lunedì 24 gennaio 2011

La Cassazione: "Da Cuffaro lezione di civiltà"

Totò Cuffaro
 Il magistrato della Suprema corte: "Si è difeso nel processo e ha accettato con rispetto il verdetto. Gli si deve dare meritoriamente atto in tempi così burrascosi per la giustizia"
CATANIA -"L'imputato Cuffaro, pur investito di importanti cariche pubbliche, si è sottoposto al giudizio dei giudici. Si è difeso nel processo, ha accettato con rispetto, come egli stesso ha affermato, il verdetto emesso dai magistrati. Gli si deve dare meritoriamente atto". Così Antonio Esposito, presidente della seconda sezione penale della Cassazione, ha commentato le parole espresse dall'ex senatore Salvatore Cuffaro dopo la condanna a 7 anni di reclusione per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra e violazione del segreto istruttorio nell'ambito del processo "Talpe alla Dda". "Dare atto di un merito - ha proseguito - il verdetto accettato con rispetto, non significa cancellare sentenza e reati. È anche una lezione per tutti, in tempi così burrascosi intorno alla giustizia". Riguardo poi a coloro che contestano la sentenza il magistrato ha detto "credo che sia opportuno oltre che doveroso attendere la motivazione della sentenza, poi l'opinione pubblica può liberamente approvarla o criticarla". Riguardo infine il motivo che ha indotto il collegio a confermare la condanna dei giudici di Palermo Esposito ha aggiunto "i magistrati parlano dei processi esclusivamente attraverso i provvedimenti. Rispetto alle valutazioni espresse emotivamente a caldo, è opportuno che plauso e censura siano esternati dopo la lettura dei motivi. Resta l'amara constatazione che infedeli servitori dello Stato - ha concluso - hanno tradito il giuramento di fedeltà e la fiducia di magistrati inquirenti con i quali lavoravano a stretto contatto".
24/01/2011

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