lunedì 31 maggio 2010

Corleone. L'assessore regionale alla sanità Massimo Russo ha visitato l'ospedale

CORLEONE – L’Assessore regionale alla salute, Massimo Russo, ha accolto l’invito che la Cgil di Corleone, insieme ai rappresentanti dei comuni del Corleonese, gli aveva rivolto lo scorso 12 aprile di visitare Corleone e il suo ospedale. Ed ha accolto pure la proposta di visitare una “eccellenza” di Corleone: la cooperativa sociale “Lavoro e non Solo”, che opera sui terreni confiscati alla mafia. Stamattina, l’assessore, insieme al sen. Giuseppe Lumia (Pd), ha varcato la soglia di Casa “Caponnetto” intorno alle 11.00, accolto dal presidente Calogero Parisi, dal segretario della Camera del lavoro di Corleone Dino Paternostro, da operatori dell’ospedale, e da una delegazione di amministratori comunali. Ne è seguito un incontro interessante, nel corso del quale Russo ha conosciuto – tra l’altro – l’ottimo lavoro per il recupero di cittadini con disagi psichici fatto dalla cooperativa. Interessante la proposta suggerita da Lumia ed accolta dall’assessore: «Al più presto l’assessorato organizzerà a Corleone un convegno regionale sul recupero del disagio psichico, lanciando il modello-Corleone». LEGGI TUTTO

G. Governali: in ricordo di Giuseppe Crapisi

Un amico che muore è un brandello di te che va via. Specie se è un giovane generoso e leale come Giuseppe Crapisi, che ieri ci ha “riservato” l’amara sorpresa, lasciando attonita un’intera comunità. È andato via dopo avere tutto predisposto per la grande festa che avrebbe ricordato i 150 dell’impresa garibaldina a Corleone con la “Cursa ri Santu Luca”. Come suo costume, all’organizzazione della storica ricorrenza non aveva lesinato né tempo né fatica, riunendo con frequenti convocazioni la confraternita di San Leoluca, della quale, come presidente, andò sempre orgoglioso, e sollecitando il sindaco e padre Giovinco a prendere i necessari contatti con le autorità e con la banda dei bersaglieri. Degno figlio della nostra terra animosa, Giuseppe si dimostrò sempre pronto ad affrontare nel lavoro qualsiasi evenienza con intraprendente dedizione e non si rifiutò mai di venire incontro ai bisogni della gente che a lui si rivolgeva. Ci mancherà Giuseppe. Mancherà ai suoi cari, che avevano in lui l’unico sostegno. Mancherà ai suoi compagni di lavoro, ai visitatori del museo, agli amministratori del comune, ai suoi “fratelli” della tipografia Cortimiglia, ai confrati della sua confraternita e forse a tutti i corleonesi. Quanti ebbero il dono della sua amicizia conserveranno per sempre il ricordo della sua simpatia, della sua capacità di ascolto, dell’intelligente, pulita ironia, e della sua fedeltà. Addio, caro Giuseppe, ti sia lieve la terra.
Corleone, 30 maggio 2010
NELLA FOTO: Giuseppe Crapisi
Dino Paternostro e la Redazione di "Città Nuove" si riconoscono nel ricordo di Giuseppe pubblicato sopra. Ciao, Giuseppe...

domenica 30 maggio 2010

Il viaggio in Toscana del progetto "Liberarci dalle spine"

Ieri è stata una giornata molto intensa in quanto a Terra Futura si sono susseguiti molti eventi, incontri e inviti. Il banchino della Cooperativa Lavoro e Non Solo è stato spostato all' esterno del piazzale sotto un' ombra, dove Franco, Arianna, Salvatore e Angelo hanno svolto un' ottima promozione dei prodotti provenienti dai terreni confiscati nel corleonese. Poi c'è stato il dibattito organizzato dalla Cisl sul riutilizzo dei beni confiscati; qui Salvatore ha raccontato la storia "del gioello di famiglia dell'Arci", strappando ben due applausi durante la sua narrazione. E poi, mentre Franco rilasciava un' intervista al portale della Regione Toscana www.intoscana.it e una addirittura ad un'emittente tedesca, allo spazio "Eventi di Terra Futura" veniva presentato il libro edito dal Cesvot nella collana "Le Briciole" intitolato "La sobietà come nuovo stile di vita" curato e coordinato da Francesca Balestri. Qui Severino Saccardi, che ha guidato la presentazione, è intervenuto nel merito e ha intervistato Vincenzo Striano, Presidente dell'Arci Toscana e Giovanni Forconi Vice Presidente del Cesvot. Per chiudere la giornata, abbiamo gustato l'aperitivo della Vitamina L, organizzato dall'Arci di Firenze con il vino Limpiu e Genos, e abbiamo partecipato ad un incontro con lo Spi Cgil dell'Empolese Valdelsa, alla Casa del Popolo di Limite seguito dalla cena.
Maurizio Pascucci
Progetto Liberarci dalle Spine

La partita tra la Nazionale Magistrati e il Corleone: "Per non dimentare, la memoria scende in campo", ma i cittadini disertano l'appuntamento

CORLEONE – Ieri pomeriggio, per la prima volta, la Rappresentativa della Nazionale Magistrati ha disputato una partita di calcio con la Polisportiva Corleone, per ricordare Giovanni Falcone, paolo Borsellino e tutte le vittime della violenza mafiosa. «Per non dimenticare, la memoria scende in campo», è stato un evento voluto dal presidente regionale della FIGC, Sandro Morgana, dal presidente della Polisportiva Corleone, Gabriele Gulotta, e dal sostituto procuratore generale presso la corte d’appello di Palermo, Raimondo Cerami, e patrocinato dal Comune di Corleone, dalla Provincia regionale e dalla Camera penale di Palermo. Per la cronaca, la partita è finita col punteggio di 4 a 1 a favore dei giallo-rossi del Corleone (Di Miceli, Lipari, Musicò e Chiarello per i padroni di casa; Riccardo Guida, giudice a Prato, per i Magistrati), ma la cosa importante non è il punteggio della gara di ieri, bensì la manifestazione di «vicinanza della magistratura italiana alla gente di Corleone e della Sicilia», come ha sottolineato il dott. Cerami. LEGGI TUTTO
FOTO: La squadra dei Magistrati e quella del Corleone salutano il pubblico prima della partita

sabato 29 maggio 2010

Don Ciotti su legge itercettazioni: "In Italia c'è un impoverimento materiale ed etico. E la corruzione è come un cancro

(ANSA) - ROMA, 24 MAG - La legge sulle intercettazioni "sembra patteggiata con chi ha interesse a che non si sappia dove si nasconde l'illegalita'": lo ha detto don Luigi Ciotti, intervenendo a Roma alla presentazione del Rapporto sui diritti globali 2010.
"Certa politica - ha detto il fondatore di "Libera" e del Gruppo Abele - vuole far passare una legge che impedisce di sapere da dove trae origine e dove si annida l'illegalita'. C'e' il forte rischio che i giornali siano dimezzati, i magistrati limitati, i cittadini disinformati. E' in gioco la democrazia". In Italia c'e' "un impoverimento materiale ed etico" ha detto Don Ciotti, riferendosi alla corruzione "che e' il cancro del nostro Paese". "C'e' una deriva culturale e un impoverimento delle speranze", ha aggiunto, testimoniato anche dal fatto che "in pochi anni e' triplicato l'uso di antidepressivi" e che "il gioco d'azzardo ha visto moltiplicare il suo giro d'affari". Don Ciotti ha poi accennato a Giovanni Falcone, che ieri a Palermo e' stato ricordato "con tanta retorica" e che "gia' nel 1989 diceva che i valori costituzionali vengono quotidianamente messi in discussione, e noi oggi siamo ancora qui a difendere la Carta costituzionale". (ANSA).

