giovedì 30 giugno 2011

Campi di lavoro antimafia a Corleone. Si è concluso il primo...

A Corleone, di notte
E siamo arrivati alla fine di questa esperienza,di questa avventura,così piena di emozioni:gioia,curiosità,risate ed anche pianti. Con malinconia ripercorriamo i giorni passati. L'obbiettivo è stato pienamente raggiunto, siamo riusciti a formare un gruppo unito,compatto,formato da persone tutte diverse ma con ideali e concezioni se non uguali molto simili. Questa mattina dopo che ci siamo divisi tra il campo di pomodori ed il vigneto abbiamo salutato i nostri compari corleonesi,con la soddisfazione di esser riusciti a veder "crescere"una vigna,ma soprattutto per aver condiviso tutto: INSIEME. Dopo pranzo i ragazzi del Progetto Caponnetto hanno preparato le valigie dato che dovevao partire alle 19:00 qui da corleone per tornare verso casa. Verso le 16:00 ci siamo riuniti per fare una "verifica di fine campo",ovvero un punto della situazione, relativo all'esperienza che ormai haimè avevamo alle spalle. Durante il meeting sono emerse le considerazioni di ognuno di noi:sono stati affrontati i punti salienti della nostra esperienza,cosicchè abbiamo potuto riscontrare all'unisono che questo è solo la nostra rampa di lancio che ci ha permesso di poter vedere in modo più globale ciò che ci sta intorno,vivendolo ogni giorno in prima persona. Molti invece sono portati a parlare per sentito dire pensando che determinate realtà siano dei tabù,mentre invece essendo cose reali,che esistono,dobbiamo parlarne, e come! dato che interessano proprio tutti! Siamo riusciti a saper condividere,ad essere più autonomi,indipendenti,responsabili,abbiamo scoperto una parte d'Italia che tanti di noi non conoscevano o perlomeno se la immaginavano soltanto. Abbiamo cantato nelle difficoltà, riso a crepapelle nei momenti più belli, ci siamo interessati ed abbiamo preso a cuore ogni singola esperienza vissuta. Ora che ci siamo resi conto che il nostro tempo qui è ormai scaduto, promettiamo che al ritorno a casa, cercheremo di diffondere le nozioni che abbiamo acquisito, condividendole soprattutto con le persone che non hanno partecipato al campo di lavoro, speranzosi che possano comprendere che la mafia in Italia C'è.Dunque è un problema che convolge tutti, indistintamente. E' necessario oltre che pensare GLOBALMENTE, agire LOCALMENTE, continuando ad essere uniti: un fascio di spighe infatti è impossibile da piegare!
INSIEME ed UNITI, un'ITALIA DIVERSA è POSSIBILE!!!!!!
Chiara G Ginevra e Niccolò

Campi di lavoro antimafia a Corleone. Le cose cambiano, la città cresce

La verifica
Oggi poteva essere una giornata come tutte le altre, invece il clima è stato diverso perché, per quanto cercassimo di nasconderlo o comunque di non pensarci, sapevamo bene che era l’ultimo giorno di campo(infatti le sentinelle sono partite in serata, mentre i volontari torneranno a casa domani mattina). In ogni caso la sveglia è suonata alla stessa ora ed ancora un po’ assonnati abbiamo preso la zappa e ci siamo diretti nel campo, dove, sotto la direzione di Gino e Leoluca, abbiamo continuato a rincalzare il pomodoro. Tornati a casa ci aspettava un duro pomeriggio: non solo dovevamo prepararci per la partenza e quindi ripulire tutta la casa, ma soprattutto dovevamo fare la verifica, che, come ha sottolineato Fabrizio, è un momento fondamentale del campo. Tuttavia, proprio durante un breve momento di relax prima della verifica, tutti siamo stati positivamente colpiti dal vedere il nostro vicino di casa che, seduto sullo scalino della nostra porta a vetri, giocava a dama con Niccolò. In questi giorni ci siamo abituati a vederlo seduto di fronte al suo garage che osserva incuriosito le nostre attività, per questo il fatto che abbia “attraversato la strada” c’ha reso estremamente contenti e ottimisti: a Corleone le cose pian piano cambiano!. La verifica è stato un importante momento di confronto tra i ragazzi, in particolare tutti hanno notato come la differenza iniziale tra sentinelle e volontari sia andata scomparendo con il passare della settimana, facendo emergere come l’obiettivo dei due progetti sia il medesimo. Inoltre è emerso come tutti siano rimasti entusiasti del rapporto che si è instaurato con i soci della Cooperativa e con i “diversamente giovani” dello SPI che in queste settimane ci hanno sfamato. Purtroppo, però, il momento dei saluti è veramente arrivato e così abbiamo pensato che il modo migliore per farlo fosse quello di un aperitivo tutti insieme in villa. A questo punto ai volontari non resta che passare quest’ultima notte in casa Caponnetto, certamente ultima di questo campo, ma non in assoluto.

Giulia insieme a Fabrizio
coordinatrice del campo antimafie

Campi di lavoro antimafia. Ultimo giorno a Corleone per le giovani sentinelle

Ieri si è conclusa la splendida esperienza a Corleone. Per tutta la settimana, le giovani sentinelle insieme ai volontari hanno lavorato al mattino nei campi, offrendo un contributo di solidarietà tangibile, e nel pomeriggio hanno attivamente partecipato agli stage formativi, con incontri, visite a luoghi simbolo dell'antimafia siciliana e testimonianze. Nel pomeriggio di ieri i gruppi del progetto Giovani sentinelle e i volontari si sono riuniti insieme per una riflessione sull'esperienza fatta. Riflessione utile per i ragazzi e le ragazze sia affinché non la considerino un episodio concluso e isolato nella loro vita, ma che fecondi il bagaglio culturale e di crescita di ciascuno di loro, sia affinché il confronto con il tema della mafia e del contrasto ad essa costituisca un antidoto efficace anche nei luoghi dove vivono per l'affermazione dei valori della legalità. La stessa cooperativa Lavoro e non solo e l'Arci hanno sempre ritenuto importanti questi incontri e scambi di riflessioni che possono così aiutarli ad affinare regole e richieste per tutti i giovani che vogliono fare questa esperienza a Corleone, mentre i ragazzi possono avere maggiore chiarezza nelle loro aspettative relativamente al volontariato. Dall'incontro è emerso l'entusiasmo di tutti e il desiderio di tornare nuovamente a Corleone. Tale desiderio è il segnale migliore della loro crescita, del loro protagonismo. A tutte le Giovani sentinelle abbiamo richiesto di essere testimoni, sin da ottobre nei primi incontri del nuovo anno scolastico, nei confronti dei loro coetanei nelle proprie città e scuole. In questo modo sono fedeli allo spirito del progetto che intende valorizzare queste esperienze e radicare un costume di impegno civile nelle proprie comunità a difesa del rispetto delle regole, della Costituzione e per contrastare ogni forma di illegalità. La Fondazione è grata a tutti i giovani agli insegnanti che hanno partecipato al progetto 2010-2011 per l'impegno e le proposte fortemente sentite che hanno elaborato, per le quali dà appuntamento alla Conferenza Regionale del 3 ottobre prossimo a Firenze. Un grazie a Fabrizio e Giulia dell'Arci che hanno seguito i ragazzi durante la settimana, a Calogero, Franco, Salvatore e a tutta la Cooperativa: una parte del nostro cuore è rimasto a Corleone. Un augurio a tutti di buone vacanze.
Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

Manovra, Pd “Ancora tre anni di lacrime e sangue per la scuola italiana”

La manovra finanziaria che domani sarà varata dal governo rischia di infliggere un altro duro colpo alla scuola pubblica. Verrebbero confermati per gli anni a venire i tagli ed i ridimensionanti subiti in questi tre anni dal sistema formativo. A denunciarlo Caterina Pes, deputata del Partito Democratico, che annuncia come il duo Tremonti-Gelmini prepari “Tre anni di lacrime e sangue per la scuola italiana”. “I provvedimenti inseriti nella bozza della manovra economica che sarà approvata domani in Consiglio dei ministri non recano, infatti, – ma c’era da immaginarselo – buone notizie per la scuola italiana: stop delle retribuzioni per un altro anno fino al 2014, congelamento degli organici dall’anno scolastico 2012/13, accorpamenti di scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado in un unico istituto comprensivo e, dulcis in fundo, ridimensionamento di fatto degli insegnanti di sostegno”. “Se a questo si aggiunge – prosegue l’on. Pes (Pd) – il blocco del turn over nella pubblica amministrazione, l’aumento dell’età pensionabile per le donne fino ai 65 anni e il rincaro dei ticket, il quadro che emerge è desolante: all’orizzonte si annuncia l’ennesima e inaccettabile opera di demolizione e devastazione dell’intero sistema scolastico e sociale del nostro Paese”. “È contenuta – aggiunge – una stretta sulle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado che ‘per garantire un processo di continuità didattica nell’ambito del medesimo ciclo di istruzione’ verranno accorpate in unico istituto. Via libera, dunque, alla soppressione delle autonomie scolastiche che non raggiungono il parametro stabilito dei 1000 alunni. Eccezione sarà fatta per i territori montani e le piccole isole”. “La razionalizzazione – come amano chiamarla dalle parti di palazzo Chigi – che questo governo – con la complicità del ministro Gelmini – sta attuando nei confronti della scuola è intollerabile per un Paese civile che crede nel valore dell’istruzione e della formazione. L’intero sistema formativo . università compresa – ha subito in questi anni un’opera di demolizione e continuare su questa strada – per esigenze di bilancio e di pacificazione politica tra le anime irrequiete del centrodestra rischia di infliggere il colpo finale ad un settore strategico già fortemente indebolito”.

