sabato 25 giugno 2011

Catania, la Cgil nazionale ha presentato il "vademecum" sui beni confiscati e sequestrati alle mafie

(ANSA) La maggior parte delle aziende confiscate alla criminalità organizzata si trova in Sicilia, che registra il 37,6% di proprietà italiane sottratte alla mafia. Non tutti sono casi fortunati: esistono i ritardi, le complicazioni burocratiche e persino esperienze di gestione fallimentari. Ma, secondo la Cgil nazionale, tra i pochi casi fortunati c'è ad esempio il Lido dei Ciclopi a Catania, oltre ad un'esperienza positiva a Milano e una in Toscana. Ne ha parlato la mattina del 23 giugno la Cgil nazionale, che ha scelto Catania come prima tappa per la presentazione del "Vademecum sui beni confiscati e sequestrati", a cura dell'Ufficio Legalità e Sicurezza. Venticinque le pagine dedicate ad un percorso che inizia dai due strumenti che l'azione giudiziaria può disporre per intervenire sui beni che riconducono al soggetto indiziato di reato di tipo mafioso: il sequestro e la confisca. Per poi passare alla destinazione dei beni confiscati, distinti in base alla loro tipologia (immobili, aziendali, e mobili). E poi ci sono le esperienze concrete, comprese le problematiche. A presentare il "Vademecum" c'erano Luciano Silvestri, responsabile nazionale del dipartimento Sicurezza e legalità della Cgil, il segretario di Cgil Sicilia Mariella Maggio, il segretario generale della Camera del Lavoro di Catania Angelo Villari e il segretario confederale nazionale Cgil Serena Sorrentino. Presenti, tra gli altri, anche Francesco Cantafia, responsabile Dipartimento legalità Cgil regionale, che ha introdotto i lavori del convegno sulla legalità organizzato da Cgil nazionale, da Cgil Sicilia e da Cgil Catania. "E' importante che Catania sia stata scelta dalla Cgil nazionale come città ospite della presentazione del Vademecum -spiega il segretario Villari- Il sindacato ha rappresentato e continua a rappresentare un luogo di lotta contro tutte le mafie. Questo libretto è stato concepito come uno strumento di lavoro semplice che verrà consegnato ai gruppi dirigenti, e non solo. E' una guida: spesso, su questi temi è difficile orientarsi con semplicità". Per Silvestri: "Si impone oramai la necessità di comprendere al meglio come si debba affrontare un fenomeno così consistente. Esistono anche dei fiori all'occhiello nella gestione dei beni strappati alle mafie e la Sicilia rientra in questi casi, a dispetto della facile equazione mafia e Sud Italia". Per Mariella Maggio "la lotta alla mafia non è solo quella dagli aspetti più cruenti, ma anche la scelta di inserire nell'agenda di lavoro del sindacato il tema della legalità, accanto a quello del lavoro e dello sviluppo. La mafia si combatte su tutti i fronti". Subito dopo la presentazione del Vadamecun, il convegno della Cgil ha affrontato il tema "Legalità ed equità: per un sistema economico moderno e giusto", con sessioni di lavoro sul peso della criminalità organizzata nel mancato sviluppo di un’area ; sul recupero e riuso economico e sociale dei beni confiscati; sugli effetti dei comportamenti illegali - come corruzione, contraffazione, evasione fiscale e contributiva, violazione della legislazione sul lavoro – nell’economia.
RMDN

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