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martedì 30 novembre 2010

Cosa nostra cambia vocabolario e ora comandano i figli. A Partinico 23 in manette

di SALVO PALAZZOLO
La famiglia si chiama adesso "officina". Per ordinare un omicidio dicono: "Mettilo in ferie". Fare un'estorsione: "Tingere". Così parlano i nuovi capimafia. I carabinieri li hanno intercettati per mesi e hanno scoperto che a Partinico avevano riorganizzato la più giovane e agguerrita cosca della mafia siciliana. Un insospettabile architetto di Palermo, Antonino Lu Vito, faceva da ambasciatore dei boss
La mafia siciliana cambia, per necessità. Se i padri sono rinchiusi al carcere duro, ci sono i figli ad occuparsi del clan. Poco importa che abbiano 24 o 28 anni. Leonardo e Giovanni Vitale, rampolli di Vito detto "Fardazza", sono arrivati nel giro di pochi mesi al vertice dello storico mandamento mafioso di Partinico. Prima toccò a Leonardo, ma a febbraio venne arrestato per rapina. A marzo, fu scarcerato il fratello Giovanni: prese lui lo scettro di capo mandamento. Ne aveva titolo: per ben due volte era già finito in manette per associazione mafiosa, la prima da minorenne. C'erano questi due giovanissimi dal cognome pesante dietro l'escalation di attentati che negli ultimi mesi ha seminato il terrore in provincia di Palermo. A scoprirlo sono stati i carabinieri del Gruppo di Monreale: nella notte, 23 persone sono finite in manette. Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Francesco Del Bene e dal procuratore aggiunto Antonio Ingroia hanno individuato il gruppo dirigente del clan voluto dai Vitale. Fra gli arrestati c'è anche un insospettabile architetto palermitano, Antonino Lu Vito: avrebbe fatto da tramite fra le cosche del mandamento di Partinico e quelle della città. Le intercettazioni hanno svelato soprattutto il nuovo vocabolario di Cosa nostra. La famiglia si chiama adesso "officina". Per ordinare un omicidio dicono: "Mettilo in ferie". Fare un'estorsione: "Tingere". Così parlano oggi i capimafia. Quando discutevano di consolidare gli equilibri all'interno del clan facevano sempre riferimento al "fabbricato". Oppure alla "fondazione". Nelle intercettazioni dei carabinieri ci sono gli affari del nuovo clan di Partinico: i Vitale costringevano gli imprenditori della zona a rivolgersi a una ditta di loro fiducia per la fornitura del cemento, la Edil Village, gestita da Alessandro Arcobascio e Alfonso Bommarito (anche loro finiti in manette). Nessun imprenditore si è mai ribellato al ricatto, anche se il cemento costava di più (per coprire la tangente a Cosa nostra). I nomi degli altri arrestati: Francesco Alfano, Gianfranco Brolo, Carmelo Culcasi, Francesco Paolo Di Giuseppe, Antonino Giambrone, Salvatore Lamberti, Antonio Lo Biundo, Lorenzo Lupo, Pietro Orlando, Elviro Paradiso, Roberto Rizzo, Santo Salvaggio, Alfonso Scalici, Francesco e Giovanni Battista Tagliavia, Gioacchino Guida e Ambrogio Corrao.
La Repubblica-Palermo, 30.11.2010

Maria Concetta, la figlia del boss mafioso Totò Riina, a giudizio per frode informatica

Maria Concetta Riina
Maria Concetta, figlia del capomafia, avrebbe sottratto circa 2 mila euro dal conto corrente di un sacerdote del basso Salento. Maria Concetta Riina, la figlia 35enne del capomafia Totò Riina, è stata rinviata a giudizio dal giudice del Tribunale di Tricase (Lecce), Annalisa De Benedictis, con l'accusa di frode informatica. La Riina, secondo le poche informazioni apprese, si sarebbe impossessata di poco più di duemila euro dal conto corrente intestato a un sacerdote del basso Salento. Il denaro, che doveva essere utilizzato per contribuire al sostentamento del clero della diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca, è stato dirottato a una filiale di Palermo delle Poste. Le indagini sono state coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica Maria Cristina Rizzo dopo la denuncia del religioso. Il processo si terrà il prossimo 2 febbraio.
La Repubblica-Palermo, 29.11.2010

lunedì 29 novembre 2010

La manifestazione per l'ospedale: chiusi i negozi, chiusi i laboratori artigianali... e un coro unanime: "L'ospedale non si tocca!"

Chiusi i negozi, i laboratori artigianali, le scuole, gli studi professionali, in permesso molti dipendenti del settore pubblico e privati. Inizia così la giornata di Corleone e del Corleonese in occasione della manifestazione di protesta contro il depotenziamento dell’Ospedale dei Bianchi di Corleone. A sfilare per le vie del paese più di cinquemila persone, appartenenti a tutti le forze politiche ed alle varie organizzazioni sindacali e di categoria che, in maniera composta ma determinata, hanno gridato per le vie del paese lo slogan “L’ospedale non si tocca!!!”. Ad aprire il corteo, i gonfaloni dei Comuni del Corleonese con in testa i sindaci, i presidenti dei Consigli comunali, i  componenti delle Giunte comunali ed i consiglieri. LEGGI TUTTO

Ospedale Corleone, il Pd chiede audizione in commissione Sanità su ipotesi depotenziamento

Una delegazione di amministratori locali del partito democratico, guidata dal segretario provinciale del Pd Enzo Di Girolamo, ha partecipato stamattina alla mobilitazione che si è svolta a Corleone contro l’ipotesi di depotenziamento dell’Ospedale dei Bianchi. Al termine della manifestazione i sindaci, i consiglieri comunali hanno incontrato il segretario regionale del Pd Giuseppe Lupo, il capogruppo del Pd all’Ars Antonello Cracolici e i deputati regionali Gaspare Vitrano e Pino Apprendi per decidere le iniziative politiche necessarie per garantire il buon funzionamento dell’ospedale.
“Il diritto alla salute dei cittadini dei comuni serviti dall’ospedale di Corleone – ha detto Giuseppe Lupo- non può essere messo in discussione. E’ necessario garantire, con tutti gli strumenti che servono, un’adeguata assistenza sanitaria ai cittadini che vivono nell’entroterra delle Regione”.
“Chiederemo nei prossimi giorni – ha aggiunto Cracolici- un’audizione alla commissione Sanità all’Ars, con la partecipazione del direttore generale dell’Asp, per verificare gli effetti della nuova dotazione organica, che non può pregiudicare i servizi di quel territorio”.
Palermo, 29 novembre 2010

Corleone. In migliaia alla manifestazione per la difesa dell'ospedale e del diritto alla salute

di DINO PATERNOSTRO
CORLEONE – Oggi è stata una bellissima giornata: a migliaia, i cittadini della zona del corleonese hanno alzato la testa, rivendicando a schiena dritta il loro diritto alla salute. Quanti eravamo: tremila, quattromila, cinquemila. Sicuramente tanti, lavoratrici e lavoratori, pensionate e pensionati, ragazze e ragazzi, uniti dall’idea di appartenere ad una comunità che non vuole essere marginalizzata, che ha diritto a vivere serenamente, che non vuole essere privata del suo ospedale.

Un messaggio lanciato unitariamente da tutte le istituzioni e da tutte le forze politiche della zona, dalle organizzazioni sindacali (Cgil in testa), dalle organizzazioni professionali e dalle associazioni culturali. E che la gente ha raccolto con grande prontezza. Come non accadeva da tempo, da troppo tempo. L’ultima grande manifestazione per l’ospedale è stata fatta nel 1994 e allora si conquistò il finanziamento di due nuove ali. Poi tanti anni di politica politicante, tutta giocata sul piccolo, miserabile clientelismo (tu trasferisci un infermiere a me ed io do un voto a te…), che ha lasciato incancrenire i problemi. Fino all’accorpamento dell’ospedale di Corleone con quello di Partinico, alla perdita di autonomia e al progressivo decadimento, firmato Lagalla-Iacolino, il precedente assessore alla sanità e il precedente direttore generale. Da tempo la Cgil aveva lanciato un grido d’allarme sul processo di depotenziamento. Ma i sindaci, a cominciare da quello di Corleone, non sentivano. Finalmente, col centro-destra all’opposizione alla Regione, è stato tutto più facile. La prima iniziativa, nella primavera scorsa, per reagire alla cancellazione della Psichiatria e alla trasformazione in “punto-nascita” dell’Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia. Abbiamo incontrato l’assessore Russo a Palermo, poi è stato lui a venire a Corleone. E i risultati si sono visti: nell’ospedale è stato reistituito il servizio di Psichiatria e il punto-nascite e ritornato U.O. di Ostetricia e Ginecologia. Con la pianta organica tutto è precipitato di nuovo: tagli di qua e tagli di la, col pericolo di un ospedale ridimensionato e dal futuro certamente poco roseo. La protesta stavolta è sfociata nella grande assemblea di domenica 21 novembre e poi nella grande manifestazione di stamattina. “L’ospedale non si tocca!”, hanno gridato migliaia di cittadini. E gli studenti delle scuole superiori “okkupate” hanno scelto di partecipare alla lotta per il diritto alla salute. Uno di loro ha parlato dal palchetto, spiegando che anche i giovani sono interessati al futuro del territorio. Tutti gli interventi (dai più sereni ai più “agitati”) hanno rivendicato il diritto ad avere un presidio ospedaliero in grado di tutelare la salute dei cittadini. Adesso la parola passa all’assessore Massimo Russo e al direttore generale Salvatore Cirignotta, dai quali ci si aspetta che convochino immediatamente i rappresenti del Comitato promotore della lotta, per aprire un tavolo di trattativa vera. La richiesta è stata avanzata da tutti i rappresentanti del Comitato Non chiediamo la luna, ma medici, infermieri, ausiliari e operai sufficienti, in grado di far funzionare al meglio i servizi ospedalieri. E poi la strumentazione tecnologica necessaria per effettuare in maniera adeguata diagnosi e cura, il completamento della nuova ala ospedaliera e la ristrutturazione della vecchia. Aspettiamo una convocazione, ma non aspetteremo per sempre… (d.p.)
(Foto: Corleone-Dialogos)

