giovedì 18 novembre 2010

Maroni all'attacco: "Ora tocca a Messina Denaro e Zagaria". E polemizza con Saviano

Il ministro Roberto Maroni
ROMA - Dopo l'arresto di Antonio Iovine "ne mancano solo due: Matteo Messina Denaro e Michele Zagaria, il cerchio si sta stringendo". Lo dice il ministro dell'Interno, Roberto Maroni nel corso di una conferenza stampa a palazzo Chigi. L'arresto di Iovine, ha ribadito Maroni è un "risultato eccezionale e straordinario" che segna un "altro punto a favore dello Stato". L'infiltrazione della criminalità nel Nord Italia è "una realtà purtroppo evidente". Lo ha detto il ministro dell'Interno Roberto Maroni a palazzo Chigi, criticando quanto scritto da alcuni quotidiani che hanno "contrapposto" la relazione della Dia al Parlamento al titolare del Viminale. "Per amore di giustizia e di verità - dice il ministro - devo sottolineare che alcuni giornali hanno presentato una notizia un po' comica e cioè che la relazione della Dia al Parlamento confermerebbe alcune tesi contro quelle del ministro dell'Interno". "È comica - aggiunge - perché l'ho firmata io e poi l'ho inviata al parlamento il 9 novembre come ha sempre fatto il ministro dell'Interno dal 1994". Quindi "non c'è nessuna contrapposizione". Quella del governo è "l'antimafia dei fatti e dei risultati, cui mi onoro di appartenere", questo il commento conclusivo di Maroni.

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