lunedì 15 novembre 2010

Giovanni Impastato scrive a Einaudi: "L'amicizia per Roberto Saviano non pregiudica la richiesta che venga ristabilita la verità dei fatti"


Giovanni Impastato

Dopo la lettera con cui Giulio Einaudi ha respinto la richiesta di ritiro dal commercio e di rettifica del libro "Parole contro la camorra" di Roberto Saviano, avanzata da Umberto Santino, presidente del Centro Impastato, Giovanni Impastato lo scorso 8 novembre ha scritto all'editore la lettera che di seguito pubblichiamo: E’ vero, come da Voi scritto, che “anche in occasioni pubbliche, ho mostrato la mia vicinanza all’Autore” del libro in questione. Voglio però precisare che l’amicizia per una persona non pregiudica la richiesta che venga ristabilita la verità dei fatti, richiesta che non mi risulta abbia avuto, come da Voi affermato, “intenti diffamatori”. Non vedo come possano essere considerate “ingiustificate, gravi e diffamatorie” le affermazioni contenute nella lettera del 26 ottobre 2010, secondo cui due pagine di un libro a larghissima diffusione e destinato ad avere diverse ristampe cancellano di fatto 24 anni (tanti decorrono dalla morte di mio fratello alle condanne dei mandanti del suo assassinio) di impegno di mia madre, mio e di mia moglie, del Centro (di cui, tengo a dirlo, facciamo anche noi parte) e dei compagni rimasti, per avere giustizia per Peppino. A tali considerazioni, ampiamente motivate, non poteva non seguire la richiesta di una rettifica. LEGGI TUTTO




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