoni dei mafiosi è uno dei principali obiettivi della lotta alla mafia del Comando provinciale CC di Palermo. Questo perché il contrasto alla criminalità organizzata non può prescindere dall’individuazione e confisca di patrimoni, in quanto la loro disponibilità da grande potere ai mafiosi. Il generale ha precisato che, come ben emerge dalle più recenti indagini, il principale interesse di Cosa nostra è la tutela dei propri beni: aspetto che nella mentalità mafiosa è ritenuto prioritario addirittura rispetto alla durezza della vita in carcere da parte degli affiliati. Il Generale Luzi ha, inoltre, evidenziato che dalle tradizionali attività criminali – quali il racket delle estorsioni e usura, il traffico internazionale di stupefacenti, il pizzo sugli appalti pubblici - Cosa nostra ha ricavato e ricava rilevanti risorse finanziarie, che investe nei circuiti dell’economia legale, rendendo così “puliti” i patrimoni di qualsiasi forma.

venerdì 25 novembre 2011

Pd, via libera al referendum su Lombardo. Tra i quesiti anche l’alleanza col Terzo polo

(S.C.) Dopo tante polemiche, la commissione regionale di garanzia del partito democratico ha dato il suo ok alla celebrazione del referendum sull’alleanza con l’Mpa del governatore Lombardo. Ancora nessuna certezza sui tempi (adesso spetterà alla presidenza dell’Assemblea del partito stabilire modalità e date della consultazione), ma tra i quesiti approvati vi è anche quello su “un’alleanza tra forze progressiste, moderate e autonomiste” in vista delle elezioni. Un ulteriore tassello al già confuso quadro delle intese in vista delle Amministrative di primavera. Stretto tra l’ortodossia di Rita Borsellino, che rifugge da qualsiasi accordo con il Terzo polo, e la ragion di stato che preme per un’intesa con moderati e autonomisti, il Pd dà il via libera al referendum voluto da Enzo Bianco e Mirello Crisafulli. Esulta l’ex sindaco di Catania: “Finalmente si terrà il referendum e saranno gli elettori del Pd a decidere se continuare ad appoggiare il governo Lombardo alla Regione”. Critico Antonello Cracolici, capogruppo dei democratici all’Assemblea regionale e sostenitore dell’asse con Lombardo, cui non va giù che al referendum possano partecipare anche i non iscritti al partito: “C'è il rischio essere di finire seppelliti da una grande risata. In un momento nel quale il Paese e la Sicilia attraversano una fase completamente nuova, e con alle porte elezioni amministrative importanti e delicate, mi chiedo come si possa pensare di continuare a confondere l'opinione pubblica con una discussione bizantina su una pseudo-democrazia interna”. 25 novembre 2011

Fiat, convocazione del ministro. A Termini Imerese gli operai in presidio

TERMINI IMERESE (PALERMO) - Il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, ha convocato per domani mattina alle 10 Invitalia, l'advisor del ministero, e i sindacati metalmeccanici sullo stabilimento di Termini Imerese. L'incontro "è una riunione propedeutica a quella già fissata per il pomeriggio del 30 novembre presso lo stesso ministero tra tutti i soggetti interessati alla vertenza", afferma il segretario generale della Uil, Rocco Palombella. Quindi, domani "si verificheranno esclusivamente tra le due parti presenti se esistono le condizioni per arrivare a un'intesa positiva sul futuro dello stabilimento siciliano. Riteniamo che sia anche l'occasione per stemperare il clima difficile che sta caratterizzando nelle ultime ore la situazione del sito tuttora di proprietà della Fiat".

LIBERO NEL NOME. A Casalecchio di Reno un tributo in parole e musica a Libero Grassi nel ventennale della morte