Molto più di un bavaglio

di Concita De Gregorio
Quel che sta accadendo in Italia è qualcosa che riguarda il mondo intero. Si sta scrivendo una legge che impedisce il lavoro d'indagine, che favorisce le mafie, che imbavaglia la stampa.
Confinarla ad una sacrosanta rivendicazione del diritto di cronaca ed accontentarsi di qualche modifica in favore di editori e giornalisti è un errore. Non si tratta solo di mantenere intatta la possibilità di raccontare crimini e malaffare: si tratta prima ancora di non impedire il lavoro di chi indaga. Lasciare la libertà di parola e limitare gli strumenti di lotta al crimine otterrebbe alla fine lo stesso risultato: silenzio. E' una legge che mette in pericolo il Paese che ci è stato consegnato da chi ci ha preceduto a prezzo di enormi sacrifici. Abbiamo il dovere di conservarlo per chi verrà dopo di noi, il dovere di disobbedire. Fate pure la vostra legge: noi non la rispetteremo.
28 maggio 2010

Il popolo delle primarie tradito dai dirigenti

di Francesco Palazzo
C´è un virus che si è inserito nel corpo del Pd regionale e di tutto il centrosinistra. Riguarda proprio lo strumento principe che il centrosinistra si è dato per far decidere i cittadini e non tenerli lontani dalle stanze del potere.
Parliamo delle primarie. Per carità, sull´uso fattone sinora si possono avanzare tanti rilievi. Se passiamo in rassegna gli appuntamenti siciliani passati, possiamo vedere che non sempre si è trattato di vere e proprie competizioni. Spesso, o quasi sempre, il vincitore, o la vincitrice, erano già abbondantemente annunciati. Tuttavia sono stati sempre momenti di partecipazione e di festa, tanto che ogni volta ci si sorprende delle lunghe file ai gazebo. Sorpresa, per la verità, abbastanza eccentrica, visto che è proprio il popolo che vota centrosinistra a richiedere con insistenza di poter decidere direttamente. Poi, magari, non si è saputo capitalizzare questo fiume umano che ogni volta si è presentato pagando l´obolo. LEGGI TUTTO

venerdì 28 maggio 2010

Comitato per l'Acqua Pubblica di Corleone: domenica 30 maggio raccolta di firme per il referendum

Il Comitato per l'acqua pubblica di Corleone (Camera del Lavoro Cgil, Cisl, Corleone Dialogos, Il Germoglio e alcuni cittadini) sarà domenica dalle 18:30 alle 20:30 in piazza Falcone e Borsellino per raccogliere le firme per la campagna referendaria: "l'acqua non si vende". Il referendum sull'acqua pubblica prevede tre quesiti.
1. PER FERMARE LA PRIVATIZZAZIONE DELL'ACQUA.
Il primo quesito vuole abrogare l'art.23 bis della legge 133/08 con le successive modifiche,che impone per la gestione di ogni servizio pubblico una partecipazione del privato di almeno il 40%,accelerando le privatizzazioni e la definitiva consegna al mercato dei servizi idrici in questo Paese.
2.PER APRIRE LA STRADA DELLA RIPUBBLICIZZAZIONE. Il secondo quesito riguarda la scelta della forma di gestione e procedure di affidamento del servizio idrico integrato.L'obiettivo è abrogare l'art.150 del d.lgs 152/06 il cosiddetto Codice dell'Ambiente,che prevede come unica possibilità l'affidamento a società per azioni. Si intende così riaprire la strada alla gestione pubblica,attraverso enti di diritto pubblico partecipati dalle comunità locali.
3. ELIMINARE I PROFITTI DAL BENE COMUNE ACQUA. Il terzo quesito riguarda i profitti sull'acqua.Si chiede infatti di abrogare poche parole dell'art. 154 del Codice dell'Ambiente,che in pratica consentono al gestore di caricare ogni anno sulla bolletta dei cittadini un 7% come pura e semplice remunerazione del capitale investito.

Convegni merende e tanta musica: torna il "Consumo critico" di Addiopizzo

E' cominciata oggi a Villa Trabia la tre giorni organizzata dall'associazione antiracket. Stasera concerto di Giovanni Sollima
Riflessione e intrattenimento insieme per un appuntamento che è ormai un'abitudine per i palermitani e non sono per loro. Ricomincia la "Fiera del consumo critico" organizzata dall'associazione antiracket Addiopizzo, in programma da oggi a domenica a Villa Trabia (via Salinas 3, Palermo). Un'iniziativa rigorosamente a ingresso libero, quella che propone, per la sua quinta edizione dibattiti, laboratori, seminari e concerti. La Villa è suddivisa in sette aree tematiche: "Bere e gustare", "Vivere verde", "Viaggio a mio agio", "Vivere quotidiano", "Frivolo e bello", "Piacere e benessere" e "Il bollino dei produttori". Sono previste anche molte attività dedicate ai più giovani, come la "Merenda critica" e varie attività sportive. La sera, spazio a teatro e musica: oggi alle 20 si inizia con lo spettacolo teatrale "Label questioni di etichetta" in riferimento al consumo alimentare ragionato. A seguire, dalle 21.30, è il momento dei concerti: quello della cantautrice palermitana Matilde Politi, il momento folk con i 'Nkantu d'Aziz e a conclusione i Waines, ormai una vera e propria realtà della scena blues-rock palermitana. Sabato alle 20, la scena sarà tutta per l'attore Salvo Piparo; seguiranno poi i live di artisti come i Triste Color, Rosa, il Duo Danny Fresh Tedesco e, poco prima della chiusura affidata agli Skarafunia, il concerto più atteso, quello del violoncellista Giovanni Sollima. Domenica a partire dalle 19, la scena sarà interamente occupata dalla JazzSpring Orchestra. Per maggiori informazioni è possibile scaricare il programma completo all'indirizzo www. addiopizzo. org.

giovedì 27 maggio 2010

A Corleone: "Per non dimenticare, la memoria scende in campo" per ricordare Falcone e Borsellino

Sabato 29 maggio alle ore 15.00, appuntamento al campo sportivo “Santa Lucia” per la partita di calcio tra il Corleone e la nazionale magistrati, in memoria di Falcone e Borsellino
«Per non dimenticare, la memoria scende in campo». È questo il logo della manifestazione che si terrà a Corleone sabato 29 maggio, per ricordare i magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e tutte le altre vittime innocenti della mafia. L’iniziativa è organizzata dalla Polisportiva “Corleone”, presieduta da Gabriele Gulotta, in collaborazione con il Comitato Regionale Sicilia della Lega Nazionali Calcio Dilettanti, con l’Assessorato al Turismo della Regione Siciliana, con l’assessorato allo sport della Provincia Regionale di Palermo, e con il Comune di Corleone. Si comincerà alle 15.00 al campo sportivo “Santa Lucia”, con un incontro di calcio fra la rappresentativa nazionale dei magistrati e la Polisportiva “Corleone”. Subito dopo, presso il Centro internazionale di documentazione antimafia, sarà proiettato il cortometraggio “Corleone, storia di valori in campo”, e sarà presentato il libro di Carmelo Franco “Il cinema di mafia”. Infine, si svolgerà una tavola rotonda sul tema “Violenza dentro e fuori lo sport: rimedi e proposte”. Dirigerà i lavori il dott. Cerami, componente del Csm e presidente della Camera Penale di Palermo.