mercoledì 29 giugno 2011

A Cinisi "scoppia" la pace: "Casa Memoria" e l'Associazione "Peppino Impastato" gestiranno insieme la casa confiscata a Badalamenti

Cinisi, la casa confiscata a Badalamenti
L’Assemblea dei soci dell’Associazione Culturale onlus Peppino Impastato, riunita in data 24-06-2011 presso la sede sociale di Corso Umberto 220, all'unanimità ha dato incarico al Presidente prof. Vitale Salvatore di apporre la firma al contratto di Comodato d’uso proposto dal Comune di Cinisi con delibera n.91 del 15 giugno 2011, relativamente all’assegnazione del piano terra del bene immobile confiscato alla mafia sito in corso Umberto 183, congiuntamente all’Associazione Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato. L’assegnazione della casa che fu del boss Gaetano Badalamenti costituisce la conclusione di un percorso iniziato nel giorno della morte di Peppino Impastato, allorchè i suoi compagni vennero inquisiti come amici di un terrorista e decisero di iniziare una propria indagine per inquadrare il tragico episodio nella sua giusta dimensione di legalità. Da allora, attraverso un percorso di 32 anni si è arrivati al sequestro dei beni del boss Badalamenti, alla sua condanna all’ergastolo, quale mandante dell’omicidio di Peppino e infine, su proposta del sindaco di Cinisi, al decreto 6 maggio 2010 dell’Agenzia Nazionale per l’Amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata di Reggio Calabria, con il quale una parte dell’immobile era destinato all’Associazione Culturale Peppino Impastato. LEGGI TUTTO

lunedì 27 giugno 2011

Dall'America a Palermo, studenti contro la mafia

Pina Maisano Grassi
di PAOLA PIZZO
Quattro giorni attraverso i luoghi-simbolo della lotta a Cosa Nostra, trascorsi incontrando i testimoni diretti del contrasto all’illegalità. Prima tappa del viaggio un incontro con Pina Maisano Grassi, vedova dell’imprenditore Libero Grassi
PALERMO. Al lavoro nelle vigne palermitane, lontani dalla loro casa, dagli Stati Uniti. E tutto per scoprire da vicino i luoghi della mafia e schierarsi concretamente dalla parte dell’antimafia. Ci hanno pensato sedici studenti della Syracuse University del New Jersey, nello stato di New York, da maggio ospitati a Firenze nella sede italiana dell’ateneo, che mercoledì sera, al termine del corso estivo in Storia della mafia, sono arrivati in città per fare antimafia sociale. Quattro giorni attraverso i luoghi-simbolo della lotta a Cosa Nostra, trascorsi incontrando i testimoni diretti del contrasto all’illegalità. Prima tappa del viaggio un incontro con Pina Maisano Grassi, vedova dell’imprenditore Libero Grassi: “E’ stato un momento commovente – racconta Natalia Piombino, insegnante e accompagnatrice del gruppo di studenti –. I ragazzi le hanno chiesto come è riuscita a continuare a vivere nello stesso appartamento e nella stessa città, nonostante la tragedia e la nostalgia. Lei ci ha mostrato le foto del marito, è stato un incontro bellissimo”. D’obbligo poi il pranzo alla focacceria San Francesco e l’incontro con i giovani di Addio Pizzo, mentre da venerdì e fino a ieri mattina, gli studenti hanno trascorso parecchie ore nelle vigne gestite dalla cooperativa Lavoro e non solo, che sorgono su terreno confiscato alla mafia in zona Torre di Fiore, a Corleone. Il viaggio dei sedici ragazzi è continuato ieri pomeriggio con una visita a Portella della Ginestra e un incontro con i superstiti della strage e si è concluso ieri, prima della partenza in serata, con una visita nella casa di Peppino Impastato, a Cinisi.
Fonte: GdS, 26.6.2011

Cucinotta a passeggio per le vie del Capo. Poi premia al Queer Filmfest

Maria Grazia Cucinotta
L'attrice ha assegnato a Palermo i premi al termine della prima rassegna cinematografica a tematica gay, lesbica, bisex e transgender
PALERMO. La Giuria del Sicilia Queer Filmfest, prima rassegna cinematografica internazionale di cinema d'autore a tematica glbt (gay, lesbica, bisex e transgender) mai realizzata nel Sud d'Italia, in programma fino a domani, ha assegnato i premi del concorso scegliendo come miglior cortometraggio "After" di Mark Pariselli. Senza l'uso di dialoghi, il regista racconta una storia contemporanea estremamente visuale sul punto di vista dei giovani gay di sesso maschile a proposito di desiderio, passione, amore e ossessione. Il premio per il miglior cortometraggio low budget va a "Two beds" di Kanako Wynkoop. Il film mette profondamente il dito nella piaga ponendo il seguente interrogativo: il raggiungimento dell'emancipazione ci trasformerà tutti in bambini viziati? La giuria ha anche apprezzato particolarmente il modo in cui Carla definisce anarchicamente il termine di star, e conferisce dunque il premio della giuria a "From moment to moment" di Fulvio Perna. La giuria è composta dal presidente Wieland Speck, da Roberta Torre, Kéja Ho Kramer, Giovanni Pellegrini e Giulio Spatola. L'associazione "100 autori" e il Coordinamento "gay pride" hanno consegnato inoltre un riconoscimento speciale al corto "Masala Mama" del regista Michael Kam in gara per il Singapore. Madrina della rassegna Maria Grazia Cucinotta che oggi ha sfilato ha passeggiato per le viuzze del Capo. Alle spalle del blindato Palazzo di Giustizia, i commercianti l'hanno riconosciuta e un popolo di telefonini, tra un pescespada mozzato e alcune cassette di ciliegie, si accaparra una foto con la star di casa nostra. Forte dei suoi 180 centimetri d'altezza, l'attrice messinese raggiunge Casa Balmossiere, la dimora storica del pittore Gaspare Serenario, insigne espressione dell'arte pittorica sacra del Settecento palermitano. "Per il cinema produrrò quest'anno una commedia cinese - dice - molto divertente e sarò anche la protagonista del film "U'scuro", scritto dal palermitano Paolo Pintacuda che proprio l'anno scorso ha vinto il premio di sceneggiatura Solinas'. La Cucinotta è giunta nel capoluogo siciliano per assegnare, stasera al cinema Rouge et Noir, i premi del Concorso Internazionale. "L'ho fatto gratuitamente per assistere dal vivo a questo nuovo vento di cambiamento che sta spirando anche a Palermo" ha precisato la protagonista del "Rito" l'ultimo film di Mikael Hfstroem, accanto al premio Oscar Anthony Hopkins.
Fonte: Gds, 25.6.2011

Anpi, nasce in Sicilia il coordinamento regionale. Terranova il coordinatore

Ottavio Terranova
Oggi 25 Giugno 2011 per la prima volta nella breve vita delle ANPI siciliane nate o rinate negli ultimi anni, si sono riunite presso la Camera del Lavoro di Enna le delegazioni provinciali delle ANPI di tutta la Sicilia. L'ampio dibattito ha confermato le linee guida per l'azione dell'associazione stabilite al congresso di Torino, l'impegno per un radicamento capillare dell'ANPI, che è sempre più il luogo ove la memoria si trasforma nell'impegno concreto di migliaia di antifascisti anche nelle battaglie del presente come ad esempio gli ultimi Referendum del 12 e 13 Giugno. Un'ANPI Siciliana impegnata in molteplici iniziative organizzate con sempre maggiore frequenza nei territori e che darà battaglia anche nel prossimo futuro contro la legge elettorale vigente che nega ai cittadini il diritto fondamentale di scegliere il proprio rappresentante in Parlamento, affinché in Libia sia al più presto ridata parola alla diplomazia e tacciano le armi, e contro l'orrenda proposta di legge n°3442 dell'On. Fontana che equipara i repubblichini di Salò ai Partigiani un vero e proprio insulto alla storia e alla Memoria. Inoltre, come specifico compito Siciliano, l'assemblea ha assuntol'impegno di valorizzare il contributo, spesso taciuto, del sud alla Resistenza e alla lotta di Liberazione oltre che con la partecipazione di molti militari del sud che entrarono nelle formazioni partigiane arrivando a volte a ruoli di vertice, anche con episodi, che seppur puntuali e localizzati, possono essere definiti di vera e propria Resistenza (gli scioperi del Febbraio '43 e dell'8 marzo a Palermo, la rivolta di Mascalucia dell'agosto '43 (CT). Tale incontro, concluso da Nazareno Re (presidente ANPI Marche) delegato dalla segreteria nazionale, in conclusione dei lavori ha votato la costituzione del coordinamento regionale e ha eletto come coordinatore regionale Ottavio Terranova (presidente ANPI prov.le Palermo e membro del Comitato Nazionale).