domenica 28 novembre 2010

La lotta per i diritti, da Nord a Sud, a Corleone

di DINO PATERNOSTRO
Con Pino Maniaci a Partinico
Abbiamo trascorso un fine settimana molto intenso, tra il viaggio a Narni (Terni) per un corso di formazione dell’Arci (venerdì), la manifestazione nazionale della Cgil a Roma per i diritti e il futuro (sabato), e l’iniziativa a sostegno di Telejato e Pino Maniaci a Partinico (domenica). E domani (lunedì) si ricomincia con la manifestazione per il rilancio dell’ospedale. Stanco? Assolutamente, no. Impegnarsi per le cose in cui si crede è la più grande soddisfazione per ciascuno di noi. E noi crediamo che l’Italia tutta intera debba combattere le mafie, sostenere le persone oneste, costruire lavoro e sviluppo nella legalità. LEGGI TUTTO
PARTINICO: IN PIAZZA PER TELEJATO E PINO MANIACI

Sanità, il PD di Palermo partecipa con una delegazione alla mobilitazione contro il depotenziamento dell’ospedale di Corleone. Di Girolamo (PD): “C’è in gioco il diritto alla salute dei cittadini”

Enzo Di Girolamo, segretario provinciale del Pd
“Non si può privare, nella generale fobia dei tagli, un intero territorio di un presidio ospedaliero essenziale, facendo pagare ai cittadini dieci anni di disastri causati dai governi di centrodestra: in gioco c’è il diritto alla salute”. Lo afferma il segretario provinciale del Partito Democratico di Palermo, Enzo Di Girolamo, che ha annunciato la partecipazione alla mobilitazione generale del 29 novembre, con una delegazione del PD, contro il depotenziamento dell’Ospedale dei Bianchi di Corleone. “I tagli alla pianta organica – spiega Di Girolamo –, il depotenziamento del laboratorio di analisi, del reparto di chirurgia, di quello di ostetricia e, soprattutto la chiusura totale del servizio di cardiologia priveranno i cittadini di tutto il comprensorio di servizi essenziali, obbligandoli a riversarsi a Partinico o sui nosocomi di Palermo, con gravi disagi e privandoli del diritto di un intervento efficace e tempestivo”. “La direzione dell’Asp di Palermo – prosegue il segretario del PD – non può attuare in maniera distorta la riforma sanitaria penalizzando le popolazione dell’entroterra della provincia. Gli abitanti di Corleone e dei comuni vicini hanno il diritto ad avere un servizio sanitario come quello degli abitanti di Palermo”. “Non possiamo consentire che il contenimento della spesa sanitaria segua la logica della privazione di un diritto e di servizi vitali. Per questa ragione – conclude Di Girolamo – chiederemo all’assessore alla Sanità, Massimo Russo, la convocazione di un tavolo di confronto, con i rappresentanti delle amministrazioni locali, per individuare una soluzione che salvaguardi le prerogative dei cittadini”.

A Corleone e Bisacquino scuole "okkupate" contro la riforma Gelmini

Anche nella zona del Corleonese gli studenti hanno occupato i loro istituti per protestare nei confronti della contro-riforma Gelmini. Gli studenti hanno annunciato che domani parteciperanno anche alla grande manifestazione per fermare il depotenziamento dell'ospedale di Corleone. LEGGI I SERVIZI da CORLEONE e BISACQUINO (Fonte: Corleone-Dialogos)

Manifestazione Cgil, l'Italia del futuro in piazza. Susanna Camusso: «Risposte alla crisi o sarà sciopero generale!»

Roma, 27 nov. (Adnkronos) - Senza risposte dal governo su come sostenere il Paese dopo la crisi economica la Cgil proclamerà uno sciopero generale. E' il leader del sindacato, Susanna Camusso, in piazza a Roma, per la manifestazione organizzata dalla confederazione di corso Italia, a profilarlo. "Dopo questa manifestazione credo che il governo dovrà dare le risposte che gli abbiamo chiesto e soprattutto cominciare ad avere delle politiche di contrasto alla crisi che finora non ha avuto", spiega. Sciopero generale, dunque, chiedono i giornalisti: "Lo decideremo sulla base dei risultati di questa manifestazione", risponde.

Palermo, nuova intimidazione a Vincenzo Liarda, sindacalista Cgil: recapitata busta con proiettile e minacce

La busta con le minacce a Liarda
Palermo, 26 nov. - (Adnkronos) - Intimidazione ai danni di Vincenzo Liarda, sindacalista della Cgil delle Madonie. Una busta anonima contenente un proiettile, povere da sparo e un foglio con una croce disegnata e' stata recapitata presso la sua abitazione a Polizzi Generosa, nel palermitano. Non si tratta del primo episodio per Liarda, che gia' in passato e' stato oggetto di minacce e lettere intimidatorie per la vicenda della confisca di Verbumcaudo, il feudo sottratto al boss mafioso Michele Greco. Solidarieta' al sindacalista arriva dal sindaco e dal Consiglio comunale di Polizzi Generosa. ''La lotta alla mafia - dice il primo cittadino - e' al primo posto nell'azione amministrativa del nostro Comune e la vicenda del feudo di Verbumcaudo e' seguita con estrema attenzione dalle Istituzioni locali che, approvando una delibera specifica, hanno gia' hanno creato le condizioni per la costituzione del consorzio madonita per la gestione dei beni confiscati alla mafia". La Giunta e il Consiglio comunale, anche nelle audizioni della commissione regionale Antimafia, hanno denunciato "lo stallo nell'assegnazione definitiva del bene a causa di una ipoteca e di un credito vantato dalla Pirelli Re''. Per Rudy Maira, vice presidente della commissione regionale Antimafia e capogruppo dei Popolari di Italia domani all'Assemblea regionale siciliana, Liarda si trova "al centro di un disegno criminale che vuole zittirlo rispetto all'assegnazione al comune di Polizzi Generosa del feudo di Verbumcaudo, sottratto al 'papa' della mafia Michele Greco''. Mentre Antonello Cracolici, presidente del gruppo Pd all'Ars, si dice certo che il sindacalista "un uomo impegnato per la legalita' e i diritti" manterra' "intatto il suo impegno''.
''Esprimo, a nome mio e di tutto il partito democratico, solidarietà e vicinanza a Vincenzo Liarda, vittima dell'ennesimo atto intimidatorio''. Lo ha detto il segretario regionale del partito democratico Giuseppe Lupo, che ha aggiunto: "Si tratta di un vile gesto nei confronti di chi è impegnato costantemente nella difesa delle legalità e sono sicuro che Liarda ancora una volta non si lascerà certo intimidire e proseguirà nella sua azione quotidiana di contrasto alla mafia”. “Il Partito Democratico è vicino a chi ogni giorno prosegue la sua attività di contrasto alla criminalità organizzata e per questo è nel mirino della mafia. Le ripetute minacce nei confronti del sindacalista Vincenzo Liarda, al quale va tutta la mia solidarietà, dimostrano l’esistenza di un disegno criminale di fronte al quale non bisogna assolutamente abbassare la guardia”. Lo ha detto il segretario provinciale del Partito Democratico e sindaco di Altofonte Enzo Di Girolamo.

Corleone. Dall'esame del Dna verrà la verità sull'assassinio del sindacalista Placido Rizzotto?

