domenica 8 maggio 2011

Palermo, sciopero generale della Cgil. Maurizio Calà: "Oggi è in piazza la rabbia dei giovani e dei lavoratori"

IL VIDEO DELLA MANIFESTAZIONEPalermo 6 maggio 2011 - Massiccia adesione allo sciopero della Cgil aperto dallo striscione sorretto dai bancari della Fisac con le tre parole chiave della giornata nazionale di mobilitazione “Lavoro, fisco e democrazia”. Due ragazzi del Nidil, sui trampoli, hanno messo in mostra “l’equilibrismo” di chi passa la vita da precario. «Anche se lo sciopero è nazionale abbiamo voluto fare le manifestazioni territoriali proprio perché è sui territori che si stanno subendo i danni maggiori. Dalla partecipatissima piazza palermitana parte un messaggio di speranza contro chi vuole costringerci all’indifferenza, a stare a casa - ha detto il segretario generale della Cgil intervenendo al comizio sul palco in piazza Verdi - Abbiamo grandi priorità palermitane irrisolte. In provincia di Palermo ci sono quattro aree industriali tutte in crisi: Termini, Carini, Brancaccio e l’area industriale del porto. Sono tantissime le piccole e medie aziende che sono colpite dagli ammortizzatori o peggio che stanno per chiudere. Ma la cosa altrettanto grave è che a rischiare la chiusura sono le grandi aziende come i Cantieri, la Fiat, la Keller che sono o di proprietà dello Stato, come il cantiere, oppure dipendono da politiche pubbliche e nazionali che ne stanno volutamente decretando la chiusura . E’ necessario che il governo nazionale intervenga e faccia chiarezza». Al corteo c’erano lavoratori dell’Esa, dell’Università di Palermo, degli istituti scolastici, dell’Aras, del ministero, dell’Istituto zootecnico, dell’azienda Fiasconaro di Catslebuono, di Coalma, Biosphera, dell’Abbazia S.Anastasia, i 25 lavoratori in sciopero da una settimana della azienda agricola De Sisa di Monreale, gli operai di Fincantieri e dell’indotto, della Fiat, di Italtel, Silti, Sispi, Serital. Della categoria della Fillea c’erano le aziende Laterizi, Coime, Cefalù 20, Ati Group, Immobiliare Strasburgo, la Sis del passante ferroviario. E poi ancora associazioni come “Il nostro tempo è adesso”, Arcigay Palermo. In piazza anche i lavoratori di Agrodolce,
Il segretario della Cgil ha espresso solidarietà ai magistrati ha invitato a votare per i quattro referendum popolari. «Il lavoro - ha poi aggiunto Calà - è il punto essenziale della nostra iniziativa al Sud. In una realtà provinciale come la nostra in cui la disoccupazione è al 27 per cento se non si riuscirà a uscire da questo tunnel con investimenti di politiche pubbliche e private mirate, richiamo di non avere nessun futuro praticabile». Uno stoccata anche alla “mala gestione “ delle amministrazioni e ai tagli del governo che stanno distruggendo i servizi comunali sociali. «Mancano gli stipendi per circa 5 mila lavoratori delle società partecipate palermitane. Per non parlare poi dei servizi sempre più scadenti e cari - ha detto Calà - Abbiamo il biglietto bus più caro d’Italia e sono aumentate le tariffe di luce e gas e anche di acqua e spazzatura. Da tempo chiediamo di avviare tavoli di confronto per riorganizzare quei servizi e ci siamo trovati di fronte amministrazioni che sono state nella migliore delle ipotesi incapaci di ragionare su una gestione seria ed efficiente di queste società».

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