Verbumcaudo, il bene confiscato e la macchina del fango

Il feudo Verbuncaudo
di Chiara Pracchi
“La mafia non c’entra nulla”. L’importante è mettere subito le cose in chiaro, allontanare i fantasmi. E allora V.M, del Giornale di Sicilia, attacca così il suo pezzo sull’ultimo attentato subito da Vincenzo Liarda, il sindacalista di Polizzi Generosa che da tempo è impegnato a promuovere l’assegnazione di Verbumcaudo, il feudo confiscato nel 1987 a Michele Greco e mai utilizzato. “La mafia non c’entra nulla – esordisce il giornalista – E non c’entrerebbe nemmeno la criminalità comune”. Resta da chiedersi chi, allora può aver messo la scatola, contenente una candela accesa, delle bottiglie di alcol, della carta e dei pezzi diavolina, nel cofano della macchina di Liarda. Il fatto che il giornalista non dia una risposta a questa domanda non è un bel segno per il sindacalista della Cgil. E in sottofondo pare già di sentir risuonare le note di Don Basilio, che nel Barbiere di Siviglia canta: “La calunnia è un venticello, un auretta assai gentile, che insensibile sottile, leggermente dolcemente, incomincia a sussurrar …”. LEGGI TUTTO

Trentenni, precari e disoccupati: "Forchette rotte, non indignados"

Un momento della manifestazione a Palermo
PALERMO - Sono trentenni, precari e disoccupati e hanno un' idea precisa: "E' arrivato il momento di mettere al centro dell'agenda politica la questione giovanile perchè sul loro futuro non speculi più nessuno". Ma non amano essere definiti "i nuovi indignados siciliani". Sono i partecipanti alla prima manifestazione organizzata a Palermo dal movimento le Forchette Rotte, nato il primo giugno su Facebook, che in queste settimane ha consegnato cartoline e forchette spezzate a politici, imprenditori e sindacalisti siciliani. Oltre trenta interventi si sono alternati dal palco allestito per l'iniziativa, ma anche video messaggi e diretta su internet. "E' ora di passare dalle proteste alle proposte politiche, partendo dalle nostre esperienze e dai nostri bisogni", dice Antonio Ferrante, 35 anni imprenditore agricolo, uno dei primi ad aderire al progetto. Anche Roberta Zarcone, laurea in scienze della Comunicazione, 28 anni, disoccupata è stata una delle prime ad aderire al movimento e lo ha deciso, spiega "dopo l' ennesimo scandalo, che ha avuto come protagonisti ex dirigenti della Regione siciliana, andati in pensione in anticipo per accudire parenti malati grazie a una legge regionale ad hoc". Tante le adesioni al movimento da esponenti del mondo della cultura come il musicista Roy Pacy, la scrittice Dacia Maraini, la regista teatrale Emma Dante, ma anche politici dal Presidente dell'Ars Francesco Cascio al deputato regionale e consigliere comunale Davide Faraone, e al rettore dell'ateneo palermitano Roberto Lagalla. Il passo successivo dei Forchettari adesso sarà promuovere leggi di iniziativa popolare, insieme alla costituzione di comitati territoriali in tutta la Sicilia su Facebook.

Sicilia: Lumia (Pd) a Mpa, valutare possibilita' elezioni anticipate

Giuseppe Lumia
Catania, 26 giu. - (Adnkronos) - "Dobbiamo costruire non una nuova alleanza di potere, nessuno si illuda. Non dobbiamo spostare il potere dal Pdl che ha mal governato rovinando la Sicilia essendo subalterno a Berlusconi e alla Lega. Dobbiamo avviare una stagione di riforme: fare l'acqua pubblica come vuole il referendum, abolire le Province, fare le scuole a tempo pieno, spostare tutto sulle piccole e medie imprese, attraverso il credito di imposta per creare il vero lavoro e smontare la macchina della Regione". Lo ha detto il senatore del Pd, Beppe Lumia, che ha partecipato a Catania all'assemblea regionale del Mpa. "Questo e' il senso dello stare insieme, dentro questo stare insieme -ha aggiunto Lumia- noi e il Pd crediamo nelle primarie ed oggi non c'e' stata una chiusura. Crediamo anche nella possibilita' che si possano valutare elezioni anticipate in Sicilia ed oggi non c'e' stata una chiusura". "In sostanza oggi, finalmente -ha concluso Lumia- si sono sciolte tutte le ambiguita' e siamo in condizioni di applicarci al cambiamento e alle riforme per la Sicilia". (26 giugno 2011)

domenica 26 giugno 2011

Deputati ma anche sindaci, così l'Ars sfida la Consulta

L'Assemblea regionale siciliana
di EMANUELE LAURIA
L'Ars dei doppi incarichi. Sei deputati ricoprono anche la carica di sindaco o assessore nei Comuni con più di 20 mila abitanti. La Corte Costituzionale ha sancito l'incompatibilità ma, in attesa dell'esito dei ricorsi nei tribunali, i parlamentari interessati (Buzzanca, Federico, Nicotra, Dina, Caputo e Caronia) restano in carica. L'Assemblea non ha battuto ciglio, anche se ora potrebbe sancire la decadenza di chi non esercita l'opzione
La bocciatura, solenne, l'ha già decretata la Corte Costituzionale. Ma è stata come un fendente nel vuoto, per l'Ars dei doppi incarichi. Il parlamento siciliano è rimasto insensibile nei confronti di una sentenza che, da 14 mesi, bolla come "incompatibili" sei deputati regionali che rivestono anche ruoli di vertice in grandi amministrazioni locali: Giuseppe Buzzanca (sindaco di Messina), Raffaele Nicotra (sindaco di Acicatena), Giuseppe Federico (presidente della Provincia di Caltanissetta), Marianna Caronia (vicesindaco di Palermo), Salvino Caputo e Nino Dina (rispettivamente vicesindaco e assessore di Monreale). LEGGI TUTTO

Il prefetto Caruso: "Bisogna aumentare l'aggressione ai beni dei boss"

Il prefetto Giuseppe Caruso
La nuova frontiera nella lotta a Cosa nostra e' l'aggressione ai patrimoni dei boss. Ne e' convinto il neo direttore dell'Agenzia nazionale per i beni confiscati, Giuseppe Caruso, che intervenendo alla giornata conclusiva del corso "Amministrazione e destinazione dei beni confiscati", alla facolta di Scienze politiche di Palermo, ha spiegato: ''Negli ultimi dieci anni c'e' stato un fortissimo contrasto da parte della magistratura e delle forze dell'ordine soprattutto alla mafia militare, ma anche a qualche colletto bianco. Di piu', sotto questo profilo, non credo si potesse fare". Ma per il prefetto "non si puo' considerare chiusa la partita con la criminalita' solo con gli arresti'', adesso serve un "affinamento veramente professionale dell'aggressione dei beni dei boss". Secondo il neo direttore dell'Agenzia nazionale per i beni confiscati, occorre "velocizzare il sistema delle assegnazioni dei beni confiscati", perche' alcune tappe nel percorso dal sequestro alla destinazione "creano problemi ed allungano i tempi".
FONTE: http://www.marsala.it/

sabato 25 giugno 2011

Palermo, per ricordare il 25 giugno di 19 anni fa...

Paolo Borsellino
Una sera di 19 anni fa nell'atrio della biblioteca comunale di casa professa il magistrato Paolo Borsellino incontrava per l'ultima volta la sua città; era il 25 Giugno del 1992 poco più di un mese dopo la tragica strage di Capaci dove morì il collega ed amico Giovanni Falcone. Un bagno di folla ascoltò la sua versione dei fatti, una storia di uomini coraggiosi al servizio della giustizia e della loro terra ostacolati nel loro lavoro da vivi tanto quanto osannati dopo la morte; una storia che cambierà per sempre la Sicilia e l'Italia intera. Quell'incontro a cui il magistrato partecipò aveva un titolo profetico: E' SOLO MAFIA? Diciannove anni, questo sabato 25 giugno 2011 alle ore 20:30 vogliamo ritrovarci nello stesso posto e allo stesso orario per non dimenticare, per ritrovare insieme un filo conduttore tra passato e presente di questa città. Proietteremo parti del video dell'incontro e seguirà un dibattito con il procuratore aggiunto Antonio Ingroia, lo scrittore Umberto Santino, il Gip Marina Petruzzella e altri ospiti moderato dal giornalista Giuseppe Lo Bianco. A seguire proietteremo anche delle riprese inedite della straordinaria fiaccolata del 16 Aprile 2011 a sostegno dei magistrati che lavorano e lottano contro la mafia. I volontari e le volontarie del comitato “Cittadinanza per la Magistratura”

Corleone, convegno sulla meritocrazia impossibile

CGIL. Il video sulla presentazione del vademecum sui beni confiscati e sul convegno "Legalità ed Equità"

Catania. Sorrentino (Cgil): "Combattere l'economia illegale è fondamentale per costruire il Progetto Paese"