LA LETTERA. Giovanni Mercatante, operaio da due mesi senza stipendio: "La legge non è uguale per tutti"

Tanti politici siciliani che hanno “venduto” la Sicilia – una terra bellissima, piena di sole (e, purtroppo, anche di immondizia) – per una comoda “poltrona a Roma o a Palermo, non possono capire un operaio come me, dipendente dall’Ato Palermo 2, che da due mesi non ha avuto pagato lo stipendio. E se poi questo e gli altri operai, esasperato perché non può comprare le scarpe, i vestiti o i quaderni ai figli, o non possono pagare le bollette della luce e del gas, vanno in escandescenza, vengono giudicati male dal proprio datore di lavoro. Purtroppo, le difficoltà e la crisi in cui ci troviamo stanno piegando tanti operai, sempre più costretti a subire le angherie e i soprusi dei padroni. Mi piacerebbe che fossero i politici, gli “onorevoli”, a stare mesi senza i loro ricchi stipendi, o almeno ad averli dimezzati. Tremonti, invece, sta tartassando i poveri operai, con i calli nelle mani, mentre usa i guanti di velluto per i ricchi, a cominciare dagli “onorevoli”. Immagino che qualche “politico” che leggerà queste righe di protesta si metterà a ridere. Questo accade perché siamo in Italia, dove la legge non è uguale per tutti, ma la deve rispettare solo chi ha fame…
Giovanni Mercatante
Corleone

mercoledì 26 maggio 2010

Ospedale di Corleone. L'assessore Russo è stato di parola: ripristinato il Servizio di Psichiatria

Con un decreto firmato il 25 maggio, l’assessore regionale alla sanità, Massimo Russo, ha ripristinato l’Unità Operativa di Psichiatria dell’ospedale di Corleone, che qualche mese fa era stata cancellata. L’assessore si era impegnato a farlo lo scorso 12 aprile, nel corso dell’incontro avuto presso l’assessorato alla sanità con la delegazione della Cgil, degli operatori sanitari e degli amministratori locali della zona del Corleonese. Ed è stato di parola. Nel decreto non è ancora risolto il problema dell’ostetricia e ginecologia. C’è ancora scritto che dipende dall’Unità Operativa Complessa dell’Ospedale di Partinico, ma non si capisce se è diventata Unità Operativa Semplice o se continua a restare un semplice “Punto nascita”. La differenza non è da poco. Questo nodo, insieme a quelli dell’attivazione della Pediatria, dell’acquisto della strumentazione necessaria per migliorare le prestazioni ospedaliere, del finanziamento per il completamento della seconda ala e per la ristrutturazione della vecchia struttura, saranno oggetto di un ulteriore confronto con l’assessore Russo, che da un giorno all’altro dovrebbe comunicare il giorno della sua visita a Corleone.

Roberto Tagliavia: "Vi racconto degli interessi mafiosi sul feudo di Verbuncaudo..."

di Roberto Tagliavia
Falcone parte dall’acquisto di questo esteso feudo per avviare il maxiprocesso contro Michele Greco (detto il Papa) e altri. Le indagini accertano che, con uno strano giro di assegni, Michele Greco acquista da Luigi Gioia (deputato e fratello del più noto Giovanni Gioia, a sua volta ministro ed esponente democristiano di spicco) il feudo di Verbumcaudio.
Luigi Gioia vende nella qualità di amministratore unico della Siciliana Alberghi e Turismo (SAT) spa il cui patrimonio, di cui Verbumcaudo è parte, è costituito al 100% dall’asse ereditario immobiliare del Conte Salvatore Tagliavia. LEGGI TUTTO

lunedì 24 maggio 2010

L'ex Presidente della Repubblica Cossiga: “Il Dc9 fu abbattuto da un aereo francese”

di Roberto Puglisi
“L’aereo francese si era messo sotto il Dc9, per non essere intercettato dal radar dell’aereo libico che stava trasportando Gheddafi. Ad un certo punto lancia un missile per sbaglio, volendo colpire l’aereo del presidente libico”. Lo ha dichiarato il presidente emerito della Repubblica, Francesco Cossiga nel film inchiesta dal titolo “Sopra e sotto il tavolo – Cosa accadde quella notte nel cielo di Ustica”, realizzato dai giornalisti Giampiero Marrazzo e Gianluca Cerasola sulla tragedia del Dc9 dell’Itavia inabissato al largo di Ustica il 27 giugno del 1980 e pubblicato dall’editore Tullio Pironti.
Le dichiarazioni di Cossiga sono state rese note oggi da uno degli autori del film, Giampiero Marrazzo. “Chiamai io l’ammiraglio Fulvio Martini, direttore del Sismi – continua il senatore a vita – che mi disse che non aveva prove, se non quelle dell’intelligence che raspa nei bistrot”. Riferendosi poi agli autori del film, che uscirà il prossimo 10 giugno in un cofanetto con un libro con la prefazione del senatore a vita Giulio Andreotti, Cossiga li ha avvertiti dicendogli: “Io vi sconsiglio vivamente di andare in Francia. Se continuate questa inchiesta potrebbe succedervi qualcosa: un’intossicazione alimentare, lo scoppio di uno pneumatico o uno scontro con un camion”. In ogni caso, secondo Cossiga, “ci può essere un governo di destra, di centro-destra, di sinistra o di estrema sinistra, ma i francesi non lo diranno mai; magari finché qualcuno che sa o che è l’autore, in punto di morte non avrà paura del giudizio dell’Altissimo, a cui non potrà opporre egalité, fraternité e liberté”.
LiveSicilia, 24.5.2010

Ospedale Corleone. Iannazzo, Siragusa e Lanza (per mero elettoralismo) rompono l'unità per la difesa dell'ospedale

Dispiace che, per mera pubblicità politico-partitico-elettorale, il sindaco di Corleone Antonino Iannazzo, il vice-sindaco Pio Siragusa e il presidente del consiglio comunale Mario Lanza, abbiano rotto unilateralmente l’unità politico-sindacale che era stata faticosamente costruita per la difesa del nostro Ospedale. Dispiace che, per un comunicato stampa, dove compaiono i loro nomi e quelli del presidente dell’Ars on. Francesco Cascio, abbiano mandato all’aria l’unità d’azione costruita anche col comune di Bisacquino e il comune di Prizzi, con la Cgil e le altre organizzazioni sindacali. Per uno pseudo-spot elettorale (chissà se davvero producente!), stanno mettendo a rischio l’unità necessaria per difendere i nostri servizi ospedalieri, sempre più ridotti ai minimi termini da una politica lontana dai problemi della gente. Avevamo – tutti insieme – promesso e giurato che di fronte ai grandi problemi del nostro territorio (e la sanità è uno di questi) non ci sarebbero state “fughe in avanti” e furbizie di singoli partiti o di singole organizzazioni sindacali, ma una marcia compatta di tutti a difesa dei diritti dei cittadini. Piuttosto che chiedere improbabili (e forse controproducenti) “mediazioni politiche” all’on. Francesco Cascio, meglio avrebbero fatto Iannazzo, Siragusa e Lanza a sollecitare (insieme agli altri comuni e ai sindacati) una visita “impegnativa” dell’assessore alla sanità Massimo Russo a Corleone (via Partinico). Meglio avrebbero fatto i tre (poco credibili) “moschettieri” a concordare la data per la riunione congiunta di tutti i consigli comunali, di tutte le amministrazioni comunali e di tutte le organizzazioni sindacali e sociali, dove esprimere ad alta voce le nostre preoccupazioni, sensibilizzare i cittadini e pretendere risposte chiare e definitive da parte della Regione. Invece, nelle settimane scorse, hanno improvvidamente fatto “i pompieri”, salvo poi esibirsi nella fuga in avanti della “visita elettorale” a Cascio.
Nonostante loro, noi continueremo a chiedere (e ad impegnarci affinché avvenga) che l’assessore Russo visiti l’ospedale di Corleone. E continuiamo a chiedere che si organizzi la manifestazione unitaria davanti all’ospedale…
Dino Paternostro
(LEGGI IL TESTO DEL COMUNICATO STAMPA)

