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martedì 31 maggio 2011

Stasera seduta del consiglio comunale a Corleone: sarà discusso l'o.d.g. sulla Cascata delle Due Rocche

Questa sera (31 maggio 2011) alle ore 20.00 si riunirà il consiglio comunale di Corleone per discutere e deliberare su un lungo ordine del giorno. Oltre ad alcune interrogazioni (sulla raccolta dei rifiuti), sarà discusso il documento presentato da Dino Paternostro per chiedere al sindaco e alla giunta la revoca dell'affidamernto all'associazione Omnia Onlus della gestione della Cascata delle Due Rocche. "La delibera, oltre ad essere inopportuna moralmente, è illegittima in base all'ordinamento enti locali in Sicilia", dice Paternostro. GUARDA IL VIDEO

Pisapia e de Magistris sono sindaci. Sconfitta Pdl

Milano in festa per il neo-sindaco Giuliano Pisapia
Il centrosinistra conquista Milano e Napoli, ma anche Trieste e Cagliari. Bersani: la maggioranza non c'è più
MILANO - Giuliano Pisapia e Luigi de Magistris sono i nuovi sindaci di Milano e Napoli. Lo spoglio delle schede ha confermato i dati usciti dalle proiezioni Ipr Marketing per la Rai e, prima ancora, dagli «intention poll» di Sky Tg 24: a Milano il candidato del centrosinistra ha vinto con il 55,1% dei voti mentre Letizia Moratti si è fermata al 44,89%; a Napoli, invece, Luigi de Magistris ha trionfato con il 65,37% contro il 34,62% del portacolori del centrodestra Gianni Lettieri.
CAGLIARI, TRIESTE E NOVARA -Ma non ci sono solo Milano e Napoli, tra i principali capoluoghi, assegnare il successo del centrosinistra in queste elezioni. A Cagliari Massimo Zedda è riuscito a strappare la città al centrodestra battendo Massimo Fantola con il 58,2% contro il 41,7%. Lo stesso Fantola ha già chiamato l'avversario per congratularsi con lui per il risultato. Anche a Trieste va segnalata la vittoria del centrosinistra: Roberto Cosolini, del Pd, è al 57,11% contro Roberto Antonione, del Pdl, al 42,89%. Il centrosinistra strappa pure il sindaco di Novara al centrodestra: quando resta da scrutinare una sola sezione su 91, il candidato del centrosinistra Andrea Ballarè al ballottaggio ha il 52,89% dei voti contro il 47,11 di Mauro Franzinelli.
EX AVVERSARI - Quando il risultato è stato netto, anche Letizia Moratti si è congratulata con l'avversario, rendendosi disponibile «se lui lo vorrà», ad un passaggio di consegne che consenta al nuovo primo cittadino di prendere in mano fin da subito i temi caldi dell'amministrazione cittadina. «Mi ha fatto piacere la sua telefonata - ha detto poi Giuliano Pisapia -: la Moratti si è detta pronta a collaborare per la città. Anche questo è il segnale di una nuova stagione che si apre». I supporter di Pisapia si erano riuniti fin dal primissimo pomeriggio in Piazza Duomo per assistere allo spoglio dei risultati dal maxischermo. Ed è esploso un fragoroso applauso quando è arrivata la notizia che annunciava, a metà dei seggi scrutinati, il vantaggio di 10 punti dell'avvocato sul sindaco uscente, un risultato che certificava a spoglio ancora in corso il cambio della guardia a Palazzo Marino
«IL GOVERNO SI DIMETTA» - Il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, ha chiamato al telefono Pisapia per complimentarsi con lui: «Sei stato bravissimo. A Milano è una grande vittoria». E poco più tardi in conferenza stampa ha sottolineato: «In Parlamento ora c'è una maggioranza diversa da quella uscita dalle urne e da quella che c'è oggi nel Paese. Il governo si deve dimettere». Ricordando i successi in gran parte delle città e delle province andate al ballottaggio, il segretario democratico ha promesso che «noi governeremo per tutti». Poi ha aggiunto: «Anche per chi non ci ha votato. Chi non ci ha votato non è un nemico, ma uno che la pensa diversamente».
Al. S.
Corriere della Sera, 30 maggio 2011

Pisapia, De Magistris e la maledizione di Berlusconi

La vignetta di Sergio Staino
Il centrosinistra stravince le elezioni amministrative. Stavolta non si riprenderà tanto facilmente. Bersani si scatena: "Non sopravvalutiamo questo risultato!"
Ma stanotte dormirà sonni sereni. Quello che è successo oggi, una volta tanto, non è colpa sua.
Già si guarda al domani. Con un successo così ampio, il centrosinistra dovrà mettersi al lavoro subito, per vanificare questo risultato.
La Moratti aveva invitato Gigi D'Alessio a cantare per lei, ma il cantante si è poi rifiutato. Un duro colpo alla sua campagna elettorale. Sarebbe stato peggio solo se avesse accettato.
Matteo Salvini della Lega si smarca: "E' Berlusconi che ha perso". Lui infatti è stato eletto vice-sindaco del suo salotto.
Si avverano gli incubi dei pidiellini: ora in Italia dilagheranno elementi estranei, come gli zingari a Milano e la legalità a Napoli.
In caso di vittoria di De Magistris, Mastella aveva promesso che si sarebbe suicidato. Una manna per quelli a cui servivano nuove idee per le seghe.
La Lega ha perso Milano, e ora Bossi, come promesso, dovrebbe tagliarsi le balle. Prima un ictus, poi via le balle. Ancora un po' e forse guarirà.
Con questa clamorosa sconfitta del PDL, stasera guarderò il TG4 per farmi una cultura sull'argomento Meteo.
Gianni Lettieri è stato sconfitto. Come si racconta in un capitolo di Gomorra.
Sandro Bondi si è dimesso. Devo davvero aggiungere una battuta?
Berlusconi dalla Romania commenta: «Vediamo, vado su in stanza in albergo e poi faccio una dichiarazione». Che sarebbe una dichiarazione perfetta, se associata alla notizia
Bucarest - Ultrasettantenne si getta dalla finestra della sua camera d'albergo. Illesi i passanti.
Al Premier spetta anche chiudere la giornata sportivamente: "milanesi e napoletani, ve ne pentirete".
Randomante (L’Unità, 30.5.2011)

Elezioni. Il vento è cambiato!

Il vento è cambiato, eccome se è cambiato. E' cambiato in modo impetuoso. Sono raffiche che travolgono la politica italiana, aprono squarci di luce e dicono che comincia il bel tempo. Sono vittorie straordinarie: a Milano Pisapia stacca la Moratti di dieci punti, a Napoli De Magistris è un ciclone che si distanzia da Lettieri di addirittura trenta punti, il giovanissimo Zedda a Cagliari strappa la città alla destra. E poi Trieste, Rimini, Grosseto. Nemmeno a casa sua, Arcore, Berlusconi è riuscito a vincere. E' una bella giornata per l'Italia e per il popolo del centrosinistra. Questa volta una campagna elettorale forte e candidature robuste e giuste hanno cancellato quella sindrome da sconfitta che attanagliava gli elettori democratici da diversi anni.

Per la destra è una sonora sconfitta. Vedremo che cosa farà Bossi, tirato giù nel burrone dal premier, vedremo come se la caverà Berlusconi. Probabilmente faranno finta di niente, o almeno tenteranno, metteranno qualche pezza o cercheranno qualche Scilipoti di turno. Ma questo voto dice una cosa chiara: l'Italia s'è stancata del berlusconismo e ha affidato all'opposizione un compito bello e difficile. Da oggi in poi non sono ammessi errori. Facciamo entrare questa bella aria fresca che tira per tutto il Paese dentro ogni partito, in ogni stanza e in ogni palazzo. Forse oggi è cominciato il domani. Per ora, che sia festa e che sventolino le bandiere. Ce l'abbiamo fatta. Ce lo siamo meritato.
Pietro Spataro
30 maggio 2011

