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domenica 31 gennaio 2010

Anno giudiziario a Palermo, attacco alla riforma. Il processo breve «è una inedita amnistia»

"Una inedita amnistia". Così il presidente della Corte di Appello di Palermo, Vincenzo Oliveri, ha definito il disegno di legge sul processo breve nella relazione letta stamattina in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario. Prendendo in prestito una definizione del Csm, Oliveri ha definito il disegno di legge "una inedita amnistia processuale con riferimento a intere categorie di reato non prive di considerevole gravità". Il disegno di legge, ha aggiunto, "come sottolinea giustamente il Csm, è un crescendo che prevede una catastrofe sul sistema processuale e, in particolare, sui reati contro la pubblica amministrazione". Il presidente della Corte di Appello di Palermo ha aggiungo: "Siamo contrari a progetti che portino a una formale separazione delle carriere tra giudici e pm. Va detto con forza che nessuno dei mali che affliggono il funzionamento della giustizia in Italia dipende dall'attuale collocazione dell'ordine giudiziario, dei giudici e dei pubblici ministeri". I magistrati di Palermo, come annunciato dall'Anm, hanno lasciato l'aula, durante la cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario, quando ha preso la parola Luigi Birritteri, rappresentante del ministro della Giustizia Angelino Alfano. Alla loro testa il vice presidente nazionale dell'Anm Gioacchino Natoli e il presidente dell'Anm di Palermo Nino Di Matteo. Proprio Di Matteo, in riferimento al processo breve ha detto: "Siamo preoccupati per l'attacco al principio fondante di un processo e di una legge uguali per tutti". Mentre il procuratore Francesco Messineo ha assicurato di essere "accanto ai colleghi". E ha aggiunto: "Idealmente mi alzerò e uscirò dall'aula. Il mio ruolo e i doveri di rappresentanza mi impediscono gesti concreti, ma sono con loro".
(La Repubblica, 30 gennaio 2010)
LEGGI LA PAGINA SPECIALE SU LA SICILIA

Economia in affanno in provincia di Palermo nei settori dell'artigianato e del commercio

ARTIGIANATO. Negli ultimi sette mesi «scomparsi» 1.600 artigiani. In 1.300 hanno chiuso da ottobre ad oggi, a casa il 20% degli addetti. I mestieri più colpiti sono quelli dell’edilizia e degli impianti, gli autoriparatori, i carrozzieri, gli elettrauto, i parrucchieri e gli estetisti. COMMERCIO. Giù le saracinesche degli esercizi storici, tengono quelli del lusso. LEGGI LA PAGINA SPECIALE DE LA SICILIA

Rita Borsellino: "Va bene l'Agenzia, ma resta il grave paradosso della vendita all'asta dei beni confiscati alle mafie"

''Ben venga l'Agenzia nazionale dei beni confiscati, se ha come obiettivo quello di accorciare i tempi di assegnazione degli immobili e mettere ordine sulla materia. Ma e' paradossale che a fronte di questa iniziativa, il governo intenda continuare sulla strada della vendita all'asta delle proprieta' sottratte alle mafie. In altre parole, da un lato si cercano nuovi strumenti di lotta alla criminalita' organizzata, dall'altro si agevolano i boss''. Lo ha detto l'europarlamentare Rita Borsellino, a proposito dell'istituzione dell'Agenzia dei beni confiscati decisa oggi in Consiglio dei ministri. ''Altro paradosso - ha aggiunto - e' che mentre l'Europa, come confermato dal Commissario designato per gli Affari interni, Cecilia Malmstrom, si sta adoperando per una normativa comunitaria che estenda a tutti i paesi membri il riuso sociale dei beni confiscati, sul modello della legge di iniziativa popolare Rognoni-La Torre, Italia si muove nella direzione opposta''.

Finanziamenti Ircac a otto coop della provincia di Palermo

Oltre 1 milione e 250mila euro di crediti diretti ed indiretti sono stati concessi dall'Ircac a cooperative che ne avevano fatto richiesta. Otto sono di Palermo e della provincia. Il tasso di interesse applicato per i finanziamenti è lo 0,70% annuo. Si tratta di crediti di esercizio e di contributi interessi per finanziamenti concessi dal sistema bancario. I crediti di esercizio sono stati concessi alle cooperative di Palermo Karol; Elastro; Natura e servizi; Alkemica; Don Bosco di Gangi. Contributi interessi sono stati concessi alle cooperative Rinascita corleonese di Corleone e Elios Nuova e Progetto salute di Palermo.

Calcio dilettanti. Il Corleone continua l'inseguimento dei vertioci della classifica

CORLEONE - RACALMUTO 1 - 0
POL CORLEONE: Caruso, Bongiovanni, Governali, Munì (15’ 1.t. Cardella),, Ienna, Costanzo, Lipari ( !5’ s.t. Sciarrino), Bona, Tarantino, Cane, D’ Amico.
S.CLUB RACALMUTO: Loretta, Ferlisi, Giamporcaro, Lauricella, Turco, Schifanella, Sciascia, Nalbone, Cipolla, Parrinello, Gancitano,
ARBITRO: signor Scarciotta di Caltanissetta
RETI: 25’ 1.t. Tarantino
Roccapalumba (* co.di*) - Con la vittoria sul campo neutro di Roccapalumba contro lo Sport Club Racalmuto, la squadra di mister Tanino Crapisi e del presidente Gulotta, va a trentadue punti e continua l’inseguimento alla capolista Aragona, all’Empedoclina ed all’ottimo Prizzi di Antony Venezia. Partita ben diretta dal signor Alessandro Scarciotta di Caltanissetta, che ha visto il Corleone dominare dal primo all’ultimo minuto di gioco. Rare, infatti, sono state le incursioni dei calciatori del Racalmuto nell’area giallo-rossa. Ottima la gara di Bona sia in fase difensiva che nelle ripartenze. La rete della vittoria è stata segnata al 25’ del primo tempo da Tarantino dopo una lunga fuga sulla fascia sinistra di Bona che lanciava Lipari; da questi passaggio all’indietro per Tarantino che con un forte raso-terra batteva Loretta. Nel secondo tempo occasioni da rete per Cane, per lo stesso Tarantino e per D’Amico. Dal 15’ del secondo tempo Sciarrino ha sostituito Lipari, ed il Corleone ha continuato a pressare gli avversari che si sono difesi con agonismo. “ La nostra attenzione è rivolta ora all’incontro in trasferta con il Favara – ha dichiarato Tanino Crapisi – ed al ritorno in casa contro l’Agrigentina davanti ai nostri tifosi che si aspettano da noi due prove superlative”.
Cosmo Di Carlo

venerdì 29 gennaio 2010

PD, domani a Palermo la Festa Regionale per lanciare campagna del tesseramento

Domani, 30 Gennaio, dalle 16 alle 18,30, nel Kursaal Kalhesa, Foro Umberto I, n°21, Palermo, si svolgerà la Festa regionale del Tesseramento del PD. La kermesse, che coinvolgerà parlamentari e dirigenti nazionali e regionali, personalità del mondo della cultura, dello spettacolo e rappresentanti delle organizzazioni sociali ed economiche, si svolgerà contemporaneamente a Milano e Roma e lancerà la campagna del tesseramento in tutto il territorio nazionale. Le tre iniziative saranno trasmesse in diretta su “Youdem” e sul canale 813 di Sky e vedranno la partecipazione del segretario nazionale del Pd Pierluigi Bersani, che interverrà da Milano, ma anche di iscritti e simpatizzanti del Pd, dall’insegnante all’artigiano, dallo studente al professionista, che parleranno della loro esperienza e delle ragioni che li hanno portati ad impegnarsi per il Partito democratico. Ci saranno, inoltre, collegamenti con alcuni tra i circoli Pd all’estero e contributi video realizzati per l’occasione. A Palermo interverranno, tra gli altri, il segretario regionale del Partito Democratico Giuseppe Lupo, l’europarlamentare Rosario Crocetta, il responsabile giustizia del Pd Andrea Orlando, la parlamentare Paola Concia, il segretario nazionale dei giovani democratici Fausto Raciti e Cecilia Carmassi, componente della segreteria nazionale.
Palermo, 29 gennaio 2010
(NELLA FOTO: il segretario regionale Giuseppe Lupo)

Quando la Sicilia era "frontiera". Gli anni ruggenti del leader del Pci Girolamo Li Causi