domenica 23 maggio 2010

La P2 e il ddl intercettazioni

di Concita De Gregorio
Qualche sera fa, in via Veneto, entrava Edward Luttwak all’hotel Flora, usciva Licio Gelli dall’Excelsior. Il Flora era il quartier generale tedesco negli anni di guerra. L’Excelsior, in anni più recenti, teatro di un’altra guerra, silenziosa e lunga.
Una guerra di cospirazione. Le due auto blu si sono incrociate. Gelli, 91 anni compiuti ad aprile, scende a Roma molto più di rado. Non tutti i mercoledì come era solito fare. Ha qualche piccolo problema di salute, spiega uno dei tre intermediari che tra Pistoia, Arezzo e Montecatini occorre interpellare in sequenza per avere notizie dello «zio», così vogliono lo si chiami al telefono, mai nomi al telefono, si sa. Riceve a villa Wanda, si spinge a Roma «solo per questioni delicatissime e urgenti di massimo livello». LEGGI TUTTO
QUESTO L'ELENCO DEGLI ISCRITTI ALLA LOGGIA MASSONICA DEVIATA P2

Mafia, anniversario della strage di Capaci: la città scende in piazza. Il procuratore Grasso: "Vedo i palermitani"

di ALESSANDRA ZINITI
Il procuratore nazionale esprime la sua soddisfazione: "Non facciamo più un passo indietro perché quelle stesse mani di sangue che hanno ucciso Falcone e Borsellino oggi tessono trame di soldi e di potere"
C'è di nuovo Palermo sotto l'albero Falcone. "Finalmente", grida dal palco il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, pochi minuti prima che "il silenzio" in onore dei caduti della strage di Capaci concluda la grande festa di popolo in una via Notarbartolo dove, dopo tanti anni di indifferenza, i balconi dei palazzi erano di nuovo pieni di gente. "Finalmente qui sotto non vedo più solo i ragazzi arrivati con le navi della legalità - dice Grasso - riconosco i palermitani, riconosco i volti di quelli che diciotto anni fa appesero i lenzuoli alle loro finestre per dire che in quelle case la mafia non entrava. Adesso non facciamo più un passo indietro perché quelle stesse mani di sangue che hanno ucciso Falcone e Borsellino oggi tessono trame di soldi e di potere".
C'era tantissima gente come non se ne vedeva da anni sotto l'albero Falcone, ormai incapace a contenere le centinaia di messaggi, foto, disegni, biglietti lasciati da chiunque abbia voluto testimoniare il suo impegno nel nome dei due magistrati uccisi diciotto anni fa. E quest'anno, al tema della lotta alla mafia si è unito, sia nelle parole dei magistrati che si sono alternati al microfono, sia nei cartelli e negli slogan dei manifestanti anche quello della corruzione del ceto politico e della libertà di informazione con centinaia di ragazzi a sfilare con un bavaglio sulla bocca e cartelli in mano per dire no al disegno di legge sulle intercettazioni.
La Repubblica, 23.5.2010

sabato 22 maggio 2010

L'anniversario della strage di Capaci e il silenzio dell'Amministrazione comunale di Corleone...

Stupisce non poco che l'Amministrazione comunale di Corleone e il suo iperattivo sindaco Nino Iannazzo non abbiano organizzato nessuna iniziativa per ricordare Giovanni Falcone e le altre vittime della strage mafiosa (e non solo) di Capaci. Eppure non possono dire di non avere gli strumenti per farlo. A parte che potrebbero promuovere iniziative direttamente come comune, gestiscono (direttamente o indirettamente) il Centro Internazionale di Documentazione sulle Mafie e sul Movimento Antimafia (CIDMA) e il Laboratorio della Legalità. Che l'antimafia per il l'Amministrazione comunale e il suo sindaco non sia più di moda? O che (con le possibili elezioni regionali alle porte) non porti voti?

Giornata della memoria: così domani sarà ricordato Giovanni Falcone

Domani, a diciotto anni dall’attentato in cui hanno perso la vita il giudice, Giovanni Falcone, la moglie, Francesca Morvillo e gli agenti della scorta del magistrato, istituzioni e soprattutto tanti giovani animeranno le varie attività previste per non dimenticare. L’arrivo delle navi della legalità al porto di Palermo, chiamate simbolicamente Giovanni e Paolo, sarà il momento che aprirà la giornata della memoria. Le due navi partiranno oggi: una da Civitavecchia e l’altra da Napoli. Le navi, con a bordo migliaia di studenti provenienti da tutta Italia accompagnati dal procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, saranno accolte dai ragazzi siciliani intorno alle 8. Da lì, i ragazzi si sposteranno verso l’aula bunker del carcere Ucciardone, dove ogni anno si svolge il momento più significativo della giornata, in cui istituzioni e giovani si incontrano sul tema della legalità e della lotta alla mafia. Oltre alla sorella del giudice assassinato dalla mafia, Maria Falcone, che ogni anno organizza le celebrazioni per il 23 maggio con la Fondazione Falcone, saranno presenti il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, e il ministro della Giustizia, Angelino Alfano. Con loro parteciperanno al dibattito anche il procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, e il procuratore capo di Palermo, Francesco Messineo. Durante la mattinata, inoltre, sono previste attività di studenti palermitani in alcune piazze della città. Esposizioni di lavori e testimonianze sulla legalità saranno al centro delle manifestazioni che si svolgeranno alla Kalsa a piazza Magione, a Borgonuovo al Palauditore, a Brancaccio al Palaoreto, allo Zen allo stadio di baseball. Manifestazioni in ricordo delle vittime della mafia anche a Partitico, a piazza del Municipio e a San Giuseppe Jato, dove verrà ricordato il piccolo Giuseppe Di Matteo, sciolto nell’acido dalla mafia. La giornata continuerà nel pomeriggio, quando due cortei, una proveniente da via D’Amelio e l’altro dall’Ucciardone, convergeranno davanti all’albero Falcone in via Notarbartolo. Qui sarà il momento del silenzio suonato dalla polizia di stato. Dopo verrà celebrata la messa al Cei. La giornata della memoria si concluderà domani al Teatro Politeama, dove verrà presentato il cartoon dedicato a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, intitolato “Giovanni e Paolo e il mistero dei pupi”, realizzato con la collaborazione tra Regione e Rai. Alla prima del cartoon si potrà assistere anche nelle maggiori piazze dei comuni capoluogo dell’Isola, dove verranno montati maxi schermi, che trasmetteranno l’evento in diretta.