L'intervento di Serena Sorrentino
(ANSA) Catania, 24 giugno- “La legalita’ economica e’ una precondizione per costruire un progetto per il paese. Ecco il perche’ della nostra campagna e del fatto che vogliamo lanciare a tappeto la contrattazione sulla legalita’ economica”: lo ha detto Serena Sorrentino, della segreteria nazionale della Cgil, concludendo la conferenza su legalita’ ed equita’ organizzata dalle strutture nazionale, siciliana e catanese della Cgil. Due giorni di lavori che hanno coinvolto sindacalisti siciliani e nazionali, rappresentanti delle associazioni imprenditoriali, magistrati, docenti universitari. Sorrentino ha rilevato che “il fatturato delle mafie ammonta a 135 miliardi di cui 75 di utili; l’evasione fiscale e’ stimata in 130 miliardi e 60 miliardi e’ la cifra che riguarda la corruzione: ce ne sarebbe- ha sottolineato la sindacalista- per finanziare una manovra economica”. Sorrentino ha ancora detto che il sommerso ha avuto un incremento del 3% a fronte dell’1% del Pil: a tale sottrazione di risorse al pubblico- ha sostenuto- corrisponde l’aumento della pressione fiscale sui lavoratori dipendenti e i pensionati”. Secondo l’esponente della Cgil, a fronte di tutto cio’, “occorre invertire la filosofia degli interventi del governo, che pensa a meno vincoli, meno controlli, quando invece per costruire politiche di crescita sostenibile sono necessarie regole e controlli”. La Sorrentino ha rilevato inoltre che “per quanto riguarda il Mezzogiorno non ci sono attualmente politiche che aiutino a recuperare il differenziale col resto del paese. Oggi- ha detto- anche gli imprenditori dicono che combattere l’economia illegale sia fondamentale per lo sviluppo, ma di questo non c’e’ una parola nel piano del governo per il sud”.
Un appello alle forze economiche e sociali a costruire un “programma essenziale per la legalita’ e l’equità, da consegnare alle istituzioni e ai partiti”, l'ha lanciato la segretaria generale della Cgil Sicilia, Mariella Maggio. Partiti e istitituzioni non invitati a partecipare all’iniziativa del sindacato, che ha visto gli interventi di rappresentanti delle associazioni imprenditoriali, magistrati e docenti universitari, “non per qualunquismo o spirito di antipolitica- ha sottolineato Maggio- ma perche’ la Cgil ritiene indispensabile che sia la societa’ civile, il reticolo democratico associativo, a porsi come protagonista del confronto che va chiesto prima possibile alle istituzioni politiche”. La Cgil ha gia’ alcune proposte come quella di “confiscare e riutilizzare ai fini sociali non solo i beni sottratti ai mafiosi – ha sostenuto la sindacalista- ma anche la ricchezza figlia del malaffare e della corruzione”. La Cgil propone dunque un’azione delle forze sociali ed economiche mirata a contrastare efficacemente quella “economia parallela che con l’intreccio di mafia e corruzione- ha sostenuto Mariella Maggio- centrifuga commerci, imprese, forze economiche sane, concorrenze leali di mercato, diritti dei lavoratori”. Una battaglia per la legalita’, dunque, “non solo come emergenza legata alla criminalita’ organizzata, ma – e’ la tesi della Cgil- che va estesa a tutto campo: nell’economia, nelle istituzioni, nella pubblica amministrazione, nel sistema delle imprese”.

Catania, la Cgil nazionale ha presentato il "vademecum" sui beni confiscati e sequestrati alle mafie

(ANSA) La maggior parte delle aziende confiscate alla criminalità organizzata si trova in Sicilia, che registra il 37,6% di proprietà italiane sottratte alla mafia. Non tutti sono casi fortunati: esistono i ritardi, le complicazioni burocratiche e persino esperienze di gestione fallimentari. Ma, secondo la Cgil nazionale, tra i pochi casi fortunati c'è ad esempio il Lido dei Ciclopi a Catania, oltre ad un'esperienza positiva a Milano e una in Toscana. Ne ha parlato la mattina del 23 giugno la Cgil nazionale, che ha scelto Catania come prima tappa per la presentazione del "Vademecum sui beni confiscati e sequestrati", a cura dell'Ufficio Legalità e Sicurezza. Venticinque le pagine dedicate ad un percorso che inizia dai due strumenti che l'azione giudiziaria può disporre per intervenire sui beni che riconducono al soggetto indiziato di reato di tipo mafioso: il sequestro e la confisca. Per poi passare alla destinazione dei beni confiscati, distinti in base alla loro tipologia (immobili, aziendali, e mobili). E poi ci sono le esperienze concrete, comprese le problematiche. A presentare il "Vademecum" c'erano Luciano Silvestri, responsabile nazionale del dipartimento Sicurezza e legalità della Cgil, il segretario di Cgil Sicilia Mariella Maggio, il segretario generale della Camera del Lavoro di Catania Angelo Villari e il segretario confederale nazionale Cgil Serena Sorrentino. Presenti, tra gli altri, anche Francesco Cantafia, responsabile Dipartimento legalità Cgil regionale, che ha introdotto i lavori del convegno sulla legalità organizzato da Cgil nazionale, da Cgil Sicilia e da Cgil Catania. "E' importante che Catania sia stata scelta dalla Cgil nazionale come città ospite della presentazione del Vademecum -spiega il segretario Villari- Il sindacato ha rappresentato e continua a rappresentare un luogo di lotta contro tutte le mafie. Questo libretto è stato concepito come uno strumento di lavoro semplice che verrà consegnato ai gruppi dirigenti, e non solo. E' una guida: spesso, su questi temi è difficile orientarsi con semplicità". Per Silvestri: "Si impone oramai la necessità di comprendere al meglio come si debba affrontare un fenomeno così consistente. Esistono anche dei fiori all'occhiello nella gestione dei beni strappati alle mafie e la Sicilia rientra in questi casi, a dispetto della facile equazione mafia e Sud Italia". Per Mariella Maggio "la lotta alla mafia non è solo quella dagli aspetti più cruenti, ma anche la scelta di inserire nell'agenda di lavoro del sindacato il tema della legalità, accanto a quello del lavoro e dello sviluppo. La mafia si combatte su tutti i fronti". Subito dopo la presentazione del Vadamecun, il convegno della Cgil ha affrontato il tema "Legalità ed equità: per un sistema economico moderno e giusto", con sessioni di lavoro sul peso della criminalità organizzata nel mancato sviluppo di un’area ; sul recupero e riuso economico e sociale dei beni confiscati; sugli effetti dei comportamenti illegali - come corruzione, contraffazione, evasione fiscale e contributiva, violazione della legislazione sul lavoro – nell’economia.
RMDN

CI SCRIVONO. Buon compleanno al circolo Arci "20 Gennaio" di Caltavuturo

Antonino Musca
di Antonino Musca
Un anno è appena trascorso dalla fondazione del Circolo Arci “20 Gennaio”. Dopo tante ostacoli e mille difficoltà siamo riusciti a spegnere la nostra prima candelina. Un anno intenso, ricco di avventure ed esperienze. Un anno in cui abbiamo seminato tanto, ci siamo spesi per la nostra comunità, cercando di lavorare con tenacia e passione, ma avendo sempre presenti i nostri ideali e i punti di riferimento. Tanto abbiamo fatto, soprattutto dal punto di vista sociale e culturale. Ma la strada è ancora lunga e il percorso è tortuoso. Il nostro impegno continuerà sempre in questa direzione, cercando di contrastare l’indifferenza generale, il parassitismo e la rassegnazione giovanile trasmettendo valori ed entusiasmo per cui vale la pena spendersi. LEGGI TUTTO

Campi di lavoro antimafia. Prima giornata a Corleone per le giovani sentinelle

Alla Camera del lavoro con Dino Paternostro
Martedì 21 Giugno, ore 18.50 ragazzi e ragazze delle 20 scuole pilota provenienti da tutta la Toscana arrivano con i propri genitori all'aereoporto di Pisa. Prime conoscenze e socializzazione, si passa poi al Check-in mentre, alcuni genitori si trasferiscono nella terrazza dove attenderanno la partenza dell'aereo. Al gate la prima foto di gruppo, per alcune è il primo volo ma niente paura, le ragazze e i ragazzi hanno già socializzato infatti il battessimo del volo si fa tenendosi per mano. All'aereoporto di Palermo ci attendono Salvatore ed altri della cooperativa con i pulmini, un rapido saluto e via per Corleone dove il gruppo, già presente a Casa Caponnetto insieme allo Spi CGIL, hanno preparato la cena per i nuovi ospiti. Mercoledì 22 come prima giornata non prevede lavoro nei campi e quindi dopo la colazione si parte per una visita alla cattedrale di Monreale e dopo al luogo dove è stato ucciso dalla mafia il capitano Basile mentre, nel pomeriggio, ancora una gita: a Ficuzza nella tenuta di caccia dei Borboni. In serata ci aspetta Dino Paternostro della Cgil di Corleone che racconta la storia delle lotte contadine. Dopo cena un'ultima sorpresa! Con skype in collegamento con Serravalle Pistoiese dove il sen. Giuseppe Lumia, Maurizio Pascucci, il segretario regionale toscano dello Spi Cgil dibattono sul valore di solidarietà che i giovani portano nelle terre confiscate alla mafia. La giornata è stata intensa ed ...oggi, visto che sono le due di notte! La sveglia sarà alle 7.00 e, dopo la colazione amorevole dello Spi Cgil, sarà per i ragazzi la prima esperienza di lavoro nei campi. Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

Bisacquino, i vincitori dell'11° edizione del "Gioachino Montalbano English Award"

Anche quest’anno il giorno 17 giugno scorso, presso l’istituto superiore Di Vincenti di Bisacquino, alla presenza del preside prof. Biagio Bonanno e del pubblico intervenuto, si è tenuta la premiazione del “11° GIOACHINO MONTALBANO ENGLISH AWARD”, che prevede il riconoscimento per gli alunni che si sono particolarmente distinti nello studio della lingua inglese. I vincitori sono: 1 classificata Nicoletta Morello di Corleone, 2° classificato Giuseppe Caldarera di Bisacquino.
Nella foto da destra : Nicoletta Morello, Andrea Montalbano (figlio di Gioachino), Giuseppe Caldarera e Gene Cataldo.

venerdì 24 giugno 2011

Un'opera dedicata a Falcone e Borsellino, concorso a Punta Raisi

Giovanni Falcone e Paolo Borsellino
Iniziativa della Gesap destinata ai giovani e agli studenti. Il bando in autunno PALERMO. Il prossimo autunno Gesap, la società di gestione dell’aeroporto di Palermo, bandirà un concorso di idee per una nuova opera artistica dedicata a Falcone e Borsellino, i due magistrati simbolo della lotta alla mafia, che sarà posta nello scalo palermitano.“L’opera – commenta l’amministratore delegato della Gesap, Dario Colombo – ha un alto valore simbolico. Il nostro aeroporto già si pregia dei nomi dei due magistrati, che rappresentano il riscatto dei siciliani veri dalla mafia. Coinvolgeremo giovani e studenti, che sono gli interpreti dell’eredità che ci hanno lasciato Falcone e Borsellino”.
GdS, 24.6.2011

Beni per oltre 8 milioni di euro confiscati ad un boss mafioso di Partinico

(ANSA) - PALERMO, 24 GIU - Beni per oltre 8 milioni di euro sono stati confiscati dalla guardia di finanza a Giuseppe Amato, 64 anni di Partinico (Pa), imprenditore edile. Il provvedimento disposto dal tribunale di Palermo riguarda un'azienda commerciale, quote societarie, immobili ed automezzi a lui intestati o riconducibili. Amato e' gia' stato condannato a 5 anni e 4 mesi di reclusione, per concorso esterno in associazione mafiosa. Secondo gli investigatori rappresentava l'elemento di raccordo e di collegamento tra la famiglia mafiosa di Leonardo e Vito Vitale, entrambi sottoposti al regime del 41 bis e le altre cosche didi Borgetto. (ANSA).

