sabato 15 gennaio 2011

Sicilia. Due miliardi strappati alla mafia

Un ingente patrimonio sequestrato a Cosa nostra nel 2010 dalla Dia di Palermo: beni riconducibili al settore edile, eolico e fotovoltaico PALERMO - Beni per un valore di oltre 2 miliardi e 375 milioni di euro, riconducibili a patrimoni illecitamente accumulati dalla mafia, sono stati sequestrati nel corso del 2010 dal centro operativo della Dia di Palermo, da cui dipendono anche le sezioni di Agrigento e Trapani. Fra i beni sequestrati assumono particolare rilevanza per l'ammontare economico, oltre a quelli di natura edile, quelli riconducibili al settore eolico e del fotovoltaico. Nel corso dell'anno, si è proceduto inoltre all'arresto di 12 persone, indiziate, a vario titolo, di appartenenza a Cosa nostra e di altri reati. È questo, in sintesi, il bilancio dell'attività svolta nel corso di un anno dalla Direzione Investigativa Antimafia nella Sicilia Occidentale. Di concerto con le Prefetture delle province di Palermo, Agrigento e Trapani è stato possibile procedere al monitoraggio degli appalti, nonchè al controllo, attraverso i cosiddetti "accessi", dei cantieri. "I successi ottenuti - sottolinea una nota della Dia - sono stati corroborati dalla costante sinergia con la Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, guidata dal Procuratore Francesco Messineo, e con le autorità giudiziarie di Agrigento e Trapani".

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