Carmelo Rizzotto con la foto del figlio
Placido,
sindacalista della cgil assassinato
dalla mafia il 10 marzo del 1948
La polizia scientifica sta procedendo, nel laboratorio nazionale di Roma, alla comparazione del Dna di Carmelo Rizzotto, padre di Placido, con le ossa recuperate dalla polizia nella foiba di Rocca Busambra, a Corleone, nell'estate 2008. Le analisi potrebbero portare, dopo 62 anni, al riconoscimento dei resti del sindacalista rapito ed ucciso dalla mafia a Corleone, il 10 marzo 1948. Lo rivela oggi il Giornale di Sicilia che racconta come, assieme ai resti umani, a Rocca Busambra siano stati recuperati i resti di un animale da soma che potrebbero avvalorare la tesi secondo cui Rizzotto venne ucciso in una masseria di contrada Malvello, e non sulla montagna. Nella stalla avrebbe assistito al delitto di Rizzotto anche il pastorello Giuseppe Letizia, poi ucciso nell'ospedale Dei Bianchi, all'epoca retto dal dottore Michele Navarra, il capomafia di Corleone a sua volta freddato in un agguato di stampo mafioso. La Cgil chiede che le forze dell'ordine e la magistratura s'impegnino per ritrovare anche i resti di Placido Rizzotto, recuperati nel 1949 in una foiba di Rocca Busambra dal capitano Carlo Alberto Dalla Chiesa, e poi "smarriti" negli archivi del tribunale di Palermo o presso la Corte di Cassazione a Roma. "Anche a distanza di 62 anni dal suo assassinio, ritrovare il corpo di Rizzotto avrebbe un grande valore umano e una grande importanza civile per la sua famiglia, per la Cgil e per lo Stato democratico - dichiarano il segretario della Cgil Maurizio Calà e il responsabile del dipartimento legalità Dino Paternostro, segretario della Cgil di Corleone - Sarebbe il modo per affermare verità e giustizia e onorare la memoria di un martire della libertà". La Cgil ringrazia la polizia e la magistratura per l'impegno profuso in questi ultimi anni per il recupero dei resti di Placido Rizzotto, segretario della Camera del lavoro di Corleone, assassinato dalla mafia nel 1948. Adesso è in corso la comparazione del Dna di Caremlo Rizzotto, padre di Placido, con le ossa recuperate dalla polizia in una foiba di Rocca Busambra nel 2008. "Chiediamo - aggiungono Calà e Paternostro - che gli esami vengano effettuati su tutti i reperti rinvenuti, nella speranza che i riscontri possano essere positivi, per dare finalmente la giusta sepoltura ad un uomo che combatté, da partigiano, sui monti della Carnia per dare la libertà all'Italia e che poi in Sicilia guidò i contadini nella lotta per la terra, per i diritti, per la democrazia e contro la mafia".
SiciliaInformazioni, 26 novembre 2010

giovedì 25 novembre 2010

La Cgil di Palermo: "Con Pino Maniaci e Telejato per difendere il diritto di informare"

La Camera del lavoro metropolitana di Palermo aderisce alla manifestazione del 28 novembre a Partinico per stare al fianco di Pino Maniaci, della sua famiglia e della piccola-grande emittente televisiva “Telejato”. In questa nostra terra martoriata bisogna difendere con forza il diritto di informare, la libertà e la democrazia. La mafia ha paura della libera informazione, per questo abbiamo il dovere di sostenere chi la pratica ogni giorno con coraggio e determinazione. Insieme, a testa alta, affermiamo che dobbiamo costruire un futuro della Sicilia senza mafia e prevaricazioni. Tutto questo adesso è possibile perché è cresciuta tra i lavoratori e i giovani la consapevolezza che la lotta contro la mafia e la lotta per i diritti e la democrazia sono strettamente legate.
Dino Paternostro
Responsabile Dipartimento “Legalità” Cdlm di Palermo
Maurizio Calà
Segretario generale
Camera del lavoro metropolitana di Palermo

Luciano Silvestri: "Anche la Cgil nazionale al fianco di Telejato e di Pino Maniaci"

L’appello lanciato dai promotori della manifestazione a sostegno di Pino Maniaci e la sua famiglia, minacciati ripetutamente e pesantemente dalla mafia, trova il sostegno e l’adesione della CGIL Nazionale. Telejato, diretta e gestita da Pino, è impegnata quotidianamente in una coraggiosa opera di denuncia e di informazione sui fatti che riguardano il panorama vasto e spesso occulto della illegalità. E’ un lavoro prezioso che, come quello di tante emittenti e testate radiofoniche, televisive e giornalistiche, va sostenuto e difeso. La presenza capillare di presidi di libertà come Telejato non è altro che una rete di tanti piccoli David che fanno paura a quel gigante Golia che è la mafia. D’altra parte, il tema della legalità nel nostro paese è entrato negli ultimi tempi in maniera assai prepotente nel circuito mediatico coinvolgendo in maniera significativa l’opinione pubblica e contribuendo non poco alla crescita di sensibilità delle persone. Ciò va assunto come un fatto estremamente positivo, in quanto, come sosteniamo da sempre, la lotta per la legalità ha bisogno che i riflettori sui fatti criminosi che accadono siano continuamente accesi. Tuttavia il messaggio che questa vicenda ci manda è un messaggio di unità, di solidarietà fra tutti coloro che sono impegnati nel lavoro difficile della antimafia sociale. Lavoreremo nelle prossime settimane per rafforzare ancora di più questa rete. Per questo è importante che la manifestazione del 28 Novembre, davanti alla sede di Telejato, trovi la partecipazione di tanti.
Luciano Silvestri
Responsabile Dipartimento Legalità
e beni confiscati della CGIL nazionale

Verso la manifestazione del 29 novembre per l'ospedale. Crapisi (Dialogos): "Continueremo a lottare perché noi nel nostro paese vogliamo viverci”

Il 29 novembre 2010 è stata indetta una Mobilitazione Generale dei cittadini della zona del corleonese contro il depotenziamento dell’Ospedale dei Bianchi di Corleone e contro la soppressione dell’Ospedale di Palazzo Adriano portati avanti dall’Assessore della salute Massimo Russo e dal Direttore Generale dell’ASP Salvatore Cirignotta. Alle ore 9:30 ci sarà il concentramento dei manifestanti in Piazza Garibaldi a Corleone, da dove partirà il corteo che si snoderà per le vie della Città, fino in Via Don Giovanni Colletto, nelle vicinanze del Presidio Ospedaliero. Indicativo è il fatto che c’è l’unità politica da parte di tutte le istituzioni e gruppi politici del territorio. La manifestazione ha lo scopo di sollecitare l’Assessore Russo e il direttore Cirignotta a rivedere la loro visione palermocentrica in merito alla Sanità in Provincia di Palermo. I cittadini del corleonese invece chiedono di poter avere tutelato il proprio diritto alla salute. Infatti, slogan della manifestazione sarà “l’Ospedale non si tocca”. Il Presidente dell’Associazione Corleone Dialogos (Arci – Libera) dichiara che “noi corleonesi il nostro percorso di riscatto l'abbiamo e lo stiamo facendo, ma non può e non deve mancare lo Stato, altrimenti falliremo. Continueremo a lottare perché noi nel nostro paese vogliamo viverci”. Gli organizzatori sottolineano che questa iniziativa non è altro che l’inizio di una battaglia del territorio del corleonese contro l’abbandono della politica provinciale, regionale e nazionale.

Dino Paternostro (CGIL): "Rivendichiamo a schiena dritta il diritto alla salute per le nostre popolazioni!" 
"Il depotenziamento dell’ospedale di Corleone è stato avviato da tempo da manager della cattiva politica, premiati poi da una montagna di voti anche nella nostra zona. Bisogna voltare pagina e rivendicare a schiena dritta il nostro diritto alla salute. Lunedì andremo in piazza a manifestare per questo diritto e chiederemo ancora una volta all’assessore alla salute e al direttore generale di ascoltarci, come già hanno fatto per salvare il reparto di psichiatria e l’U.O. di ostetricia e ginecologia".  

Contessa Entellina. Scoperto un dai Carabinieri un vasto giro di sfruttamento della prostituzione

di Cosmo Di Carlo

Michele Martorana
Scoperto dai carabinieri un vasto giro di prostituzione nei comuni di Contessa Entellina, Giuliana, Bisacquino, Menfi e Sambuca di Sicilia. Tre gli arrestati per sfruttamento della prostituzione, incastrati dalle intercettazioni, ambientali e telefoniche. Le manette dei militari dell’arma del Gruppo di Monreale e della Compagnia di Corleone sono scattate ai polsi di tre uomini, a conclusione di una complessa e delicata attività investigativa, iniziata 9 mesi fa dalla stazione carabinieri di Contessa Entellina e dal NORM (Nucleo Operativo Radio Mobile) di Corleone. A gestire il lucroso affare, secondo i carabinieri, sarebbe stato un operaio forestale di Contessa Entellina, Michele Martorana di 45 anni. L’uomo è stato arrestato nella notte dai Carabinieri insieme ad altri due complici su ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Termini Imerese. LEGGI TUTTO

mercoledì 24 novembre 2010

Corleone. I Carabinieri celebrano la "Virgo Fidelis" con una solenne cerimonia

Corleone – Celebrata, come da tradizione  la Virgo Fidelis con una solenne celebrazione eucaristica officiata dall’arciprete decano monsignor Vincenzo Pizzitola, nella chiesa della Madonna del Carmine. Presenti rappresentanti delle istituzioni cittadine e delle altre forze dell’ordine che hanno presidi in città. Nella foto (Co.Di) da sinistra in prima fila: Antonella Manti, Francesco Iaria. Luigi Friello, Fernando De Nigris, Ludovico Fiore, Il comandante della stazione di Corleone Dario Virga, mons. Vincenzo Pizzitola, il capitano Antonio Merola, il presidente del consiglio comunale Mario Lanza, Davide Cascino, Calogero Parisi, Emanuele Spoto, in secondo piano, la rappresentanza dei Vigili del Fuoco i comandanti delle stazioni CC dei sette comuni dipendenti dalla compagnia di Corleone ed il comandante del Vigili Urbani Leoluca Cortimiglia.(*Co.Di.*)

GLI ARTIGIANI DI CORLEONE: "L'OSPEDALE NON SI TOCCA!"