Mafia. Lo Bello (Confindustria): "Catania riscopra la sua grande passione civile!"

Ivan Lo Bello durante il suo intervento al convegno Cgil
(ANSA) - CATANIA, 24 GIU - ''Catania oggi deve riscoprire una grande passione civile: ha le condizioni sociali ed economiche per farlo, non ha un destino segnato''. Lo ha affermato il presidente di Confindustria Sicilia Ivan Lo Bello intervenendo ad Aci Castello, in provincia di Catania, alla giornata conclusiva di una due giorni su legalita' e sviluppo organizzata dalla Cgil. ''Catania - ha proseguito Lo Bello - ha un sistema imprenditoriale con il maggiore potenziale di sviluppo in Sicilia e tutto questo patrimonio positivo puo' avere una ulteriore capacita' di crescita se questa citta' fa una analisi spietata su se' stessa valorizzando le cose positive e avendo la forza di isolare quelle tante piaghe purulente che infettano il mercato e il capoluogo etneo''. ''La mafia catanese, a differenza di altre mafie - ha concluso Lo Bello - ha avuto sempre una grande vocazione imprenditoriale. Calderone, Santapaola e Ercolano erano imprenditori. C'e' dunque una vocazione che nasce dal territorio e percio' e' stato piu' facile in queste realta' costruire cartelli imprenditoriali e inquinare l'economia legale''. (ANSA).

Mafia, nietitura sulle terre confiscate ai boss dell'agrigentino

(ANSA) - AGRIGENTO, 23 GIU - Si e' svolta a Naro, in contrada Virgilio, la mietitura e raccolta del favino su dieci ettari di terreno confiscati ai boss di Canicatti', Antonio e Diego Guarneri. Si tratta di terreni conferiti al Consorzio agrigentino per la legalita' e lo sviluppo che li ha a sua volta assegnati in via temporanea a Libera. Ad avviare indagini patrimoniali che si sono concluse con la confisca fu il giudice Rosario Livatino, ucciso dalla mafia il 21 settembre 1990. La mietitura si e' svolta alla presenza del prefetto di Agrigento Francesca Ferrandino, del presidente del Consorzio agrigentino per la legalita' e sviluppo Maria Grazia Brandara e di Davide Pati dell'Ufficio di Presidenza di Libera. (ANSA).

Provincia di Palermo, assessori ridotti da 12 a 9

Giovanni Avanti
Via libera dal Consiglio alla delibera di adeguamento dello Statuto. Atto approvato con 23 voti favorevoli. Contrari i consiglieri del centrodestra
PALERMO. Via libera del Consiglio provinciale alla delibera di adeguamento dello Statuto della Provincia, che fra le varie modifiche prevede anche la riduzione da 12 a 9 del numero degli assessori. L'atto deliberativo è stato approvato oggi con 23 voti favorevoli, il quorum necessario per ottenere l'approvazione. Hanno votato a favore della delibera i gruppi di opposizione, Pd, Idv, Udc, Mpa, Gruppo misto di maggioranza (Rifondazione comunista -Sel), il Fli, e si a aggiunto anche il voto di Giovanni Mammana capogruppo di Forza del Sud, partito che fa parte della giunta guidata dal Presidente Giovanni Avanti. Non hanno partecipato alla votazione i gruppi della maggioranza di centrodestra. Oltre alla riduzione del numero degli assessori le modifiche statutarie riguardano anche la sfiducia per il Presidente della Provincia per la quale non sarà più necessario il 65% dei voti favorevoli dei consiglieri ma basterà la maggioranza assoluta, la durata in carica di Presidenti e vice Presidenti delle commissioni che viene stabilita in due anni e mezzo piuttosto che per tutti i cinque anni della consiliatura.
GdS, 24.6.2011

mercoledì 22 giugno 2011

Le Forchette Rotte. Manifestazione il 25 giugno a Palermo: “I Giovani siciliani si sono rotti. Col nostro futuro non ci mangia più nessuno”

Forchette Rotte: sabato 25 giugno 2011 ore 16 a Villa Filippina, Palermo. Con Giulia Innocenzi e Pif. Adesioni di Andrea Camilleri, Dacia Maraini, Roy Paci, Ivan Segreto... Palermo, 21 giugno 2011 - “Stiamo arrivando. Diamo a tutti appuntamento a Palermo, il 25 giugno 2011 a partire dalle 16 sino alle 20 a Villa Filippina, piazza San Francesco di Paola n. 18.” Il movimento, nato il 1 giugno, con la consegna ai “potenti” di Sicilia di una forchetta rotta, e dopo due settimane con le t-shirt “non in vendita” consegnate ad alcuni punti vendita di Palermo, esce allo scoperto con un’iniziativa che darà la parola ai giovani e non e che sarà il punto di partenza di chi vuole impegnarsi per cambiare la Sicilia. L’happening, dal titolo: “I Giovani siciliani si sono rotti. Col nostro futuro non ci mangia più nessuno” sarà condotto da Giulia Innocenzi, conduttrice di Generazione Zero, la rubrica dei giovani di Anno Zero e da Pif delle Iene. Un microfono aperto e un tempo massimo di 5 minuti saranno dati a tutti i giovani per esprimere quello che pensano, quello che vogliono e cosa sono disposti a fare per cambiare la nostra Isola. In queste settimane le Forchette Rotte hanno utilizzato esclusivamente i social network per condividere idee e scambiarsi opinioni. Gruppi spontanei sono nati in tutte le province siciliane raccogliendo oltre mille “forchettari”. Complessivamente su facebook, considerati i gruppi locali, siamo ad oltre 4000 adesioni.
Le adesioni al movimento sono arrivate prevalentemente dall’Italia ma non mancano quelle dall’Europa (22 dalla Spagna, 22 dall’Inghilterra, 11 dalla Germania, 10 dagli Usa e perfino dall’Australia, Russia, Irlanda, Polonia e Romania).
L’iniziativa verrà trasmessa in live streaming su http://www.forchetterotte.it/. Il sito oltre a mandare in diretta l’evento raccoglierà commenti dalla pagina ufficiale di facebook (www.facebook.com/forchetterotte) e i “tweet” di twitter sul canale @forchetterotte. Per chi seguirà l’evento su Twitter e volesse interagire in tempo reale con l’iniziativa, l’hashtag ufficiale sarà #forchetterotte.
All’iniziativa hanno già aderito: la scrittrice Dacia Maraini che ha mandato un messaggio: “Aderisco volentieri all’iniziativa. Avete perfettamente ragione. Abbiamo una classe dirigente egoista, e di vedute corte”; lo scrittore Andrea Camilleri, il climatologo Luca Mercalli, Giulio Ferroni, critico letterario, Roy Paci, Ivan Segreto e tanti altri aderiranno in questi giorni.

Sulla strada per Corleone, intervista alla giornalista tedesca Petra Reski

Petra Reski
La mafia esiste ormai da decenni ormai anche nel Nord d’Italia, lo racconta Giulio Cavalli in “Nomi, cognomi e infami”, ma non è di certo il punto più a nord dove scovarne le tracce. La mafia esiste anche in Germania, lo dice ormai da anni nei suoi libri Petra Reski, giornalista tedesca ormai di stanza a Venezia, che per questo motivo è stata più volte minacciata. Con il suo “Sulla strada per Corleone” ci narra il suo viaggio da Kamen fino in Sicilia, a vent’anni di distanza dalla prima volta. L’abbiamo intervistata per farci dire qualcosa in più sul suo libro.
Ciao Petra. Ti aspettavi una traduzione italiana del libro?
Visto che esistono già tanti buoni libri italiani sulla mafia, lo considero come un grande onore per me che sono tedesca. Ne sono particolarmente felice, anche perché così non devo più spiegare ai miei amici italiani di cosa tratta “Sulla strada per Corleone”. Lo possono leggere e questo è formidabile! LEGGI TUTTO
(Mi sono sentito stamattina con Petra Reski, che conosco da anni, per invitarla a Corleone per presentare il suo libro. Ha accettato con tanto entusiasmo. A breve ci comunicherà la data. Dp.)