Gli 007 delle stragi

di Lirio Abbate
Un uomo dei servizi assieme ai mafiosi nel garage dove veniva preparata la bomba contro Borsellino. Ecco la svolta nelle indagini sui massacri del '92
Uomini che avrebbero fatto parte degli apparati di sicurezza hanno avuto un ruolo nel 1992, accanto ai mafiosi, negli attentati in cui morirono Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e con loro i poliziotti delle scorte. Agenti 007 infedeli avrebbero preso parte alle fasi preparatorie dei progetti di morte con i quali i corleonesi di Totò Riina dichiaravano guerra allo Stato. È l'ultimo scenario inquietante che emerge dalle inchieste avviate dalla Procura di Caltanissetta sul ruolo di "soggetti" esterni a Cosa nostra nelle stragi che hanno cambiato la storia d'Italia. I pm hanno individuato e identificato gli uomini dell'intelligence che avrebbero affiancato i killer mafiosi. Fino a pochi anni fa la presenza di funzionari dei servizi dietro agli attentati di Capaci e via d'Amelio appariva come un'ipotesi investigativa tutta da provare mentre oggi questa incredibile connection potrebbe trasformarsi in realtà processuale. LEGGI TUTTO

Umberto Santino: "Ecco perchè il Centro Impastato non parteciperà alle manifestazioni per ricordare la strage di Capaci"

Il Centro Impastato non parteciperà alle iniziative che si terranno il 23 maggio in ricordo della strage in cui sono morti i magistrati Giovanni Falcone e Francesca Morvillo e gli agenti di scorta Rocco Di Cillo, Antonino Montinaro e Vito Schifani, perché ritiene offensiva per la loro memoria la passerella a cui prenderanno parte i ministri Gelmini, Maroni e Alfano, rappresentanti di un governo che è fuori dalla legalità costituzionale, con il continuo ricorso da parte del suo capo alle leggi ad personam per sottrarsi alla giustizia. Il “patto per la legalità” di cui parla il programma della giornata organizzata dalla Fondazione Giovanni e Francesca Falcone con la sponsorizzazione del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, retto da una signora senza arte né parte, premiata solo per la sua devozione al ducetto di Arcore, si rispetta solo e unicamente se si rispettano i principi fondamentali della Costituzione repubblicana, quotidianamente calpestata dal governo e dal suo capo. Qualsiasi dichiarazione di buone intenzioni è solo vuota retorica se viene da personaggi complici di un presidente del Consiglio che ogni giorno denigra e offende la magistratura e copre le malefatte intollerabili della “cricca” di speculatori di professione che si è creata attorno a lui. LEGGI TUTTO

Il cartoon su Giovanni Falcone e Paolo Borsellino in diretta da 9 piazze siciliane

I centri saranno collegati domani sera alle 20,30, con il teatro Politeama di Palermo, per seguire la presentazione del film di animazione "Giovanni, Paolo e il mistero dei pupi"
PALERMO. Nove piazze siciliane saranno collegate in diretta, domani sera alle 20,30, con il teatro Politeama di Palermo, per seguire la presentazione del cartone "Giovanni, Paolo e il mistero dei pupi" coprodotto dalla Regione, dalla Rai e dal laboratorio Larcadarte. Il trailer del cartone era stato presentato, nelle scorse settimane, con grande successo, sia al Miptv di Cannes che alla rassegna internazionale "cartoons on the beach" di Rapallo. Al teatro Politeama sarà presentata, in anteprima mondiale assoluta, alla presenza degli autori, dei rappresentanti della Rai e della Regione, la versione completa del cartone, che dura 26 minuti. In collegamento nove piazze siciliane, in cui sono stati installati dei maxi schermi: piazza Cavour ad Agrigento; piazza Garibaldi a Caltanissetta; piazza teatro Massimo a Catania; piazza VI dicembre ad Enna; piazza Duomo a Messina; il palazzo della Prefettura a Ragusa; piazza Duomo a Siracusa; il castello dei Conti di Modica ad Alcamo (Trapani) e la stessa piazza Politeama a Palermo.

Falcone in mezzo ai rifiuti. L’assessore regionale all’energia Pier Carmelo Russo ripulisce

Le manifestazioni per la strage di Capaci nella quale è stato ucciso il giudice Giovanni Falcone hanno rischiato di essere celebrate in mezzo ai rifiuti. Lo ha evitato un blitz notturno dell’assessore regionale all’Energia e ai servizi di pubblica utilità, Pier Carmelo Russo, che poi ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica. Da alcuni giorni il servizio di raccolta nei comuni gestiti dall’Ato Palermo 1 si svolge con difficoltà in seguito alla chiusura della discarica Baronia di Partinico. Per superare l’emergenza la Regione aveva autorizzato il trasporto dei rifiuti nella discarica di Mazzarrà Sant’Andrea in provincia di Messina. Ma due giorni fa il presidente dell’Ato, Giacomo Palazzolo, ha prospettato difficoltà di trasporto e ha chiesto di essere autorizzato a sottoscrivere un contratto di un anno con una società di Alcamo. Dalla Regione è arrivato un rifiuto perché il contratto d’appalto sarebbe stato “vistosamente anormale”. Non convinceva neppure la lunga durata dell’affidamento in presenza di un’emergenza solo temporanea. Veniva quindi autorizzato il trasporto dei rifiuti a Bellolampo. Ieri era tutto pronto ma il servizio non è stato ripreso. Stanotte l’assessore Russo si è quindi recato a Capaci per organizzare di persona la ripresa della raccolta e verificando che il tritovagliatore guasto si è rimesso “provvidamente a funzionare”.
Fonte Ansa

Quel "maledetto" '92 nei racconti di chi lo ricorda

In libreria "Era d'estate", testo curato da Alessandra Turrisi e Roberto Puglisi in cui sono raccolte le testimonianze di chi ha vissuto le stragi di mafia
PALERMO. E’ il racconto corale delle stragi di mafia fatto da chi, in quel ’92, era ancora giovane. E’ il libro curato da Alessandra Turrisi e Roberto Puglisi che da oggi sarà nelle librerie, con la prefazione del procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso. Si intitola “Era d’estate” e raccoglie le testimonianze di quei ragazzi di ieri che oggi sono magistrati, giornalisti, medici, ingegneri, architetti, avvocati, insegnanti, politici. Uomini e donne che portano su di loro le ferite di quelle esplosioni che sconvolsero la vita della Sicilia e dell’Italia intera. Un libro, edito da Vittorietti (128 pagine, 12 euro) per non dimenticare, per raccontare cosa è stata la vita dopo la morte di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e, purtroppo, di molti altri. Perché, di certo, nessuno dopo quegli avvenimenti può essere uguale a prima. Nella sua prefazione, è lo stesso Pietro Grasso a rivelare un episodio personale e profondamente legato alla strage di Capaci: “Il caso volle che riuscissi a conquistare l' ultimo posto disponibile, incerto fino al momento dell' imbarco, in quanto riservato ai parlamentari. Conservo ancora il tagliando di quel check-in”. Il procuratore e il magistrato dovevano essere insieme sul volo che sarebbe atterrato a Palermo il 22 maggio, il giorno prima della strage, ma un imprevisto, il caso, volle che Falcone non salisse su quell’aereo. Storie di destini paralleli che spesso non si incrociano ma si scoprono legati da un nastro sottile, quello della giustizia che nasce dal senso di rivalsa e dalla voglia di verità. Gli stessi autori sono protagonisti di altri due episodi raccontati, fissati sulla carta.

Il sottosegretario alla Giustizia del Governo Usa, Lanny Breuer: "Le intercettazioni sono essenziali"

ROMA - Per gli Stati Uniti le intercettazioni sono strumento essenziale e auspicano che nulla, in futuro, possa impedire l'ottimo lavoro condotto finora dalla magistratura italiana. Così ha dichiarato ieri a Roma il sottosegretario alla Giustizia Lanny Breuer, che poi ha precisato: "Non spetta a me entrare nel merito di decisioni politiche o giudiziarie riguardanti l'Italia". Immediata reazione del ministro Alfano che ha sottolineato "la piena intesa con Washington" contro il crimine organizzato. Sul contestato provvedimento la maggioranza punterebbe ora a un maxi-emendamento su cui chiedere la fiducia al Senato. Ma nel paese cresce la protesta contro il ddl sulle intercettazioni. Non vi è solo l'opposizione netta dei partiti del centrosinistra, ma di gran parte del mondo mediatico, degli editori. Ed ancora, esponenti della società civile e molti giovani protestano tramite internet in nome della libertà di stampa ed a tutela degli strumenti che consentono a magistratura e forze dell'ordine di combattere la criminalità e la corruzione.

martedì 18 maggio 2010

Allora Daniela Santanchè è "pro-mafia"?