L' EDITRICE La Zisa pubblica "Terra di Frontiera. Una stagione politica in Sicilia 19441960", opera inedita di Girolamo Li Causi, terminata nel 1974, e non più rivista dall' autore. Il libro (a cura di Davide Romano, interventi di Italo Tripi e Oliviero Di Liberto, 224 pagine, 9,90 euro) è una lunga riflessione critica, ed autocritica, sull' attività svolta dal Pci e dalle classi dirigenti siciliane, negli anni della ricostruzione post-bellica, dai mesi immediatamente successivi allo sbarco delle truppe anglo-americane sino alla formazione dei governi Milazzo. Un arco di tempo lungo un quindicennio, durante il quale Li Causi assolse anche l' incarico di segretario regionale del partito. Da questo suo osservatorio privilegiato emerge il ritratto vivo e spesso pungente di uomini e vicende che hanno segnato la storia passata e presente dell' Isola. Li Causi (nato Termini Imerese nel 1906, morto a Roma nel 1977) è stato uno dei massimi dirigenti nazionali del Partito comunista italiano, al quale aderì giovanissimo poco dopo la sua fondazione. Parlamentare per diverse legislature, è stato per alcuni anni vice presidente della Commissione nazionale antimafia. Collaboratore e direttore di numerosi periodici, ha pubblicato: "Il lungo cammino. Autobiografia 19061944" (Editori Riuniti, 1974). «Il merito di ridare oggi voce ad un uomo politico come Girolamo Li Causi - scrive Italo Tripi nella prefazione - non risiede soltanto nella ricognizione storica di un periodo straordinariamente importante come il quindicennio 1944-1960, ma serve anche a mettere in luce il profilo e la consistenza di un politico lungimirante e tenace nel sostenere le ragioni di una scelta. Il sempre più diffuso bisogno di "ritorno alla Storia" è indicativo delle difficoltà che stiamo attraversando e serve a recuperare il senso di un percorso, di un cammino, di una storia appunto che ci riguarda, ci appartiene».
(La Repubblica)

martedì 26 gennaio 2010

Palermo. Il ricordo del giornalista Mario Francese 31 anni dopo il suo omicidio

Il gruppo siciliano dell'Unci - Unione nazionale cronisti italiani - ha ricordato il sacrificio del giornalista Mario Francese a 31 anni dall'omicidio, avvenuto la sera del 26 gennaio 1979 a Palermo, in viale Campania, mentre Francese rincasava. La cerimonia si è svolta davanti alla lapide che ricorda l'assassinio, collocata dall'Unci sul luogo dell'agguato. "Non ci stancheremo mai di ricordare quei cronisti come Mario Francese, che nell'Isola - ha detto il presidente dell'Unci Sicilia, Leone Zingales - sono stati uccisi soltanto perché facevano il proprio mestiere con coraggio, raccontando i fatti con professionalità, rigore e trasparenza. Il loro ricordo e il loro impegno devono rappresentare un vero e proprio testamento etico-morale per le giovani generazioni e per tutti quei cittadini che ogni giorno contrastano la mafia e l'illegalità con lo stesso impegno e coraggio di Francese e degli altri cronisti uccisi dalla mafia, dalle altre forme di criminalità organizzata e dal terrorismo". Alla cerimonia, alla quale hanno presenziato la vedova e i figli di Francese, Giulio, Fabio e Massimo, hanno partecipato il vicesindaco di Palermo, Francesco Scoma, che ha deposto una corona di fiori davanti al cippo commemorativo, il prefetto Giancarlo Trevisone, il questore Alessandro Marangoni, il comandante regionale della Guardia di finanza, generale Domenico Achille, il vice-comandante regionale dell'Arma dei carabinieri, colonnello Domenico Tucci, il comandante provinciale delle Fiamme gialle, generale Carlo Ricozzi, i vertici della Dia della Sicilia occidentale, il procuratore aggiunto Ignazio De Francisci, il comandante della polizia municipale di Palermo, generale Serafino Di Peri, il presidente dell'Ordine dei giornalisti di Sicilia, Franco Nicastro, e i componenti del Consiglio direttivo dell'Unci Sicilia. Giulio Francese, nel suo intervento, ha ricordato il sacrificio del padre e anche quello del fratello Giuseppe, morto qualche anno fa dopo avere speso "mille energie - ha detto - nella ricostruzione processuale della vicenda. Mio fratello non ha retto al dolore della morte di papà".

Ergastolo a Domenico Raccuglia, boss di Altofonte, per l'omicidio di Pietro Romeo

Condanna all'ergastolo per il boss di Altofonte Domenico Raccuglia. Era accusato dell'omicidio di Pietro Romeo, inghiottito dalla lupara bianca nel marzo del 1997. La sentenza è del giudice per l'udienza preliminare Mario Conte, che ha riconosciuto una provvisionale da 200 mila euro in favore della moglie della vittima, Maria Rosa Di Matteo, che si era costituita parte civile con l'assistenza dell'avvocato Daniele Livreri. Proprio dalle dichiarazioni della vedova era scattata la riapertura dell'inchiesta. La donna, infatti, aveva riferito ai pubblici ministeri Francesco Del Bene e Amelia Luise che, prima di scomparire nel nulla, il marito si era recato a un appuntamento con Raccuglia. Poi sono arrivate le dichiarazioni di Giovanni Brusca a completare il quadro accusatorio. Secondo il pentito, Romeo sarebbe stato eliminato per il suo tentativo di prendere il potere nel mandamento di San Giuseppe Jato, approfittando della latitanza di Raccuglia. Pietro Romeo era fratello di Nicolò, l'imprenditore assassinato nelle scorse settimane nelle campagne fra Corleone e Monreale.

Vivi X Legalità! Una giornata per ricordare le vittime dell'"Olocausto mafioso"

Un'iniziativa per ricordare tutte le vittime dell' "Olocausto mafioso" è stata organizzata dal Centro per la Giustizia minorile della Sicilia per domani 27 gennaio, in concomitanza con la Giornata della Memoria istituita per le vittime della Shoah. La manifestazione, intitolata "Vivi per Legalità", vedrà come protagonisti alcune decine di giovani dell'Area penale provenienti da tutta la Sicilia, detenuti e non, che parteciperanno a un percorso on the road. Un tour della Legalità che toccherà alcuni luoghi simbolo della lotta alla mafia: dall'Albero Falcone al Palazzo di Giustizia di Palermo, dal Giardino della Memoria dove fu ucciso il piccolo Giuseppe Di Matteo all'agriturismo di Portella della Ginestra sequestrato ai boss e gestito dai giovani di Libera terra, fino alla casa Museo di Peppino Impastato. Ogni tappa prevede l'incontro con un testimonial che racconterà la propria esperienza di vita: i magistrati antimafia, i parenti delle vittime di Cosa Nostra e delle vendette trasversali, le persone impegnate sul fronte del riscatto dalla mafia e dell'Educazione alla Legalità. Tra i testimonial che incontreranno i ragazzi Maria Falcone, Giovanni Busetta, Margherita Asta, Lucio Guarino. La manifestazione, che prenderà il via alle 9,45 dal complesso Malaspina di Palermo con il saluto del direttore del Centro per la Giustizia Minorile della Sicilia Michele Di Martino e dei vertici degli uffici giudiziari, è organizzata in collaborazione con il Portale Ansa Legalità, la Fondazione Falcone e la Fondazione Progetto Legalità in memoria di Paolo Borsellino, il Consorzio Sviluppo e Legalità, l'Associazione Euro, la rivista Sotto Traccia, il Servizio Civile Internazionale e altre associazioni di volontariato.

lunedì 25 gennaio 2010

Pierluigi Bersani, segretario Pd: "Appoggiamo lealmente Vendola, ma resta il progetto del Pd"

"Le primarie le abbiamo inventate noi e sappiamo bene come ci si comporta: si appoggia con convinzione chi ha vinto e noi siamo determinatissimi a sostenere Vendola ma resta davanti a noi la proposta di favorire la convergenza di tutte le opposizioni in un percorso di alternativa alla destra". Così il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, arrivando alla Direzione del partito, spiega come il Pd si comporterà dopo la vittoria di Nichi Vendola alle primarie pugliesi. "La popolarità di Vendola - sostiene Bersani commentando il risultato delle primarie - ha oscurato la proposta del Pd che non era contro Vendola ma lo comprendeva e al tempo stesso si preoccupava di non stare stretti nel nostro campo e di favorire la convergenza di tutte le forze di opposizione in un percorso di alternativa alla destra". Questo, aggiunge il leader del Pd, "è un tema che abbiamo davanti anche in Puglia anche se in condizioni più complicate. Noi siamo però determinatissimi a sostenere Vendola".

domenica 24 gennaio 2010

ATO Monreale-Corleone. Al via campagna per la raccolta differenziata dei rifiuti

Iniziativa della società Alto Belice ambiente che coinvolgerà le scuole dei 17 Comuni del territorio
Al via una campagna di sensibilizzazione ed informazione sulla raccolta differenziata nei 17 comuni gestiti dalla società Alto Belice ambiente. Il progetto coinvolge tutte le scuole del territorio, dalle elementari fino alle superiori, ed è finalizzato ad avvicinare i più giovani ai problemi legati all'ambiente e allo smaltimento dei rifiuti. L'iniziativa è curata dai tecnici della società che si recheranno nelle scuole per spiegare il corretto utilizzo dei rifiuti e il loro smaltimento. E' anche prevista la creazione di isole ecologiche all'interno degli spazi scolastici così da consentire agli studenti di misurarsi con la raccolta differenziata. Negli istituti dotati di mensa scolastica si avvierà il servizio di compostaggio domestico, un sistema attraverso cui, già in casa, si può ottenere la riduzione della quantità dei rifiuti il cui scarto viene poi trasformato in concime per destinazione agricola. Per spiegare meglio agli studenti la raccolta differenziata sarà distribuito un opuscolo informativo e si organizzeranno visite guidate presso gli impianti della società dove si trovano i sistemi di compostaggio e di raccolta dei rifiuti ingombranti e sfabbricidi. «Questa campagna di sensibilizzazione - ha detto il presidente della società, Salvino Caputo - è fondamentale perché non si può attivare un sistema di raccolta differenziata senza una preventiva informazione. Alla fine di questo percorso verranno distribuiti presso le abitazioni sacchetti differenziati per la raccolta dei rifiuti. Attraverso questo sistema, inoltre, sarà possibile una maggiore e migliore tutela e rispetto dell'ambiente con una riduzione dei costi ed un servizio finale più efficiente per i cittadini».
Maria Modica
Questa è una bella notizia per i cittadini della zona del Corleonese. Finalmente dovrebbe avviarsi la raccolta differenziata dei rifiuti. Ma ci permettiamo di ricordare al consiglio di amministrazione dell'Ato di Monreale che gli operai di Corleone sono gli unici 17 dipendenti ancora a part-time. Per iniziare bene la campagna della "differenziata" è necessario allora trasformare a tempo pieno gli attuali contratti di 24 o 30 ore settimanali. Provvederà a farlo l'Ato? Oppure sarà necessario scioperare.