L’ART. 32 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA NEL SANCIRE LA TUTELA DELLA SALUTE COME “ DIRITTO FONDAMENTALE DELL’INDIVIDUO E INTERESSE DELLA COLLETTIVITA’ “ DI FATTO OBBLIGA LO STATO A PROMUOVERE OGNI OPPORTUNA INIZIATIVA E AD ADOTTARE PRECISI COMPORTAMENTI FINALIZZATI ALLA MIGLIORE TUTELA POSSIBILE DELLA SALUTE IN TERMINI DI GENERALITA’ E DI GLOBALITA’ ATTESO CHE IL MANTENIMENTO DI UNO STATO DI COMPLETO BENESSERE PSCO-FISICO E SOCIALE COSTITUISCE, OLTRE CHE DIRITTO FONDAMENTALE PER L’UOMO, PER I VALORI DI CUI LO STESSO E’ PORTATORE COME PERSONA, ANCHE PREMINENTE INTERESSE DELLA COLLETTIVITA’ PER L’IMPEGNO ED IL RUOLO CHE L’UOMO STESSO E’ CHIAMATO AD ASSOLVERE NEL SOCIALE PER LO SVILUPPO E LA CRESCITA DELLA SOCIETA’ CIVILE. LEGGI TUTTO

Vertenza Ospedale di Corleone. Verso la manifestazione del 29 Novembre, ma non si chiude la porta per la trattativa

Il Comitato per difesa dell'Ospedale di Corleone ha inviato per mezzo di fax la richiesta di un incontro con l'Assessore alla Sanità Russo e con il Direttore Generale dell'Asp Cirignotta al fine di affrontare le questioni inerenti la funzionalità del presidio ospedaliero di Corleone. Insomma ci si prepara per la mobilitazione generale della popolazione del corleonese di lunedi 29 novembre, ma nello stesso tempo si punta a richiedere un intervento da parte dell'assessore e del direttore per fare un passo indietro sulle proprie scelte. Il Comitato formato da istituzioni, associazioni e organizzazioni di categorie si stanno muovendo in modo compatto e in modo lucido per rivendicare il diritto alla salute dei cittadini del corleonese. Mercoledì 24 Novembre 2010
Da Corleone-Dialogos

Parrino, Legacoop: "Affidare a una cooperativa la gestione del patrimonio confiscato alla mafia"


Filippo Parrino
La Legacoop siciliana propone l’affido ad una cooperativa della gestione del patrimonio confiscato alla mafia. La proposta è del presidente di Legacoop Palermo, Filippo Parrino.“Da anni Legacoop sostiene le cooperative che hanno avuto beni confiscati affidati dallo Stato”, ricorda Parrino. “Questo sostegno si è concretizzato sia finanziariamente, ma soprattutto in una vasta rete di commercializzazione dei prodotti, inserendoli nella grande distribuzione coop. Siamo quindi consapevoli dei limiti e dei problemi che devono essere affrontati e risolti”, prosegue il presidente della Legacoop di Palermo. “Non possiamo più aspettare, i beni confiscati devono essere assegnati, occorre quindi avviare una riflessione che tende a concludersi con la costituzione di una commissione con la partecipazione delle associazioni di rappresentanza, con il compito di avviare singole proposte, per rendere produttivi i beni.
“Occorre però non perdere di vista che l’utilità sociale prevista dalla legge è essa stessa un momento produttivo”, precisa ancora Parrino,”ricompone una esigenza prevista dal legislatore che assegna a fini sociali il bene confiscato, la società deve trovare beneficio dalle attività che si svolgono con quel bene confiscato”.

“Per quanto attiene agli immobili la Legacoop”, conclude Parrino,”ritiene utile proporre la nascita di una cooperativa che possa gestire il patrimonio confiscato, mantenere il bene in buon stato, censire l’affidamento, diventare cioè lo strumento di gestione degli immobili, evitando la dispersione, l’abbandono e permettendo quindi al comune di non vedere depauperato un patrimonio importante”.
SiciliaInformazioni, 23.11.2010

Canzoneri, Cna. “Gli artigiani? I ciabattini sono diventati imprenditori. E’ crisi, ma la malattia si chiama burocrazia”

Sebastiano Canzoneri
Sebastiano Canzoneri ha attraversato tutti i luoghi della metamorfosi, li ha accompagnati per mano da dirigente del Cna a Palermo. Ed ora si misura con il cambiamento, i nuovi bisogni, una realtà assai diversa dal giorno in cui ha cominciato. La sua storia ricorda quei sindacalisti che dall’oggi al domani nelle aree industriali siciliane dovettero assistere gli operai chimici dopo avere lavorato a fianco dei braccianti. Come quei sindacalisti, Sebastiano Canzoneri, segretario provinciale del Cna a Palermo, si è riciclato senza traumi, mantenendo tuttavia un certo aplomb del tempo andato, quasi che volesse ricordarci che lui i barbieri, i calzolai e i falegnami di trenta-quaranta anni fa continua a tenerli in gran conto. LEGGI TUTTO

lunedì 22 novembre 2010

Palermo. Conferenza stampa della Cgil. Dino Paternostro e Maurizio Calà: "Il comune di Palermo si dia un regolamento per l'assegnazione dei beni confiscati".

(ANSA) 22/11/2010 - Il Consiglio comunale di Palermo deve istituire una commissione d'inchiesta sull'assegnazione dei beni confiscati alla mafia e approvare un apposito regolamento. Lo chiede la Cgil che stamattina ha organizzato una conferenza stampa nei locali della Camera del lavoro. ''Anche a Palermo - dicono i sindacalisti - i beni confiscati ai mafiosi devono creare lavoro e sviluppo, invece di scandali o clientelismi''. Secondo i dati forniti dal sindacato, su 502 beni sequestrati, tra appartamenti, ville, magazzini, uffici, box e terreni, a Palermo ne sono stati assegnati solo 155, ne restano da affidare 328, mentre 9 (solo appartamenti) risultano occupati abusivamente. Il valore complessivo dei beni sfiora i 66milioni. La Cgil chiede all'amministrazione comunale di Palermo una seduta straordinaria per intervenire ''sulla mala-gestione dei beni confiscati''. ''Il Comune faccia chiarezza su come, da chi e per quale fine sono stati gestiti fino ad oggi i beni confiscati alla mafia'', hanno detto Maurizio Calà e Dino Paternostro, rispettivamente segretario generale della Cgil di Palermo e responsabile del dipartimento legalità dello stesso organismo sindacale. Con una lettera firmata dal segretario generale, la Camera del lavoro di Palermo ha chiesto inoltre formalmente un incontro al sindaco per avviare un confronto su questi problemi. ''L'iniziativa della Camera del lavoro di Palermo - ha aggiunto Luciani Silvestri, responsabile del dipartimento sicurezza e legalità della Cgil nazionale - ha il sostegno della Cgil nazionale. I territori non possono essere abbandonati, vanno aiutati semmai ad essere protagonisti. Le istituzioni devono coinvolgere in questa battaglia anche le forze sociali ed imprenditoriali. Dopo l'approvazione della legge n. 50 del 31 marzo 2010, che istituisce l'Agenzia per la gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata, il governo nazionale deve dare prova d'impegno e continuità, rendendo la legge realmente operativa''. Secondo la Cgil, ''è necessario che il regolamento comunale preveda l'istituzione di un apposito ufficio per la gestione dei beni confiscati alla mafia, distinto dall'ufficio patrimonio, affidato a personale che abbia le necessarie competenze tecnico-professionali''. E inoltre che''l'assegnazione dei beni avvenga sulla base della pubblicazione periodica di bandi''. La Cgil chiede peraltro che ''una commissione tecnica che, di volta in volta, esprima parere obbligatorio sull'assegnazione dei beni'' e ''l'individuazione di criteri oggettivi per la selezione dei soggetti assegnatari, che permettano di 'certificare' la loro storia reale, l'attività svolta, l'affidabilita' e l'estraneità assoluta dei soci con vicende o soggetti riconducibili alla criminalità mafiosa''. ''Bisogna dare priorità nell'assegnazione dei beni a quei soggetti che presentano idee progettuali atte a garantire lavoro, sviluppo e servizi dall'uso dei beni confiscati, in attuazione della Legge 109/96'', dicono i sindacalisti.