Sabato 26 novembre, alle ore 20,45, alla Casa della Conoscenza, Politicamente Scorretto dedica a Libero Grassi, nel ventennale della morte, una serata in parole e musica, lanciando, da un nord sempre più infiltrato, un messaggio di rinascita civile contro le barbarie delle mafie. Un messaggio di cui proprio la vita di Libero Grassi, con la sua decisone di non piegarsi al “pizzo”, è chiara e mai spenta testimonianza da quel terribile 29 agosto 1991. Letture a cura di Francesca Ciampi, Elisa Dorso, Ilaria Neppi. Musiche eseguite da Spartito Democratico. Accanto alla moglie Pina Maisano intervengono: Gianni Barbacetto (il Fatto), Chiara Caprì (Addio Pizzo), Maurizio De Lucia (magistrato), Pietro Durante (regista), Giuliano Poletti (Presidente Legacoop), Sandro Ruotolo (giornalista). Coordina: Carlo Lucarelli. Durante la serata sono proiettate parti del film documentario “Libero nel nome” di Pietro Durante trasmesso da Rai 2 il 29 agosto 2011.

sFRUTTAti: volti e risvolti del nuovo caporalato a Cerignola (Puglia)

di ALICE GIORDANA
Usciti dell’autostrada, attraversata la zona industriale e arrivati nel centro di Cerignola si percepisce da subito di entrare in una realtà completamente nuova: i semafori lampeggiano, agli incroci ha la meglio chi non manca di iniziativa, ai lati delle macchine sfrecciano motociclisti senza casco, lo stereotipo della città del sud, insomma. Ma l’illegalità e la lontananza delle istituzioni non si limitano a questo. Esiste qui in questa zona della provincia di Foggia, chiamata Piana della Capitanata, un fenomeno dalle radici profonde, che, nonostante le sue trasformazioni nel corso della storia, può ancora essere definito Caporalato.

Palermo. “Mazzette al Comune”: chi sono i cinque arrestati

I cinque arrestati per mazzette
Tre dipendenti del Comune di Palermo e due liberi professionisti sono stati arrestati dagli agenti della squadra mobile nell’ambito di un’indagine su presunte ”mazzette” che sarebbero state versate per il rilascio di autorizzazioni in favore di imprenditori o commercianti. I nomi degli arrestati sono: Rosario Torrasi, Natale Ciancio e Antonio Giuseppe Genovese. I professionisti coinvolti, invece, sono l’architetto Mario Pagnotta e il geometra Francesco Lombardo.I cinque indagati, ai quali sono stati concessi i domiciliari, devono rispondere di associazione per delinquere finalizzata alla concussione, corruzione e falsità ideologica.

Approvato il nuovo piano regolatore del porto di Palermo. Sbloccati lavori per 500 milioni

Il porto di Palermo visto dall'alto
Grazie ad un emendamento presentato dalla prima commissione, a firma del presidente Filippo Fraccone, ieri sera il Consiglio comunale di Palermo ha approvato il piano regolatore del porto. L'accordo e' stato trovato dopo un'ampia discussione con tutti i consiglieri presenti. ''E' un altro importante strumento - dichiara Fraccone - che il Consiglio approva nell'interesse dell'intera citta' e grazie al quale sono stati sbloccati lavori per circa 500 milioni di euro, che potranno dare una sostanziale boccata d'ossigeno all'economia palermitana''. Per Doriana Ribaudo, capogruppo dei Popolari d'Italia domani a Palermo, il voto sul Piano regolatore del porto era "un atto dovuto nei confronti della citta', un voto che a distanza di tanto tempo qualifica anche l'operato di un Consiglio comunale che ieri ha messo da parte cio' che divideva confrontandosi sulle cose che univano.

Trattativa tra Stato e mafia: indagato Marcello Dell'Utri

Marcello Dell'Utri
Condannato in appello a 7 anni per concorso in associazione mafiosa, il senatore Pdl sarebbe accusato in questa indagine di violenza o minaccia a un corpo politico, amministrativo o giudiziario
PALERMO - Il senatore del Pdl Marcello Dell'Utri è indagato dalla Procura di Palermo nell'inchiesta sulla cosiddetta trattativa tra Stato e mafia. Condannato in appello a 7 anni per concorso in associazione mafiosa, Dell'Utri sarebbe accusato in questa indagine di violenza o minaccia a un corpo politico, amministrativo o giudiziario. L'inchiesta, condotta dai pm Nino Di Matteo, Paolo Guido e Lia Sava, ipotizza l'esistenza di una trattativa tra Stato e mafia che negli anni avrebbe visto alternarsi diversi protagonisti istituzionali, politici e mafiosi.Nell'indagine sono coinvolti, oltre ai boss Totò Riina, Bernardo Provenzano e Antonino Cinà, il generale dei carabinieri Mario Mori, il suo ex braccio destro al Ros, Giuseppe De Donno, Angelo Angeli, un ufficiale dei carabinieri che, pur avendo messo le mani sul 'papello' durante la perquisizione della cassaforte nella casa di Massimo Ciancimino non l'avrebbe sequestrato, alcuni esponenti dei Servizi e lo stesso Ciancimino jr.