Palazzo Adriano. Ossessiona la moglie per gelosia: denunciato per stalking un 44enne

L’amore non ha età e supera tutti gli ostacoli… l’amore è cieco… non è bello se non è litigarello… e si potrebbe continuare per ore analizzando questa “simpatica” antologia popolare dell’ovvio e delle frasi fatte, spesso utilizzate per commentare, in modo banale, delle unioni un po’ strane e fuori dai canoni. Purtroppo, spesso, l’amore può diventare, anche, costrizione, oppressione, violenza, una forma di sopraffazione morale e psicologica, tanto grande da causare uno stato di prostrazione che induce la vittima, donna o uomo che sia, a modificare il modo di vivere quotidiano e ridurre i propri rapporti sociali, a vivere in un incubo gli “amori maledetti” della tv. Stanca delle vessazioni che subiva dal marito - che per tre anni l'ha ossessionata con scenate di gelosia, pedinamenti e telefonate continue al cellulare - una donna di 42 anni si è rivolta ai carabinieri. E' accaduto a Palazzo Adriano, un piccolo paese del palermitano, dove ogni movimento della moglie veniva continuamente controllato dal coniuge. Un inferno al quale la signora ha deciso di mettere fine, con il sostegno dei suoi familiari. I militari, dopo avere riscontrato le dichiarazioni della donna, hanno denunciato a piede libero G.G., di 44 anni, per stalking, la nuova fattispecie di reato prevista dalla legge approvata il 23 aprile scorso dal Parlamento.

Cuffaro rischia un processo per mafia. Il 5 febbraio la decisione del Gup

di Alessandra Ziniti
Neanche il tempo di provare a riprendersi dal colpo inatteso e il 5 febbraio per Cuffaro ci sarà un altro giudice per un altro processo.
Con un´imputazione ancora più pesante, quel concorso esterno in associazione mafiosa che fino ad ora la vecchia linea della Procura di Palermo aveva preferito abbandonare e che è stata riproposta all´insediamento alla guida dell´ufficio del procuratore Francesco Messineo che ha affidato l´inchiesta-bis a quello stesso magistrato, il sostituto Nino Di Matteo, che aveva lasciato il banco dell´accusa nel primo processo perché in disaccordo con la linea "al ribasso" scelta allora. LEGGI TUTTO

PROCESSO TALPE: 7 ANNI A CUFFARO

«Provaci ancora Nichi». La Puglia sceglie nuovamente Vendola come governatore

Oltre 200mila elettori del centrosinistra sono andati a votare per scegliere il loro candidato alla presidenza della Regione Puglia. E hanno deciso che sarà Vendola a sfidare il centrodestra per riconfermare la Regione. A un'ora dalla chiusura delle urne il presidente uscente euforico parla di schiacciante vittoria: «A Taranto abbiamo raggiunto il 65%». Poi arriva anche l'annuncio del segretario regionale del Pd Sergio Blasi: «Ha vinto Nichi Vendola, è stata una giornata importante, di democrazia».

sabato 23 gennaio 2010

Sette anni a Cuffaro: “Rispetto la sentenza”

L’ex governatore siciliano Totò Cuffaro, ora senatore dell’Udc, è stato condannato, in appello, a 7 anni di reclusione per favoreggiamento aggravato dall’avere agevolato Cosa nostra e rivelazione di segreto istruttorio. In primo grado i giudici avevano escluso la sussistenza dell’aggravante mafiosa e avevano condannato il politico a 5 anni di reclusione. Il processo è stato celebrato davanti la terza sezione della corte d’appello di Palermo. “L’avevo già detto e lo ripeto rispetterò la sentenza con grande serenità, anche se sento dentro la pesantezza, perché non sono mafioso. Questo modificherà il mio percorso politico”. Le prime parole di Totò Cuffaro.

giovedì 21 gennaio 2010

A Corleone, la Provincia sott'accusa per l'abbandono della strada Corleone-San Cipirello-Partinico

Il presidente della Provincia Regionale di Palermo Giovanni Avanti e l’assessore alla viabilità Gigi Tomasino sono stati messi sott’accusa ieri sera dal consiglio comunale di Corleone, riunito in sessione straordinaria per affrontare l’emergenza viabilità. «Da anni – ha detto il presidente del consiglio, Mario Lanza, aprendo i lavori - sulla strada provinciale Corleone-San Cipirello-Partinico non viene speso un euro. Ormai l’intero asse viario è intransitabile e pretendiamo risposte certe dalla Provincia!». Il presidente Avanti e l’assessore Tomasino hanno cercato di uscire dall’angolo, comunicando al consiglio e alla giunta comunale di Corleone, ai sindaci e agli assessori della zona e al folto pubblico presente, che per la SP 4 e la SP 2 sono già stati consegnati i lavori per 300 mila euro, che serviranno a far fronte all’emergenza. LEGGI TUTTO
LEGGI L'ORDINE DEL GIORNO APPROVATO

Corleone. Blitz dei carabinieri nelle sale scommesse: denunciate tre persone

Corleone (*co.di*) Blitz dei carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Corleone, che insieme ai funzionari dei Monopoli di Stato, hanno effettuato ieri un controllo in tutte le sale scommesse della cittadina. I controlli hanno interessato tutti i macchinari di scommesse on-line e, in uno degli esercizi commerciali controllati, i militari dell’Arma ed i funzionari dei Monopoli hanno constatato che le apparecchiature erano illecitamente collegate, senza autorizzazione, ad un sito di scommesse austriaco, quindi a danno dell’erario a cui il titolare non pagava alcuna imposta. E’ scattata così la denuncia a piede libero alla Procura della Repubblica di Termini Imerese per l’esercente, G.B., 41enne di Corleone, per il reato di truffa ai danni dello Stato ed esercizio abusivo di attività di scommesse. Denunciati anche due avventori dello stesso locale, P.G. 40enne e G.B. 51enne, entrambi di Corleone, con l’accusa di gioco d’azzardo, poiché sorpresi proprio mentre giocavano utilizzando i computer del locale.Tre computer dello stesso esercizio sono stati sottoposti a sequestro penale e messi a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. - Co.Di.

L'associazione Prociv Arci: una pericolosissima frana lungo la SP75, al KM 1+500

Ieri alle 15:30, siamo stati informati da alcuni cittadini che ci comunicavano di un movimento franoso che minacciava un fabbricato di proprietà privata, presso la strada Provinciale 75 al KM 1+500. Ci siamo attivati nell'immediato in maniera autonoma, andando a fare un sopralluogo con tecnici specializzati del nostro Gruppo di Volontari. Presenti sul luogo un Geometra, un operatore di movimento terra e il presidente dell'associazione. Giunti sul posto alle 16:00 abbiamo immediatamente notato l'ampiezza del fronte frana e la sua estensione a monte. LEGGI TUTTO

Dopo una lunga attesa, il vescovo di Monreale Salvatore Di Cristina ha visitato le chiese di Prizzi

Ieri a Prizzi c’è stato grande fermento per l’arrivo del Vescovo. Da molto nel paese si aspettava una sua visita e finalmente, nonostante le previsioni atmosferiche non incoraggiassero, il Vescovo ha potuto conoscere le chiese che non aveva mai visto, come quella di S. Giovanni Battista e quella della Madonna del Perpetuo Soccorso. E’ stato desiderio di sua Eccellenza fermarsi per il pranzo in compagnia degli altri sacerdoti. Nel pomeriggio ha visitato altre chiese minori appartenenti alla parrocchia di S. Francesco D’Assisi, ovvero la chiesa di S. Leonardo, di S.Giuseppe e del SS. Crocifisso dei Salaci. Durante la messa, che è avvenuta nella chiesa Madre, celebrata da S.E., ha ribadito il motivo della sua visita: continuare l’opera iniziata dal Vescovo Cataldo Naro, spentosi improvvisamente. Suo desiderio era visitare tutte le parrocchie dei paesi della diocesi di Monreale. Così l’attuale Vescovo ha continuato questa visita e avendola conclusa poco prima di Natale; per il nuovo anno si propone di visitare quei paesi in cui era stato il Vescovo Naro ma non lui.
Dopo la messa si è intrattenuto con i membri dei Consigli Pastorali parrocchiali, che si sono costituiti regolarmente in ogni parrocchia la prima settimana di Gennaio, secondo lo statuto promulgato dalla Curia. L’incontro, riservato ai soli membri del Consiglio Pastorale, si è svolto “a porte chiuse”. Durante il suo svolgimento, l’arcivescovo ha ribadito il motivo della sua visita, illustrandone meglio le finalità e gli scopi. Ha evidenziato l’importanza dell’esistenza in ogni parrocchia non solo del Consiglio Pastorale parrocchiale, ma soprattutto del Consiglio per gli affari economici, costituito da tecnici e persone integerrime, pronti a coadiuvare il sacerdote in quello che è l’amministrazione dei beni della parrocchia. Ha anche espresso l’esigenza di ridefinire i territori di ogni parrocchia, perché l’espandersi dei paesi e il numero sempre più elevato di nuove abitazioni, fa sì che una parrocchia non possa più occuparsi come deve dei quartieri a assegnati, sempre più numerosi. Nei prossimi mesi l’arcivescovo Di Cristina visiterà anche gli altri paesi della diocesi in cui non è ancora stato.
Maura Tuzzolino

Napolitano in Calabria. Trovata auto piena di armi: «Atto intimidatorio»

Il Capo dello Stato in visita a Reggio Calabria difende i magistrati, parla di 'ndrangheta e dei fatti di Rosarno. «Guai a pensare che gli immigrati siano portatori di violenza e che i cittadini di Rosarno siano portatori di razzismo». Trovata auto con armi e ordigni, gli esperti antimafia: «Può benissimo essere un atto intimidatorio, una sfida lanciata dalla 'ndrangheta».