L'incredibile video in cui la sottosegretaria del governo Berlusconi sostiene che le intercettazioni predisposte dai magistrati "violano la privacy" dei capi di Cosa Nostra. Il finiano Granata chiede che l'esecutivo prenda le distanze subito. Il Pd: "Chieda scusa". L'Idv: "Parole disgustose, si dimetta"
"Che senso ha intercettare un mafioso mentre parla con la madre? E' un abuso!" . Il sottosegretario per l'Attuazione del programma di governo Daniela Santanché se n'è uscita con una delle frasi più infelici mai usate da un esponente del governo. E' avvenuto nel corso della trasmissione Mattino Cinque, di cui Santanché era ospite, durante la quale si discuteva del disegno di legge Alfano sulle intercettazioni. "La divulgazione di intercettazioni che riguardano la sfera intima e privata della persona, e non i reati per i quali l'intercettazione è stata disposta, rappresenta un'inaccettabile violazione della privacy e dei diritti delle persone" ha ribadito poi Santanché, facendo così capire che la sua non era una gaffe, ma una "meditata" presa di posizione politica. "La dichiarazione sul diritto di privacy per i mafiosi è semplicemente sconcertante, così come doverosa appare una censura e una presa di distanza da parte del governo" ha affermato Fabio Granata, vicepresidente della commissione antimafia, esponente finiano del Pdl. "Il sottosegretario Santanché farebbe bene a scusarsi", ha detto la capogruppo del Pd nella commissione Antimafia della Camera, Laura Garavini: "La sua frase è stata quanto meno infelice e rischia di essere un messaggio sbagliato per i criminali. Evidentemente, ha usato parole con leggerezza ma deve dirlo pubblicamente: per ora è preoccupante la sua ostinata autodifesa". Più dura Sonia Alfano, europarlamentare dell'Idv e presidente dell'Associazione nazionale vittime della mafia: "La signora Santanchè delira e dovrebbe dimettersi subito. Le sue sono parole disgustose".
(L’Unità, 18 maggio 2010)

Vincenzo Liarda (Cgil): "Non ho voglia di fare il martire, ma il feudo Verbumcaudo è il riscatto dei giovani"

(AGI) - Palermo, 17 mag. - "Non ho voglia di fare il martire, di finire ammazzato come molti sindacalisti, ma il feudo Verbumcaudo e' un'occasione di riscatto per i giovani che possono trovare lavoro qui, senza essere costretti ad emigrare". Vincenzo Liarda, responsabile zonale Cgil della Alte Madonie minacciato dai boss, lancia un appello dalle pagine di Asud'Europa, il settimanale del Centro Pio La Torre: "La societa' civile e la politica devono riaffermare con forza lo spirito della legalita'". In pochi giorni sono arrivati due messaggi di morte volti a fermare l'azione del sindacalista che dal 2007 si batte per l'affidamento del feudo Verbumcaudo - 150 ettari di terra appartenuti allo storico boss mafioso Michele Greco, detto il papa, - alla cooperativa "Placido Rizzotto" di Libera. Il fondo, dopo la confisca da parte dello Stato, e' stato assegnato al Comune di Polizzi Generosa, ma a causa di un contenzioso tra il Comune e un'agenzia di recupero crediti non e' ancora entrato in possesso di nessuno. "Da allora - spiega Liarda - ci battiamo per evitare che il bene messo all'asta possa rientrare nelle mani della famiglia Greco o dei suoi prestanome. Questa terra, invece, puo' avviare al lavoro giovani e creare sviluppo economico per l'intera zona, divenendo un modello di crescita nella legalita'". Malgrado i numerosi atti di solidarieta' arrivati dai sindacati e da tutta la classe politica, Liarda non nasconde la propria preoccupazione: "Mi sembra di vivere un sogno, o forse sarebbe meglio dire un incubo, non siamo lontani dal tempo in cui i sindacalisti che occupavano la terra venivano assassinati dalla mafia. Io non ho nessuna voglia di essere un eroe o un martire.
I valori che ho vissuto all'interno della Cgil ho semplicemente cercato di esternarli durante il mio lavoro. La mia speranza - continua il dirigente sindacale - e' che la politica possa determinare, senza nessun tipo di tentennamenti, manifestazioni di legalita'". A sessant'anni dalla riforma agraria e dalle storiche lotte per l'occupazione delle terre, "ancora una volta il feudo continua ad essere crocevia d'interessi tra chi lo vorrebbe latifondo e chi risorsa per i giovani e per il territorio", conclude il presidente del Centro Pio la Torre, Vito lo Monaco, che lancia un appello "al popolo delle Madonie, alla sua storia di lotte democratiche, all'opinione pubblica siciliana e nazionale per una mobilitazione democratica con l'obbiettivo di ottenere il rispetto dello spirito della legge Rognoni-La Torre e della 109 per la gestione dei beni confiscati".
(AGI) Mrg

domenica 16 maggio 2010

Intervista all'assessore di Prizzi, Nino Greco. "Quando si è in gioco, si deve mettere in conto qualche attacco diretto..."

D. Assessore Greco, che sta succedendo a Prizzi? Sentiamo di manifesti, tensioni, fibrillazioni ...
R. Normale dialettica politica, magari di basso profilo, ma da annoverare nel normale confronto tra chi amministra e chi sta all’opposizione.
D. Ma lei è stato chiamato direttamente in causa ...
R. Si, ma non è di questo che vorrei parlare, se mi permette. Preferirei parlare di politica, di futuro, di prospettive del nostro territorio. Sa, quando ci si mette in gioco si deve mettere in conto qualche attacco diretto. Più si lavora, più si acquista visibilità e più si scatena la gelosia di chi è frustrato per la propria marginalità, specialmente quando cominciano a venir fuori i risultati. Credo che l’opposizione di Prizzi, col manifesto che lei citava, abbia toccato il fondo, che abbia fatto un altro autogol. La gente sa cosa hanno fatto quando amministravano e sa pure che l’indennità dell’amministratore non è un ammortizzatore sociale, come forse qualche signor 50% crede, sa anche, la gente, che è un problema di qualità, di impegno, di serietà e di correttezza. Ma, ripeto, replicherò in altra sede. Ora vorrei parlare di politica. LEGGI TUTTO

Prizzi. L'opposizione attacca il sindaco e la giunta: "Quanto ci costano!"
La risposta dell'assessore Nino Greco scritta sul suo Blog

