lunedì 8 novembre 2010

Legambiente: "Il 70% della Sicilia a rischio"

MESSINA - "Sono 273 i comuni siciliani a rischio frane o alluvioni, ossia il 70% del totale". Sono i dati che emergono dal dossier sul dissesto idrogeologico in Sicilia presentati da Legambiente. "Il primato di provincia più fragile va a Caltanissetta - si legge nel dossier - con l'86% dei comuni classificati a rischio, seguono Messina, con l'84% dei comuni, e Agrigento e Trapani, entrambe con il 79% delle municipalità esposte al pericolo di frane e alluvione. Il 90% dei comuni ha abitazioni nelle aree golenali, negli alvei dei fiumi o in aree a rischio frana, il 54% delle amministrazioni presenta addirittura interi quartieri in zone a rischio, mentre il 67% ha edificato in tali aree strutture e fabbricati industriali. Ancora, nel 29% dei casi sono presenti in zone esposte a pericolo anche strutture sensibili, come scuole e ospedali". Complessivamente, tra abitazioni, strutture industriali e strutture sensibili si può stimare che nei 273 comuni siciliani classificati a rischio dal Ministero dell'Ambiente e dall'Upi, ci siano oltre 180mila persone quotidianamente esposte a pericolo". "Preoccupante - prosegue il dossier - la situazione della messa in sicurezza del territorio: solo nel 8% dei casi sono state avviate iniziative di delocalizzazione di abitazioni dalle aree più a rischio. Tra le amministrazioni comunali siciliane a rischio, quasi nove su dieci non svolgono ancora un lavoro complessivamente positivo di mitigazione del dissesto idrogeologico". Emergono in negativo i comuni di Bolognetta (Pa) e Ravanusa (Ag), che pur avendo abitazioni, industrie e interi quartieri presenti in aree a rischio non hanno avviato alcun intervento di delocalizzazione, nè si sono dotati dei necessari strumenti per organizzare un buon sistema locale di Protezione civile.

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