Mafia: indagato Cinà, il medico di Riina, che consegnò il papello del boss a Ciancimino

di Salvo Palazzolo
Scatta il primo avviso di garanzia per la nuova inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Palermo sul papello e la trattativa fra le stragi del 1992. È stato notificato al boss Antonino Cinà, il medico di Riina e Provenzano:
il procuratore aggiunto Antonio Ingroia e i sostituti Nino Di Matteo e Paolo Guido sono andati a interrogarlo nel carcere di Parma l´8 gennaio scorso, ma il boss non ha aperto bocca. Adesso è accusato del reato di violenza e minaccia a un corpo politico, amministrativo o giudiziario.Cinà avrebbe «provveduto personalmente a consegnare a Ciancimino» il papello. Massimo Ciancimino ha confermato quanto già il padre aveva messo a verbale nel 1993. Per questa ragione, già in passato Cinà era finito indagato (e archiviato) per lo stesso reato. Ma adesso, nell´inchiesta sulla trattativa ci sono anche «altri - così hanno scritto i pm nell´avviso di garanzia - taluni nella qualità di esponenti di vertice di Cosa nostra, altri quali pubblici ufficiali che hanno agito con abuso di poteri e con violazioni dei doveri inerenti una pubblica funzione». LEGGI TUTTO

Sicilia, no bipartisan al nucleare

PALERMO - La Sicilia boccia il nucleare. Il Parlamento regionale ha approvato all'unanimità un ordine del giorno, presentato da alcuni deputati del Pd, che impegna il governo di Raffaele Lombardo a contrastare qualsiasi ipotesi di installazioni di centrali nucleari nell'isola. Il provvedimento è stato votato da tutti i parlamentari, di maggioranza e opposizione.A sorpresa, dopo alcuni interventi in aula dei deputati, si è espresso a favore anche Lombardo, che finora aveva sostenuto la linea del referendum popolare sull'eventuale decisione del governo di Roma di costruire un sito in Sicilia. "Vedo che c'è un'ampia convergenza sul tema del nucleare - ha detto il governatore - Ci batteremo perchè in Sicilia non si parli nemmeno lontanamente di nucleare". L'odg è stato votato in nottata a conclusione del dibattito sul Lombardo ter, durato circa otto ore.Lombardo comunque ha sostenuto in aula di non avere al momento elementi sulle aree dove dovrebbero essere costruite le centrali ma di aver ricevuto qualche informazione sulle nuove tecnologie e sui sistemi di smaltimento delle scorte. "Ho avuto modo di parlare con il ministro Scajola - ha aggiunto il governatore - Mi ha detto che prossimamente avrebbe incontrato le Regioni perchè potessimo avere elementi di certezza su questi argomenti". Per Lombardo gli aspetti fondamentali sono legati alla sicurezza e alla convenienza.Lombardo ha smentito le voci su Palma di Montechiaro (Ag) come luogo individuato per la creazione di una centrale nucleare. "Nessuna localizzazione, salvo che non siano segrete, è stata formalmente individuata" ha proseguito aggiungendo tuttavia che "i rischi non si riducono enormemente se questa centrale anzichè a Palma di Montechiaro viene collocata a Sibari, a Taranto o a Napoli"."Non si riducono assolutamente - ha concluso - senza considerare che lo Stato autonomo di Malta, che dista una novantina di chilometri dalle coste sud della Sicilia, potrebbe anch'esso dotarsi di una centrale nucleare". Ma dopo aver ascoltato gli interventi dei deputati in aula, Lombardo, che aveva garantito di accogliere l'odg del Pd come raccomandazione, ha espresso parere favorevole all'atto di indirizzo.

mercoledì 20 gennaio 2010

Palermo. Poster con i boss in manette affissi in città. "Omaggio" della Giovane Italia a Borsellino

Palermo si è svegliata questa mattina con decine di manifesti che ritraggono in foto i boss mafiosi Giovanni Nicchi e Domenico Raccuglia in manette e la scritta "Farete tutti questa fine". Un messaggio rivolto ai mafiosi ancora liberi. L'iniziativa è della Giovane Italia, il movimento giovanile del Popolo della libertà, ala ex Alleanza nazionale, che ha sistemato le foto soprattutto davanti alle scuole e alle facoltà universitarie. Un "regalo di compleanno" come dicono loro, al giudice Paolo Borsellino che oggi avrebbe compiuto 70 anni. Raccuglia e Nicchi, considerati rispettivamente numero 2 e 3 di Cosa nostra sono stati arrestati dagli uomini della sezione catturandi della squadra mobile di Palermo il 15 novembre e il 5 dicembre scorsi. Proprio questa mattina la Giovane Italia presenta a Palazzo della Aquile, sede del municipio di Palermo, il documento politico "Gli ultimi colpi per ammazzare la mafia" contenente le proposte su come colpire definitivamente Cosa nostra. Tra queste spicca il divieto di candidare chi è in odor di mafia, ma anche l'istituzione del seggio unico "per bloccare il controllo del voto" e la creazione di presidi permanenti delle forze dell'ordine "nei quartieri a rischio".
(La Repubblica, 19 gennaio 2010)

Manifesti Udc "contro il ribaltone" all'Ars. Nel mirino Lombardo, il Pdl Sicilia e il Pd

di Massimo Lorello
Lumia replica allo Scudocrociato: "Campagna ridicola e paramafiosa"
«Una campagna di informazione e di sensibilizzazione sulla piena attuazione del ribaltone in Sicilia ad opera di Lombardo e dei suoi complici». Così il segretario regionale dell'Udc, Saverio Romano, definisce l'iniziativa dello Scudocrociato che tappezzerà le città siciliane con migliaia di manifesti di protesta contro i nuovi equilibri dell'amministrazione siciliana. «C'è una coppia di fatto in Sicilia - dice Romano - quella tra Mpa e Pdl Sicilia che ha generato un figlio, il Pd. Ebbene, questo matrimonio non s'aveva da fare perché mancava la benedizione degli elettori siciliani ma di loro non si è tenuto conto. Non è un matrimonio d'amore ma di interesse, anzi di affari di bottega, piccola e grande bottega». La «coppia di fatto» con relativo figlio è rappresentata in uno dei due manifesti scelti per la campagna. Nel secondo, invece, è rappresentata una squadra di calcio con la nuova giunta regionale e due allenatori: Marcello Dell'Utri e Giuseppe Lumia, in qualità di vice.
Lumia certo non l'ha presa bene, tanto da definire la campagna pubblicitaria ridicola e paramafiosa. «Romano e Dell'Utri - dice Lumia - sono due facce della stessa medaglia. Saverio Romano ormai è nel panico. La sua crisi sta superando i livelli d'astinenza tipici della dipendenza più avanzata. Senza il governo regionale il suo sistema di potere va a fondo e le sue relazioni mafiose rischiano di ritorcersi contro».

Mafia, progetto di attentato contro Lari. Il procuratore: "Vado avanti con il lavoro"

«Vado avanti nel lavoro con serenità». Così il procuratore di Caltanissetta, Sergio Lari, a proposito della notizia, riportata da “Il fatto quotidiano”, di un progetto di attentato della mafia ai danni del magistrato che ha riaperto le indagini sui mandanti occulti delle stragi del ‘92. «Sono a conoscenza - dice Lari - delle relazioni delle forze dell’o rdine che parlano di un rischio di attentato ai miei danni da quattro mesi: da allora il ministro dell’Interno si è attivato per rafforzare le misure di protezione a mia tutela facendomi assegnare la scorta che ha sostituito la vigilanza semplice. Io comunque vado avanti nel lavoro con la serenità di sempre». In base a quanto riferito in due relazioni della Dia e una dei carabinieri, nel mirino di Cosa nostra sono finiti, oltre a Lari, il suo aggiunto Nico Gozzo e i pm di Palermo Antonio Ingroia e Gaetano Paci, magistrati accomunati dal filone di indagine seguito negli ultimi mesi e relativo al coinvolgimento di settori delle istituzioni nei principali fatti di sangue di Cosa nostra degli ultimi anni. Le informative delle forze dell’ordine si basano su degli anonimi che giungerebbero dal quartiere Brancaccio di Palermo, «regno» incontrastato dei boss Giuseppe e Filippo Graviano e cosca di appartenenza del neopentito Gaspare Spatuzza che, oltre a consentire la riapertura dell’indagine sulla strage di Via D’A melio, ha parlato delle collusioni tra mafia e politica. «Tutto passa da Brancaccio — ha aggiunto Lari — ma su questo non posso aggiungere altro». Si dice tranquillo e assicura che andrà avanti Gaetano Paci: «Ho appreso la notizia alcuni mesi fa. Sono tranquillo perché so che da parte delle autorità responsabili della mia sicurezza, che ringrazio, c’è la massima attenzione», afferma il magistrato della Dda di Palermo. «Per quanto mi riguarda — aggiunge — questo episodio e altri analoghi non influiranno minimamente sul mio impegno e sulla serenità con la quale continuo a svolgere il mio lavoro». Paci, che è presidente della “Fondazione progetto legalità onlus in memoria di Paolo Borsellino”, è stato ricevuto stamani dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel 70/mo anniversario della nascita del magistrato ucciso da Cosa nostra.
(La Repubblica, 19 gennaio 2010)