Corleone. Molto partecipata l'assemblea cittadina per salvare l'ospedale!

Un momento della partecipata assemblea
Una bella assemblea, partecipata, combattiva, Più di 500 cittadini hanno affollato domenica sera il salone “Papa Giovanni”, per dire “NO” al depotenziamento dell’ospedale di Corleone. L’iniziativa è stata organizzata da un coordinamento territoriale che vede insieme i sindaci e i consigli comunali di Bisacquino, Campofiorito, Chiusa Sclafani, Contessa Entellina, Corleone, Giuliana, Roccamena, Palazzo Adriano, Prizzi, Cefalà Diana, la Camera del lavoro "Placido Rizzotto" di Corleone, le organizzazioni sindacali FP-CGIL e UIL, il clero di Corleone, l'associazione di categoria degli artigiani CNA, le associazioni culturali Corleone Dialogos, Laboratorio della legalità, Città Nuove, la Cooperativa "Lavoro e non solo", la Consulta giovanile di Corleone, l'Associazione Omnia onlus, il Rotary Club di Corleone, il Rotaract Club di Corleone, i Consorzi di imprenditori operanti a Corleone (Consorzio Ottoquattrosei ccn, Centro Commerciale Naturale di Corleone, Consorzio Terre di Corleone e dell'Alto Belice). L’assemblea è stata aperta da Carlo Vintaloro, assessore al comune di Corleone, che poi ha dato la parola al vice-sindaco Pio Siragusa. Sono intervenuti anche Mario Scialabba e Filippo Romeo, della FP-CGIL di Palermo, Dino Paternostro, segretario della Camera del lavoro di Corleone, Giuseppe Crapisi di Corleone-Dialogos, Mario Lanza, presidente del consiglio comunale, Vincenzo Zabbia, medico dell’ospedale, Salvatore Schillaci, segretario della CNA e il sindaco Nino Iannazzo. Tutti hanno criticato la drastica riduzione di posti nella pianta organica dell’ospedale, confermando la data del 29 novembre per lo svolgimento di una grande manifestazione cittadina, che costringa il direttore generale dell’ASP di Palermo e l’assessore alla Salute ad aprire un tavolo di trattativa e ad accogliere le proposte del Coordinamento.
Un documento della Fp-CGIL

di contestazione della politiva sanitaria

Giovanni Giannobile: "Ricordo sempre la profonda umanità di Nino Gennaro"

Nino Gennaro
Caro Dino,
a
pprendo con stupore, incredulità, amarezza della mancata approvazione da parte del Consiglio Comunale di Corleone del tuo ordine del giorno con il quale si chiedeva di intitolare il Centro Multimediale di contrada Santa Lucia A NINO GENNARO. Ti confesso di essere pervaso da profonda tristezza. Chi come me ha avuto l'opportunità, la fortuna di conoscere da vicino Nino, ne ricorda sempre la sua profonda umanità, la sua sensibilità ai problemi della povera gente, la sua grande cultura, la sua grandiosa capacità di elaborazione di testi originali fuori del comune. Come è possibile non rendersi conto che Nino Gennaro è stato un grande del nostro tempo? Come è possibile non costatare che i suoi scritti hanno avuto un grande numero di lettori? Come è possibile non sapere che le rappresentazioni teatrali tratte dalle sue opere sono state apprezzate dalla critica e dal pubblico? Il buio ci invade sempre di più!
Un abbraccio
Giovanni Giannobile

domenica 21 novembre 2010

L'Arcivescovo di Palermo, Paolo Romeo, è cardinale

Il cardinale Paolo Romeo riceve la berretta cardinalizia
LEONE ZINGALES L'Arcivescovo della nostra città è cardinale. Paolo Romeo, originario di Acireale (Catania), ha ricevuto la berretta cardinalizia nel corso del Concistoro, presieduto da Papa Benedetto XVI, che si è celebrato nella basilica di San Pietro. Presenti, nei settori riservati ai familiari dei neoporporati, i familiari di Romeo, il presidente della Provincia e anche il sindaco di Palermo Diego Cammarata. «E' stata una grande emozione - ha sottolineato Cammarata - ed una occasione di felicità ed orgoglio. Sua Eminenza il cardinale Paolo Romeo ha dedicato molti ,preziosi anni alla nostra città e lo ha fatto con dedizione, amore per la comunità dei fedeli ma anche attenzione nei confronti di bisogni della comunità. Oggi l'intera cittadinanza, che io rappresento ha concluso Cammarata - si stringe attorno al suo arcivescovo rallegrandosi con grande partecipazione».
Presenti al Concistoro gli assessori all'Economia, Gaetano Armao, e della Funzione Pubblica della Sicilia, Caterina Chinnici, in rappresentanza del presidente della Regione. Gli esponenti del Governo Lombardo hanno espresso «a Sua Eminenza gli auguri del governo della Regione e dei siciliani, per il riconoscimento ricevuto da sua santità Benedetto XVI». «Il Santo Padre - ha detto l'assessore Chinnici - ha voluto in tal modo dare un'altra testimonianza dell'amore paterno che nutre per la diocesi di Palermo, e per tutta la Sicilia, ulteriormente espressa in occasione della Sua visita del 3 ottobre scorso». «Da quando - hanno proseguito gli assessori - nel febbraio del 2007 è tornato in Sicilia, dopo una lunga presenza in alcune nunziature di tutto il mondo, si è dedicato ad una profonda attività pastorale per sostenere e guidare un popolo dalla lunga tradizione cristiana, chiamato oggi a confrontarsi con nuovi e vecchi problemi». «Ho espresso a monsignor Romeo - ha concluso Armao - gli auguri per il rinnovato impegno che l'attende e il sostegno che il governo regionale potrà offrire nell'affrontare i tanti problemi presenti nella società siciliana». Monsignor Romeo, arcivescovo metropolita, è entrato nel servizio della Santa sede nel 1967 ed è presidente della Conferenza episcopale siciliana. Prima di lui era stato arcivescovo di Palermo il cardinale Salvatore De Giorgi. Oggi il Papa celebrerà una messa assieme ai 24 neocardinali. Romeo riceverà da Benedetto XVI l'anello e gli altri paramenti cardinalizi, mercoledì è prevista una messa in Cattedrale a Palermo.
La Sicilia, 21/11/2010

Calcio. Solo un pari casalingo per la Polisportiva Corleone

Giuseppe Bitetto uno dei prota-
gonisti della gara dei giallo-rossi
CORLEONE - Pari casalingo a reti bianche del Corleone, che ha disputato una gara generosa contro un Fulgatore attento, schierato con una rocciosa difesa a quattro ed un centrocampo che ha saputo contenere gli assalti dei padroni di casa. Nel primo tempo due nette occasioni da rete per il Corleone. Ci provavano al 30’ Gianno ed al 38’ Carmelo Sciarrino senior. Nella ripresa Corleone pericoloso al 5’ con Lipari che batteva a rete, sul rimpallo rischia l’autogol il Fulgatore. All’8 su contropiede Scibilia solo davanti a Zabbia tirava alto. Corleone in attacco al 13’. Navetta parava un tiro di Lipari, poi i trapanesi imbrigliavano tutti gli assalti dei giallo rossi sino alla fine. Un pari equo in fin dei conti, anche se il Corleone poteva chiedere di più. Nonostante la gran mole di gioco sviluppata a centrocampo e la buona prova del nuovo innesto Giannò, si raccoglie poco. Per il Fulgatore di Totò Minaudo, decimata da squalifiche ed infortuni della vigilia, è stata una gara di intelligente contenimento ed un punto prezioso che porta la squadra a 9 punti in classifica. Se i trapanesi al ritorno saranno ad organico pieno c’è da prepararsi ma i ragazzi di mister Tanino Crapisi hanno risorse da vendere. In bocca al lupo!
Cosmo Di Carlo
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IL TABELLINO
POL.CORLEONE 0 - APD-FULGATORE 0
POL. CORLEONE: Zabbia, Sparacino, Napoli, Alessandro Musicò, Danilo Musicò, Giannò, Governali (18’ s.t.Carmelo Sciarrino Junior), Carmelo Sciarrino senior, Trentacosti (33’ s.t. El Baad), Lipari, Bitetto.
APD. FULGATORE: Navetta, Scibilia, Spada, Mancuso, Scarcella, Russo, Cipolla, Di Pietro, Plisteni (7’ s.t. Campo), Pellegrino ( 7’ s.t. Donatelli) Liparoti (23’ 1.t. Grasso).
ARBITRO: sig. Manfredi Scribani di Agrigento
NOTE: Ammoniti al 17’ s.t.Campo – 32’ s.t. Napoli – 36’ s.t.Gianno.