Ragusa premia il patto Pdl-Fli-Udc. Vittoria va verso il ballottaggio

di ANTONIO FRASCHILLA e EMANUELE LAURIA
Il sindaco uscente Nello Dipasquale (Pdl) è in testa . A Vittoria si profila un ballottaggio tra il candidato di Pd e Idv Giuseppe Nicosia e il deputato regionale Carmelo Incardona (Pdl-Pid-Forza del Sud). Secondo turno in vista anche a Bagheria
Ragusa, unico capoluogo di provincia interessato dal voto in Sicilia, avrà ancora un'amministrazione di centrodestra. Il sindaco uscente Nello Dipasquale (Pdl) è abbondantemente in testa. Dipasquale, oltre che da Pid e Forza del Sud, è appoggiato anche da Fli e Udc. Il suo diretto avversario era Sergio Guastella, sostenuto dal centrosinistra.
A Vittoria (Ragusa), altro grande centro chiamato alle urne, si profila un ballottaggio tra il candidato del Pd-Idv Giuseppe Nicosia e il deputato regionale Carmelo Incardona (Pdl-Pid-Forza del Sud). Resterebbe tagliato fuori dal secondo turno Francesco Aiello, ex assessore regionale del Pds e sei volte sindaco della cittadina, oggi in corsa per l'Mpa di Raffaele Lombardo.
A Bagheria, il più grosso centro del Palermitano al voto, i dati parziali raccontano di un possibile ballottaggio fra Vincenzo Lo Meo (candidato di Udc, Fli e di parte del Pd) e Bartolo Di Salvo (centrodestra). Resterebbe fuori il sindaco uscente Biagio Sciortino. A Campobello di Mazara si va verso il ballottaggio fra il sindaco uscente Ciro Caravà (Pd-Mpa) e l'ex primo cittadino Daniele Mangiaracina (Sicilia Vera-Api).
Elezione al primo turno a Porto Empedocle (Agrigento) per Calogero Firetto sostenuto da Mpa, Udc, Pd, Fds, Sicilia vera, Fli. Stesso discorso per Corrado Bonfanti (Mpa, Fli e Udc) a Noto. Eletti al primo turno nel Messinese Basilio Ridolfo, riconfermato sindaco di Ficarra (Messina), e Basilio Caruso a Sant'Angelo di Brolo. Plebiscito per Giuseppe Montesano eletto sindaco di Vallelunga Pratameno (Caltanissetta) con il 96,4 per cento.
Ballottaggi a Terrasini (Palermo) tra Massimo Cucinella (liste civiche) e Calogero Camilleri (Pid e liste civiche), a Canicattì (Agrigento) tra Gaetano Cani (Fli, Udc, Sicilia vera) e Vincenzo Corbo (liste civiche), a Favara (Agrigento) tra Rosario Manganella (Pdl, Mpa, Pid, Fds) e Carmelo Vitello (Fli e liste civiche), a Ramacca (Catania) tra Giampiero Musumeci (Mpa e liste civiche) e Francesco Zappalà (Pd), a Capo d'Orlando (Messina) tra Roberto Sindoni (liste civiche) e Salvatore Librizzi (liste civiche), a Patti (Messina) tra Luigi Gullo (Sicilia vera, Udc, Pd) e Giuseppe Aquino (Pdl, Noi Sud) e a Lentini (Siracusa) tra Alfio Mangiameli (Pd, Federazione sinistra) e Nello Neri (Pdl, Fds e Pid).
La Repubblica-Palermo, 30.5.2011

Corleone. Conclusa la festa di Avviso Pubblico. Campinoti: "In politica bisogna distinguere tra chi si assume le responsabilità e chi non lo fa"

Agriturismo Terre di Corleone. Il saluto di Salvo Gibiino
Nel cuore della Sicilia, sul verde dell’altopiano corleonese, vi è oggi l’agriturismo “Terre di Corleone” (Contrada Drago). Questo casolare, divenuto un simbolo della legalità, apparteneva prima a Totò Riina, mentre oggi è gestito dalla Cooperativa Pio La Torre- Libera Terra. In questo posto incantevole ieri, 29 maggio 2011, si è conclusa la terza Festa nazionale di Avviso Pubblico, durante la quale gli amministratori locali provenienti da tutta Italia, per quattro giorni, si sono incontrati e confrontati sul fronte del contrasto alle mafie e per la costruzione di un’etica della responsabilità, raccontando ognuno le proprie esperienze e presentando dei progetti di lavoro. Salvatore Gibiino, Presidente della Cooperativa Pio La Torre, dopo aver ringraziato Avviso Pubblico per il sostegno concreto che porta a tutte le cooperative Libera Terra, ha affermato che è dal lavoro sui terreni confiscati che può crescere sempre di più la sensibilità dei cittadini per l’affermazione di una società giusta e senza mafie. “Oggi sono i ragazzi stessi di Corleone che chiedono di poter lavorare nella cooperativa e ciò vuol dire che la società civile si sta risvegliando”. LEGGI TUTTO

lunedì 30 maggio 2011

50 mila blog chiusi per stampa clandestina?

Carlo Ruta
All’inizio di maggio una sentenza della prima sezione penale della Corte di Appello di Catania ha equiparato un blog ai giornali di carta. Dunque commette il reato di stampa clandestina chiunque abbia un diario in Internet e non lo registra come testata giornalistica presso il tribunale competente, come prevede la legge sulla stampa n 47 del 1948.

Palermo. Una Marina di Libri

Arriva a Palermo, dal 3 al 5 giugno, Una Marina di Libri: la prima fiera dell’editoria indipendente in Sicilia ed allo stesso tempo originale festival letterario ricco di eventi e presentazioni esclusive. La manifestazione, che si svolgerà presso la prestigiosa sede di Palazzo Steri, è organizzata dal Consorzio Centro Commerciale Naturale Piazza Marina&dintorni e da Navarra Editore in collaborazione con Associazione Oliver, Officine Studi Medievali e MDU – Movimento degli Universitari ed è patrocinata dall’Università degli Studi di Palermo. Ad aprire la manifestazione venerdì 3 giugno artisti e scrittori di calibro nazionale: Pierpaolo Capovilla del Teatro degli Orrori si esibisce in Eresia, reading del grande poeta russo Vladimir Majakovskij, mentre Emma Dante, Viola Di Grado, Veronica Tomassini, Beatrice Monroy e Annalisa Maniscalco saranno le cinque voci protagoniste del primo dibattito tematico del festival dedicato alle Scritture di donne. Le tre giornate saranno animate da numerose presentazioni e anteprime nazionali curate dagli oltre 30 editori provenienti da tutta Italia che partecipano al festival e che animeranno il chiostro di Palazzo Steri con un’interessante fiera dell’editoria indipendente, all’interno della quale è prevista anche una sezione interamente dedicata all’editoria per ragazzi, con la presenza di alcune delle case editrici tra le più rappresentative del settore. Il programma prevede inoltre tre incontri professionali dedicati allo stato dell’editoria (Lo stato dell’editoria oggi; L’editoria digitale; La traduzione Letteraria) e rivolti a addetti ai lavori, appassionati e studenti, un intenso calendario di attività rivolte a bambini e ragazzi (incontri con autori e illustratori, laboratori artistico-creativi, letture animate), momenti musicali, dibattiti tematici, esposizioni, reading, proiezioni e performance.

Azione all'Olimpico durante Inter-Palermo. Dal tetto enorme striscione contro il nucleare

Fermiamo il nucleare!
Spettacolare entrata dei nostri attivisti all'Olimpico. All'inizio del primo tempo della finale di Coppa Italia, si sono calati dall'anello di copertura dello stadio, aprendo uno striscione di 200 metri quadrati con la scritta "Da Milano a Palermo, fermiamo il nucleare". La protesta avviene il giorno successivo all'entrata in vigore del decreto Omnibus con il quale il Governo sta cercando di toglierci il diritto di votare al Referendum sul nucleare il 12 e 13 giugno. Ma la partita non è ancora chiusa: nei prossimi giorni la Corte di Cassazione deciderà se il referendum sarà veramente annullato. Confidiamo nel giudizio della Corte che potrà ristabilire il diritto degli italiani a esprimere il proprio parere su un tema importante come il nucleare. Inoltre, il voto è già iniziato: più di 4 milioni di italiani residenti all'estero hanno già ricevuto la scheda elettorale per votare sul nucleare e la stanno rispedendo alle nostre ambasciate. Interrompere il voto in corsa sarebbe l'ennesimo paradosso causato dalle maldestre manovre del Governo. L'azione all'Olimpico va di pari passo con la protesta dei ipazzisietevoi.org, sette ragazzi che da 17 giorni hanno deciso di vivere reclusi in un rifugio anti-radiazioni e comunicano solo attraverso il loro sito internet. Altri attivisti da 5 giorni sono rinchiusi in un enorme bidone nucleare al Pincio, sopra Piazza del Popolo a Roma. Il coraggio e la determinazione degli attivisti all'Olimpico, dei ragazzi nel rifugio e nel bidone al Pincio sono un esempio di mobilitazione per gli italiani.

sabato 28 maggio 2011

Italiani di nuovo al voto. Oltre sei milioni alle urne

Seggi aperti domenica dalle 8 alle 22 e lunedì dalle 7 alle 15 in 6 province e 88 comuni. Sfide chiave a Milano e Napoli. In Sicilia primo turno elettorale Dei tredici milioni al voto due settimane fa, quasi la metà tornerà alle urne per il secondo turno il 29-30 maggio. Sei milioni e mezzo gli elettori chiamati ai seggi, aperti domenica dalle 8 alle 22 e lunedì dalle 7 alle 15. Occhi puntati sulle sfide di Milano e Napoli, il cui esito, ha però ribadito il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, non aprirà una crisi anche in caso di sconfitta in entrambe le città 1.
88 Comuni 6 Province. Sono in tutto 88 i Comuni chiamati al ballottaggio. Agli 81 delle regioni a statuto ordinario se ne aggiungono 4 in Friuli-Venezia Giulia (Trieste, Monfalcone, Pordenone, Cordenons) e 3 in Sardegna (Cagliari, Sinnai, Iglesias). In tutto sono 13 i capoluoghi di Provincia che sceglieranno il sindaco al secondo turno: Novara, Milano, Varese, Rovigo, Rimini, Grosseto, Napoli, Cosenza, Crotone, Trieste, Pordenone, Cagliari e Iglesias. Sei le Province: Vercelli, Mantova, Pavia, Trieste, Macerata e Reggio Calabria.
Comunali in Sicilia: solo il 20% di donne in lista. Primo turno elettorale per gli elettori siciliani, chiamati a votare in 27 comuni. Unico capoluogo coinvolto, Ragusa con 61.711 elettori. Tra i centri maggiori Canicattì e Favara, in provincia di Agrigento, Bagheria, nel palermitano, e Vittoria in provincia di Ragusa. Numeri non confortanti per l'elettorato femminile. Su un totale 4.775 candidati, solo 951 sono donne, poco meno del 20%.
I numeri. Considerando una volta sola gli enti interessati contemporaneamente a più tipi di consultazioni, il numero complessivo degli elettori del ballottaggio nelle regioni a statuto ordinario sarà di 5.577.816, a cui vanno aggiunti per le regioni a statuto speciale i 475.412 del Friuli Venezia Giulia, i 397.001 della Sicilia e i 175.577 della Sardegna. Nelle Regioni a statuto ordinario il turno di ballottaggio nelle cinque province interesserà un corpo elettorale di 1.701.480 elettori, di cui 818.566 maschi e 882.914 femmine. Le sezioni elettorali saranno 2.219. Negli 81 comuni delle regioni ordinarie andranno alle urne 3.906.012 elettori, di cui 1.855.363 maschi e 2.050.649 femmine. Le sezioni elettorali saranno 4.606.
Le curiosità. Numerosi i casi di ballottaggio decisi per l'esito al fotofinish di due settimane fa. Il caso più eclatante, ricorda un'analisi di Anci Comunicare, è quello del sindaco uscente di Varese, Attilio Fontana, costretto al ballottaggio per meno di 0,7 punti percentuali. Ma il record spetta a Ginetto Perseu, candidato sindaco del centrodestra a Iglesias, che si è fermato al 49,909%, in una città con 24 mila elettori. Un pugno di voti, insomma, lo ha costretto al ballottaggio con la candidata del centrosinistra, Marta Testa, che lo tallona con il 46% delle preferenze al primo turno. Svetta infine il caso del Comune di Fraine, in provincia di Chieti, dove si va al ballottaggio malgrado i soli 463 abitanti: al primo turno i due candidati hanno raggiunto la perfetta parità nel numero delle preferenze e dunque si dovrà tornare al voto.
(La Repubblica, 28 maggio 2011)