Libera Palermo presenta la rassegna Lib(e)ri Liberi

La manifestazione consta di più giornate dedicate alla presentazioni di libri sulle tematiche dell'antimafia e sociali e si inserisce all'interno del progetto "Mondello Sostenibile" curata da LiberAmbiente. La rassegna avrà inizio martedì 21 giugno, alle 18.30, sulla spiaggia di Valdesi di Mondello, per concludersi venerdì 29 luglio nello stesso scenario.Il primo appuntamento è quello con la presentazione del libro "Disordini" di Alessandro Marina Calì edito da Navarra, in cui interverranno oltre l'autore, Enrico Colajanni di Libero Futuro e il giurista Alfonso Giordano. Venerdì 24 giugno, alle 18.30, seguirà la presentazione del libro "I padrini del ponte- Affari di Mafia sullo stretto di Messina" di Antonio Mazzeo, edito da Alegre, in cui parteciperanno il giornalista Calogero Cascio e Maria Billè. Saranno due gli appuntamenti settimanali (di massima il martedì e venerdì), giornate che saranno animate da numerosi interventi e dibattiti tematici, curati dagli autori e da personaggi del panorama sociale e della lotta alla mafia, che ravviveranno il litorale di Mondello. Il programma prevede diverse anteprime regionali, rivolte a addetti del campo e ai cittadini. La manifestazione nasce dall'esigenza del coordinamento di Libera Palermo di realizzare un'iniziativa culturale che dia ampio respiro alla memoria e alle dinamiche delle realtà che ogni giorno offrono nuovi spunti per la crezione di progetti e programmi che possano suscitare l'interesse dei cittadini, non indifferenti alle problematiche territoriali e nazionali. Un intenso calendario di momenti dove ci sarà, ancora una volta, la possibilità di poter vivere le esperienza di personaggi che, in prima persona, lottano quotidianamente per creare una realtà migliore. Dibattiti culturali che mettono insieme storie e identità di immenso valore, dando spunti per poter riflettere e discutere su tematiche come mafie, memoria e diversità. Un ricco momento per poter conoscere , analizzare ed esplorare le vicessitudini del territorio.

Cinisi, divisi nel nome di Impastato, contesa sulla casa dei "Cento passi"

Il sindaco Palazzolo e Giovanni Impastato nella casa
di SALVO PALAZZOLO
Da una parte il fratello di Peppino, Giovanni, e il presidente del centro Impastato, Umberto Santino. Dall’altra, Salvo Vitale e alcuni ex compagni, che dicono: "L'Agenzia per i beni confiscati ha assegnato la palazzina del boss Gaetano Badalamenti all'associazione Impastato, da cui poi Giovanni è uscito in polemica. Andremo dall'avvocato se necessario". Ma il sindaco di Cinisi vuole coinvolgere tutti e convoca una riunione per oggi pomeriggio: "Assegnerò la casa del capomafia alle due associazioni, senza più divisioni"
Da un anno, ormai, si celebrano due diverse manifestazioni in ricordo di Peppino Impastato, a Cinisi. Da una parte ci sono il fratello del giovane militante antimafia ucciso nel ‘78, Giovanni, e il presidente del centro Impastato, Umberto Santino; dall’altra, Salvo Vitale e alcuni compagni di Peppino. Il movimento antimafia sembra irrimediabilmente diviso sulle strategie da mettere in campo per la lotta alla mafia. Ma la spaccatura riguarda anche altri temi. L’ultima polemica è sorta attorno all’assegnazione della palazzina confiscata al boss Gaetano Badalamenti, che dista cento passi dalla casa di Impastato. Il sindaco Salvatore Palazzolo vorrebbe farla gestire alle due associazioni che si contendono la memoria del martire di Cinisi: “Casa memoria”, animata dal fratello di Peppino, e l’associazione Impastato, di Salvo Vitale. Il primo cittadino ha convocato per oggi pomeriggio i rappresentanti dei due gruppi, proporrà la firma di una convenzione congiunta per la gestione della palazzina. Intanto, Palazzolo lancia un appello all’unità: "Bisogna iniziare una fase nuova e superare le polemiche", dice. "Le due associazioni gestiranno assieme il piano terra, al primo piano verrà invece allestita una sala lettura aperta alla città". Giovanni Impastato rilancia: "Anche noi vogliamo costruire un percorso unitario — dice — Peppino parla a tutti, sarebbe ingiusto ghettizzarlo". Salvo Vitale replica: "Siamo disponibili a collaborare con Casa memoria, ma l’immobile è stato assegnato dall’agenzia per i beni confiscati all’associazione Impastato, da cui Giovanni è uscito nel maggio 2010. Su questo non si transige, andremo anche dall’avvocato se necessario". La polemica è aperta. Dice Giovanni Impastato: "Sono stato io a dialogare con l’allora direttore dell’agenzia per i beni confiscati, il prefetto Morcone, offrendogli precise garanzie sull’utilizzazione di casa Badalamenti. Sono poi uscito in polemica dall’associazione Impastato perché non mi sono piaciute le contestazioni in piazza fatte a Santino e a Palazzolo". Il sindaco insiste: "Aspetto tutti alle 16,30 al Comune".
La Repubblica, 22.6.2011
Il Viaggio nella casa dei "100 passi"

martedì 21 giugno 2011

Corleone, i campi di lavoro antimafia già in piena attività. In visita a Telejato e alla Casa Memoria di Cinisi

Nella sede di Telejato a Partinico
Stamattina come sempre due di noi sono rimasti in sede per prendersi cura delle pulizie di casa,mentre gli altri sono tornati nei campi di vite. Questa volta però avevano un compito differente dalle precedenti volte e cioè quello di misurare con minuziosa precisione il terreno per poter impiantare i paletti. Subito dopo pranzo siamo partiti convinti di andare a visitare la casa di Peppino Impastato,ed invece...SORPRESA!ci siamo ritrovati catapultati nello studio di TELEJATO!!! dopo una particolare accoglienza dataci da Pino Maniaci siamo diventati i protagonisti del Tg: daltronde uno degli scopi del progetto di cui facciamo parte è proprio quello di essere noi i veri protagonisti della storia!!!Dopo che ognuno di noi aveva annunciato una notizia davanti a tre telecamere e macchinette fotografiche puntateci addosso,storditi ma curiosi e soddisfatti ci siamo posti in una dimensione di ascolto. Infatti Maniaci ha iniziato a raccontarci la sua storia,a presentarci la sua vita molto difficile,piena di vittorie e speranza per un mondo migliore. LEGGI TUTTO

lunedì 20 giugno 2011

Da oggi a Palermo il Sicilia Queer filmfest, il primo festival cinematografico internazionale di cinema d'autore a tematica GLBT

I registi Antonio Piazza e Fabio Grassadonia
Prende il via a Palermo, lunedì 20 giugno 2011 il Sicilia Queer filmfest, il primo festival cinematografico internazionale di cinema d'autore a tematica GLBT (gay, lesbica, bisex e transgender) realizzato al sud d’Italia.
Da lunedì 20 a domenica 26 giugno, il festival presenterà un ricco programma di anteprime cinematografiche nazionali e internazionali, opere prime, documentari, cortometraggi, autori, registi, produttori cinematografici, star del cinema, direttori di festival. Un mondo queer. E queer è la parola chiave, un vocabolo controverso mutuato dall’inglese, poco conosciuto ai più, e usato in passato per bollare dispregiativamente gli omosessuali. Ma che negli anni è andato incontro a una trasformazione semantica: da insulto a sinonimo di ricchezza della diversità e di complessità di sguardo. Qualcuno lo ha definito, in modo originale, suggestivo ed efficace, un termine “insaturo”. Per noi questo termine è applicabile anche in ambito cinematografico, a sottolineare una scelta di campo stilistica e poetica e la volontà di sperimentare nuovi linguaggi e nuovi generi, con occhi diversi. Ed è questo, appunto, il sottotitolo del festival: con occhi diversi, la dedica che esprime il filo conduttore del programma ideato da Alessandro Rais, critico cinematografico e direttore artistico. LEGGI TUTTO

Una pagina di diario per ricordare la giornata passata con Dino Paternostro al liceo "Fardella" di Trapani

L'intervento di una studentessa
Caro diario, oggi ci è stata data la possibilità di ampliare le nostre conoscenze in merito alla tematica della legalità con una lezione fuori dal comune, esemplare, pervenutaci da un grande uomo quale è Dino Paternostro. Dalle sue parole è emerso tutto l’amore per la nostra isola, la caparbietà con cui un uomo normale combatte un mostro “invincibile”. Con pensieri concisi, efficaci e diretti ci ha intrattenuti per quasi due ore coinvolgendoci con estrema facilità. Spesso quando si parla di mafia si rischia di essere banali nel ricordare le vittime della lupara oppure di cadere nella ripetitività,mentre oggi questo non è accaduto. Nel passato ho incontrato diverse persone che parlavano di mafia ma vista “dall’alto” del loro mestiere di legali e magistrati e in un contesto molto distaccato. Al contrario di oggi rivelatosi molto formativo, e che ci ha molto entusiasmati e nello stesso tempo ci ha incuriositi. Il dottor Paternostro non si è tirato indietro, anzi si è mostrato molto disponibile rispondendo a tutte le nostre domande. Alla fine di questa giornata sono tornata a casa sicura che tutti nel nostro piccolo possiamo contribuire a cambiare questa terra con un pizzico di coraggio ed amore. Con questa riflessione ti lascio. Un bacio. Francesca Naso
Trapani, 18 maggio 2011
***
Cara Francesca, ti ringrazio per le belle parole che scrivi. Sicuramente io non li merito. Ho cercato soltanto di raccontarvi un pezzo di storia di una Sicilia particolare, che magari non c'è sui libri scolastici. Grazie a te e ai tuoi compagni per avere avuto la pazienza di ascoltarmi. La vostra attenzione e il vostro interesse per i percorsi di educazione alla legalità dimostrano che c'è una Sicilia giovane che vuole cambiare, che dice no alla mafia e che vuole costruire democrazia, giustizia sociale e libertà. Spero di incontravi nuovamente. Magari a Corleone. D.P.

Trapani, liceo "Fardella", 18 maggio 2011: "La storia siamo noi..."