Giuliana. Arrestato un pregiudicato quarantenne

Giuliana – Arrestato dai carabinieri con l’accusa di tentato omicidio  un pregiudicato 40enne Santo Musso. L’uomo lo scorso febbraio aveva aggredito, riducendolo in fin di vita, un pensionato di 75 anni, residente anch’egli nel piccolo centro del palermitano. Musso, secondo quanto accertato dai carabinieri, si era introdotto nell’abitazione dell’anziano e lo aveva aggredito, colpendolo alla testa con un rubinetto. L’anziano fu ricoverato presso l’Ospedale Civico di Palermo con prognosi riservata, mentre l’aggressore si dava  alla fuga.  Dopo due giorni il pregiudicato veniva  rintracciato dai militari dell’arma ed arrestato per tentato omicidio. Per lui si aprirono le porte del carcere, ma in considerazione della sue condizioni psichiche veniva assegnato all’Ospedale Psichiatrico di Barcellona Pozzo di Gotto (ME) Successivamente gli furono concessi gli arresti domiciliari e sino a ieri sera era in stato di “libertà vigilata”. L’ultimo episodio di violenza di cui si è reso protagonista Santo Musso, risale al mese di settembre 2010, quando tentò di aggredire un carabiniere all’interno della stazione di Giuliana, e per questo fu denunciato. Ulteriori indagini svolte dai militari dell’arma confermavano la pericolosità sociale del soggetto. I carabinieri inoltravano un dettagliato rapporto alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Termini Imerese  che gli ha revocato il regime di libertà vigilata e così, Russo ieri è stato  nuovamente arrestato e ristretto nuovamente presso l’ospedale Psichiatrico di Barcellona Pozzo di Gotto.
COSMO DI CARLO

Domenica 21 novembre, assemblea cittadina per la difesa dell'Ospedale. Partecipa anche tu!

Domenica 21 novembre, dalle ore 18.00 alle ore 21.00, presso il Salone Papa Giovanni XXIII, via B. Verro, Corleone, si terrà un'assemblea cittadina con l'obiettivo di preparare una mobilitazione in grado di fermare il depotenziamento dell'ospedale, a seguito dell'approvazione da parte dell'ASP di Palermo della nuova pianta organica. La salute dei cittadini di Corleone e della zona non può essere misurata con parametri economicistici. I cittadini di questa zona non sono cittadini di seconda categoria.
Promuovono l'iniziativa i sindaci e i consigli comunali di Bisacquino, Campofiorito, Chiusa Sclafani, Contessa Entellina, Corleone, Giuliana, Roccamena, Palazzo Adriano, Prizzi, Cefalà Diana, la camera del lavoro "Placido Rizzotto" di Corleone, le organizzazioni sindacali FP-CGIL e UIL, il clero di Corleone, l'associazione di categoria degli artigiani CNA, le associazioni culturali Corleone Dialogos, Laboratorio della legalità, Città Nuove, la Cooperativa "Lavoro e non solo", la Consulta giovanile di Corleone, l'Associazione Omnia onlus, il Rotary Club di Corleone, il Rotaract Club di Corleone, i Consorzi di imprenditori operanti a Corleone (Consorzio Ottoquattrosei ccn, Centro Commerciale Naturale di Corleone, Consorzio Terre di Corleone e dell'Alto Belice).

sabato 20 novembre 2010

Non mi stupisce il voto del consiglio comunale...

A me sembra "favoloso" che un gruppo di ragazzi che non hanno conosciuto Nino siano diventati suoi amici, ciò vuol dire che i semi gettati da Nino sono germogliati e continuano a moltiplicarsi.
Mi addolora ma non mi stupisce che un consiglio comunale mostri ignoranza, superficialità, disprezzo, povertà e stupidità culturale. Alla domanda: che cosa ne pensi di tutto questo? Immagino Nino con il suo sorriso sornione rispondere con le sue parole:
"SENZA FRETTA TUTTO SI COMPIE E NEL MIGLIORE DEI MODI.
PRIMA CHE UNA GHIANDA DIVENTI UNA QUERCIA.
DALLA GHIANDA ALLA QUERCIA.
IL TEMPO CHE UNA GHIANDA DIVENTI UNA QUERCIA.
IL TEMPO NECESSARIO.
QUELLO CHE CI VUOLE.
SENZA DROGHE CHE SONO VELENO."
Testo tratto dal libretto GIOIA ATTIVA
Gianna Ciravolo

Saviano, Maroni e l’antimafia d’autore

di Fabio Anibaldi
Barbara Spinelli: «i misteri di un’opera sono nell’opera, non nell’autore» (“la Repubblica”, 17 novembre). Spinelli si riferiva al berlusconismo, difficile da valutare se ci limitiamo a zoomare sul personaggio e non invece sulla «forza, la stoffa, gli ingredienti» del suo potere.
Ma le parole di Spinelli aiutano anche a collocare nel giusto sfondo la polemica tra Roberto Saviano e Roberto Maroni: Saviano che denuncia in tv la diffusione della ‘ndrangheta in Lombardia e il suo “interloquire” con la Lega, Maroni che chiede indignato il diritto di replica ad accuse che giudica infamanti per poi proporre allo scrittore, nel giorno dell’arresto del boss Iovine, di “deporre le armi”. LEGGI TUTTO

venerdì 19 novembre 2010

‘Ndrangheta, radici al nord. Allarme della Dia

Roberto Maroni
La ‘Ndrangheta nel nord Italia vive e prospera, intriga con la politica, condiziona l’economia. Una ”costante e progressiva evoluzione” che “radicata da tempo su quei territori interagisce con gli ambienti imprenditoriali lombardi”. A dirlo non è un oppositore del ministro Maroni, che in queste ore polemizza con Roberto Saviano, ma la Dia (Direzione Investigativa Antimafia) che ha appena consegnato al Parlamento una relazione relativa all’attività delle cosche nel primo semestre del 2010. La Dia agisce nell’ambito del Dipartimento di pubblica sicurezza del Ministero degli Interni, e gode di totale autonomia sia gestionale che amministrativa. Al ministro degli Interni e al Parlamento consegna ogni sei mesi una relazione sull’attività investigativa e sui risultati conseguiti. LEGGI TUTTO

La mappa dei clan di Milano

La mappa dei clan a Milano
Dimmi dove vivi e ti dirò quale boss comanda il tuo quartiere. Il sito Milano Mafia pubblica una mappa del crimine organizzato a Milano, quartiere per quartiere individuando i clan che operano su quel territorio. La mappa dell’insediamento mafioso a Milano e di tutta la Lombardia è stata elaborata a seguito degli ultimi rapporti di polizia, carabinieri e guardia di finanza. Come si potrà verificare da una rapida lettura dei clan mafiosi dominanti emerge una chiara prevalenza delle famiglie calabresi legate alla Ndrangheta. Curato da giornalisti professionisti, Milano Mafia (dove è possibile vedere le altre carte) fornisce informazioni sugli arresti dei mafiosi ma anche sul fittissimo intreccio di rapporti tra mafia e imprenditoria, spesso edile, milanese. LEGGI TUTTO

giovedì 18 novembre 2010

Domenica 21 novembre, assemblea cittadina per la difesa dell'Ospedale. Partecipa anche tu!

Domenica 21 novembre, dalle ore 18.00 alle ore 21.00, presso il Salone Papa Giovanni XXIII, via B. Verro, Corleone, si terrà un'assemblea cittadina con l'obiettivo di preparare una mobilitazione in grado di fermare il depotenziamento dell'ospedale, a seguito dell'approvazione da parte dell'ASP di Palermo della nuova pianta organica. La salute dei cittadini di Corleone e della zona non può essere misurata con parametri economicistici. I cittadini di questa zona non sono cittadini di seconda categoria.
Promuovono l'iniziativa i sindaci e i consigli comunali di Bisacquino, Campofiorito, Chiusa Sclafani, Contessa Entellina, Corleone, Giuliana, Roccamena, Palazzo Adriano, Prizzi, Cefalà Diana, la camera del lavoro "Placido Rizzotto" di Corleone, le organizzazioni sindacali FP-CGIL e UIL, il clero di Corleone, l'associazione di categoria degli artigiani CNA, le associazioni culturali Corleone Dialogos, Laboratorio della legalità, Città Nuove, la Cooperativa "Lavoro e non solo", la Consulta giovanile di Corleone, l'Associazione Omnia onlus, il Rotary Club di Corleone, il Rotaract Club di Corleone, i Consorzi di imprenditori operanti a Corleone (Consorzio Ottoquattrosei ccn, Centro Commerciale Naturale di Corleone, Consorzio Terre di Corleone e dell'Alto Belice).