Acqua e beni comuni, tutti in piazza per difendere l’esito del referendum

di GIUSEPPE GIULIETTI

“Obbedienza civile”, questo il titolo della campagna lanciata dalla rete di associazioni che pensarono e portarono alla vittoria il referendum per l’acqua bene comune e contro la privatizzazione del settore. Quel referendum, come gli altri due relativi al nucleare e al legittimo impedimento, non solo sfondarono il muro del quorum, ma raccolsero il sostegno convinto di oltre 27 milioni di cittadine e di cittadini.
Quel voto, anche se a molti farebbe piacere cancellarlo, ha influito sulla caduta del governo Berlusconi almeno quanto le oscillazioni della borsa. Eppure sembra passato quasi un secolo. Il presidente del Consiglio non ne ha fatto cenno nel suo discorso alle Camere, il neo ministro Clini ha addirittura affermato che “sarebbe meglio ripensare al nucleare”, anche se, subito dopo, travolto dalle critiche, è stato costretto ad una precipitosa ritirata. Nel frattempo gli enti locali che già avevano privatizzato ed introdotto il profitto in bolletta non hanno ancora provveduto ad adeguarsi al risultato, tranne forse il comune di Napoli.

giovedì 24 novembre 2011

Tenere alta l'attenzione contro la mafia

In Sicilia, come in molte altre parti d’Italia, uno stillicidio di fatti di mafia scandisce ogni giorno i contorni di una situazione inquietante, resa ancora più preoccupante da una sensazione, per certi versi paradossale. Da un lato lo Stato sembra stia avendo la meglio contro le organizzazioni criminali. Solo nelle ultime settimane, infatti, la magistratura e le forze dell’ordine hanno ottenuto importanti risultati. Per citarne alcuni: il sequestro a Palermo dei beni dei fratelli Graviano, un patrimonio che ammonta a ben 32 milioni di euro, o gli arresti degli uomini del boss Calogero Giovanbattista Passalacqua che imponevano il pizzo agli operatori economici del territorio attraverso assunzioni, gestivano il traffico degli stupefacenti e si prendevano cura delle famiglie dei detenuti.

L’occasione Monti per sconfiggere il berlusconismo

Silvio Berlusconi
di Barbara Spinelli,
Nel presentare il proprio governo, il 16 novembre scorso, il nuovo premier Mario Monti ha raccontato come i dirigenti dei partiti abbiano preferito non entrare nell’esecutivo e ha aggiunto un’osservazione significativa, e perturbante.
«Sono arrivato alla conclusione, nel corso delle consultazioni, che la non presenza di personalità politiche nel governo agevolerà, piuttosto che ostacolare, un solido radicamento del governo nel Parlamento e nelle forze politiche, perché toglierà un motivo di imbarazzo». La frase turba perché con un certo candore rivela una verità oculatamente nascosta. Così come sono congegnati, così come agiscono da decenni, i partiti non sanno fare quel che prescrive la Costituzione: non sono un associarsi libero di cittadini che «concorre con metodo democratico a determinare la politica nazionale»; rappresentano più se stessi che i cittadini; e nel mezzo della crisi sono motivo d’imbarazzo. Il nuovo premier ama la retorica minimalista – la litote, l’eufemismo – ma quando spiega che le forze politiche non vogliono scottarsi perché «stanno uscendo da una fase di dialettica molto molto vivace tra loro» (e non senza asprezza aggiunge: «Spero, che stiano uscendo») snida crudamente la realtà.