Un momento dell'incontro al liceo "Fardella" di Trapani
di FRANCESCA NASO
La Sicilia dei coraggiosi e degli onesti nelle parole e nella persona di Dino Paternostro: un incontro particolare in una scuola particolare
La Sicilia … una terra martoriata da uomini vigliacchi che nel guardarsi allo specchio vedono riflessi degli esseri privi di qualsiasi valore e che cercano di conquistarli “cu coppuli e lupari” ma anche isola il cui lustro si deve a uomini coraggiosi, onesti, con valori veri, autentici, che hanno urlato forte il loro disgusto per la criminalità organizzata. Uomini che hanno amato la bellezza effimera del profumo di zagara, il rumore delle onde spumeggianti che si infrangono contro le insenature frastagliate, il gusto della granita appena fatta, di un pugno di sabbia bianchissima che scivola via dalle mani. Hanno amato. Non si sono soffermati ad osservare gli sbagli, i difetti della Trinacria facendo loro il motto di Paolo Borsellino “ il vero amore consiste nell’amare ciò che non ci piace per poterlo cambiare”. LEGGI TUTTO

PD-SICILIA: DOV’E’ LA VITTORIA?

Palazzo dei Normanni
di Agostino Spataro
Siamo alle solite. Anche i risultati della recente, modesta tornata elettorale amministrativa diventano oggetto di un’assurda pretesa secondo cui tutti hanno vinto e nessuno ha perduto. Addirittura, taluni fanno discendere da questi “trionfi” i destini politici della Sicilia e dell’Italia. Riproponendo, cioè, l’idea logora del “laboratorio politico siciliano” che, quando ha funzionato, ha provocato solo guasti e deteriori trasformismi. Analisi affrettate, enfatiche che non vedono quel che c’è dietro la vittoria di taluni sindaci: solo il trionfo delle ammucchiate e dei cambi di casacca last-minute. Dov’è la vittoria? Viene da chiedersi, mutuando l’interrogativo fatale dell’inno di Mameli. Chi vince e che cosa? per se stessi o per il progresso delle città e delle popolazioni? La situazione è davvero eccezionale. I centri storici crollano, i servizi erogati sono i più costosi d’Italia e della peggiore qualità, il clientelismo dilaga e soffoca l’amministrazione. LEGGI TUTTO

Pierangelo Bertoli: "Non vincono"

RIFLESSIONI SU MAFIA E FASCISMO

Cesare Mori, il "prefetto di ferro"
di ANGELO DONATELLI
Cosa nostra è un sistema economico-criminale organizzato sul territorio con una struttura gerarchico-militare che fa della violenza, della capacità di intimidazione soltanto uno strumento per accumulare ricchezze e incrementare il proprio potere. A questo scopo elabora strategie verso l’esterno, stringendo alleanze con pezzi della società ove agisce, intessendo una rete di relazioni, fino a connettersi con ambienti e soggetti del potere legale. È proprio questo modo di essere che distingue la mafia dalle altre organizzazioni criminali e che le ha garantito l’impunità e ha favorito, nel tempo, il ricambio dei suoi quadri. La struttura gerarchico-militare di Cosa Nostra ha subìto duri colpi, tuttavia essa non è vinta perché la mafia è molto più della sua struttura gerarchico-militare. Per combatterla ci si deve sforzare anche di conoscerla, di scoprire dietro il boss catturato, la rete di relazioni, scambi e complicità di cui ha goduto e su cui ha costruito la sua forza. LEGGI TUTTO

Il video dell'Istituto “G. Falcone” di Taranto, dopo una recente visita in Sicilia e a Corleone

venerdì 17 giugno 2011

A vent'anni esatti dalla morte, un film su Libero Grassi . Verrà trasmesso da Raidue la sera del 29 agosto

Libero Grassi
A vent'anni dall'assassinio, Rai2 propone un film-documentario che ricorda il coraggio di Libero Grassi. Si intitola 'Libero nel nome' ed è il documentario che Pietro Durante ha dedicato all'imprenditore ucciso dalla mafia il 29 agosto 1991. Il film sarà trasmesso nella seconda serata di lunedì 29 agosto. Sono passati 20 anni. Libero Grassi, imprenditore palermitano, si rivolge direttamente agli estorsori, che da lui pretendono il pizzo, con una lettera pubblicata in prima pagina sul Giornale di Sicilia. E' il 10 gennaio 1991. Per molti è la data che segnò l'inizio della lotta al racket. Da quel momento nessuno può dire "io non sapevo". "Anche d'estate Rai 2 non abbandona l'informazione e l'impegno civile e sociale - spiega il direttore di Rai 2, Massimo Liofredi - questo documentario, realizzato anche con materiale proveniente dalle Teche Rai, offre importanti spunti di riflessione, in ricordo di una persona che ebbe il coraggio di denunciare pubblicamente i suoi estorsori".


Nuova iniziativa di Forchette Rotte. T-shirt "di protesta" nei negozi di Palermo. "Magliette non in vendita. Come noi giovani"

"Non in vendita. Come i giovani siciliani". Dopo le forchette rotte recapitate ai potenti di Sicilia, nuova iniziativa del movimento omonimo in vista dell'iniziativa del 25 giugno a Palermo. Questa volta le Forchette Rotte chiedono ai negozi di abbigliamento di esporre una T-Shirt del gruppo. "Broken Forks (forchette rotte tradotto da The Independent). I giovani siciliani si sono rotti. Col nostro futuro non ci mangia più nessuno". Le magliette non si vendono e non si comprano. Gli esercenti espongono solo un cartello: "Dal 25 giugno a Palermo. Collezione 'Nuova estate siciliana'". Primi ad esporre la T-Shirt, ieri pomeriggio, i negozianti di un esercizio commerciale all'interno del Forum Palermo che ha aderito all'iniziativa. "Il cambiamento in Sicilia - scrivono i giovani di Forchette Rotte in un post sul loro gruppo di Facebook - deve diventare di moda. E cosa c'è di meglio che esporlo nei negozi di abbigliamento?Invitiamo tutti i commercianti a contattarci per avere una t-shirt solidale mandandoci una e-mail all'indirizzo: forchetterotte@gmail.com".

IL COMMENTO. Portella della Ginestra diventerà una nuova Lourdes?

Un momento dell'inaugurazione
Il 5 giugno è stato inaugurato a Portella della Ginestra l’affresco del Cristo Pantocratore alla presenza del sindaco di Piana degli Albanesi Gaetano Caramanno, dell’Eparchia di piana Sotir Ferrara e da varie autorità politiche, naturalmente del centro-destra. La manifestazione doveva tenersi nei primi di maggio, furante la sagra “Cannoli & Friends” alla presenza del noto “intellettuale” Lele Mora. Purtroppo, a causa delle polemiche portate avanti dai superstiti e dai familiari delle vittime dell’eccidio consumatosi il 1° Maggio 1947, Lele Mora non ha potuto partecipare all’importante manifestazione, privando l’opinione pubblica siciliana della sua qualificata presenza. Il Sindaco Caramanno si è vantato durante la manifestazione di aver portato la vicenda di Portella della Ginestra nell’alveo della cristianità. Finalmente il primo maggio non assisteremo più a quelle inutili manifestazioni di sindacalisti e di contadini con le loro anacronistiche bandiere rosse! Il sindaco ha inoltre promesso, che è sua intenzione, e della sua giunta, erigere a Portella della Ginestra un edificio religioso di cui la popolazione sentiva la necessità. “...Oggi è la prima pietra della cristianità” ha detto il presidente del consiglio comunale di Piana, Rosario Petta, e “... ci auguriamo di poter costruire presto anche la cappella così come richiesto dal Papas Stefano Plescia”. E così si cerca di far dimenticare il ricordo delle 11 vittime con sagre al cannolo, riti sacri e profani e presenze imbarazzanti di personaggi da gossip pecoreccio. Non ci meraviglieremo che tra qualche anno Portella della Ginestra diventi una brutta copia di Lourdes o di San Giovanni Rotondo con le bancarelle che cercano di rifilare ai fedeli e ai curiosi, insieme alle riproduzioni del Cristo Pantocratore, made in Cina, statuette del bandito Giuliano, riproduzioni di lupare, coppole e cannoli.
Rosa Faragi

Provvedimento del sindaco di Erice: vietati i souvenir sulla mafia, anche se sfottono i boss

Souvenir mafioso ad Erice
Provvedimento del sindaco di Erice (Trapani) contro le bancarelle che vendono gadget ironici su Cosa nostra. "Possono indurre a messaggi equivoci" Vietato esporre souvenir sulla mafia, anche se prendono in giro Cosa nostra, dunque tutti i souvenir sul tema. Lo ha deciso Giacomo Tranchida, sindaco di Erice, suggestivo borgo medievale, di grande richiamo turistico, che sovrasta Trapani. Il primo cittadino ha proibito ai commercianti di esporre pupazzi, magliette, coppole e tutti i souvenir che riportino frasi riconducibili alla mafia anche se l'organizzazione criminale viene presa in giro. "Questi gadget - ha detto Tranchida al Giornale di Sicilia - saranno pure ironici ma possono indurre a messaggi equivoci, dando ai turisti un'immagine non certamente bella del territorio". A promuovere il divieto è stato l'assessore al Centro storico Alberto Venza che ha sottolineato: "Abbiamo ricevuto diverse sollecitazioni anche da parte di personaggi illustri che hanno visitato Erice". Quello del sindaco non è un invito ma un diktat perentorio tanto che i commercianti che trasgrediranno l'ordine incorreranno in una sanzione amministrativa che potrà arrivare fino a 500 euro. A occuparsi del controllo delle bancarelle sarà la polizia municipale e le altre forze dell'ordine.
La Repubblica-Palermo, 17.06.2011

giovedì 16 giugno 2011

Palermo. L'Auser, la Cgil e la coop "Lavoro e non solo" recuperano un terreno confiscato: diventerà un orto biologico didattico