Il nuovo libro di Enrico Bellavia: Così i superboss della mafia "scelsero" Napoli

di Giovanni Marino
L´incontro fra Corleonesi e camorristi cambiò le regole: dai duelli agli agguati plateali. L´affiliazione di Bardellino, considerato "un giovane d´azione, che si dava molto da fare".
Quando la mafia colonizzò Napoli. Ne fece una irrinunciabile filiale di affari e delitti. Trasformò camorristi emergenti in "uomini d´onore". Condivise grandi progetti criminali. E, inedito assoluto, mise in piedi con i napoletani un eclatante agguato per eliminare un uomo dello Stato. Racconta questo e molto altro il pentito di Cosa nostra Francesco Di Carlo, ex padrino della Cupola. Misteri antichi e nuovi raccolti dal giornalista di "Repubblica" Enrico Bellavia in 375 pagine che si leggono con l´intensità di un legal-thriller. "Un uomo d´onore" attraversa la lunga saga nera della mafia siciliana. Molte pagine sono dedicate al rapporto tra Cosa nostra e camorra. Di Carlo, l´ex boss che ha risposto ai giudici anche su Andreotti, Berlusconi, Dell´Utri, fa capire con queste parole quale sia stata l´incidenza di Cosa nostra nel dna della camorra: «L´incontro tra i Corleonesi e i napoletani ha cambiato profondamente le regole della criminalità da quelle parti. Era come una peste. Nacquero mille problemi tra gli uomini d´onore. E la violenza aumentò. La storia criminale di Napoli era una storia fatta di duelli. L´avversario veniva intimidito: se si usavano le armi, si mirava alle gambe. Siamo noi ad avere esportato l´agguato plateale e il sistema della lupara bianca». Sono davvero tanti i retroscena del rapporto mafioso Palermo-Napoli e il pentito mostra di conoscerli nelle pieghe più nascoste. Ecco come descrive l´affiliazione a Cosa nostra di Antonio Bardellino, considerato l´antesignano della cosca dei Casalesi: «Un giorno arrivai a Marano di sera e mi dissero che in un furgone c´erano due che avevano strangolato (....) mi dissero che avevano anche intenzione di "combinare" chi glieli aveva portati (...) l´indomani feci da padrino ad Antonio Bardellino (...) gli spiegai le regole e lui divenne "compariello"(...) era un giovane di azione e aveva una famiglia che si dava molto da fare (...) un nome conosciutissimo nel Casertano». Luciano Liggio, Totò Riina, Bernardo Provenzano e lo stesso Francesco Di Carlo erano di casa tra Napoli e Marano, impegnati a «disciplinare il contrabbando», ospiti dei Nuvoletta, con Zaza, tra i più vicini al gotha di Cosa nostra. Al punto da essere coinvolti nel tentativo di omicidio del questore Angelo Mangano. Il pentito svela come andò. Anni Settanta, Mangano dà la caccia a Liggio, nel frattempo riparato in Campania, che decide di assassinarlo a Roma. Il raid in via Tor Tre Teste a Roma, nell´aprile 1973. Liggio agisce con Michele Zaza, Angelo Nuvoletta e Ciro Mazzarella. Ma non tutto va liscio: si inceppa la pistola di Nuvoletta, si perde tempo, Zaza, alla guida, è costretto a scendere per fare fuoco. Mangano e il suo autista restano gravemente feriti, ma si salvano. Liggio ha un diavolo per capello, «l´esitazione di Nuvoletta lo fa molto arrabbiare». Storie di mafia. Raccontate da chi le ha vissute in prima persona: Di Carlo, che vide un´ala della camorra sposare rituali, strategie e crudeltà della mafia siciliana.
Napoli, 12.05.2010 (da repubblica.it)

Giovanni Falcone e l'Addaura. Nuovi indagati e "talpe" dei servizi segreti

di ALESSANDRA ZINITI
Dopo 21 anni cinque indagati per il fallito attentato a Giovanni Falcone nella casa di villeggiatura al mare. I magistrati: "Qualcuno ha cercato di depistare l'inchiesta". Tra i cinque nuovi indagati dalla Procura di Caltanissetta c'è Gaetano Scotto, condannato per l'omicidio di Paolo Borsellino e della sua scorta
Talpe "istituzionali" prima e dopo. E cinque nuovi indagati, boss e manovali delle cosche che, probabilmente in combutta con uomini "sporchi" dei servizi segreti, piazzarono l'esplosivo che avrebbe dovuto far saltare in aria Giovanni Falcone già tre anni prima della strage di Capaci, nel giugno dell'89 nella villa al mare che aveva preso in affitto. Ventuno anni dopo, la svolta nelle indagini per il fallito attentato dell'Addaura porta i nomi di uomini legati a famiglie di rango di Cosa nostra, i Madonia e i Galatolo, e trova un trait d'union con un'altra strage, quella di via d'Amelio. Tra i cinque nuovi indagati dalla Procura di Caltanissetta, c'è infatti anche Gaetano Scotto, condannato per l'omicidio di Paolo Borsellino e della sua scorta. Gli altri sono il boss Salvino Madonia, Raffaele Galatolo, suo nipote Angelo Galatolo, e il collaboratore di giustizia Angelo Fontana. Un sesto, Pino Galatolo, fratello di Raffaele, è deceduto. Sarebbe toccato a lui procurare il telecomando del fallito attentato.
Ma il pool di magistrati diretto dal procuratore Lari e dagli aggiunti Gozzo e Marino sta anche cercando di dare un nome agli uomini degli apparati istituzionali che allora appoggiarono e probabilmente prepararono il campo all'attentato, che negli anni hanno depistato le indagini e che, negli ultimi mesi, da quando l'inchiesta ha imboccato la nuova pista, hanno provato a controllare il lavoro dei magistrati. Questa finalità avrebbe avuto l'intrusione scoperta negli uffici della Dia di Caltanissetta, a cui i pm hanno affidato le indagini. Un uomo sarebbe riuscito ad introdursi nella sede e a collegarsi con i computer accedendo a file dell'indagine. Una vicenda poco chiara alla quale non sarebbe estraneo il recente cambio ai vertici della Dia di Caltanissetta
E un'altra talpa delle forze dell'ordine avrebbe invece fatto da regista informando i mafiosi che quel giorno il giudice Falcone sarebbe andato all'Addaura per un bagno. Un disegno che sarebbe stato sventato dall'intervento di altri due uomini dei servizi segreti, Antonino Agostino ed Emanuele Piazza uccisi mesi dopo in misteriosi agguati. I pm di Caltanissetta hanno disposto un incidente probatorio ordinando il prelievo delle tracce di Dna dalla muta, dalle pinne e dagli occhiali rinvenuti sulla scogliera dell'Addaura per compararlo con quello di Emanuele Piazza e Antonino Agostino. Secondo la nuova pista, infatti, Piazza e Agostino quel giorno sarebbero stati su un gommone davanti casa di Falcone e avrebbero dato l'allarme facendo fallire l'attentato.
Da La Repubblica

sabato 15 maggio 2010

Corleone, campi di lavoro antimafia. La visita a Portella della Ginestra...

La nostra generazione vi ha dato cinque cose: "la repubblica, la costituzione, la scuola, la libertà, e il voto alle donne". Così ha iniziato a parlare Mario Nicosia uno dei due superstiti della strage di Portella della Ginestra. Eravamo seduti sui sassi di Portella, Mario e Serafino hanno condiviso con noi i ricordi della strage del 1° maggio 1947. Come si fa a non essere retorici in queste occasioni, le loro emozioni sono diventate le nostre, sentire raccontare la storia proprio sul posto dell'eccidio, non è una cosa semplice da digerire. Piana degli albanesi, chiamata anticamente Piana dei Greci, è una parte della Sicilia particolare, particolare perché ancora si parla l'albanese e dal punto di vista naturalistico tra le più belle della regione. Ma la diversità di quella gente si percepiva dalle parole degli anziani, fieri di appartenere ad una razza diversa che non si piegava alla mafia e al potere degli agrari. La sera abbiamo organizzato una grande “cacciuccata”, sono venute più di 20 persone tra amici, fidanzate e mogli dei soci, penso che la cooperativa non si libererà facilmente di noi, c'era il piacere e la consapevolezza di stare insieme. Sono tornata a Corleone per il secondo anno con la sensazione di tornare in famiglia, di tornare a casa.
Le volontarie toscane
NELLA FOTO: Mario racconta...