Parla Lo Verso: "I boss volevano nuovi omicidi". Provenzano andava in chiesa a Ficarazzi

Bernardo Provenzano appena arrestato
di SALVO PALAZZOLO
Le rivelazioni dell'ultimo pentito di Cosa nostra svelano i retroscena della latitanza del capo di Cosa nostra. Ma anche altro: a Bagheria c'era l'ala dura dell'organizzazione mafiosa, che voleva la morte del pm Nino Di Matteo e dell'onorevole Giuseppe Lumia. Il gruppo di Onofrio Morreale progettava pure l'omicidio di un dentista. Dopo una riunione, Provenzano bloccò tutte le nuove iniziative di sangue. Lo Verso rivela anche le confidenze che gli avrebbe fatto in carcere l'imprenditore Michele Aiello su Totò Cuffaro e la sua fonte romana: "E' un ministro"
Mentre polizia e carabinieri gli davano la caccia, nel 2003, Bernardo Provenzano andava a pregare nella chiesa di Sant'Atanasio, a Ficarazzi. "Lo vedevo che riempiva delle bottigliette d'acqua nel fonte battesimale", rivela Stefano Lo Verso, l'ultimo pentito di Cosa nostra, che da febbraio sta collaborando con i magistrati della Procura di Palermo: "Mi occupai di Provenzano dal gennaio 2003 all'ottobre 2004", ha spiegato. In un lungo verbale, depositato ieri in tribunale, ci sono i retroscena della latitanza del capo di Cosa nostra: "Se ne andava tranquillamente in giro per Bagheria - ha spiegato Lo Verso - abitava nella parte alta del paese, nel rione Lannari, dietro un istituto di suore". Ogni tanto, Lo Verso andava a prenderlo, per accompagnarlo agli appuntamenti con i fedelissimi. Lui, naturalmente, non partecipava. E molte cose le ha apprese dopo il suo arresto. I mafiosi si confidavano con Lo Verso, anche perché dopo la gestione di Provenzano aveva fatto carriera nella famiglia di Ficarazzi.
Nel 2007, il boss Giuseppe Di Fiore gli rivelò che un'ala di Cosa nostra aveva discusso di riaprire la stagione delle stragi. Un anno prima, la famiglia di Bagheria aveva già scelto due obiettivi: il sostituto procuratore Nino Di Matteo e il deputato del Pd Giuseppe Lumia, componente della commissione antimafia. A guidare l'ala dura di Cosa nostra era proprio Di Fiore, fedelissimo cassiere di Provenzano: "Fu lui stesso a rivelarmi il progetto - ha messo a verbale Lo Verso - ne parlammo durante un'udienza del processo Grande mandamento. Io gli dicevo che il pm in udienza, Michele Prestipino, era davvero cattivo. Lui mi disse che ce n'erano di più cattivi. Mi parlò di Di Matteo e del progetto di eliminarlo quando sarebbe venuto in villeggiatura a Santa Flavia. Analoga decisione - prosegue Lo Verso - avevano preso per Lumia, che aveva un villino a Mongerbino. Poi, però, non arrivò l'autorizzazione a procedere, così spiegò Di Fiore. Perché c'erano i processi in corso".
Lo Verso ipotizza che fu Provenzano a bloccare le nuove stragi. "A Bagheria, aveva messo pace anche in un'altra occasione - racconta - il gruppo di Onofrio Morreale voleva uccidere il dentista Alfonso Bongiovanni, di Ficarazzi, e pure Di Fiore, che avrebbe dovuto attirare il dentista in un tranello, con una scusa, alla Sicula Marmi". Nel 2003, Bagheria fu sull'orlo di una guerra di mafia, ma Provenzano la sventò con la solita riunione pacificatoria.
Con Lo Verso si sarebbe confidato in carcere anche Michele Aiello, il re mida della sanità privata siciliana, condannato nel processo "Talpe". "Eravamo a Pagliarelli, mi disse: Io non posso parlare, ho paura per i miei figli. Io e Totò siamo stati processati, ma il sardo che informò Totò se la fece franca". Lo Verso prosegue così: "Aiello si riferiva al fatto che il ministro che aveva informato il presidente Cuffaro delle circostanze che poi erano state riferite ad Aiello non è stato neppure processato".
Le parole di Lo Verso si addentrano nei misteri di Provenzano. "Nel settembre 2004, ci informarono che l'appuntamento del giorno dopo, a Ficarazzi, bisognava farlo saltare". E così fallì il blitz della polizia, che era ormai vicinissima al capo di Cosa nostra. Lo Verso non sa da chi arrivò la soffiata. Sa invece quanto gli raccontò Provenzano: "Nell'ottobre '95, si era visto con Luigi Ilardo. Lui sapeva che Ilardo lo stava tradendo. Provenzano mi disse: "Chi si mette contro di me, prima o poi fa una brutta fine". E si riferiva alla fine fatta da Ilardo, che fu ucciso".
La Repubblica, 28 maggio 2011

Per protesta contro Berlusconi, si dimette il neosottosegretario Melchiorre

Daniela Melchiorre
Il neo sottosegretario allo Sviluppo Economico, Daniela Melchiorre, presidente dei Liberaldemocratici, si è dimessa. In una lunga lettera al direttore di Repubblica, spiega le motivazioni che l’hanno spinta ad abbandonare il Governo a cui era appena arrivata. L’ultima gaffe internazionale di Berlusconi con Barack Obama ha scosso molti. Su facebook spopolano i gruppi per chiedere scusa al presidente USA e per prendere le distanze da un comportamento imbarazzante. Quella che avrebbe potuto essere archiviata come l’ennesima, guasconata di un politico sopra le righe rischia, invece, di avere effetti devastanti sulla tenuta della maggioranza, a poche ore dai ballottaggi. L’ennesima conferma di come sia cambiato il vento nel Paese. Bisognerebbe innanzitutto notare che forse sarebbe stato opportuno scrivere al Presidente della Repubblica, piuttosto che al, per quanto autorevole, direttore di Repubblica. Ormai stupirsi è un privilegio di pochi. In realtà, queste dimissioni sono originali, sotto diversi punti di vista. La Melchiorre non aveva mai assunto il suo incarico. Rivela che per cautela, non aveva “ancora inteso prendere effettivo possesso” dell’incarico. “Dopo le incredibili esternazioni del Presidente del Consiglio contro i magistrati all’incredulo Presidente Obama” ha deciso di dimettersi. Le motivazioni sono alquanto definitive: “Il livello di accettabilità è definitivamente superato”. “La difesa fuori dal processo ha voluto raggiungere l’apice mondiale”. “Le ragioni che muovono il Presidente Berlusconi, quali che siano, non bastano a giustificare un gesto così grave”. Daniela Melchiorre non può dimenticare di essere un magistrato “di aver indossato con orgoglio e, se mi è permesso, con onore la toga”. I magistrati sono “stati definiti “cancro” da estirpare. E non sono certo loro il cancro dell’Italia”. “Per me – prosegue dunque nella nota – è impossibile far parte di un Governo il cui capo sconsideratamente parla di “dittatura dei giudici di sinistra” a un summit internazionale”. La Repubblica ha avuto l’esclusiva e, pertanto, della notizia non c’è traccia sui giornali, sarà per questo che il Tg1 ed il Tg5 non hanno dato notizia?

venerdì 27 maggio 2011

Dalla Siria ci chiedono aiuto: ascoltiamoli!

Abbiamo ricevuto un video-appello disperato da un membro di Avaaz in Siria che ha messo in pericolo la sua vita per chiederci aiuto.