Maroni all'attacco: "Ora tocca a Messina Denaro e Zagaria". E polemizza con Saviano

Il ministro Roberto Maroni
ROMA - Dopo l'arresto di Antonio Iovine "ne mancano solo due: Matteo Messina Denaro e Michele Zagaria, il cerchio si sta stringendo". Lo dice il ministro dell'Interno, Roberto Maroni nel corso di una conferenza stampa a palazzo Chigi. L'arresto di Iovine, ha ribadito Maroni è un "risultato eccezionale e straordinario" che segna un "altro punto a favore dello Stato". L'infiltrazione della criminalità nel Nord Italia è "una realtà purtroppo evidente". Lo ha detto il ministro dell'Interno Roberto Maroni a palazzo Chigi, criticando quanto scritto da alcuni quotidiani che hanno "contrapposto" la relazione della Dia al Parlamento al titolare del Viminale. "Per amore di giustizia e di verità - dice il ministro - devo sottolineare che alcuni giornali hanno presentato una notizia un po' comica e cioè che la relazione della Dia al Parlamento confermerebbe alcune tesi contro quelle del ministro dell'Interno". "È comica - aggiunge - perché l'ho firmata io e poi l'ho inviata al parlamento il 9 novembre come ha sempre fatto il ministro dell'Interno dal 1994". Quindi "non c'è nessuna contrapposizione". Quella del governo è "l'antimafia dei fatti e dei risultati, cui mi onoro di appartenere", questo il commento conclusivo di Maroni.

Palermo, udienza preliminare per l’omicidio Rostagno

PALERMO - È iniziata davanti al gup di Palermo Estorina Contino l'udienza preliminare per l'omicidio di Mauro Rostagno, il sociologo-giornalista ucciso dalla mafia il 22 settembre del 1988 nel Trapanese. Oggi il gup deciderà se rinviare a giudizio i due imputati, il boss mafioso Vincenzo Virga e Vito Mazzara uomo d'onore di Valderice (Trapani). L'accusa è rappresentata dal procuratore aggiunto Antonio Ingroia e dal pm Gaetano Paci. Per i due magistrati Virga sarebbe il mandante dell'omicidio e Mazzara uno dei sicari. I pm si sono basati sui risulati di una perizia balistica. Per l'omicidio Rostagno sono state seguite diverse piste, tra cui quella 'internà che portava al giornalista Francesco Cardella con il quale aveva fondato la comunità Saman. Ma la posizione di Cardella, indagato prima per favoreggiamento poi per concorso nell'omicidio, è stata archiviata. La svolta è arrivata soltanto poco tempo fa con la perizia balistica. Rostagno fu ucciso con un fucile calibro 12, per i pm la stessa arma usata per altri omicidi mafiosi.

mercoledì 17 novembre 2010

Roberto Tagliavia: "Nino Gennaro ha rivendicato libertà in un tempo difficile. Incomprensibili oggi tanti pregiudizi"

Roberto Tagliavia
Ho letto della mancata intitolazione a Nino Gennaro del centro sociale di S.Lucia. Sono rimasto attonito, incredulo che potessero esservi ancora tanti pregiudizi. Nino Gennaro ha rivendicato la libertà del cittadino e della persona in un tempo in cui era davvero difficile esprimere tali valori anche in realtà più libere e dinamiche. Con la sua esistenza ha testimoniato i valori essenziali della Costituzione e come tale resta un esempio per le nuove generazioni. In una realtà come quella attuale, dove appare difficile mantenere salda nella quotidianità delle nostre vite la fiducia nella democrazia e nei diritti di cittadinanza, mi ha sempre soccorso il ricordo di Nino Gennaro, come di Maria Di Carlo e di tutti gli straordinari corleonesi che ho conosciuto nella mia militanza politica negli anni 70. Spero che questa inopportuna scelta della giunta comunale possa cambiare. Sicuramente cambierà se crescerà tra i giovani la consapevolezza di chi fu Nino Gennaro e di cosa fece quella generazione raccolta attorno al Giornale del Corleonese. Un caro saluto
Roberto Tagliavia

Arcigay Palermo. Incredibile che il consiglio comunale abbia detto "no" a Nino Gennaro

Abbiamo appreso della bocciatura da parte del Consiglio Comunale di Corleone della proposta di intitolare a Nino Gennaro il centro sociale "Santa Lucia" con incredulità e sdegno. Non capiamo il perché tanti consiglieri fossero assenti, e troviamo incredibile la decisione assunta dai consiglieri presenti. Nino Gennaro è stato un grande drammaturgo, un artista intenso, che il Pride Sicilia 2010 ha voluto ricordare a giugno con uno spettacolo. E un bisessuale, un "arrusu" orgoglioso e consapevole, oltre che un malato di AIDS. Purtroppo questa duplice croce, l'essere due volte "diverso" ancora oggi, a Corleone, sembra essere motivo di riprovazione e di discriminazione: se sei "arrusu", non puoi essere un grande artista. Quello che speriamo è che il consiglio ci ripensi, e dimostri di essere il consiglio di tutti i cittadini, compreso gay, lesbiche, bisessuali e transessuali, così come delle persone sane e di quelli malati. Di qualsiasi malattia, poiché l'AIDS non è una punizione divina. Da parte nostra, come comitato provinciale di Palermo, chiediamo formalmente all'amministrazione cittadina ed alle associazione locali di organizzare insieme a noi un evento contro la discriminazione ed un ricordo di Nino Gennaro.
Comitato Provinciale Arcigay Palermo
c/o Blow Up piazza sant'Anna, 18 90133
http://arcigaypalermo.wordpress.com/
tel.: 3283282972
GUARDA I VIDEO DELLO SPETTACOLO "O SI E' FELICI O SI E' COMPLICI", DEDICATO A NINO GENNARO

Torna “POLITICAMENTE SCORRETTO” con Carlo Lucarelli. Appuntamento a Casalecchio di Reno dal 26 al 28 novembre

Carlo Lucarelli
Per la VI edizione una risposta di Alta Civiltà alla ‘ndrangheta con il focus sulla Calabria nella giornata di domenica. Novità il bando “Musica contro le mafie” e uno speciale abbonamento teatrale. Tra gli ospiti del sabato Michela Murgia vincitrice del Premio Campiello e Ottavia Piccolo in scena con lo spettacolo dedicato alla Politkovskaja
Politicamente Scorretto per la VI edizione accende i riflettori sulla ‘ndrangheta, oggi una delle organizzazioni criminali più potenti e ramificate in Italia e nel mondo. Dal 26 al 28 novembre torna a Casalecchio di Reno il progetto ideato da Casalecchio delle Culture in collaborazione con Carlo Lucarelli e l’associazione Libera, come sfida civile e culturale al tempo stesso. Attraverso i linguaggi della letteratura, del teatro, del video-reportage, della musica, la rassegna offrirà occasioni e spunti di riflessione sulle più tormentate vicende del nostro Paese, a sostegno dei valori di giustizia e di solidarietà. In programma dibattiti con scrittori, registi, magistrati, giornalisti, oltre a testimonianze, proiezioni, laboratori per affrontare con la sola arma della cultura le vicende più oscure della nostra storia. Parteciperanno tra gli altri Don Luigi Ciotti, Gherado Colombo, Enzo Ciconte, Francesco Forgione, Marcello Fois, Pina Maisano Grassi, Michela Murgia, Ottavia Piccolo, Sergio Rizzo, il procuratore di Reggio Calabria Giuseppe Pignatone.Anche quest’anno sarà possibile seguire tutti gli appuntamenti della rassegna organizzati presso la Casa della Conoscenza in diretta web sul sito www.politicamentescorretto.org