Monti e la laicità dell’ICI. Pagherà finalmente anche la Chiesa?

di Maria Mantello «Governo di impegno nazionale». Così il prof. Mario Monti ha definito il suo Esecutivo nel discorso programmatico in Parlamento, che con schiacciante maggioranza gli ha accordato la fiducia. Il nuovo Consiglio dei Ministri, ha detto il professore, avrà «il compito di rinsaldare le istituzioni civili e nazionali sul senso dello Stato», coniugando «rigore di bilancio, crescita, equità».
Abituati ad anni di occupazione della cosa pubblica a vantaggio di consorterie familiste e di lobby di potere prolificate in mercimoni e voti di scambio di ogni sorta, sentir nuovamente parlare di senso dello Stato è stata una bella boccata d’ossigeno. Un positivo segnale di discontinuità col passato. Perché lo Stato è l’insieme dei cittadini, che devono tornare ad aver fiducia nel governo della cosa pubblica. Avere senso dello Stato significa allora dare senso allo Stato rimettendo al centro il cittadino nella sua appartenenza alla cittadinanza: garanzia di promozione e crescita per ciascuno e per tutti. Perché non ci può essere rigore del bilancio senza crescita ed equità.

Fiat di Termini Imerese: notte in tenda degli operai. "Cancelli bloccati fino a mercoledì"

di GERALDINE PEDROTTI
Dalle 22 presidio permanente per impedire l'uscita delle auto completate destinate ai concessionari. La speranza è che l'azienda torni a trattare sugli incentivi

PALERMO - E' calata la sera sui capannoni dello stabilimento Fiat di Termini Imerese, nell'ultimo giorno di vita per la fabbrica. Da domani i 2.200 lavoratori dell'azienda madre e dell'indotto entreranno in cassa integrazione fino al 31 dicembre, data ufficiale della chiusura del sito. Dopo l'assemblea di stamattina con gli operai del primo turno, tute blu e sindacati sono tornati a riunirsi alle 14 di fronte ai cancelli, per concordare le forme di lotta da intraprendere da oggi fino a mercoledì 30, data dell'incontro con Fiat dove potrebbe essere sciolto il nodo degli incentivi al prepensionamento.

Lumia: "Deve continuare l'impegno per il futuro di Termini Imerese"

Giuseppe Lumia
L’ultimo giorno di produzione della Fiat di Termini Imerese avrebbe potuto essere meno amaro per i lavoratori se solo l’Azienda torinese avesse avuto la decenza di fare la sua parte nell’ambito della trattativa per la riconversione dello stabilimento. La chiusura dell’impianto siciliano è figlia dell’assurda politica industriale decisa da Marchionne a scapito della Sicilia e dell’Italia, avallata dal governo Berlusconi che al contrario degli altri governi europei non ha saputo far valere il proprio peso. La Fiat, infatti, è stata l’unica casa automobilistica a chiudere uno stabilimento nel proprio Paese. A Termini Imerese ci sono ancora tutte le condizioni per continuare a produrre automobili e affrontare le sfide dei mercati. Per questo la Regione Siciliana ha deciso di investire 350 milioni di euro al fine di innovare l’impianto e dotare l’area industriale di tutte quelle infrastrutture di cui ha bisogno. Un impegno che il nuovo governo nazionale deve sostenere in modo convinto affinchè Termini continui ad essere un importante polo produttivo.
Giuseppe Lumia

mercoledì 23 novembre 2011

Acqua, dopo il referendum: "Riducete le bollette del 7%"

di CORRADO ZUNINO
Annunciata una manifestazione per sabato. "Molti comuni non rispettano l'esito del voto"
ROMA -Tornano i referendari dell'acqua pubblica, 163 giorni dopo l'incredibile vittoria: 1 27 milioni di italiani, il 13 giugno scorso, chiesero l'acqua per tutti e senza profitti. Quei movimenti tornano a parlare, e annunciano un autunno di mobilitazione di piazza e di obbedienza civile. Sì, obbedienza. Via alla campagna per la detrazione in bolletta del 7 per cento. Ci si riferisce al secondo quesito del referendum, diceva che i gestori degli acquedotti italiani - ora pubblici, ora privati, ora misti - non possono fare utili. Sostenne la tesi il 95,8 per cento dei votanti. Bocciando la legge Ronchi sulla privatizzazione di bacini e acquedotti, il 13 giugno si abrogò la norma che prevedeva la "remunerazione del capitale investito" all'interno delle tariffe del servizio idrico. Il 7% sugli investimenti effettuati, appunto, al netto degli ammortamenti. In realtà, nella maggioranza dei casi il "profitto del gestore" incide sulle bollette con un'aliquota superiore, tra il 10% e il 20%.