Il presidente Umberto Santino: "Necessarie nuove indagini sul delitto Impastato"

Peppino Impastato
La lettera al procuratore Francesco De Bene, della Procura della Repubblica di Palermo, per chiedere la riapertura dell'inchiesta ull'assassinioi di Peppino Impastato Apprendiamo dalla stampa che negli archivi del Palazzo di Giustizia giacciono materiali riguardanti l’inchiesta sull’assassinio mafioso di Giuseppe Impastato, di cui non siamo a conoscenza. A suo tempo, dopo la conclusione dei processi a Vito Palazzolo e a Gaetano Badalamenti, condannati come mandanti dell’assassinio, abbiamo chiesto, come famiglia Impastato e come Centro Impastato, la consegna, in fotocopia, dei materiali relativi all’inchiesta. Sappiamo che nelle perquisizioni subito dopo il delitto sono stati sequestrati “informalmente”, cioè senza redigere verbale (il che configura un illecito che si doveva segnalare e punire) documenti e materiali vari, libri, giornali, lettere ecc. con cui sono stati riempiti otto grandi sacchi usati per la raccolta dei rifiuti. Molti di questi documenti e materiali non sono stati restituiti alla famiglia e al Centro, e per iniziativa del giornalista Salvo Palazzolo, alcuni di essi sono stati pubblicati sul quotidiano “la Repubblica” del 27 marzo 2011. LEGGI TUTTO

Corleone. Inutilizzabile l'archivio del Centro Internazionale di Documentazione sulla mafia e sul movimento antimafia. Chi sono i responsabili?

La stanza del Cidma con i faldoni e le foto di L. Battaglia
(ANSA) - PALERMO, 26 MAG - Si chiama la 'Stanza dei faldoni' e custodisce centinaia di documenti del maxiprocesso donati dalla camera Penale del Tribunale di Palermo. Peccato che solo un faldone, su intere decine, sia consultabile. L'intero archivio non e' ordinato, non esiste un inventario e l'unico volume che il pubblico puo' sfogliare e' quello che raccoglie le dichiarazioni rilasciate dal noto pentito Tommaso Buscetta al giudice Falcone. Accade a Corleone, al centro internazionale di documentazione sulle mafie e movimento antimafia. ''Questi faldoni sono stati donati al Cidma di Corleone nel 2000, per l'inaugurazione della struttura - spiega Massimiliana Fontana, unica referente del centro - ma da 11 anni aspettiamo che si proceda alla digitalizzazione dei documenti. Senza, e' impossibile, per chi deve fare una ricerca, trovare dei riferimenti precisi. E' come cercare un ago in un pagliaio''. All'interno del Centro c'e' anche la 'stanza del dolore' con le foto della fotografa Letizia Battaglia e della figlia Shobha, mentre l'incuria non ha risparmiato neanche la sala 'Carlo Alberto Dalla Chiesa', dedicata al generale ucciso a Palermo nel 1982, dove campeggiano le foto di alcuni boss arrestati. ''Sono state donate dal giornalista Gery Palazzotto, ma non possiamo neanche prestarle per altre mostre perche' troppo sbiadite''. Inaugurato il 12 dicembre del 2000 alla presenza delle massime autorita' dello Stato, come l'allora presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, e Pino Arlacchi, allora vice segretario dell'Onu, il Centro negli anni e' ''diventato oggetto di conflitti politici e di fatto lasciato allo sbando - spiega la custode - gli unici contratti possibili degli addetti sono pagati con i soldi del biglietto (5 euro), ma la maggioranza di persone che vengono a Corleone non ne conosce neanche l'esistenza''. Chi invece e' qui per una ricerca specifica, torna a mani vuote, e spesso si tratta di increduli stranieri: ''come una ragazza di Parigi, arrivata a Corleone per consultare dei documenti sulla mafia utili alla sua tesi di laurea. Dopo aver sfogliato l'unico faldone disponibile su Buscetta - conclude Massimiliana Fontana - si e' arresa all'evidenza''. (ANSA).
***
La situazione del Cidma di Corleone è davvero scandalosa. Una struttura simbolicamente così importante non può essere lasciata nell'abbandono, senza nessuno che abbia davvero i titoli giuridici e scientifici per mettere i visitatori nelle condizioni di visitarlo proficuamente. Sono tanti i responsabili di questo sfascio. I primi furono l'ex sindaco Nicolò Nicolosi e l'attuale sindaco Nino Iannazzo, che si sono fatti la guerra sulla pelle di questa struttura. Adesso la responsabilità resta sulla testa dell'attuale presidente Marcello Barbaro, che ha l'attenuante dell'assoluta mancanza di finanziamenti, ma l'aggravante di restare abbarbicato alla poltrona di presidente. La responsabilità grandissima, comunque, resta tutta dell'attuale sindaco Iannazzo, che ha preferito far morire il Cidma pur di non lasciarvi operare i suoi avversari politici. L'anno scorso ha concesso, incredibilmente, la cittadinanza onoraria a Barbaro. Si pensava alla "pace" e al rilancio della struttura. Invece niente. Adesso l'unica soluzione sarebbe le dimissioni di tutti e la ricostituzione di una associazione che gestisca il Cidma, composta da tutte le associazioni antimafia più rappresentative, come già era stato fatto nel 2000/2001. Ma la bramosia di potere degli inquilini del municipio difficilmente lo permetterà. (d.p.)

Beni confiscati alla mafia: al via l'ampliamento della centina "Centopassi"

La cantina "Centopassi"
(ANSA) - PALERMO, 24 MAG - Iniziano oggi i lavori di ampliamento della cantina Centopassi di Libera Terra. L'intervento, finanziato con i fondi del del Pon sicurezza, costera' un milione e 416 mila euro; i lavori coinvolgeranno un'area 600 mq. La struttura, situata in contrada don Tomaso, a San Cipirello (Palermo), su terreni confiscati a Giovanni Brusca, sara' divisa in due padiglioni da 300 mq ciascuno. I lavori iniziano oggi e si concluderanno nella primavera 2012. ''Dopo una serie di controlli antimafia in collaborazione con la Prefettura, l'appalto, aggiudicato tramite gara, e' stato affidato alla ditta 'Ma.Van.' di Mussomeli (Caltanissetta)'', dice Lucio Guarino, direttore del Consorzio Sviluppo e legalita' dell'Alto Belice corleonese. All'interno dei capannoni sorgera' un ambiente destinato alla lavorazione delle materie prime, un locale per la degustazione di prodotti biologici di qualita' provenienti dai terreni confiscati ed una piccola cucina. ''Inizieranno presto anche gli interventi nella cantina Kaggio, sequestrata ai boss Salvatore Riina e Bernardo Provenzano oltre 15 anni fa e situata all'interno del territorio di Monreale (Palermo), perche' a breve verra' bandita la gara per l'esecuzione dei lavori'', annuncia Guarino. ''Diventera' un moderno centro sperimentale per la valorizzazione e la promozione dei prodotti agricoli delle tre cooperative di Libera Terra, 'Placido Rizzotto', 'Lavoro e non solo', 'Pio La Torre' - conclude -. L'intervento, finanziato con fondi del Pon sicurezza costeranno 2 milioni e 77 mila euro, e riguardera' un'area di 18 mila mq''. (ANSA).

Mafia: 20 anni dopo Palermo ricorda l'impegno di Libero Grassi

Libero Grassi
(ANSA) - PALERMO, 26 MAG - A vent'anni di distanza dall'omicidio di Libero Grassi, l'imprenditore assassinato a Palermo il 29 agosto del 1991, la Camera di Commercio del capoluogo lo ricorda con la cerimonia di premiazione della settima edizione del premio intitolato all'imprenditore ucciso per essersi ribellato al racket. ''E' un atto dovuto all'uomo e all'imprenditore - ha detto Roberto Helg, presidente della Camera di Commercio di Palermo - in 20 anni molte cose sono cambiate,oggi chi denuncia non rischia grazie alla cortina delle associazioni e all'abilita' delle forze dell'ordine''. Per il Procuratore capo di Palermo, Francesco Messineo, ''oggi i cittadini sono molto piu' reattivi, ma e' innegabile che la mafia abbia ancora una capacita' di aggregazione del consenso elettorale. La politica deve fare la sua parte e rifiutare ogni forma di consenso inquinato''. Secondo il prefetto di Palermo, Giuseppe Caruso, ''il segreto e' fare un gioco di squadra: se la politica continua a viaggiare a una velocita' diversa rispetto alle forze dell'ordine e a magistratura si resta sempre indietro nella lotta alla mafia''. ''In una terra in cui i segnali sono molto importanti, le istituzioni oltre ad essere al di sopra di ogni sospetto devono apparire limpide'', ha osservato Alfredo Morvillo, presidente del tribunale di Termini Imerese. ''Oggi siamo ancora fermi a una confusione tra questione morale e questione giudiziaria - ha aggiunto - ma e' proprio qui che la societa' civile deve essere pienamente coinvolta. Purtroppo, la societa' siciliana, e palermitana, in particolare, ama corteggiare la cosiddetta zona grigia''.(ANSA).