martedì 19 gennaio 2010

Medio Oriente: della Guerra e d'altri delitti

di Agostino Spataro
E’ tempo di riflessioni e di bilanci- La storiella dell’islamista cattivo e delle bombe buone della Nato- Una terrificante novità- L’Occidente sconosce il dramma dei popoli arabi- Sotto le terre arabe le più grandi risorse, sopra le più grandi miserie- Maledetto petrolio!-
In un vicolo cieco- Andreotti: anch’io sarei diventato un terrorista- Il gioco delle facili attribuzioni- Una conferenza di pace per il Medio Oriente. E’ tempo di riflessioni e di bilanci. Kabul brucia mentre continuano le guerre “preventive” scatenate da Bush e soci in Medio Oriente. A quasi dieci anni dal loro inizio, è tempo di fare un bilancio per capire quali altri disastri ci riserva il futuro e soprattutto se e come uscire dal micidiale pantano nel quale si continuano a bruciare decine, centinaia di migliaia di vite umane ed enormi risorse finanziarie pubbliche. I cittadini hanno diritto di chiederne conto e ragione ai governanti e questi hanno il dovere d’informare e provvedere alle necessarie correzioni. Un bilancio da fare, in primo luogo, in Parlamento che, davvero, non può continuare a tacere e a pagare il conto della crescente spesa per missioni impossibili e comunque dagli esiti deludenti. Mentre in Italia si chiudono fabbriche, scuole, ospedali... LEGGI TUTTO

Corleone. Si è costituito il Comitato "LaStradaPromessa"

Il 16 Gennaio 2010 si è costituito ufficialmente, presso la Sede del Rotary Club di Corleone, il comitato “La Strada Promessa”. Scopo di tale comitato, è quello di creare uno strumento a disposizione dei cittadini finalizzato a portare avanti con determinazione una battaglia di civiltà per la soluzione dei gravi problemi della viabilità del Corleonese. Il comitato, non fa riferimento a nessun colore politico, e si propone di essere rispettoso delle persone e delle istituzioni. Lo stato di degrado e pericolosità in cui versa gran parte della rete stradale provinciale, e in particolare la strada provinciale Corleone – San Cipirello – Partinico, sta mettendo a dura prova i cittadini di questo entroterra da sempre penalizzato negli investimenti relativi alla viabilità e dal susseguirsi di promesse mai mantenute. LEGGI TUTTO

Corleone. La Prociv Arci lancia l'allarme: "E' in corso un movimento franoso lungo la Strada provinciale 75"

Presso la Strada Provinciale SP 75, è in corso un movimento franoso di entità rilevante all'altezza del Km. 1+500. La locazione della SP 75 è la strada che collega dal ponte di CASALE sulla SS 118 verso le Quattro Finaide, per intenderci quella del rally Conca D'oro. Sono state avvertite le autorità competenti sia del Comune di Corleone sia della Provincia per competenza, sia la Sala Operativa della Protezione Civile della Regione Sicilia. Domani, alcuni tecnici della Provincia effettueranno un sopralluogo con i nostri operatori. Il fronte di frana interessa circa 250 ml della strada interessata e si prolunga a monte per circa trecento metri. Abbiamo notato il dissesto di tutta la via, culminando, con il restringimento dell'asse viario, in quanto sovrastato dalla frana stessa. Si evidenziano diverse fratture del manto stradale di notevole importanza, oltre al dislivello discontinuo della stessa. A valle, è presente un fabbricato di proprietà privata che è minacciato da questo evento franoso. Si consiglia alla popolazione di non percorrere la suddetta strada nella direzione indicata in precedenza, per il raggiungimento dei propri poderi o altro, nè di venire a curiosare in quanto la strada non dà la possibilità di manovra per eventuali inversioni di marcia.
PROCIV ARCI "GRIFONE " Corleone

Livesicilia ha intervistato il presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo

Intervista al Presidente Lombardo - I Parte


Da Livesicilia.it

Intervista al Presidente Lombardo - II parte


Da Livesicilia.it

domenica 17 gennaio 2010

Un archivio sulla "Sicilia segreta" dedicato a Giovanni Spampinato, il cronista dell'Ora ucciso dalla mafia

Nasce a Ragusa l'Archivio "Giovanni Spampinato" sulla Sicilia "segreta", con una raccolta di documenti, cartacei e digitali, di facile consultazione, accessibile on-line, sugli anni della strategia della tensione, "per documentare le attività eversive, gli episodi di violenza politica, i traffici illeciti e i fatti di sangue che si verificarono nell'Isola con un intreccio ancora non del tutto chiarito con la criminalità mafiosa e con le attività politico eversive della strategia della tensione che insanguino' l'Italia alla fine degli anni Sessanta e all'inizio degli anni Settanta". Con particolare attenzione, saranno ricostruiti gli avvenimenti che si verificarono nelle province di Ragusa, Siracusa e Catania, ovvero gli episodi di violenza politica, le attivita' eversive, i traffici illeciti e i fatti di sangue nella Sicilia orientale, di cui si occupo' in particolare il giornalista del quotidiano 'L'Ora' di Palermo, Giovanni Spampinato, assassinato il 27 ottobre 1972 e alla memoria del quale e' stato proposto di intitolare un premio giornalistico."Raccogliere e rendere accessibile questa documentazione è necessario per far conoscere con cognizione di causa a ogni cittadino, e in particolare ai più giovani che non li hanno vissuti direttamente, i gravi avvenimenti che si verificarono in quegli anni - sottolinea il giornalista Alberto Spampinato, presidente dell'associazione intitolata a suo fratello - E' inspiegabile che dopo quarant'anni nessuno abbia avvertito l'esigenza di dare vita ad una simile raccolta pubblica di documenti. Gli archivi privati finora disponibili sono incompleti, parziali, nella maggior parte dei casi difficili da consultare e non sono in grado di soddisfare le esigenze dei ricercatori interessati a queste vicende e dei cittadini che vogliono farsi un'opinione basata sulla conoscenza dei fatti".

Istruzione, ambiente, occupazione: Sicilia fanalino di coda del Paese

L´Istat dipinge il deserto siciliano. Il quadro d´insieme degli aspetti economici, sociali, demografici e ambientali presentato pochissimi giorni fa dall´istituto di statistica, per la prima volta descrive in maniera precisa la distanza che intercorre tra la Sicilia, il resto delle regioni italiane e l´Europa. "Noi Italia", la pubblicazione che contiene 100 statistiche sul nostro Paese, può aiutare a comprendere quanto l´Isola sia lontana dalle realtà più sviluppate e quali siano i temi e gli ambiti sui quali sono necessari gli interventi più urgenti. Ecco, divisa per capitoli, l´impietosa fotografia della Sicilia rispetto all´Italia e in alcuni casi all´Europa scattata dalla ricerca comparativa dell´Istat.
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Annuncio del sindaco «Il Palermo a Corleone». Iannazzo chiamerà Zamparini

Il sindaco di Corleone, Antonino Iannazzo, invita il presidente del Palermo Maurizio Zamparini a costruire un nuovo centro sportivo rosanero nella sua città, dopo che la società di viale del Fante aveva espresso l'intenzione di realizzare la nuova struttura nel comprensorio. «Ritengo Zamparini un grande imprenditore - dice Iannazzo - che molto ha fatto e moltissimo sta facendo per il Palermo ed è per questo che lo invito ufficialmente a visitare le splendide zone tra Corleone e Ficuzza, dove potrebbe sorgere un centro sportivo moderno e all'altezza di un club blasonato di serie A». «Nei prossimi giorni - conclude Iannazzo - chiamerò il presidente Zamparini per invitarlo nella nostra città».

sabato 16 gennaio 2010

A 42 anni dal sisma, i sindaci del Belice protestano a Roma per la ricostruzione

Chiudere la partita dei finanziamenti per la ricostruzione dei comuni della Valle del Belice distrutti dal terremoto. A 42 anni dal sisma del 14 gennaio 1968, tornano di attualita' i danni subiti dai comuni compresi nel triangolo Agrigento-Trapani-Palermo. Oggi una delegazione composta da 21 sindaci dei paesi investiti dal terremoto si sono presentati a Roma, armati di buona volonta' e di una candela per "chiedere che si faccia luce sulla realta' della ricostruzione che non si e' ancora conclusa", ha spiegato di fronte alla Camera il portavoce dei sindaci, Vito Bonanno, primo cittadino di Gibellina, uno dei comuni maggiormente danneggiati dal terremoto. In ballo ci sono qualcosa come 533 milioni di euro, 400 destinati all'edilizia privata e 133 (ma la cifra andrebbe rivalutata fino a 140 mln) per l'urbanizzazione e il completamento delle opere pubbliche. LEGGI TUTTO