Minacce, estorsioni, incendi: Partinico in corteo contro la mafia

La fiaccolata di Partinico contro la mafia
di Leone ZingalesPALERMO. A tredici anni di distanza dall'ultima fiaccolata antimafia, la cittadina industriale di Partinico è scesa in piazza per dire «No» a Cosa Nostra. Nel gennaio del 1997 centinaia di partinicesi si erano ritrovati in piazza all'indomani dell'omicidio del possidente Giuseppe La Franca, parente del procuratore aggiunto Ignazio De Francisci. Ieri pomeriggio un migliaio di persone, tra cui molti sindaci del Palermitano e del Trapanese, studenti, politici, esponenti della società civile, si sono radunate davanti al monumento ai Caduti e poi hanno dato vita ad un corteo che è sfilato per le vie del centro. Tutti in coro ad urlare a gran voce «no» alla mafia. La fiaccolata, promossa dall'amministrazione comunale guidata da Salvatore Lo Biundo, è arrivata a pochi giorni dall'escalation di attentati ai danni di imprenditori e politici del comprensorio. Intimidazioni che rientrerebbero in uno scontro in corso tra vecchia e nuova mafia. Il segnale di risposta allo Stato che tenta di infliggere un nuovo, duro, colpo alla mafia partinicese, non si è fatto attendere e così, ieri mattina, in segno di sfida, i boss hanno bruciato la Mercedes classe A di Giuseppe Bonomo, 42 anni, piccolo imprenditore, figlio di Giovanni, morto a 75 anni dopo che era stato arrestato qualche anno fa perchè ritenuto ai vertici del clan di Partinico.
Una escalation di violenza che è iniziata a fine ottobre e proseguita il 3 novembre con l'incendio di macchina, casa e magazzino dell'imprenditore Saverio Lo Monaco. Poi è stata la volta della casa di campagna del vicepresidente del Consiglio provinciale di Palermo, Enzo Briganò (Mpa) e dell'escavatore di Giovanni Lo Monaco, fratello di Saverio. Un'altra auto è stata incendiata in via dell'Avvenire: era di un imprenditore edile tunisino di 26 anni. Poi un altro escavatore intestato ad 'impresa edile. Ieri pomeriggio sono scesi in piazza Confcommercio, Confesercenti, Confindustria, Cna, Legacoop e Secolo Ventuno, politici di Centro destra e di Centrosinistra, ma anche i sindacati, la società civile, la Chiesa, le scuole, amministratori. Ad aprire il corteo gli striscioni di Addiopizzo e degli studenti e poi il sindaco Salvatore Lo Biundo. Il corteo ha attraversato corso dei Mille e poi si è snodato su via Francesco Crispi fino a piazza Umberto I, di fronte al municipio. I clan sembrano avere rialzato la testa per spartirsi la torta degli appalti. «Tutta questa violenza sembra avere il solo obiettivo di ristabilire un'autorità unica - ha spiegato il procuratore di Palermo, Francesco Messineo -. A Partinico non esiste una sola associazione antiracket, una denuncia per estorsione. E non c'è stato un solo imprenditore che abbia ammesso di avere pagato il pizzo». «Questa guerra si combatte con il controllo del territorio e con l’attività investigativa - ha detto il prefetto Giuseppe Caruso - Per quanto riguarda il primo aspetto le forze dell'ordine hanno già implementato gli uomini in campo e riteniamo sufficienti questi numeri. Parallelamente, c'è una macchina investigativa che va a mille giri e che ha bisogno solo dei tempi tecnici per lo sviluppo finale».
La Sicilia, 17/11/2010

Dia: "La 'ndrangheta avanza al Nord". E infuria la polemica Saviano-Maroni

Roberto Maroni
ROMA - Nel nord Italia e soprattutto in Lombardia c'è una «costante e progressiva evoluzione» della 'Ndrangheta che, ormai radicata da tempo su quei territori, «interagisce con gli ambienti imprenditoriali lombardi». Lo sottolinea l'ultima relazione della Direzione investigativa antimafia al Parlamento e relativa al primo semestre del 2010. Secondo la Dia, la «consolidata presenza» in alcune aree di «sodali di storiche famiglie di 'ndrangheta» ha influenzato la vita economica, sociale e politica di quei luoghi. E serve un programma di prevenzione per bloccare possibili infiltrazioni in previsione delle opere per l'Expo 2015. Prosegue intanto la polemica dopo le parole di Saviano a "Vieni via con me". Il ministro Maroni: «Ho chiesto di replicare, se la Rai dice no sarebbe un bavaglio, Saviano smentisca intervista o lo querelo». «Si potrebbe fare molto di più anziché prendersela sempre con chi racconta. Si dovrebbe guardare ai fatti, andare oltre, non limitarsi a tirare un sospiro di sollievo perché il consigliere regionale leghista non è stato arrestato. Chiedersi perché gli 'ndranghetisti cercano di interloquire con la Lega. Dire la verità, ossia che c'è un Nord completamente infiltrato». E' quanto ha affermato lo scrittore Roberto Saviano intervistato da Repubblica. Saviano ha definito «inquietanti» le parole di Maroni che lo ha invitato a ripetere le stesse cose dette in tv guardandolo negli occhi. «Mi ha sfidato - spiega - allo stesso modo di Sandokan Schiavone». In ogni caso, l'autore di Gomorra si dice «pronto al confronto con Maroni quando vuole, posso guardare negli occhi tutti. Il ministro ha sbagliato canale».

martedì 16 novembre 2010

Nuovo attentato a Partinico nel giorno della fiaccolata

Palermo, 16 nov.- (Adnkronos) - Nuovo attentato incendiario a Partinico, grosso centro del palermitano, dove questa sera ci sara' una fiaccolata per dire basta a minacce e intimidazioni. Questa volta, ignoti hanno dato fuoco a una Mercedes Classe a parcheggiata in via Avolos. La vettura e' intestata da un'azienda di Partinico e utilizzata da un imprenditore vitivinicolo. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia e i vigili del fuoco.

I valori di sinistra e destra di scena a "Vieni via con me" Con Pierluigi Bersani e Gianfranco Fini


Fini e Bersani

Ospiti di Fabio Fazio e Roberto Saviano 1, il presidente della Camera Gianfranco Fini e il segretario del Pd Pierluigi Bersani hanno elencato in tre minuti i valori delle loro parti politiche. Ve li riproponiamo.
PIERLUIGI BERSANI: "La sinistra è l'idea che se guardi il mondo con gli occhi dei più deboli puoi fare davvero un mondo migliore per tutti. Abbiamo la più bella Costituzione del mondo. La si difende ogni giorno e il 25 aprile si fa festa". Inoltre "nessuno può stare bene da solo. Stai bene se anche gli altri stanno un po' bene. Se pochi hanno troppo e troppi hanno poco l'economia non gira perché l'ingiustizia fa male all'economia. LEGGI TUTTO
GIANFRANCO FINI: "Per la destra è bello, nonostante tutto, essere italiani perché è un piccolo privilegio, a Milano come a Palermo la nostra patria ha un patrimonio paesaggistico e culturale che il mondo ci invidia. Anche per questo, anche nel 2010, essere di destra vuol dire innanzi tutto amare l'Italia, avere fiducia negli italiani, nella loro capacità di sacrificarsi, di lavorare onestamente e pensare senza egoismi al futuro dei propri figli, di essere solidali e generosi, perché per la destra sono generosi innanzi tutto i nostri militari che in Afghanistan ci difendono dal terrorismo, come lo sono le centinaia di migliaia di nostri connazionali che ogni giorno e gratis fanno volontariato per aiutare gli anziani, gli ammalati, i più deboli". LEGGI TUTTO

Abusarono di una minorenne disabile, per tre diciannovenni scatta l'arresto

L'aggressione è avvenuta nella notte tra il 16 e il 17 agosto del 2009 in un comune del Palermitano. La ragazza ha raccontato tutto a una zia. Da lì è scattata la denuncia
Hanno abusato di una ragazzina di tredici anni affetta da ritardo psichico. L'aggressione è avvenuta in un comune della provincia di Palermo. I tre aggressori, dopo oltre un anno di indagini, sono stati arrestati. I fatti risalgono alla notte tra il 16 e il 17 agosto 2009. In manette sono finiti tre diciannovenni che all'epoca dei fatti erano ancora minorenni. A fermarli sono stati gli agenti della sezione di polizia giudiziaria del Tribunale per i minorenni di Palermo e i carabinieri della Compagnia di Lercara Friddi.
La ragazzina è stata aggredita e violentata dal branco, composto da tre minori e da un maggiorenne, in un piccolo centro della provincia di Palermo. Le successive indagini avevano permesso di individuare i responsabili. Raccapricciante il dettagliato racconto della ragazzina che, subito dopo lo stupro di gruppo, si era fatta curare all'ospedale di Corleone. Era stata la stessa vittima a denunciare i quattro e a raccontare agli investigatori, assistita da una psicologa, quanto accaduto nei pressi dei campetti di calcio. Quattro giovani, di sua conoscenza, l'avevano invitata a seguirli, ma al suo netto rifiuto l'avrebbero trascinata con la forza poco lontano. Dopo averla buttata a terra, mentre due degli aggressori le bloccavano le braccia, gli altri due, a turno, la violentavano. Alla fine, i quattro, dopo averla minacciata di morte, l'avevano lasciata distesa a terra insanguinata. Trovate le forze per rialzarsi, la ragazzina, tornata a casa, soltanto il giorno dopo ha confidato tutto a una zia. I genitori, avvisati dalla parente, hanno, quindi, accompagnato la piccola all'ospedale di Corleone dove i medici hanno fatto scattare la segnalazione ai carabinieri. Ne è seguito il riconoscimento fotografico da parte della vittima impaurita e perseguitata da incubi notturni. I quattro, i primi giorni di settembre 2009, erano stati posti in stato di fermo convalidato dal Gip, ma successivamente liberati con provvedimenti dei tribunali per il Riesame competenti che non ritennero sussistenti i gravi indizi di colpevolezza a loro carico. Da allora, le accurate indagini svolte dalle forze dell'ordine hanno consentito di acquisire numerosi riscontri dalle dichiarazioni della vittima: mentre il maggiorenne è stato arrestato dai militari dell'Arma nei mesi scorsi - anche grazie all'esito degli accertamenti sul Dna rinvenuto sugli indumenti della preadolescente - per gli altri tre indagati l'ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata eseguita nella notte tra il 12 e il 13 novembre.
La Repubblica, 15.11.2010