Corleone Dialogos presenta la “Rivoluzione silenziosa contro le mafie” alla Festa nazionale di Avviso di Pubblico

Raccolta dell'uva sui terreni confiscati
Corleone Dialogos oggi alle ore 18:30 presso l'aula consiliare del Comune di Corleone presenterà il video "La rivoluzione silenziosa contro le mafie", realizzato da Corleone Dialogos e Liberainformazione. La presentazione è inserita nel programma della Festa nazionale di Avviso Pubblico, infatti dopo si svolgerà l'incontro degli amministratori locali di Avviso Pubblico e del circondario di Corleone. Saranno presenti Alfredo Morvillo, Procuratore della Repubblica di Termini Imprese e Giuseppe Caruso, Prefetto di Palermo. Il video nasce dalla volontà di far conoscere alcuni esempi positivi di riutilizzo dei beni confiscati da contrapporre agli esempi negativi. I beni interessati sono: il "Laboratorio della Legalità" di Corleone, la cantina 100 passi della Placido Rizzotto, la "Bottega dei saperi e dei sapori" di "Libera Palermo" e la Tenenza di Finanza di Corleone. Il Presidente di Corleone Dialogos Giuseppe Crapisi afferma che il video ha la funzione di informare sullo stato dei beni confiscati alla mafia in Sicilia, focalizzare e promuovere il modello virtuoso del riutilizzo degli stessi beni. Spesso inchieste televisive e un certo orientamento politico hanno lanciato il messaggio che i beni confiscati rimangono abbandonati o vengono gestiti con metodi clientelari. Noi non nascondiamo che in molte realtà, a causa di amministratori che non vogliono e non sanno gestire tale patrimonio, ma nel corleonese i beni diventano sistemi esemplari di sviluppo economico per l'intero territorio e questo deve esser il modello da prendere come esempio. Per questo siamo onorati di poterlo presentare all'interno della Festa di Avviso Pubblico."

giovedì 26 maggio 2011

Il pm Di Matteo e Lumia nel mirino dei boss. L'ultimo pentito svela due progetti di attentati

Il magistrato Nino Di Matteo accanto a Salvatore Borsellino
di SALVO PALAZZOLO
Il capomafia Stefano Lo Verso ha raccontato ai magistrati che nel 2006 la famiglia di Bagheria voleva uccidere uno dei pubblici ministeri della Dda di Palermo e l'ex presidente della commissione antimafia. Poi, però, il vertice di Cosa nostra non avrebbe autorizzato le nuove stragi: "Perché c'erano i processi in corso", ha spiegato il collaboratore.
Un'ala di Cosa nostra meditava di riaprire la stagione delle stragi. Nel 2006, la famiglia di Bagheria aveva già scelto due obiettivi: il sostituto procuratore Nino Di Matteo e il deputato del Pd Giuseppe Lumia, componente della commissione antimafia. A guidare l'ala dura di Cosa nostra era il boss Giuseppe Di Fiore, fedelissimo cassiere di Bernardo Provenzano: "Fu lui stesso a rivelarmi il progetto - ha rivelato nei giorni scorsi l'ultimo pentito di mafia, Stefano Lo Verso - ne parlammo durante un'udienza del processo Grande mandamento, nel 2007. Io gli dicevo che il pm in udienza, Michele Prestipino, era davvero cattivo. Lui mi disse che ce n'erano di più cattivi. Mi parlò di Di Matteo e del progetto di eliminarlo quando sarebbe venuto in villeggiatura nella zona di Bagheria. Analoga decisione - prosegue Lo Verso - avevano preso per Lumia: pure lui aveva un villino nel Bagherese. Poi, però, non arrivò l'autorizzazione a procedere, così spiegò Giuseppe Di Fiore. Perché c'erano i processi in corso".
Lo Verso collabora con la Procura di Palermo da tre mesi. A febbraio, si era presentato alla caserma dei carabinieri del suo paese, Ficarazzi, con una busta in mano: "Datela al più presto al dottore Di Matteo", disse. E nel giro di pochi giorni il boss aveva iniziato a incontrare il magistrato, firmando in gran segreto decine di verbali. Fino al 10 maggio Lo Verso ha vissuto una doppia vita. Ufficialmente, continuava ad essere un capomafia di Ficarazzi, cittadina alle porte di Palermo. In realtà, collaborava segretamente con la Procura di Palermo e con i carabinieri. Neanche la moglie e i figli sapevano nulla: messi di fronte all'evidenza, hanno deciso di restare a Ficarazzi. Stefano Lo Verso è stato invece trasferito in una località protetta. Adesso, parla del presente e del passato di Cosa nostra. Il neo pentito ha ospitato per due anni il superlatitante Bernardo Provenzano, proprio a Ficarazzi, fra il 2003 e il 2006. L'ha nascosto in casa della suocera e l'ha accompagnato a numerosi summit.
La Repubblica, 26 maggio 2011

Dieci Gay che salvano l’Italia

Nino Gennaro
“L’ostentazione in pubblico di atteggiamenti di irrisione nei confronti di omosessuali è inammissibile in società democraticamente adulte. Non bisogna sottovalutare i rischi che l’abitudine all’uso nel discorso pubblico di allusioni irriverenti, lesive della dignità delle persone, contribuiscano a nutrire il terreno sul quale l’omofobia si radica” sono le parole del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, contenute nel messaggio che il Capo dello Stato ha dedicato alla Giornata Mondiale contro l’Omofobia. Il comunicato è stato letto dal Presidente della Camera, Gianfranco Fini (Napolitano è rientrato oggi dalla visita in Israele) in occasione delle celebrazioni della Giornata in corso oggi nella sala Mappamondo a Montecitorio. “in altri paesi democratici - continua Napolitano - persone che hanno dichiarato i loro orientamenti omosessuali hanno potuto raggiungere posizioni di grande rilievo, ricoprire alte cariche anche pubbliche. Un percorso di superamento di timori e rimozioni, nonché di ostacoli alle carriere, è stato avviato da tempo anche in Italia, ma il nostro è un cammino che appare ancora lungo e difficile”. In questo “percorso di superamento” ci sono state dieci persone che hanno trovato il coraggio di sfidare le convenzioni, di rischiare di compromettere la propria carriera, e scegliendo di essere pubblicamente se stessi sono una testimonianza che salva l’Italia di oggi. Dieci persone diverse tra loro ma che per il loro talento e le loro capacità, scrive Lara Crinò su L’Espresso, sono diventate “parte della sfera pubblica e in alcuni casi dell’immaginario collettivo”. Sono Aldo Busi, Tiziano Ferro, Anna Paola Concia, Nichi Vendola, Nino Gennaro, Leo Gullotta, Rosario Crocetta, Titti de Simone, Franco Grillini e Gianni Vattimo. Le loro storie sono state raccontate da Daniela Gambino nel libro “Dieci gay che salvano l’Italia oggi” che è uscito, per Laurana, il 20 maggio (è stato presentato ieri sera al circolo Arci "Nzocchè" di Palermo). Di ognuno la Gambino traccia un ritratto senza pretendere di proporne una biografia completa. L’attenzione è sui diritti, tanto scontati per gli eterosessuali, quanto faticosamente e coraggiosamente da conquistare per chi è omosessuale.
Si legge nell’introduzione di Matteo B. Bianchi: “Queste figure sono raccontate alla sua maniera, mischiando cenni biografici e considerazioni personali. Quella che ne viene fuori è una geografia culturale frammentata ma vivace: dieci importanti esempi, dieci esperienze singolari di sofferenza e di autoaffermazione, di lotta e di coraggio, di sfrontatezza e di sincerità”.
***
Froci, salvate l'Italia
di Lara Crinò
Li chiamano checche, finocchi, invertiti, busoni, ricchioni. Non possono avere una famiglia, sono discriminati sul lavoro e molti ancora devono nascondersi. Per la Giornata mondiale contro l'omofobia (17 maggio) esce un libro con dieci storie che aiutano a pensare.

Città Nuove da il benvenuto ai sindaci di "Avviso Pubblico"

Città Nuove da il benvenuto ai sindaci d'Italia aderenti ad Avviso Pubblico, che da oggi e fino a domenica parteciperanno alla Festa nazionale della loro Associazione. Grazie per avere scelto Corleone! Grazie per avere deciso di sostenere e incoraggiare il percorso di legalità che la nostra comunità sta portando avanti. Il sindaco di Corleone Nino Iannazzo ha deciso che "Città Nuove" non doveva essere invitata alla festa. Non essere stati invitati da questo sindaco non è cosa disdicevole. Significa che non considera la nostra testata "omologata" al suo concetto di libertà e di democrazia. Cioè, al suo sistema di potere. Ne siamo orgogliosi! Immaginiamo, tra l'altro, che ci abbia voluto "punire" per aver denunciato la squallida vicenda della Cascata delle Due Rocche. Specie ora che sarà discussa nella seduta consiliare di martedì 31 maggio. Ma, per la verità, il sindaco non ha invitato (almeno fino ad oggi, forse lo farà... fra qualche giorno) alla Festa nemmeno il consiglio comunale. Perchè? Per spocchia? Per superficialità? O semplicemente per carenza di vitamina "D" (cioè, di vitamina Democratica) (d.p.)

Finale di Coppa Italia 1974 Palermo-Bologna e intervista al Presidente Barbera

Sperando che domenica 29 maggio per il Palermo finisca meglio...