Dino Paternostro: Interrogazione al sindaco sull'acqua pubblica: "Che il Comune di Corleone torni a gestire l'acquedotto cittadino!"


Dino Paternostro

Al signor Presidente del Consiglio Comunale
Al signor Sindaco
L O R O   S E D I

OGGETTO: Interrogazione sulla gestione del servizio idrico.
– PREMESSO CHE l'Ato Idrico Palermo 1 da più di un anno ha considerato risolta la convenzione con Acque Potabili Siciliane Spa per la gestione del servizio idrico integrato;
– CONSIDERATO CHE recentemente la Società APS è stata sottoposta dal Tribunale ad amministrazione straordinaria, affinché non ci siano interruzioni nell'erogazione del servizio, nelle more che l'Ato idrico decida come gestirlo nel prossimo futuro;
– TENUTO CONTO CHE col referendum dello scorso giugno il popolo italiano in generale e i cittadini corleonesi in particolare si sono pronunciati quasi all'unanimità a favore della gestione pubblica dell'acqua;

Selex Finmeccanica alla corte di Emiri e Sceicchi

di Antonio Mazzeo Passano dal Qatar alcuni dei segreti della tangentopoli che ha travolto Selex Sistemi Integrati, la società di Finmeccanica che produce sistemi di controllo radar. Gli inquirenti che indagano sulle sovrafatturazioni che hanno consentito di accantonare le somme di denaro poi distribuite a funzionari e politici per ottenere in cambio appalti, ipotizzano che i lavori nello scalo aereo dell’emirato siano stati determinanti per i “fondi neri” di casa Selex. In Qatar, nel 2009 l’azienda ha ottenuto un appalto per l’installazione dei sistemi di controllo meteorologico e del traffico aereo.

Da Roma, la denuncia del comitato "Siamo tutti Telejato": difendiamo le piccole televisioni locali!

Pino maniaci, direttore di Telejato
Il comitato “Siamo Tutti Telejato” nasce affinché le televisioni comunitarie e locali come Telejato possano continuare a trasmettere e conservare il loro ruolo di strumento informativo locale. Con la Legge di Stabilità 2011 (articolo 1, commi 8, 9 e 10) sono state, di fatto, abolite le televisioni comunitarie (250 in tutta Italia), e il Ministero dello Sviluppo Economico si è riservato il diritto di assegnare, a pagamento, tutte le frequenze del digitale terrestre, tranne 6 che saranno assegnate attraverso il sistema “Beauty Contest”, in parte ad aziende che già posseggono frequenze. In questo modo vengono sottratti al mercato circa 30 canali (6 mux) per le TV locali. Si sottolinea inoltre come in un momento di austerità economica lo Stato italiano stia di fatto regalando frequenze ad aziende private e pubbliche. (mentre ha venduto i canali dal 61 al 69)
Le altre utenze saranno, invece, assegnate attraverso graduatorie regionali formulate in base a: copertura territoriale, numero dei dipendenti, situazione patrimoniale. È la fine del volontariato anche in questo campo ed è la fine dell’emittente che serve un piccolo territorio svolgendo un servizio ai cittadini e a comunità altrimenti trascurate.

Blitz antiracket a Partinico: 4 arresti. In manette anche il figlio del boss Vitale

Giovanni Vitale
A Partinico, grosso centro del Palermitano, i boss continuano a controllare il territorio imponendo il 'pizzo' agli imprenditori e chi si ribella viene pesantemente minacciato. E' quanto emerge dall'operazione antimafia dei Carabinieri che all'alba di oggi hanno eseguito quattro arresti. In carcere sono finiti Santino Lo Biundo di 24 anni, Giovanni e Pietro Serra, rispettivamente di 27 e 21 anni, mentre Giovanni Vitale, figlio del capomafia Vito Vitale, ha ricevuto il provvedimento in carcere dove sta scontando gia' una pena per mafia. Le ordinanze sono state firmate del gip di Palermo Luigi Petrucci. Gli arrestati sono tutti accusati di danneggiamento, per aver appiccato un incendio al cantiere di un imprenditore, nel novembre 2010.