Anche a Corleone emergenza maltempo: una frana ha bloccato la via Dalla Chiesa

E' stato diramato l'allerta maltempo da parte della Protezione Civile per le prossime 24/36 ore, con rischi di nubifragi e forti venti. Questo è l'allarme ricevuto via sms e via fax da parte della Regione Sicilia, Dipartimento di Protezione Civile, per la giornata del 15 gennaio. Ieri eravamo tutti pronti a qualsiasi evenienza potesse accadere, sia noi volontari della PROCIV-ARCI “GRIFONE”, sia gli altri enti preposti. Qui a Corleone, a parte un evento franoso, avvenuto nella zona di San Calogero, che ha bloccato la strada provinciale, subito liberata dai detriti, possiamo dire di non aver registrato ulteriori emergenze.
Oggi invece alle 11:30, in contrada Punzonotto, all'inizio della via Carlo Alberto Dalla Chiesa, che porta alla palestra comunale e alle case popolari, proprio sotto la riserva idrica, è avvenuto uno smottamento del terreno, che ha abbattuto il muro d sostegno in cemento a monte della strada.
Appena ci siamo accorti dell'accaduto, siamo intervenuti a bloccare la via d'accesso e abbiamo allertato le autorità. Nell'immediato sono intervenuti i Vigili Urbani di Corleone che hanno bloccato il transito in entrambi i sensi di marcia. Presenti anche il Sindaco Iannazzo, l'Assessore alla Protezione Civile Giandalone, il Vicesindaco Siragusa, i tecnici e gli operatori Comunali. Durante la nostra presenza sul posto, abbiamo assistito ad un ulteriore smottamento, che ha fatto abbattere un altra sezione del muro di sostegno. Da una verifica a monte della frana, si sono notate le ulteriori fratture del movimento franoso che è molto più ampio del fronte già ceduto.
PROCIV-ARCI “GRIFONE”

Schillaci, capogruppo Pd a Corleone: "La Provincia deve mantenere gli impegni di ammodernamento della strada Corleone-S.Cipirello-Partinico

NON SI PUO’ LASCIARE LA COMUNITA’ CORLEONESE IN STATO DI ABBANDONO. IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA ASSIEME AI SUOI CONSIGLIERI DELLA ZONA E ALL’ASSESSORE ALLA VIABILITA’ SONO VENUTI IN POMPA MAGNA IL 30 DI GIUGNO DEL 2009 A PROMETTERE E GARANTIRE INTERVENTI IMMEDIATI LUNGO LA S.P. 2 ED SP4 CHE COLLCORLEONE A SAN CIPIRELO E PARTINICO. HANNO GARANTITO CHE ENTRO SETTEMBRE AVREBBERO SPESO 200.000 MILA EURO PER INTERVENTI DI MANUTENZIONE ED ENTRO DICEMBRE 2 MILIONI DI EURO PER RIFARE L’INTERO MANTO STRADALE. LEGGI TUTTO

In Sicilia la bandiera dell'autonomia non ci salverà dal tracollo socio-economico

di Francesco Palazzo
L´amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, stavolta da Detroit, è stato più chiaro e meno caustico dell´ultima volta. Qualche settimana fa aveva chiosato che tutto si poteva risolvere spostando la Sicilia e portandola vicino al Piemonte e alla Lombardia.
Adesso ci dice che spesso i produttori non fanno sino in fondo i conti con la crisi, al posto di chiudere gli impianti li tengono aperti in cambio di fondi pubblici. Ha parlato di nazionalismo economico. Nel caso della Regione siciliana, che ha già sventolato sotto il naso della Fiat un assegno da quattrocento milioni di euro, da investire in infrastrutture, per scongiurare la chiusura dello stabilimento di Termini, si può parlare di regionalismo economico guidato dalla mano pubblica. Su questo la politica regionale si trova sempre tutta d´accordo. LEGGI TUTTO

Domani il segretario del Pd Pierluigi Bersani sarà a Caltagirone per ricordare don Luigi Sturzo

Il Segretario nazionale del Partito democratico, Pier Luigi Bersani, sarà in Sicilia domani, domenica, 17 gennaio, per partecipare al convegno su Luigi Sturzo che si terrà a Caltagirone, in occasione del 91° anniversario dell’appello ai liberi e forti. Interverranno anche il Segretario regionale del Pd, Giuseppe Lupo e Pierluigi Castagnetti, presidente dell’associazione “I Popolari”. L’appuntamento è alle 10 al cine teatro Sant’Anna di Caltagirone. Spunto di discussione sarà il “Manuale del buon politico”, in cui sono raccolti pensieri, riflessioni, considerazioni, fra politica ed etica, di Luigi Sturzo, dall'esilio al suo rientro in Italia sino alla morte. Il ricordo dell’insegnamento di Luigi Sturzo, proseguirà lunedì, 18 gennaio, con due appuntamenti. Alle 10, nell’aula magna della facoltà di Scienze Politiche di Catania, si terrà un incontro sul tema “Luigi Sturzo e la Costituzione”, al quale parteciperanno i parlamentari del PD Pierluigi Castagnetti e Giovanni Burtone, Uccio Barone e Giuseppe Bellia; alle 17,30, all’auditorium San Domenico di Caltagirone si terrà la rappresentazione di “Le tre male bestie – Dialoghi nella storia di Luigi Sturzo”, letture del testo teatrale tratto dai dialoghi scritto da Salvatore Lupo a Anna Lucia Denitto nell’ambito del progetto “Storie interrotte. Il Sud che ha fatto l’Italia”. Ne discuteranno Leandra D’Antone, docente dall’Università “La Sapienza” di Roma; Gianni Zavatteri, responsabile progetto culturale C.E.I. della Diocesi di Caltagirone; Pierluigi Castagnetti, presidente dell’associazione “I Popolari”.
16 Gennaio 2010

Corleone. Con una donazione dei giovani democratici toscani è stata realizzata una porta a vetri nella sede della coop Lavoro e non Solo

Da ieri vi è un nuovo ingresso nel bene confiscato alla mafia di Via Crispi a Corleone sede della sede della Cooperativa Lavoro e Non Solo e del Circolo Arci Liberarci dalle Spine. Infatti a seguito di una donazione pervenuta dai Giovani Democratici Toscani è stato possibile realizzare una porta di legno con vetri sagomati all'interno della saracinesca. Quindi ancora una volta è stato possibile fare un passo avanti verso uno status di cambiamento nel migliorare la logistica e l'aspetto estetico del bene confiscato. Un atto concreto e utile pervenuto da una organizzazione giovanile di un partito politico. Chissà cosa penseranno i fratelli Grizzaffi nella loro cella alla notizia, che sicuramente giungerà loro, che oltre all'associazionismo e al movimento cooperativo anche un partito politico si interessa delle loro proprietà a Corleone…
Maurizio Pascucci
Esecutivo Arci Toscana
Coordinatore Progetto Liberarci dalle Spine

venerdì 15 gennaio 2010

Corleone. Mercoledì prossimo seduta straordinaria del consiglio comunale sui ritardi dei lavori di manutenzione della Corleone-Mare

Sull'intransitabilità della strada Corleone-S.Cipirello-Partinico (vedi foto)il consiglio comunale di Corleone si riunirà in sessione straordinaria mercoledì 20 gennaio. L'hanno deciso tutti i capigruppo d'intesa col presidente. Alla seduta sono stati invitati il presidente Giovanni Avanti, l'assessore alla viabilità Gigi Tomasino e tutti i consiglieri provinciali. Sicuramente si svilupperà un confronto molto "duro", perchè ormai i "buchi" lungo la SP$ e la SP2 ogni giorno provocano incidenti, alcuni anche mortali. Il 30 giugno dello scorso anno, presentando il faraonico progetto di rifacimento della Corleone-Mare (250 milioni di euro la spesa prevista), proprio Avanti e Tomasino si erano impegnati a spendere entro il 30 settembre 200 milia euro ed entro il 31 dicembre 2 milioni di euro da destinare alla manutenzione straordinaria dei punti più critici del tracciato. Fin'ora, però, non è stato effettuato nessun intervento.
Nel mentre, la Commissione Controllo e Garanzia della Provincia Regionale di Palermo, presieduta da Giusi Scafidi (IdV), ha deciso di convocare il responsabile del settore viabilità per sentire le motivazioni sui ritardi di intervento sulla S.P.2 e S.P.4, la cosiddetta “Corleone-Mare”. La grave situazione viaria smentisce l'impegno assunto sul faraonico piano strategico presentato a Giugno 2009 dal Presidente Giovanni Avanti a Corleone, il quale aveva assicurato a breve l'inizio lavori per garantire la percorribilità della strada, ormai intransitabile. «Pertanto - dice Scafidi - vorrei invitare il Presidente della Provincia ad attivarsi per indirizzare la spesa pubblica sulle vere priorità, che sono la messa in sicurezza dei territori e le infrastrutture, mettendo da parte protagonismo e autocelebrazioni».