Corleone in Festa con "Avviso Pubblico". Ci sarà anche Corleone Dialogos

La città di Corleone sarà protagonista di due importanti eventi nazionali e internazionali. Infatti, dal 26 al 29 maggio si svolgerà la terza edizione della Festa nazionale di Avviso Pubblico e il 4 giugno si chiuderà la Carovana Internazionale antimafie. La Festa Nazionale di Avviso Pubblico vedrà quattro giorni di incontri e iniziative con le scuole, le associazioni, gli enti locali del territorio e di altre parti d'Italia sui temi della lotta alle mafie e della promozione della cultura della legalità. Il tema della terza edizione è: "Amministratori locali e lotta alle mafie: insieme per un impegno comune". Tale importante evento nazionale porterà a Corleone tanti amministratori locali da tutta Italia e permetterà un interscambio con quelli locali. Ci saranno molti incontri con varie personalità, tra cui la sociologa Alessandra Dino, il Prefetto di Palermo Giuseppe Caruso, il Giudice per le indagini preliminari di Palermo Piergiorgio Morosini, il professore di diritto penale Costantino Visconti. Queste quattro giornate vedranno anche Corleone Dialogos impegnata il 27 maggio al Liceo Don Colletto, dove dopo lo spettacolo "Le mafie in pentola" di e con Tiziana di Masi ci sarà un dibattito con Anna Bucca, Presidente Arci Sicilia, Lillo Gangi, Libera Palermo, moderato da Giuseppe Crapisi, Presidente di Corleone Dialogos. Sempre nella stessa giornata, alle ore 18:30 presso l'aula consiliare del Comune di Corleone sarà presentato il video "La rivoluzione silenziosa contro le mafie" realizzato da Corleone Dialogos e Liberainformazione, sui beni confiscati alla mafia.
Giuseppe Crapisi
CorleoneDialogos

Gazebo Antica Focacceria S. Francesco: Orlando querela Conticello

(ANSA) - PALERMO, 25 MAG - Il consigliere comunale di Palermo Salvatore Orlando (Idv) ha querelato per diffamazione Vincenzo Conticello, uno dei proprietari dell'Antica focacceria san Francesco, per le sue dichiarazioni dopo l' interrogazione e le prese di posizione dell'esponente politico sui gazebo abusivi del locale che occupavano la piazza san Francesco e che secondo Orlando deturpano la veduta della trecentesca chiesa. Vincenzo Conticello aveva detto '...perche' accendere la macchina del fango verso una delle poche aziende che nonostante tutte le difficolta' create da 'cosa vostra' va avanti e cerca di svilupparsi?... A chi nuociamo? Perche' invece di prendere coscienza sulla lentezza della burocrazia si attaccano aziende come la nostra? Perche' il consigliere dell'Idv Salvatore Orlando, ha strumentalizzato la malaburocrazia per attaccare una delle pochissime aziende che invece di licenziare nel 2011 assume...'. Orlando ritiene le dichiarazioni lesive della sua onorabilita' e del suo mandato di consigliere comunale.(ANSA).

mercoledì 25 maggio 2011

Marineo. Presentata l'antologia del movimento contadino, curata da Dino Paternostro

Da sx: F. Ribaudo, D. Paternostro, F. Virga, N. Cipolla
E' stata presentata domenica scorsa a Marineo, nei locali del Castello Beccadelli, l'Antologia del movimento contadino siciliano, curata da Dino Paternostro. Insieme al curatore, erano presenti il senatore Nicola Cipolla, protagonista delle lotte degli anni '40 e '50, il sindaco di Marineo Franco Ribaudo e il presidente del Centro di Iniziative Culturali Francesco Virga, che ha coordinato i lavori. Publichiamo una nota inviata da Virga.
di FRANCESCO VIRGA
Come ben sapeva il Pitrè "la storia si è sempre scritta dai dotti pei dotti, e si è sempre occupata di grandi imprese, più o meno vere, senza dir mai nulla di quel che faceva, di quel che pensava, di quel che credeva la grande massa del popolo". Ci sono volute rivoluzioni sociali e culturali per cambiare i vecchio modo di scrivere la storia e, soprattutto, per arrivare a dare uno statuto scientifico allo studio delle cosiddette classi subalterne. In questo contesto va collocata l'opera curata da Nicola Cipolla e Dino Paternostro, intitolata Antologia di un'epopea contadina, pubblicata dal CEPES (Centro Studi ed Iniziative di Politica Economica in Sicilia) di Palermo lo scorso mese di marzo. LEGGI TUTTO

martedì 24 maggio 2011

Corleone. Il progetto fotografico "Cento Sguardi" contro gli stereotipi mafiosi

(ANSA) - PALERMO - Lottare contro gli stereotipi sulla mafia, raccontando con i propri occhi il luogo in cui si vive. E' il senso del progetto fotografico dal titolo "I cento sguardi", organizzato in collaborazione con il Comune di Corleone (Palermo), Unicoop Tirreno, Fondazione sistema Toscana-Mediateca, Fondazione Antonino Caponnetto, il Coordinamento antimafia di Firenze e la Cooperativa 'Lavoro e non solo'. L'inaugurazione, nel corso della quale verranno esposte 100 immagini di selezione su oltre 3 mila, è prevista per stamattina mercoledi 25 maggio, alle 11, nel Complesso di San'Agostino, a Corleone. LEGGI TUTTO

MAURIZIO PASCUCCI: "LA COMUNITA' CORLEONESE TRASMETTE TANTI VALORI POSITIVI AI GIOVANI"

lunedì 23 maggio 2011

CI SCRIVONO. La retorica dell'antimafia

Falcone e Borsellino
23 maggio 1992 – 23 maggio 2011: sono passati 19 anni ma non ti abbiamo ancora dimenticato! Per il 19° Anniversario della Strage di Capaci in cui venivano barbaramente uccisi il Giudice Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e gli agenti di scorta Vito Schifani, Antonio Montinaro e Rocco di Cillo, noi di COSEDIPRIZZI, anziché farvi il resoconto delle celebrazioni commemorative che si moltiplicheranno in giro per la Sicilia e in tutta la nostra penisola, vorremmo invitare i nostri lettori ad una riflessione. LEGGI TUTTO

LE GUERRE DI UN PREMIO NOBEL PER LA PACE. Lettera aperta di Perez Esquivel a Barack Obama: da Nobel a Nobel

Adolfo Perez Esquivel
Ho trascorso la giornata di ieri (domenica) a tradurre questa bella e vibrante lettera aperta del premio Nobel per la Pace 1980, Adolfo Perez Esquivel, al suo collega Nobel Barack Obama, presidente degli Usa, che certo non sta facendo onore al riconoscimento attribuitogli. Spero sia di vostro interesse. Ve la mando (pregandovi di farla conoscere) anche perché difficilmente la potrete trovare nei media italiani. Cordialmente.
Agostino Spataro
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"Non privatizzate sorella acqua". Digiuno dei missionari a S.Pietro

Alex Zanotelli
Insieme a sacerdoti e suore si raduneranno il 9 giugno a Piazza S.Pietro, a partire dalle 12, per un giorno di digiuno a pane e acqua per appoggiare il referendum del 12 e 13 giugno con i due quesiti contro la privatizzazione idrica. "In piazza come hanno fatto i monaci in Myanmar contro il regime che opprime il popolo". LEGGI TUTTO

Falcone, riaperta l’inchiesta sulla strage. Caccia a chi fornì l’esplosivo a Cosa nostra

La strage di Capaci
di SALVO PALAZZOLO
La Procura di Caltanissetta torna a indagare sui misteri dell’eccidio di Capaci. Il pentito Gaspare Spatuzza ha offerto indicazioni importanti, che sarebbero già state riscontrate dalla Dia. L’ultimo collaboratore di giustizia, Fabio Tranchina, ha parlato invece del progetto di attentato a Falcone che doveva essere compiuto a Roma, nel febbraio ''92. Oggi, il giorno del ricordo. A Palermo sono sbarcati tremila studenti con due navi della legalità
Diciannove anni fa, l’esplosivo piazzato dai sicari di Cosa nostra sotto l’autostrada Punta Raisi-Palermo spazzava via il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti di scorta Rocco Di Cillo, Antonino Montinaro e Vito Schifani. Oggi è il giorno del ricordo: a Palermo sono arrivati tremila studenti da tutta Italia. E altri cinquanta provengono da 16 paesi europei. Sono sbarcati questa mattina, al porto, dai due traghetti della Snav partiti da Civitavecchia. Con i ragazzi ci sono don Luigi Ciotti, l’instancabile animatore di Libera, e il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso. LEGGI TUTTO

L'attacco di Grasso al governo: "Come dialogare con chi ci insulta?"

Il ministro Alfano e il procuratore Grasso nell'aula-bunker
di ALESSANDRA ZINITI
Alta tensione al convegno organizzato nell'aula bunker del carcere dell'Ucciardone con il procuratore nazionale antimafia e il ministro della Giustizia Alfano
Nel nome di Falcone e Borsellino Giovanni Minoli, da moderatore del dibattito in occasione del diciannovesimo anniversario della strage di Capaci, ci ha provato a smorzare i toni tra governo e magistratura sul tema della riforma della giustizia. Ma se il guardasigilli Angelino Alfano ha colto la palla al balzo dichiarando che "il governo lavorerà sempre per l'autonomia e l'indipendenza della magistratura, presidio di legalità e fondamento di uno stato di diritto", il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso non è arretrato di un centimetro rispetto al malcontento della magistratura. Anzi, la risposta del superprocuratore è stata dura e tagliente: "Smorzare la tensione? E' come cercare di dialogare con chi ti prende a schiaffi. Dobbiamo usare il Vangelo e porgere l'altra guancia. La delegittimazione rende tutto più difficile, ci danno del matto, maxiutospisti, cancro da estirpare". Un'ovazione di applausi all'interno dell'aula bunker interrompe Grasso che poi riprende per dire la sua sulla riforma della giustizia. LEGGI TUTTO

Diciannove anni fa la terribile strage di Capaci

Giovanni Falcone
Il 23 maggio di 19 anni fa Totò Riina e Bernardo Provenzano organizzarono l’attentato, dove persero la vita Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti di scorta Vito Schifani, Antonio Montinaro e Rocco Dicillo. E 57 giorni dopo sarebbe toccato al giudice Paolo Borsellino e ai suoi 5 agenti di scorta. Quelli furono i
 giorni che fecero tremare lo Stato. BORSELLINO: «Giovanni Falco ne concorse al posto di consigliere istruttore, ma qualche Giuda si impegnò subito a prenderlo in giro, poi gli votò contro».
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La denuncia di Oliviero Toscani: "La Sicilia affonda e nessuno si ribella"