La Cancellieri si presenta: "Sono qui per servire il Paese"

Anna Maria Cancellieri, neoministro degli interni
Il nuovo ministro dell'Interno punta sulla sobrietà: "Le priorità sono la mafia, i rom e i tagli alla sicurezza". Poi però si lascia andare: "Per chi tifo? Paa Roma". Prima uscita pubblica venerdì a Palermo ROMA - Un'auto italiana. È stata la prima richiesta del nuovo ministro dell'Interno, Anna Maria Cancellieri. Ma le sue vere priorità sono mafia, rom e tagli alla sicurezza. E' stata lei stessa a illustrarle questa mattina alla stampa durante un incontro informale al Viminale. Il successore di Roberto Maroni, con cui, ha sottolineato la stessa Cancellieri, "ho avuto un ottimo rapporto", ha messo subito un freno alle domande pressanti dei cronisti, che hanno spaziato dalla richiesta dei dati aggiornati sulla sicurezza alla sentenza della consiglio di Stato sul piano rom, dagli immigrati e ai tagli alle forze dell'ordine, fino alla sua fede romanista.

Schifani garantisce per il Garante. Pitruzzella sarà il cane da guardia del Mercato. Silvio Berlusconi si fida, però potrebbe accadere che…

Giovanni Pitruzzella
Antonio Catricalà non aveva fatto ancora le valige per raggiungere Roma e le scatole di cartone erano ancora nel suo ufficio, quando i due presidenti delle Camere, Gianfranco Fini e Renato Schifani, hanno nominato il successore, il siciliano Giovanni Pitruzzella. Una rapidità stupefacente se si ha memoria di ciò che è accaduto, tanto per fare un esempio, con la Banca d’Italia per la nomina del governatore. Sei mesi, forse di più, ed un balletto di nomi. Le modalità con cui si è proceduto alla nomina del presidente dell’Antitrust spiega l’abissale differenza.

Modica. Lo strano caso di Giuseppe Scarso: legge il suo necrologio ma è vivo e vegeto

di Giulio Giallombardo
A volte la morte gioca brutti scherzi. Si diverte a prenderci in giro come col soldato a Samarcanda. Può capitare, infatti, di apprendere dai necrologi di un giornale di essere andati all’altro mondo, pur essendo ancora vivi e vegeti. Pirandello docet. Il “fu Mattia Pascal” dei nostri giorni ha un nome: Giuseppe Scarso, 64 anni, nato a Rosolini, in provincia di Siracusa, e deceduto, secondo gli archivi del Comune, il 6 ottobre scorso. L’uomo, un operatore ecologico in servizio a Modica, nel Ragusano, ha scoperto di "essere morto" leggendo il suo necrologio, con tanto di foto, sul Corriere Elorino.

martedì 22 novembre 2011

Cresce la paura-maltempo a Messina

MESSINA - Vento forte e pioggia continuano a flagellare Messina e provincia da questa mattina. Allagamenti e piccole frane si sono verificate a Milazzo, Barcellona Pozzo di Gotto e Terme Vigliatore. Nella città dello Stretto nei pressi degli approdi della Caronte Tourist onde alte diversi metri hanno reso difficoltoso l'attracco delle navi. La statale 113 è provvisoriamente chiusa in entrambe le direzioni al km 40,4, in corrispondenza di Merì, e al km 49,3 in corrispondenza di Castroreale Terme, in provincia di Messina, per allagamento. Il personale dell'Anas è al lavoro per ripristinare al più presto la circolazione in entrambi i sensi marcia. Allagamenti anche ad Olivarella e Terme Vigliatore.