Si pulisce il terreno confiscato alla mafia 
Fino a ieri era un appezzamento di terreno abbandonato, infestato da rifiuti ed erbacce. Adesso, invece, è diventato coltivabile e destinato ad essere un orto didattico, un campetto da bocce e un luogo di aggregazione sociale, gestito dall’Associazione Auser di Palermo. Si tratta di un bene confiscato alla mafia di San Lorenzo, dominata dai Lo Piccolo, in via Resurrezione, che il comune di Palermo ha affidato all’associazione di volontariato della Cgil, affinché possa essere restituito ai palermitani onesti. E ieri mattina è stato segnato il primo passo verso il riuso sociale. Da Corleone sono arrivati Calogero, Salvatore e Bernardo, della cooperativa sociale “Lavoro e non solo”, “armati” di un trattore, per ripulire il campetto dalle erbacce. «Abbiamo accettato con entusiasmo di dare una mano all’Auser e rendere utilizzabile il terreno – dice il presidente della coop Calogero Parisi – per rafforzare la rete dell’antimafia sociale, che in Sicilia sta creando lavoro, sviluppo e solidarietà». «Grazie anche alla collaborazione della cooperativa di Corleone, si sta realizzando il nostro piccolo sogno di creare un luogo di aggregazione sociale in questo quartiere – dice Pippo Romancini, presidente dell’Auser di Palermo – dove gli anziani hanno pochi spazi per stare insieme». «Il nostro progetto – aggiunge – prevede di realizzare in questo luogo un orto biologico, gestito dai nostri anziani, che possa avere anche una funzione didattica per i bambini e i ragazzi delle scuole del quartiere. Abbiamo parlato con gli insegnanti che hanno manifestato grande disponibilità. Accanto all’orto, realizzeremo un campetto da bocce, delle panchine e dei gazebo per aiutare gli anziani a trascorrere serenamente le loro giornate». «È significativo – dicono Dino Paternostro, responsabile del Dipartimento Legalità della Camera del lavoro di Palermo, e Maurizio Calà, segretario generale dell’organizzazione sindacale - che hanno coordinato l’iniziativa – che si sviluppi e si consolidi l’asse della solidarietà Corleone-Palermo. Per anni, a prevalere è stato l’asse mafioso tra queste due città, che ha prodotto mafia, politica collusa, violenza, morte e devastazione del territorio. Adesso, invece, stiamo costruendo l’asse robusto dell’antimafia sociale, capace di produce i buoni frutti della solidarietà».     

La Cgil di Palermo esprime soddisfazione per l'acquisizione del feudo "Verbumcaudo"

La manifestazione di giugno della Cgil a Verbumcaudo
(ANSA) - PALERMO, 16 GIU - ''Esprimiamo soddisfazione per la disponibilita' espressa dall'assessore regionale Armao al Prefetto Mario Morcone, che guida l'Agenzia nazionale per la gestione dei beni confiscati, di acquisire al patrimonio della Regione siciliana il feudo di Verbumcaudo''. Lo dice il segretario generale della Cgil Palermo, Maurizio Cala', commentando la decisione dell'assessore Armao, presa dopo un incontro con il sindacato, di chiedere all'Agenzia nazionale per i beni confiscati l'acquisizione del feudo di Verbumcaudo, appartenuto al boss Michele Greco e situato nel territorio di Polizzi Generosa (Pa), al patrimonio della Regione, pagando il debito residuo con Unicredit. ''E' un atto importante che, non solo riconsegna in modo definitivo quelle terre alla proprieta' pubblica, sottraendola alla mafia, ma ci da' la possibilita' di riutilizzarle sul piano istituzionale e sociale per produrre economia e lavoro legale in un luogo che e' stato per molti decenni territorio gestito dalle famiglie mafiose'', aggiunge. ''E' la conclusione di una battaglia importante per la Cgil importante - conclude - perche' estremamente significativa a tal punto da aver generato tensioni e minacce subite da personaggi politici e sindacalisti. A questo punto e' necessario che i Comuni delle Madonie, con i quali ci sono gia' stati alcuni incontri, costituiscano il Consorzio di sviluppo e legalita', cui la Regione dopo l'acquisizione consegnera' il bene per la gestione''. “Dopo ore e giorni difficili, oggi la politica quella con la P maiuscola da una risposta importante e responsabile in direzione della legalità per il riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie”, dice Vincenzo Liarda, il dirigente della Cgil più volte minacciato dalla mafia. (ANSA).

Giuliano, gli indumenti del bandito non sono utili per l'estrazione del Dna. Resta il giallo sull'identità del cadavere riesumato

Salvatore Giuliano
Resta ancora senza risposta il giallo su Salvatore Giuliano. Dai reperti certamente attribuibili al bandito, analizzati su disposizione della Procura di Palermo dai medici legali incaricati di accertare se quello sepolto sia il corpo del''re di Montelepre'', non e' possibile estrarre il dna utile a una comparazione col profilo genetico del cadavere riesumato nei mesi scorsi. Un nuovo nulla di fatto di cui la Procura e' stata informalmente avvisata dai consulenti che non hanno ancora depositato, pero', la loro relazione. Gli ulteriori accertamenti vennero disposti dopo che il pool di tecnici informo' i pm, che sulla morte di Giuliano hanno aperto un'inchiesta, di non essere riusciti a raggiungere una conclusione certa dalla comparazione del dna del cadavere, riesumato con quello del nipote del bandito, Biagio Sciortino. Per dissipare i dubbi, allora, i magistrati palermitani che stanno cercando di verificare se, come denunciato in alcuni esposti, il corpo sotterrato nel cimitero del paesino del Palermitano sia di un'altra persona uccisa e messa li' per simulare la morte del bandito, decisero di delegare alla Scientifica il prelievo di alcuni oggetti - un cuscino, una cintura e una canottiera - appartenuti con certezza a Giuliano e custoditi in parte da familiari, in parte nel museo della cittadina. I reperti, pero', non sarebbero utilizzabili. Nella loro prima relazione gli esperti raggiunsero, invece, una conclusione interlocutoria sostenendo che il corpo sepolto e riesumato avrebbe legami di parentela con Sciortino, ma sarebbe impossibile allo stato stabilire il grado di vicinanza. Il pool di medici legali effettuo' anche uno studio sulla comunita' di Montelepre dell'epoca composta da un numero ristretto di persone spesso imparentate tra loro. Nulla esclude, dunque, che quello sepolto sia un parente lontano di Giuliano messo al posto del bandito fuggito, come sospettano alcuni, negli Usa. Al fascicolo di indagine, che ipotizza il reato di sostituzione di cadavere, si sono aggiunti i ritagli di un giornale americano degli anni '50 in cui si sosteneva che il bandito all'epoca in cui tutti in Italia lo credevano morto, in realta', viveva negli Usa. Spetta ora alla Procura, dopo il deposito della consulenza, decidere se andare avanti con l' indagine e disporre nuovi accertamenti tecnici. (Ansa Legalità)

Palermo, il prefetto Giuseppe Caruso è il nuovo direttore dell’Agenzia per i beni confiscati

Il prefetto Giuseppe Caruso
PALERMO - Il prefetto di Palermo, Giuseppe Caruso, è il nuovo direttore dell'Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. Prenderà il posto del prefetto Mario Morcone, che si era candidato sindaco a Napoli, ma non aveva superato il primo turno delle amministrative ed era tornato a dirigere l'Agenzia. È stato deciso dal Consiglio dei ministri, su proposta del ministro del'Interno, Roberto Maroni. A Morcone è stato assegnato l'incarico di riorganizzare l'esercizio delle funzioni di rete delle Prefetture.

Adesso noi corleonesi vogliamo l’acqua pubblica

GIUSEPPE CRAPISI
A Corleone c'è stata una straordinaria partecipazione ai referendum del 12 e 13 giugno, addirittura al di sopra delle nostre aspettative. Ovviamente ciò frutto di un clima nazionale che sta cambiando ma anche frutto di una battaglia, che ha visto tra gli altri noi di Corleone Dialogos, contro la decisione del Sindaco e degli assessori di Corleone di regalare le nostre reti idriche ad APS. LEGGI TUTTO

mercoledì 15 giugno 2011

Partono i campi antimafie anche in Calabria

Il sopralluogo dello Spi Cgil e dell'Arci
Ieri è stata la giornata del sopralluogo in Calabria insieme allo Spi Cgil Nazionale. Abbiamo iniziato con un incontro molto serrato alla Camera del Lavoro di Reggio Calabria insieme alla sua Segretaria Generale e ad un buon gruppo di dirigenti dello Spi Cgil del territorio. Qui con il Segretario dell'Arci di Reggio Calabria abbiamo definito gli obiettivi e le finalità oltre a ripercorrere insieme gli aspetti programmatici e organizzativi sia di Melito Porto Salvo che di Riace. Quindi insieme all' istancabile compagno dello Spi Cgil Valdimiro ci siamo diretti a Melito Porto Salvo per un sopralluogo sui terreni confiscati e alla villa del mafioso Iamonte. Erano tre anni che non tornavo in quel territorio e come spesso mi capita ho visto cose trasformate, luoghi modificati: segno evidente e concreto che pur nelle tante difficoltà le Cooperative che operano sui terreni confiscati sono riuscite ad andare avanti; a segnare concretamente la svolta. La presenza di un agrumeto in produzione e dei locali della villa Planica alla loro ristrutturazione definitiva mi hanno riempito di gioia e di una profonda speranza nutrita dal tanto impegno di tanti giovani calabresi che in questi anni non si sono arresi. Qui arriveranno 56 volontari dalla Toscana, la Lombardia e dall'Emilia Romagna oltre allo Spi Cgil di Piacenza. LEGGI TUTTO