Delitto di Corleone, forse filmati i killer di Romeo

Potrebbero essere ad una svolta le indagini per l'omicio di Nicolò Romeo, l'allevatore ucciso lunedì a colpi di fucile nelle campagne vicino Corleone. I killer infatti potrebbero essere stati ripresi dalle telecamere, piazzate un pò per tutto il paese da istituti di credito, negozi, ufficio postale e per questo motivo i carabinieri visioneranno le immagini riprese la mattina del giorno del delitto. Un esame a vasto raggio potrebbe dare un risultato a sorpresa. Di certo la macchina con cui viaggava Romeo, un grosso Suv, non passava inosservata, e già dentro il paese potrebbe avere avuto alle costole i suoi sicari. Ulteriori approfondimenti sul Giornale di Sicilia in edicola oggi. (gds.it)
NELLA FOTO: Nicolò Romeo

Marchionne (Fiat): "Termini Imerese chiuderà". Rinaldini (Cgil): "Arroganza intollerabile"

DETROIT - Termini Imerese "non è in grado di competere": la decisione di chiuderlo "è irreversibile". L'amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, dal palco dell'Automotive News World Congress, ribadisce la posizione del Lingotto e precisa: la Fiat è un'azienda e ha le responsabilità di un'azienda. Non ha le responsabilità di un governo, è il governo che deve governare. "Siamo il maggiore investitore in Italia, ma non abbiamo la responsabilità di governare il paese". La precisazione è arrivata dopo che una voce di protesta si era alzata dalla platea del convegno affermando: "Fiat-Chrysler una vergogna" per la vertenza dello stabilimento siciliano. Una piccola protesta che interrompe l'intervento di Marchionne per alcuni istanti.
Le dichiarazioni dell'amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, hanno gettato benzina sul fuoco, creando ulteriore preoccupazione tra i lavoratori di Termini Imerese. La decisione "irreversibile" della chiusura di Termini è di una "arroganza intollerabile". Lo afferma il segretario generale della Fiom, Gianni Rinaldini, sottolineando che è necessario proclamare "uno sciopero generale del gruppo, non solo dell'auto entro gennaio". A breve inizierà la riunione unitaria di Fiom, Fim, Uilm e Fismic sulle iniziative di lotta contro la chiusura di Termini e quindi la quantità di ore di sciopero saranno decise in questa sede. "Noi proponiamo otto ore - ha detto Rinaldini - gli altri due-quattro, discuteremo ma è importante che lo sciopero sia di tutto il gruppo ed entro la fine del mese".

giovedì 14 gennaio 2010

Prizzi. Nostra intervista all'ex assessore Rosetta Faragi: "Il comune è in una situazione di stallo!"

di Maura Tuzzolino
Qual è il suo giudizio sull’attuale situazione politica all’interno del Comune di Prizzi?
Ritengo che si stia assistendo ad una situazione di stallo assoluto dovuta, sia alla mancanza di scelte politiche chiare e precise, sia alla mancanza di una salda maggioranza consiliare.

Perché secondo lei all’interno del Comune di Prizzi si assiste a questo immobilismo politico?
Perché l’attuale Sindaco è ricattato da alcune forze politiche e da alcuni personaggi che non hanno a cuore l’interesse generale del Paese ma semplicemente curano interessi particolari. LEGGI TUTTO

La riflessione di un socialista nel decennale della morte di Bettino Craxi...

di PIETRO ANCONA
Il 12 luglio del 1976 mi trovavo a Roma per una riunione della CGIL. Saputo che all'Albergo Midas era riunito il Comitato Centrale del PSI decisi di andarci. Nella Hall dell'albergo c'erano i socialisti che passeggiavano a gruppetti forse in una pausa dei lavoro. Solo, seduto su un divano, c'era Francesco De Martino che rosicchiava nervosamente uno stecchino. Era di un pallore che tralignava nel giallo. I maggiorenti socialisti che fino a ieri si piegavano in due per ossequiarlo gli camminavano davanti come se fosse parte della tappezzeria. Mi fece davvero una fortissima impressione questa scena dal vivo di una congiura di palazzo con defenestrazione del Segretario del Partito. Francesco De Martino aveva guidato il Partito con grande onestà personale ma altrettanta indolenza. Era troppo uomo di studi per farsi assorbire completamente dai gravosi impegni della sua carica. Gli piaceva andare a caccia allevare canarini ed insegnare storia del diritto romano di cui era uno dei più grandi cultori. LEGGI TUTTO

Col contributo di studiosi siciliani, nascerà in Congo un Museo storico ed archeologico dell'Africa

Un ponte culturale legherà la Sicilia al cuore dell’Africa. Lo stanno costruendo studiosi siciliani di archeologia, con il patrocinio della Regione Siciliana, in sintonia con la Repubblica democratica del Congo. Tra i promotori, l’Archeoclub Corleonese, con il supporto dell’unione dei comuni del corleonese Il progetto, denominato “ArcheoAfrica”, ha come obiettivo la costruzione a Kinshasa di un grande museo di Archeologia, storia ed arte, che sarà chiamato “ Historic and Antropologic Pan African Museum”. La prima missione di scavi sul territorio congolese è partita nel giugno del 2008, la seconda avrà inizio il prossimo 3 febbraio. Parallelamente alle iniziative archeologiche e squisitamente culturali, sono previsti scambi commerciali ed attività solidali. LEGGI TUTTO

L’influenza A/H1N1 ha fatto un gran bene... alle aziende farmaceutiche di tutto il mondo!

E’ cominciata così, con una notizia che ha tenuto in ansia il mondo intero: più di 170 i casi di influenza suina accertati, larghissima parte dei quali concentrati in Messico, unico Paese dove il nuovo virus ha provocato la morte. 1.650 sono le persone ricoverate in ospedale con i sintomi del virus A/H1N1. Poi è arrivato l’altro allarme: il virus si espande, è arrivato in Europa, dopo avere superato, nelle Americhe, i confini del Messico per toccare California, Texas e Kansas. Da allora si è scatenato il putiferio. LEGGI TUTTO

mercoledì 13 gennaio 2010

Massimo Ciancimino: «Nel covo di Totò Riina c'erano carte da far crollare l'Italia»

di ATTILIO BOLZONI e FRANCO VIVIANO
Gli interrogatori del figlio di don Vito, desecretati 23 verbali: è questa la ragione per cui il nascondiglio non fu perquisito. «Moro, i servizi dissero alla mafia: non intervenite. Ustica, fu un aereo francese»
PALERMO - Il covo di Totò Riina non l'hanno mai perquisito "per non far trovare carte che avrebbero fatto crollare l'Italia". E la cattura del capo dei capi è stata voluta da Bernardo Provenzano dentro quella trattativa che, fra le uccisioni di Falcone e di Borsellino, la mafia portò avanti con servizi segreti e ufficiali dei reparti speciali dei carabinieri. É la "cantata" di Massimo Ciancimino, quinto e ultimo figlio dell'ex sindaco di Palermo, sui misteri siciliani. LEGGI TUTTO

martedì 12 gennaio 2010

Corleone. Stupore e paura in città dopo l’agguato mafioso a Nicola Romeo che in molti conoscevano come commerciante

Stupore e paura in città dopo l’agguato mafioso a Nicola Romeo che in molti conoscevano come commerciante. Il timore che possano tornare i tempi bui delle guerre di mafia è ancora vivo tra i cittadini. Le uova dell’Alizoo, sono in vendita in numerosi supermercati e negozi in città, ed anche Nicola Romeo era conosciuto; sino a poco dopo le 13 di lunedì, si era fermato in un’officina di Corleone per far controllare il suo Suv, dopo aver visitato per motivi di lavoro alcuni negozi. Preoccupato, ma fiducioso nell’opera delle forze dell’ordine e della magistratura, il sindaco di Corleone Nino Iannazzo: «Nonostante i traguardi raggiunti dalle forze dell’ordine con la cattura dei superlatitanti degli ultimi mesi – ha dichiarato il primo cittadino – non bisogna abbassare la guardia. E’ preoccupante che si verifichi nel nostro territorio un omicidio così efferato che dimostra quanto ancora le cosche costituiscono un pericolo per la collettività. Questo omicidio stride con la Corleone che esprime ogni giorno la volontà di cambiare con atti concreti; ed è in questo momento che diciamo con forza che indietro non si torna. Lo diciamo insieme ai giovani che lavorano sui terreni confiscati ai boss, beni che il comune ha tempestivamente assegnato alle cooperative sociali». «Non è facile capire cosa ci sia dietro l’assassinio di Romeo – dice Dino Paternostro, segretario della Camera del lavoro e direttore di Città Nuove – anche perché, con tutti i grandi boss mafiosi in carcere, sembra di assistere ad una “balcanizzazione” della mafia. Non bisogna abbassare la guardia. Anzi, la società civile, le organizzazioni sindacali, le forze politiche e le istituzioni devono far fronte comune per contrastare la violenza e affermare i valori della legalità e dello sviluppo».

Nei giorni scorsi Nino Iannazzo, dopo l’attentato alla Procura della Repubblica di Reggio Calabria aveva inviato un messaggio di solidarietà ai magistrati impegnati nella lotta alla “ndrangheta”. Michele Prestipino e Giuseppe Pignatone, come si ricorderà, sono cittadini onorari di Corleone dal 2006, così come il P.M. Marzia Sabella, che ieri ha effettuato la ricognizione sul luogo del delitto di Nicola Romeo nei pressi di Borgo Schirò. Proprio ieri era arrivata la risposta di Michele Prestipino che in una breve nota indirizzata a Iannazzo così ha scritto «Nel ringraziarla con sincero affetto per l’attenzione e la vicinanza, ricordo Lei e Corleone con grande nostalgia e vivo apprezzamento per quanto state facendo».

Cosmo Di Carlo

NELLA FOTO. I Ris dei Carabinieri sulla scena del delitto fino a tarda sera

Sicilia, un lavoratore su tre è in nero

di Giorgio Petta
«E' una piaga, ma l'eccessivo costo della manodopera e degli oneri danneggia le aziende». Palermo. Tra l'incudine e il martello. Da un lato, la crisi economica; dall'altro, l'intermediazione parassitaria, come dimostra la protesta dei produttori agricoli che si sono incatenati al mercato ortofrutticolo di Vittoria. In mezzo la concorrenza sleale di chi utilizza e sfrutta il lavoro in nero, compreso quello degli immigrati regolari e clandestini. Non c'è speranza per chi in Sicilia vuole occuparsi di agricoltura nella trasparenza e nella legalità. Perché tutto diventa enormemente complesso mentre i margini di sopravvivenza aziendale si riducono – complici le esposizioni bancarie e previdenziali, i danni del maltempo in attesa di risarcimento, i ritardi delle erogazioni comunitarie – con una progressività inarrestabile. LEGGI TUTTO

lunedì 11 gennaio 2010

L'omicidio di Nicolò Romeo nelle campagne di Corleone. Fucilate per rompere la tregua?

