martedì 18 gennaio 2011

Palermo, operai su tetto fabbrica a Carini in attesa decisione giudice su Centralgas

Palermo - (Adnkronos) - Aspettano il pronunciameto del magistrato in merito ad una proposta di acquisto dell'azienda da parte di un imprenditore. I tentativi di mediazione per farli scendere sono durati tutta la giornata e fino a questo momento sono falliti. Sotto la sede dell'azienda stazionano Carabinieri e Vigili del fuoco Palermo, 17 gen. - (Adnkronos) - Due operai della Centralgas e della collegata Vigorgas sono saliti sul tetto della fabbrica di Carini nel palermitano in attesa della decisione dei giudici su una proposta di acquisto dell'azienda da parte di un imprenditore. I tentativi di mediazione per farli scendere sono durati tutta la giornata e fino a questo momento sono falliti. Sotto la sede dell'azienda stazionano Carabinieri e Vigili del fuoco. Alla Centralgas, azienda in amministrazione giudiziaria dal 2005, sta per essere avviato il fallimento. La decisione e' stata presa giorni fa dall'assemblea dei soci, nella speranza che qualcuno fosse interessato a rilevare l'azienda, prima della confisca presieduta dai vertici di Confindustria Giuseppe Costanzo e Fabio Cascio. "E adesso un imprenditore e' arrivato ed e' propenso a prendere entrambe le aziende e tutti gli 11 lavoratori - dice Pietro La Mattina segretario della Filctem Cgil di Palermo - Domani dovra' fare la sua proposta all'amministrazione giudiziaria che decidera', se la ritiene congrua, come procedere. I lavoratori sono preoccupati per il loro posto di lavoro e, quindi, attendono in uno stato di grande tensione la decisione del giudice". La manifestazione di interesse e' stata espressa dall'imprenditore Antonino Marchese, responsabile dell'azienda Vericael, di via La Malfa, che si occupa della vendita e del noleggio di carrelli elevatori. "La Cgil - afferma il segretario della Cgil Palermo, Maurizio Cala' - e' preoccupata per la salvaguardia dei posti di lavoro. Esprimiamo l'assoluta solidarieta' non solo in difesa del loro posto di lavoro, ma anche per la condizione di rischio alla quale si stanno esponendo. Ci auguriamo che venga aperto al piu' presto un tavolo tecnico con l'amministrazione giudiziaria per discutere della possibile soluzione di acquisto dell'azienda e su una risposta che dia certezze e rassicurazioni ai lavoratori". Socio di minoranza dell'azienda, al 20 per cento, era il mafioso Francesco Paolo Bontade, figlio del boss Stefano Bontade. Secondo l'indagine in corso in Procura, attraverso la Centalgas e le aziende collegate, venne portata avanti un'operazione di riciclaggio di tre miliardi di vecchie lire, dai proventi del traffico di droga della cosca di Santa Maria di Gesu'. A dicembre 2010 la Corte d'Appello ha confermato ai due imprenditori, che si erano dimessi dai loro incarichi, il sequestro mentre il procedimento per riciclaggio a loro carico e' stato archiviato.
Adnkronos, 17 gennaio, ore 20:58

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