A Palermo come allo Zuccotti Park di New York, continua la protesta degli studenti indignados

PALERMO - Cineforum, pranzi e cene sociali, assemblee. È il calendario di iniziative degli studenti di OccupyMassimo, il movimento della rete dei collettitivi, che da sei giorni occupa piazza Verdi a Palermo. Come al Zuccotti Park di New York, gli indignados palermitani davanti al teatro Massimo hanno montato una ventina di tende dove trascorrono le notti. Lungo la cancellata, che separa il teatro della lirica dalla piazza, ci sono gli striscioni contro "la crisi economica determinata dalla finanza". Durante il giorno c'è sempre qualcuno che presidia la piazza, qualcun altro fa volantinaggio per informare i cittadini delle ragioni della protesta "che andrà avanti - dicono - almeno fino a fine settimana". Altri organizzano pranzi e cene sociali a base di pasta al forno e spaghetti al pomodoro e panini con la salsiccia, che vendono a prezzo politico. Nel pomeriggio discutono di scuola, lavoro o trasporti organizzando assemblee aperte alla cittadinanza; la sera, invece, proiettano documentari e film a sfondo sociale come "Terraferma" di Emanuele Crialese o "The Take" di Naomi Klain e Avi Lewis. La protesta viaggia anche sul web, per informare e divulgare le iniziative in programma gli studenti utilizzano Facebook.

Riccardo Orioles: il nostro Scidà...

Riccardo Orioles
di RICCARDO ORIOLES
Ha un lieve sorriso ironico, da ragazzo intelligente. L'aria, dalla finestra, gli passa leggermente fra i capelli. Ne muove a volte alcuni, arruffati e bianchi. Ed egli dorme. Dorme, nel buio della notte, la sua città. Dorme lo scippatorello, sognando un'infanzia normale. E' in una delle statistiche più feroci d'Europa, quella della criminalità minorile catanese; ma i sogni sono liberi, ed egli sogna. Dorme il politico, sognando gli appalti dell'anno prossimo, Corso Martiri, miliardi. Dorme il padrone-editore, inquietamente. Dorme il suo giornalista, dorme (ma più innocente) la ragazza di vita. Dormono i magistrati collusi, digrignando i denti. Dorme il bottegaio minacciato, dormono i ragazzini di Addiopizzo che lo difendono da soli. Passa la rara guardia notturna, passano le ronde dei mafiosi. Questa è la sua città.

Catania. E' morto il giudice Giovan Battista Scidà, un galantuomo

Giovan Battista Scidà
Per tutti era ancora il Presidente, anche se ormai da anni era in pensione dai vertici del Tribunale per i minorenni. Ma non solo. Il suo nome era indissolubilmente legato al caso Catania, la denuncia, sempre aggiornata, degli scandali, del malgoverno, della malamministrazione in tutti i settori della vita catanese, imprenditoria, stampa, magistratura. Giambattista Scidà, per gli amici Titta, ci ha lasciati ieri sera. Da anni era ammalato. Il suo precario stato di salute non gli impediva, però, di condurre le sue battaglie per la legalità. Il suo lavoro era la sua vita. Non prendeva nemmeno le ferie per seguire i tanti casi che il suo ufficio trattava. Ma non si fermava a quello.

lunedì 21 novembre 2011

Castelvetrano: la raccolta di olive nel terreno che fu dei Messina Denaro. La “contaminazione” positiva della sabbia dell’antimafia portata dal vento di scirocco

Panorama di Castelvetrano
di Rino Giacalone Da queste parti sono gesti normali. Vedere un gruppo di lavoratori che raccolgono le olive è la normalità in un dei territori dove la coltivazione prevalente è quella delle olive. Qui si produce la famosa “nocellara del Belice” un'oliva parecchio rinomata. Oliva da mensa ma anche in grado di produrre un olio raffinato per ogni genere di mensa. Un olio che è arrivato finanche sulla tavola della Casa Bianca a Washington. Ma venerdì scorso vedere questa scena, la raccolta di olive in un terreno nelle campagne di Castelvetrano, in contrada Seggio, ha assunto un carattere di grande straordinarietà.
Quegli operai che indossavano il giubbotto con scritto il nome della cooperativa Placido Rizzotto di Corleone con la loro presenza segnavano intanto la prima straordinarietà, l’altra era poi quella di trovarsi a lavorare in un terreno appartenuto ad uno degli imprenditori, Sanzone di Palermo, che facevano da corollario alla famiglia dei capi mafia Messina Denaro, Francesco, morto nel 1998, e Matteo, oggi cinquantenne, latitante dal 1993.

