sabato 15 gennaio 2011

Cosa nostra coinvolta nel golpe Borghese

Il principe "nero" Junio Valerio Borghese
Il pentito Naimo, ex mafioso del clan Natale, confessa: "Durante un summit a Catania si parlò del colpo di Stato, gli uomini d'onore dovevano avere una fascetta al braccio" 
PALERMO - Cosa nostra era coinvolta nel progetto golpista del principe Borghese. Lo sostiene il pentito Rosario Naimo, 65 anni, ex mafioso della famiglia di Tommaso Natale, che dal 28 ottobre scorso, cioè un giorno dopo il suo arresto, ha cominciato a collaborare con la giustizia. Naimo, che deve scontare una condanna a 26 anni per traffico internazionale di droga, ed è ricercato anche dagli Usa, sempre per narcotraffico, è stato un personaggio di rilievo nell'organizzazione. "Conobbi Riina nel 1972 a Catania - ha raccontato, tra l'altro ai magistrati nel verbale del 7 gennaio - a casa di uno dei fratelli Calderone (boss catanesi n.d.r.). Nell'occasione erano presenti anche Giuseppe Giacomo Gambino, Domenico Coppola e Gino Martello". "In quella occasione - ha proseguito - gli altri discutevano del colpo di stato del generale Borghese, del fatto che Cosa nostra era coinvolta nel progetto e che era previsto un segno di riconoscimento consistente in una fascetta che gli uomini d'onore dovevano apporre al braccio". Naimo è stato arrestato per caso, dopo una latitanza durata 10 anni, dalla guardia di finanza, a Palermo, il 27 ottobre: passeggiava in strada quando si sentì male - è affetto da una grave patologia ad un occhio - e venne soccorso da una pattuglia delle Fiamme Gialle. I militari, insospettiti dalla strana reazione di Naimo, effettuarono dei controlli scoprendone l'identità. Nel suo covo furono trovati oltre 200 mila euro.
14/01/2011

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