Gli ultimi omicidi di Cosa nostra nella zona, il feudo dei boss corleonesi, risalgono a oltre 10 anni fa. Le vittime portano i nomi di Giuseppe e Giovanna Giammona e del marito Francesco Saporito, uccisi nel ‘95 dal primogenito di Totò Riina. Giovanni, al suo debutto da killer, e di Giuseppe La Franca e Emanuele Di Maggio, fratello del pentito Balduccio, assassinati nel ‘97 e nel ‘98. Una lunga tregua, quella che ha regnato nelle terre di Riina e Bernardo Provenzano, interrotta questo pomeriggio da un delitto che gli inquirenti definiscono di chiara matrice mafiosa. A colpi di fucile è stato ammazzato Nicolò Romeo, 72 anni, imprenditore originario di Altofonte, residente a Palermo, che gestiva, assieme al fratello Salvatore, un grosso mangimificio. LEGGI TUTTO
L'IMPERO "ALIZOO" dei Romeo

Corleone, morto d'infarto il primario di Medicina

Corleone - La città è in lutto per la scomparsa prematura del dottor Francesco Cagnina primario di medicina generale del Presidio Ospedaliero dei Bianchi di Corleone e del Regina Margherita di Palazzo Adriano, avvenuta ieri mattina per un infarto. Il medico era conosciuto ed apprezzato per la sua grande umanità e professionalità in tutto il comprensorio del corleonese ed avrebbe compiuto 57 anni il prossimo 19 aprile. In servizio sin dal 1979, ha prestato la sua attività lavorativa prima presso l’ospedale di Carini, poi presso l’ospedale Ingrassia di Palermo. Dal maggio del 2000 ha ricoperto l’incarico di primario di medicina del “Regina Margherita” di Palazzo Adriano e dal maggio 2005 anche dell’ospedale dei Bianchi di Corleone. Il gran lavoro ed il senso di responsabilità lo portavano a trascorrere spesso le festività nei nosocomi dove prestava servizio, facendosi raggiungere dai familiari per non lasciare soli i pazienti e concedere qualche giorno di riposo ai suoi colleghi, come del resto fanno altri medici in questi “ospedali di frontiera”. “E’ un giorno triste, di lutto per la nostra comunità – ha dichiarato il sindaco Nino Iannazzo – il dottore Francesco Cagnina con la sua signorilità ha incarnato il ruolo del medico-galantuomo d’altri tempi, sempre vicino ai nostri cittadini nella malattia, confortandoli e curandoli. Siamo vicini alla famiglia ed al personale sanitario dei presidi di Palazzo Adriano e Corleone”.
Cosmo Di Carlo

E' certo, Nicolò Romeo è stato ucciso a Borgo Schirò. Indaga la magistratura antimafia

Omicidio nel Palermitano. Ormai è certo: è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco Nicolò Romeo, 72 anni, trovato morto poco dopo le 14, lungo la provinciale che da Monreale conduce a San Giuseppe Jato. Sul luogo del delitto si è recato il sostituto procuratore Marzia Sabella, componente della Dda di Palermo. E’ stato il medico legale a sciogliere gli ultimi dubbi, eliminando l’ipotesi che il pensionato, rinvenuto con una profonda ferita alla testa, potesse essere rimasto vittima di un incidente stradale. I carabinieri del gruppo di Monreale stanno completando gli accertamenti nella località Borgo Schirò dove l’uomo è stato trovato senza vita. Romeo, incensurato, era alla guida della sua Volkswagen Tuareg e stava percorrendo la strada provinciale 4 Palermo-Corleone. Romeo, che sull'autovettura era solo, risulta incensurato ed è fratello di Salvatore, titolare dell’Azienda “Alizoo” (nella foto), e di Gaetano, scomparso nel 1997 probabilmente col metodo della "lupara bianca". Almeno fino al 2005, anche Nicolò Romeo risultava titolare dell’Azienda “Alizoo Torre dei Fiori”, con sede lungo la SP 4 San Cipirrello-Corleone. Dai “pizzini” trovati nella masseria di “Montagna dei cavalli, dove l’11 aprile del 2006 fu arrestato il boss mafioso Bernardo Provenzano, pare che questa Azienda pagasse il “pizzo” a Cosa Nostra. Fino al 2008 il comune di Corleone aveva stipulato una convenzione con Alizoo per abbattere i costi di macellazione degli allevatori e dei macellai, al centro di una polemica in consiglio comunale.
Il Comune di Corleone ha una convenzione con una ditta che paga il pizzo a Cosa Nostra?
Corleone, i retroscena della convenzione col mattatoio "Alizoo" di Torre dei Fiori

domenica 10 gennaio 2010

Rosarno, l'omelia di don Pino: "I cristiani aiutano chi sbaglia"

dal nostro inviato DANIELE MASTROGIACOMO
Nel Duomo molti più fedeli del solito e il sacerdote sottolinea che mancano gli immigrati. "Erano come voi, con la pelle più scura, venivano dall'Africa. Non ci sono perché li hanno cacciati". "Se siamo pronti alle violenze nei confronti dei più deboli, allora non veniamo più in chiesa".
ROSARNO - E' domenica, giorno di festa ma anche di preghiera. E di riflessione. La città si sveglia un po' stordita, confusa e incerta. Le violenze dei giorni scorsi, la caccia all'emigrante che è proseguita ancora nella notte hanno lasciato il segno. Nella parte bassa di Rosarno, le ruspe dei vigili del fuoco sono già al lavoro. Smantellano con i loro lunghi bracci dentati le mura fatiscenti di Rognetta, il piccolo campo dove vivevano trecento immigrati africani. LEGGI TUTTO


Guglielmo Epifani, segretario generale della Cgil: «A Rosarno non deve morire il sogno di un'Italia giusta»
di Rinaldo Gianola
A Rosarno gli italiani sparano contro i lavoratori stranieri. È una tragedia non solo per chi vive direttamente questi fatti, ma per il Paese: perdiamo la capacità di vivere insieme, di comprendere i problemi degli altri, di rispettare le diversità, i diritti, i nostri valori. Guglielmo Epifani, leader della Cgil, commenta amaramente le notizie che arrivano dalla Calabria. LEGGI TUTTO

"Sono stati i rampolli della 'ndrangheta a sparare sui migranti di Rosarno

"A sparare agli immigrati sono stati sicuramente uomini della 'ndrangheta, per dimostrare che sono loro a controllare il territorio". Non usa mezzi termini il sostituto procuratore alla Procura nazionale antimafia, Alberto Cisterna che, in un'intervista al quotidiano della Cei, Avvenire, ricostruisce la dinamica dei fatti di Rosarno. "Quando la gente si è sentita aggredita - spiega - si è rivolta ai mafiosi che sono stati costretti ad intervenire perché non possono perdere la faccia". "Così - racconta Cisterna - hanno mandato qualche squadraccia di giovani killer, che hanno sempre a disposizione", per incutere terrore. Il problema di sempre, secondo il magistrato, è che "la gente si rivolge a loro, nel senso che sono loro la 'gente' che ha sparato giovedì scorso addosso agli immigrati. Sono i rampolli di mafia", ha detto Cisterna. "Ogni volta che una minoranza crea difficoltà, scatta il raid. Tutti i giovani delle famiglie mafiose della Piana di Gioia Tauro vanno in giro armati, fin da ragazzi. A qualcuno di loro - ha concluso il magistrato - sarà venuto in mente di sparare agli immigrati mentre passavano, così, 'per sport', ma non hanno messo in conto la reazione".

sabato 9 gennaio 2010

Riprende la «caccia al nero». Fuga da Rosarno. Nuovi incidenti. L'ombra delle cosche sulle violenze

Dopo la caccia all'africano, con scene di guerriglia urbana, sprangate e agguati ai migranti, a Rosarno torna la calma. Ma dura poco: ancora spari contro i migranti: ferito da due persone in motorino un extracomunitario; un altro preso a colpi di spranga. Trasferiti negli ex Cpt di Crotone e Siderno 350 immigrati. Sgomberato il rifugio-lager la "Rognetta". Ma i cittadini calabresi continuano ad invocare "vendetta" e istituiscono posti di blocco: centinaia di extracomunitari hanno lasciato Rosarno e un gruppo è assediato in un casolare. Oggi arriva la task force del Viminale. Un parente di un boss della 'ndrangheta coinvolto nella battaglia di Rosarno. Le cosche dietro le violenze? "Pista al vaglio degli investigatori", dice il prefetto Luigi Varratta. E in rete riparte il tam tam per lo sciopero degli immigrati del primo marzo: su facebook più di dodicimila adesioni. «La rivolta di Rosarno è la quarta degli africani in Italia contro le mafie. Mi piace sottolineare che gli africani vengono in Italia a fare lavori che gli italiani non vogliono più fare e a difendere diritti che gli italiani non vogliono più difendere», ha detto Roberto Saviano al Tg3. Siamo d’accordo con lui. Noi stiamo a fianco dei neri d’Africa e contro i razzisti italiani e la ‘ndrangheta calabrese.
Dino Paternostro
LA VITA INFAME DEI NERI D'AFRICA
Dichiarazione di Paolo Beni e Filippo Miraglia (Arci) sui fatti di Rosarno:
"In Calabria clandestino è lo Stato..."