L’Authority per Cammarata. Ma Fini non ha firmato

Il sindaco di Palermo, Diego Cammarata
Il blitz del presidente del Senato era pronto. Accanto al nome di Giovanni Pitruzzella, costituzionalista nominato a capo dell’Antitrust che fu di Catricalà, Renato Schifani aveva pensato di associare un altro suo uomo di fiducia. Una exit strategy per il sindaco di Palermo Diego Cammarata che il numero uno di Palazzo Madama aveva intenzione di piazzare all’Authority di Sorveglianza sui contratti pubblici. Un posto d’oro nel sottogoverno post-berlusconiano, sette anni di incarico con un’indennità netta annuale di oltre 200 mila euro. Quel posto che Cammarata ambiva da tempo e che dopo la caduta di Re Silvio sembrava essersi irrimediabilmente allontanato. Peccato che Schifani non avesse fatto i conti col veto di Gianfranco Fini. La nomina di Camamarata, infatti, doveva – così come prevede la legge – venire controfirmata dal presidente della Camera. Il leader di Fli non se l’è però sentita di apporre la sua firma sul decreto giudicando inopportuna la nomina. Ufficialmente il no sarebbe stato motivato dal veto dato da Fini alla scelta di uomini politici, ma dietro al grande rifiuto del presidente della Camera ci sarebbero altre ragioni. Fini avrebbe cercato di convincere Schifani dei rischi, anche mediatici, che si sarebbero corsi con la nomina del sindaco di Palermo. Schifani avrebbe invece avvalorato la scelta, forte anche del via libera avuto dal segretario nazionale del Pdl Angelino Alfano. La nomina romana di Cammarata avrebbe portato il sindaco di Palermo alle dimissioni anticipate da Palazzo delle Aquile con relativa nomina di un commissario che avrebbe traghettato il Comune sino alla scadenza naturale della primavera del 2012. Il no di Fini, di fatto, costringerà Cammarata a restare in sella per altri sei mesi.
Lunedì 21 novembre 2011

Palermo, è stata celebrata la "Virgo Fidelis", patrona dell'Arma dei Carabinieri

Alle ore 11,00 di oggi 21 novembre, presso la Caserma Carlo Alberto dalla Chiesa, sede del Comando Legione Carabinieri “Sicilia”, in Corso Vittorio Emanuele, ha avuto luogo la celebrazione della “Virgo Fidelis”, Patrona dell’Arma dei Carabinieri, del 70° anniversario della Battaglia di Culqualber e della “Giornata dell’Orfano”. E’ stata celebrata una Santa Messa officiata da Mons. Salvatore Grimaldi, nella Chiesa di San Giacomo dei Militari, alla quale hanno partecipato i familiari dei Carabinieri caduti in servizio, vedove e figli, rappresentanze di militari in servizio e dell’Associazione Nazionale Carabinieri. Per i Carabinieri è stata anche la “Giornata dell’Orfano”, ed è proprio agli orfani che durante la cerimonia è stato rivolto il più sentito pensiero. Alla commemorazione ha partecipato una rappresentanza di piccoli cantori del “Coro delle Voci Bianche” e accompagnatori del Conservatorio di Musica “Vincenzo Bellini” di Palermo. Successivamente, è stata effettuata una visita al Museo Diocesano di Palermo.

Il 41bis, l’ago della bilancia nella strategia della “distensione”

Che attorno al 41bis, il super carcere, si sia dispiegato uno dei vari capitoli della trattativa tra mafia e stato pare ormai non esserci più alcun ragionevole dubbio. Il carcere duro imposto dal decreto Martelli all'indomani di via D'Amelio non ha avuto soltanto il valore di una reazione importante da parte dello Stato, seppur come la classica lacrima di coccodrillo, ma ha significato anche e soprattutto un affronto per i mafiosi abituati all'impunità e alle carceri trasformate in "grand hotel" dove si festeggiavano le stragi con lo champagne. L'isolamento a Pianosa e all'Asinara aveva davvero avuto il potere, in quella torrida e spaventosa estate del '92, di spezzare quel controllo egemonico esercitato dai mafiosi anche da dietro le sbarre e di metterli all'angolo. Molti infatti avevano ceduto, convinti che fosse arrivata la fine per l'epoca d'oro e di sangue di Cosa Nostra che si era trasformata in associazione terroristico-eversiva convinta di incassare la rinegoziazione di quel patto che la lega allo Stato sin dalla strage di Portella della Ginestra.