Oliviero Toscani
di ALESSANDRA ZINITI
L'ex assessore all'attacco di Sgarbi: "Da Salemi sono scappato di corsa. Lui è ingenuo e generoso ma laggiù la rivoluzione dovrebbe farla la gente. Invece mi hanno deluso tutti e non cambia niente"
Di Salemi Oliviero Toscani vorrebbe proprio non sentire mai più parlare. Ma la recente indagine patrimoniale sull'ex deputato Giuseppe Giammarinaro, e soprattutto le aspre parole di Vittorio Sgarbi che lo chiamano in causa minimizzando le dichiarazioni da lui rese ai pm di Palermo, costringono il celebre fotografo, per qualche mese assessore della singolare giunta di Salemi, a tornare sull'argomento. E di certo Toscani non fa nulla per abbassare i toni della polemica. Anzi.
"Io sono scappato dalla Sicilia, e di corsa. Lì è impossibile lavorare, fare qualsiasi cosa. È una terra bellissima, ma ci sono i siciliani, anzi c'è il sistema Sicilia che a Salemi è granitico, incancrenito e che la gente sopporta non capisco come. Per me l'esperienza siciliana è stata un vero incubo".
Toscani, ai pm lei ha denunciato presunte pressioni mafiose, adesso invece se la prende con i siciliani. Come stanno le cose?
"Ma alla fine non c'è grande differenza. Guardi, io queste cose le ho dette in piazza, alla gente di Salemi, la sera prima di andare via. In privato tanti mi hanno dato ragione, ma poi nessuno dice niente, nessuno fa niente, non parla nessuno. L'omertà non è un'invenzione. Mi sembrava di vivere un film neorealista. Adesso provo quasi imbarazzo a fare discorsi da leghista, ma è così: siamo un paese mafioso. Anzi, voglio lanciare una provocazione: se la Lega vuole acchiappare nuovi consensi, vada giù. Dividiamo in due l'Italia e non se ne parli più".
Allora ha ragione Sgarbi quando dice che lei non è andato via per le pressioni di Giammarinaro sulla giunta ma per gli ostacoli ambientali, del sistema, della burocrazia?
"In parte è vero. La mafia è la burocrazia siciliana, non è una sensazione, è vero. Lo dicono tutti, lo sanno tutti. È un sistema granitico del quale a Salemi Giammarinaro è certamente un punto di riferimento. Che lui partecipava alle riunioni di giunta è vero, Sgarbi può negare quanto vuole. Detto questo, quando sono venuto giù sposando con entusiasmo il progetto di Vittorio, non pensavo che ci fosse una situazione politica così incancrenita e con il consenso silenzioso di tutta la città, anche di quella che non vorrebbe. La città è succube di questo sistema mafioso".
Ci vuol fare un esempio di questo sistema?
"Guardi, è presto fatto. Quando arrivi in Sicilia, la prima cosa che ti dicono è: "Ci sarebbe un modo di farsi finanziare questo progetto..." e naturalmente ci vogliono le persone giuste al posto giusto, bisogna andare sottobraccio con questi orribili figuri nei corridoi del potere. Tutti pensano a come farsi finanziare con soldi pubblici, nessuno pensa a produrre. Io sono lombardo, per me è impensabile. Se a Sgarbi va bene, resti pure. Ma alla fine lui, con il suo garantismo, finisce con il garantire l'illegalità".
Lui veramente dice di aver fatto la rivoluzione a Salemi.
"Ma quale rivoluzione, mi faccia il piacere. Cosa ha fatto in tre anni? Niente. Ha fatto parlare di Salemi? E che vuol dire? Anche Totò Riina fa parlare di Corleone. La verità è che Sgarbi parla, parla, parla, ma non conclude nulla. Guardi, Vittorio è un ingenuo, io gli voglio anche bene, è un uomo generoso, umanamente lo conosco bene, ma lì la vera rivoluzione la dovrebbe fare la gente. E invece mi hanno deluso tutti, non cambia niente. Adesso questa indagine su Giammarinaro ha fatto uscire di nuovo le mie dichiarazioni. Ma non è normale che parli solo io. Queste cose le aveva dette anche Rostagno, e l'hanno fatto fuori. Mia moglie, che è norvegese, dice che sono un pazzo".
Allora con la Sicilia lei ha proprio chiuso?
"Basta, è come se fossero tutti morti. Mi sono proprio rotto le palle e non ne voglio sapere più niente. Con Salemi ho già perso tanti soldi, tanto tempo, ed è stato tutto inutile".
La Repubblica-Palermo, 22.5.2011

domenica 22 maggio 2011

I 100 sguardi - Corleone negli occhi dei suoi ragazzi

Sarà inaugurata il 25 maggio (e resterà aperta fino al 3 giugno 2011) presso il Complesso di Sant'Agostino la mostra di fotografie realizzate da cento ragazzi di Corleone. Il progetto, ideato e curato da Margherita Abbozzo e Alessandra Capodacqua, è stato realizzato in collaborazione con il Comune di Corleone, l'Unicoop Tirreno, la Fondazione Sistema Toscana – la Mediateca, Fondazione Antonino Caponnetto e la Cooperativa Lavoro e Non Solo
I Cento Sguardi è un progetto fotografico pensato per le ragazze e i ragazzi di Corleone. A 100 studenti di tutte le età è stata regalata una macchina fotografica usa-e-getta per far loro raccontare “dal di dentro” un paese che é simbolo di molte cose negative ma anche di tante forze positive della società italiana. Le fotografie dei ragazze sono ora presentate in una mostra a cura delle due ideatrici del progetto. Inaugurata prima a Corleone, la mostra viaggierà poi in altre città italiane in Toscana, Lazio e Campania grazie al sostegno dell’Unicoop Tirreno. Questo progetto ha due scopi: quello di dare voce ai ragazzi e alle ragazze del luogo, protagonisti in prima persona del cambiamento culturale necessario per la cultura della legalità, e quello di far conoscere loro allo stesso momento il lavoro svolto a Corleone dalla Cooperativa Lavoro e Non Solo. I Cento Sguardi si ispira ad esperienze analoghe realizzate a New York, in Brasile, in Kenia e in altre parti del mondo, e vuole essere un complemento ideale dei campi di lavoro che si svolgono alla Cooperativa. Perché se questi campi sono un’occasione bellissima, un momento fondamentale del progetto di educazione alla legalità che forma e fa appassionare centinaia di ragazzi non siciliani alla partecipazione diretta, al lavoro e alla dignità, I Cento Sguardi è dedicato ai ragazzi del posto. Dà loro l’opportunità di riflettere sulla bellezza e di ribaltare al tempo stesso i pregiudizi comuni.

sabato 21 maggio 2011

Ma a Corleone ci saranno le elezioni?

MAURIZIO NICASTRO
A quanto pare, sì!!! Di solito inizia un anno prima nelle silenziose stanze di chi ha un interesse. Già, a quanto pare, c'è gente, che chiede voti per il rinnovo del consiglio comunale. Le solite cose. Già "vecchi" canditati iniziano a circondarsi di altrettanti "vecchi" candidati per comporre le liste... Per carità, nulla da ridire, legittimo. A questo punto, con voi, concittadine/i mi piacerebbe condividere un'espressione cara a Giovanni Paolo II: "La parola impegna a pensare". In altri termini è quello che da tanto tempo non succede più nel panorama della politica. Oggi sembrerebbe che la parola trasferisca, in foro esterno, solo retorica, e semmai porta nel suo grembo concretezza di progetti, questi vengono tradotti con politiche elitarie: "amici" o parenti, ahimè, è ancora così...?!! Fuori da ogni pessimismo e da ogni ottimismo di matrice "blocchiana" è necessario guardare la nostra realtà con gli occhi del cittadino che, a fatica, cammina e declina il suo tempo cercando di rimanere cittadino ancora libero nella propria città e dai propri bisogni, ma non è assolutamente facile.

Oggi più che mai, sono convinto che tale libertà si eserciti, ancor prima di votare il candidato sindaco, nella scelta del candidato/i. Una società è politicamente libera se esercita la sua forza democratica nella scelta incondizionata dei suoi canditati. Non permettete carissimi cittadine/i l'imposizione del candidato da parte di chi gestisce, in un certo qual modo, il "potere". La libertà non si misura nel dare il voto a questo o quel candidato, ma nella scelta del candidato. Che sia una scelta veramente libera e condivisa da tutti. é una strada faticosa da percorrere, ma è la via che rassicura e assicura la realizzazione del bene comune. Ritorna la domanda: a Corleone è iniziata la campagna elettorale per il rinnovo dell'amministrazione comunale? Se tutto tace allora vi è un problema di DEMOCRAZIA!!!! Maurizio N.
***Caro Maurizio, condivido le tue riflessioni. A Corleone la campagna elettorale è cominciata, ma nel peggiore dei modi. C'è in atto una guerra di posizionamento. Ognuno cerca di non dare vantaggio all'altro. All'altro partito? Ma quale partito! I partiti a Corleone (solo a Corleone?) non ci sono più. C'è il singolo uomo politico (?), il singolo consigliere, il singolo assessore. Ognuno aspira a piazzarsi nel migliore dei modi ai nastri di partenza. E tutti stanno attenti a non fare passi falsi. Non si governa e non si fa opposizione. Si fa solo miserabile clientelismo (contributi a dritta e a manca, promesse a mai finire, qualche "internalizzazione" di coop socialmente "utili", specie se tra i soci ho il mio autista o mia sorella! la cascata delle Due Rocche). Tutti pensano di potersi alleare con tutti e non si dispiacciono con nessuno. Quali progetti, quali programmi, quali alleanze alla luce del sole! E allora ben vengano le tue riflessioni. Speriamo che vengano raccolte da ragazze e ragazzi, da donne e uomini di buona volontà, per ridare dignità alla politica, per parlare della nostra città, delle cose (tante) che non vanno e delle sue prospettive future. Forza, corleonesi! Parliamo, confrontiamoci, incazziamoci, ma non restiamo inebetiti di fronte al potentello di turno! (D.P.)

