martedì 7 settembre 2010

Corleone. Dopo l'ubriacatura della "notte bianca", non sarebbe il caso di parlare dei problemi della città?

Il sindaco Nino Iannazzo alle prese con l'anguria
di DINO PATERNOSTRO
Dopo l’ubriacatura della “Notte Bianca”, sarebbe il caso di cominciare a ragionare sobriamente della città di Corleone, dello stato in cui versa e delle prospettive future. I problemi sono tanti e drammatici. E non basta una “notte bianca” per dimenticarli. I giovani sono senza lavoro e i più intraprendenti sono costretti a prendere la valigia e tentare la fortuna fuori. Ma anche “fuori” non è che le cose vadano meglio. Tanti lavoratori “lavoricchiano” senza particolari prospettive. Le aziende agricole versano in crisi profondissima, come le imprese artigiane e commerciali. I servizi, a cominciare da quelli sanitari, vengono ridimensionati ogni giorno di più. Di fronte a tutto ciò, l’amministrazione comunale del sindaco Nino Iannazzo gioca a governare la città. Ma, se è normale giocare da piccoli, lo è un poco meno farlo da grandi. Incurante di ciò, Iannazzo “gioca” ad assegnare tutti i lotti dell’area artigianale, senza far decollare nessun progetto di sviluppo (dove prenderanno i soldi per i capannoni e le attrezzature gli artigiani?); pubblica un mega-bando per assegnare (congiuntamente) il caseificio e il mercato ortofrutticolo, ma nessun imprenditore si presenta ed è costretto a fare una prima proroga; l’unico consistente investimento nel turismo sembra essere la stampa per 20 mila euro di cartine e depliants col marchio “Co.ri.tur (una cooperativa “sconosciuta” a Iannazzo & C.?), dopo un rocambolesco “componimento bonario” di una “lite” per inadempienze contrattuali. In questo modo non si va lontano. Anche perché non funziona nemmeno l’ordinaria amministrazione: buchi nelle strade, cartacce ed erba secca nelle periferie (e non solo), raccolta differenziata a singhiozzo, solo in due quartieri e senza sacchetti per… differenziare. Le uniche cose che crescono in paese sono le fantomatiche associazioni culturali, molte delle quali sembrano fatte apposta per spillare contributi al comune: ormai anche un cagnolino (non parliamo dei cavalli…) per fare la pipì vuole il suo “bravo” contributo e trova sempre un “bravo” assessore pronto a sponsorizzarlo.

P.S. Nel merito della notte bianca. Il cuore sociale di Corleone non è solo da corso dei Mille a piazza Falcone e Borsellino, ma almeno fino a piazza Nascè, a piazza Garibaldi, a piazza Vasi. Eppure tutti gli spettacoli erano concentrati attorno all’area della villa comunale, con un insopportabile congestionamento di persone. Di pessimo gusto gli assessori che “vigilavano” accanto ai punti-ristoro, invitando la gente a “mangiare”. Infine, i costi. Aspettiamo di conoscere la somma ufficiale spesa dal Comune di Corleone e dall’Unione dei Comuni. E anche gli importi delle sponsorizzazioni private, che ogni assessore è stato costretto (dal sindaco) a cercare, pena mettere mano all’indennità di carica. (d.p.)

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Almeno il melone era buono? Dai Dino abbiamo un sindaco buon gustaio: mangia bene, fa antimafia mangiando.

Anonimo ha detto...

a detta di qualcuno neanche il melone era buono

Anonimo ha detto...

e che fanno pensare...
il mondo sta andando alla rovina grazie a paesi come corleone che sprecano 35 mila euro per 35 minuti ma questi soldi li usciamo di tasca e io mi sento preso per il culo in un momento di crisi il comune che fà invita anna tatangelo oppure offre da mangiare e bere per un'ammontare di svariati mila euro...
in più tasse luce gas... nn sò che pensare

Anonimo ha detto...

CON UN SINDACO COSI' NON POSSIAMO CHE FARE LA FINE DEL MELONE .... TAGLIATI A PEZZI!!!
.: GIUSEPPE GARIBALDI:.