Lumia: Roma fa la guerra alla Sicilia, i veti per affamarla come i Tornado in Libia

Giuseppe Lumia
Il governo nazionale ha trasformato la Sicilia in un campo di battaglia senza esclusione di colpi. L’ultimo in ordine di tempo è stato il mancato trasferimento di 150 milioni di euro dei fondi Fas che la Regione avrebbe utilizzato per finanziare il credito di imposta. E’ bene specificare che i Fas sono risorse appartenenti alla Sicilia, trattenuti a Roma dal governo nazionale in modo ingiustificato ed arbitrario. L’obiettivo è palese: mettere in difficoltà il governo regionale agli occhi dell’opinione pubblica e far fallire l’esperienza riformista che è stata avviata nell’Isola con l’uscita di parti consistenti del centrodestra dalla maggioranza. Una vera e propria ripicca in spregio a qualsiasi regola istituzionale, secondo cui Roma non può utilizzare il suo potere come arma di ritorsione nei confronti di quelle Regioni di diverso colore politico. Alle altre Regioni del Sud, oggi guidate dal centrodestra, il governo ha già trasferito da tempo una parte cospicua dei Fas per coprire i buchi di bilancio nella sanità. Alla Sicilia, invece, gli stessi fondi vengono negati e, come se non bastasse, le viene sferrato un attacco del tutto ingiustificato, che fa venire a galla la scorrettezza e la meschinità dell’ esecutivo nazionale. Pochi giorni fa, infatti, il ministro della salute, Ferruccio Fazio, ha usato parole di apprezzamento ed elogio nei confronti della Sicilia per aver avviato un processo di risanamento finanziario e organizzativo della sanità regionale, tanto da essere considerato un modello virtuoso per tutte le Regioni in difficoltà. Le dichiarazioni del ministro, però, non sono piaciute agli ascari siciliani del Pdl che lo hanno immediatamente tirato per la giacchetta, presentando un’interrogazione parlamentare. La risposta pilotata di Fazio non si è fatta attendere. Il ministro, oltre a rimangiarsi quanto aveva detto pochi giorni prima, paventa il rischio che in Sicilia non possano essere garantiti i livelli essenziali di assistenza per colpa della Regione siciliana. Il ministro della salute della Repubblica italiana, quindi, si piega alla bieca propaganda di coloro che a Roma sono abituati a fare politica sulla pelle della Sicilia e dei siciliani. Proprio coloro che hanno fatto parte di quel centrodestra che ha lasciato in eredità una sanità allo sbando e piena di debiti.
La Sicilia si trova, quindi, sotto il fuoco incrociato del solito centrodestra siciliano interessato a tutelare i propri interessi e privilegi e del governo nazionale più antisiciliano della storia dell’Italia unita. Per questo è indispensabile che tutto venga fuori allo scoperto. I siciliani hanno il dovere di sapere chi a Roma è disposto a compromettere finanche il diritto alla salute dei siciliani pur di ritornare al vecchio sistema di potere che per anni ha condannato la Sicilia al degrado e al sottosviluppo.
Dall’altro lato l’esperienza delle riforme ha bisogno di una nuova fase di rilancio dell’iniziativa di governo e parlamentare. La prima per attuare al più presto le riforme già approvate, come il ritorno all’acqua pubblica e l’abolizione degli Ato rifiuti. La seconda per continuare in Assemblea ad approvare riforme di alto profilo, come l’abolizione delle province da sostituire con i liberi consorzi di comuni, secondo quanto previsto dallo Statuto. È questa la migliore risposta per reagire ai sabotaggi del governo nazionale e per occuparsi seriamente dei problemi della Sicilia.
Giuseppe Lumia
senatore della Repubblica

Il video dedicato a Roberto Morrione da RaiNews24

Roberto Morrione: un grande giornalista, ma prima di tutto una grande persona e un caro amico

Roberto Morrione
di don Luigi Ciotti
Roberto, con quella sua lunga carriera alle spalle, le responsabilità che aveva ricoperto nel servizio pubblico, le importanti inchieste che aveva svolto, ci ha regalato in tutti questi anni la sua esperienza. Ha trasmesso a tanti giovani l’amore ma anche la responsabilità del giornalismo. Roberto credeva fino in fondo nella funzione sociale e civile di chi racconta e ragiona sui fatti, credeva che solo una democrazia consapevole, capace di raccontarsi con onestà, sia una democrazia sana, una democrazia viva. Aveva costruito “Libera Informazione”, creduto nell’importanza di una analisi puntuale, approfondita sulle mafie, la corruzione, le tante forme d’illegalità, sapendo bene che non dovrebbe esserci bisogno di mettere accanto alla parola “informazione” l’aggettivo “libera”. Perché l’informazione o è libera o, semplicemente, non è informazione: è propaganda, demagogia. Eppure sapeva, Roberto, che mai come in questi anni l’informazione corre il rischio di essere soffocata o asservita. Non accettava, Roberto, le parole troppo spesso imbrigliate, le penne opportunamente spuntate, le cronache monche o pilotate. LEGGI TUTTO

2 GIUGNO 2011:UNA GRANDE MANIFESTAZIONE PER LA REPUBBLICA E LA COSTITUZIONE

Noi, lo scorso anno a Milano, abbiamo festeggiato il 2 giugno con una grande manifestazione che affermava il legame indissolubile fra la Repubblica e la Costituzione, riconoscendo le loro comuni radici nella Resistenza, quale moto popolare di donne e di uomini che ha liberato il Paese dall’occupazione tedesca, dalla dittatura fascista e riunificato l’Italia.
La guerra di Liberazione e poi la proclamazione della Repubblica pongono un suggello al Risorgimento ed a una rinnovata unificazione del Paese, facendo riconoscere gli Italiani, non più e non solo in confini geografici, ma in valori e precetti comuni: quelli della Carta Costituzionale! La Costituzione è base della nostra libertà e del nostro vivere civile In essa sono scolpiti i pilastri della nostra democrazia:
o i diritti umani e sociali, la partecipazione della cittadinanza alla vita sociale e politica;
o la passione egualitaria, cioè la passione verso i diritti di cittadinanza, egualmente riconosciuti a tutti. A partire dal diritto al lavoro e alla formazione, eliminando gli impedimenti e gli ostacoli e creando le condizioni al suo esercizio effettivo; o l’autonomia e la separazione dei poteri (legislativo, esecutivo, giudiziario), compreso quello dell’informazione; e la loro indipendenza, la loro laicità e l’equilibrio tra di essi. La Costituzione è come un albero, radicato nella terra in cui nasce e cresce. Si può potarlo o innestarlo, ma non si può sradicarlo dalla sua terra, senza farlo morire.
Oggi questi pilastri e questi principi sono a rischio. E dunque la stessa democrazia può entrare in crisi e correre rischi di svuotamento e di involuzione.
Gli attacchi del Governo e della sua maggioranza parlamentare alla Costituzione e alle Istituzioni di garanzia, finiscono per delegittimare le regole fondamentali su cui si basa la civile convivenza e sulle quali si puocostruire, per i giovani, una vita serena e dignitosa ed una speranza per il futuro.
Noi non possiamo più tollerare gli insulti alla Corte Costituzionale ed alla Magistratura, le surrettizie proposte di modifica all’articolo 1 della Costituzione, così come quella di abolire il divieto di ricostituzione del Partito Fascista. Non casuali, crediamo altresì, sono i tentativi tardivi del Governo di artificiose modifiche di legge sui temi posti all’attenzione della popolazione dai prossimi referendum su Acqua, Nucleare e legittimo impedimento; questi escamotage legislativi tendono esclusivamente a vanificare il diritto al voto delle elettrici e degli elettori. Noi non ci rassegniamo!
PER QUESTI MOTIVI CHIEDIAMO ANCORA UNA VOLTA A TUTTI COLORO CHE SI RICONOSCONO NEI PRINCIPI FONDAMENTALI DELLA CARTA COSTITUZIONALE E NEI SUOI FINI, DI DARE LUOGO IL PROSSIMO 2 GIUGNO A MILANO AD UNA GRANDE MANIFESTAZIONE CONTRO OGNI TENTATIVO DI MODIFICARE I PRINCIPI FONDAMENTALI DELLA COSTITUZIONE E IL SIGNIFICATO STORICO E SOCIALE DELLA PROCLAMAZIONE DELLA REPUBBLICA.
IL COMITATO PROMOTORE
- ACLI - ANPI Nazionale - ARCI - Associazione Adesso Basta - Associazione Culturale Punto Rosso - Casa della Carità - Casa della Cultura - CGIL - Il Popolo Viola Milano - Libera. Associazione, nomi e numeri contro le mafie. - Libertà e Giustizia