Giuseppe Bagnati e Gaetano Sconzo presentano il libro: "Il primo capitano Francesco Calì e la Nazionale"

La Nazionale italiana compie cento anni. Il 15 maggio 1910 disputava infatti la prima partita della sua storia contro la Francia all'Arena di Milano. In occasione del centenario verrà presentato a Riposto il libro " Il primo capitano Francesco Calì e la Nazionale". Calì, nato a Riposto ed emigrato in Svizzera e poi a Genova, è stato il primo capitano della Nazionale: era l'Italia dei pionieri, che giocava in maglia bianca perchè quelle colorate costavano di più, delle trasferte con panini al seguito acquistati da uno dei giocatori, con errori di percorso e abbigliamenti artigianiali. Il libro, scritto da due giornalisti palermitani, Giuseppe Bagnati e Gaetano Sconzo, racconta non soltanto la storia di Calì ma anche dei primi passi della Nazionale, del campionato del 1910 (primo scudetto dell'Inter vinto tra le polemiche). La prima partita è successo non troppo previsto: 6-2 contro la Francia all'Arena di Milano. Calì è uno dei protagonisti di quella partita, anche se il mattatore sarà Lana, centravanti del Milan. La seconda partita undici giorni dopo a Budapest. Il libro racconta di una trasferta quasi fantozziana con la comitiva dei giocatori italiani che parte da Milano raggiunge Venezia in treno. Poi doveva imbarcarsi per Fiume e raggiungere Budapest, invece il vaporetto arriva a Trieste, di qui a Vienna e poi a Budapest. Al vitto aveva pensato il terzino Trerè che si era presentato con un valigione di panini col salame. Il libro è introdotto da una premessa di Fabio Cannavaro che scrive a proposito dell'emozione di essere capitano: "Sono certo che l'adrenalina sia sta stata la stessa per Franz Calì". Quindi la prefazione di Matteo Collura che si sofferma sull'emigrazione dei siciliani. Il libro, ricco di illustrazioni d'epoca, è arricchito da pubblicità del 1910 e si conclude con i tabellini delle due partite in cui Calì è stato capitano e il dettaglio tecnico dei 13 incontri in cui Calì fatto parte della commissione tecnica azzurra. Il libro verrà presentato sabato 15 alle ore 11 nella Sala del Vascello del comune di Riposto alla presenza del sindaco Spitaleri, ex calciatore.
Si può richiedere sul sito della casa editrice www.antipodes.it o trovare nelle seguenti librerie: Milano - Libreria dello Sport, via G. Carducci, 9 - Pesaro - Libreria dello Sport, via Giambattista Passeri, 81 - Torino - Libreria dllo Sport, corso Siccardi, 4 - Palermo - Libreria Sciuti, via Sciuti, 91f - Palermo - Flaccovio, via Ruggero Settimo, 37 - Palermo - Libreria Broadway, via Rosolino Pilo, 18.

venerdì 14 maggio 2010

Corleone. Campi di lavoro antimafia. La visita a Telejato dal "vulcanico" Pino Maniaci

Oggi è stata una giornata particolare. Come al solito la mattinata l' abbiamo dedicata ai "nostri " pomodori: una annaffiata, due coccole al ritmo scandito dai trattori di Franco e Salvatore. Abbiamo abbandonato i campi abbastanza presto perchè Calogero ci aveva organizzato, per il primo pomeriggio, un incontro a sorpresa. Per cui pranzo veloce, doccia e viaggio, sui pulmini della Cooperativa, in direzione di Palermo fino ad entrare in Partinico. Il nostro incontro a sorpresa era stato organizzato negli studi di TELEJATO ed il nostro interlocutore era Peppino Maniaci. Come definire il responsabile di Telejato, tv a conduzione familiare? Vulcanico,istrionico,ironico,acuto,profondo,attento osservatore della politica e della società. Un fondamentalista dell' informazione libera. Un uomo che con la sua storia e le sue storie ci ha ammaliato ed incantato. L' incontro a sorpresa organizzatoci da Calogero era più che sufficiente a dare un significato a questa giornata. Ma ci si sono messi pure i nostri due angeli custodi, Davide e Giusy, che ci hanno portato a visitare la casa di Peppino Impastato ed a ripercorrere i "centopassi" che la separano da quella del boss Tano Badalamenti, mandante del suo omicidio. Abbiamo stemperato le emozioni scaturite da queste visite godendoci una splendida veduta del tramonto dalla riserva naturale del WWf di " Capo Rama" e gustandoci una grigliata organizzata dall'impareggiabile Franco.
Un' altra tacca da incidere sul bastone delle giornate da ricordare.
Fabrizio.

Corleone. Campi di lavoro antimafia. Oggi la visita della scuola media di Lercara

La vita alla cooperativa di Corleone continua attivamente. Vogliamo raccontare del pranzo avvenuto ieri con la partecipazione di 60 ragazzi della scuola media di Lercara Friddi. Il pranzo è stato l'evento finale di un lungo percorso di studio e di informazione sulla legalità e lotta contro la mafia, avvenuto durante il periodo scolastico, coinvolgendo attivamente e direttamente la cooperativa "Lavoro e non solo". Attraverso il pranzo, i ragazzi hanno potuto toccare con mano la realtà della cooperativa, assaggiando i cibi prodotti nei campi, grazie al lavoro dei volontari. Prima del pranzo, il presidente della cooperativa, Calogero Parisi, ha parlato della funzione che essa svolge nella comunità di Corleone e del forte significato della parola legalità. Nel pomeriggio siamo stati nelle bellissime zone intorno a Corleone, accompagnati dai ragazzi della cooperativa e del servizio civile, abbiamo visitato la residenza di caccia di Ferdinando IV di Borbone, le gole del drago, e Piana degli albanesi, dove abbiamo acquistato i famosi cannoli siciliani, degustati durante la cena. Questo è tutto, ci aggiorniamo domani.
I volontari Unicoop Tirreno
Prima del pranzo, gli alunni della scuola media di Lercara Friddi e i loro insegnanti hanno voluto fare un tour nei luoghi della mafia e dell'antimafia di Corleone, accompagnati dal presidente della coop "Lavoro e non solo", Calogero Parisi. Davanti al municipio li ho raggiunti anch'io e abbiamo parlato di Placido Rizzotto e del movimento contadino. (d.p.)

FOTO. Tutti attorno al busto di Placido Rizzotto

Corleone. Campi di lavoro antimafia. La visita alla Caserma della GG.FF. e alla CGIL

L'incontro di persone diverse che devono condividere una settimana insieme, secondo me racchiude molte alchimie. Il nostro viaggio che ci ha portato alla cooperativa "lavoro e non solo" è stato dettato da un bisogno essenzialmente nostro di percorrere insieme ai soci della cooperativa un pezzetto di strada in comune. Oggi l'incontro con il maresciallo Coppola della guardia di finanza, un incontro con le istituzioni, che ha messo in evidenza come comunque il cambiamento dipende sempre dalle persone. Abbiamo conosciuto un uomo orgoglioso della sua professionalità e della sua competenza. E' stato lui che ha voluto che la sede della guardia di finanza fosse insediata nella villa sequestrata a Totò Riina a Corleone. Un presidio importante per la città, un presenza nuova dello stato.
Secondo incontro con Dino Paternostro, segretario della camera del lavoro, altro uomo, altra storia ma stesso obiettivo, combattere per la legalità, la sua è stata un lezione di storia dei moti contadini siciliani, storia che ancora non viene raccontata sui libri scolastici. Calogero e gli altri soci della cooperativa hanno un altro compito importante, rappresentare la memoria storica di un movimento di uomini e donne che hanno lottato e pagato per il cambiamento.
Le volontarie dell'Unicoop Tirreno

giovedì 13 maggio 2010

Le norme del governo contro le intercettazioni finiranno per bloccare le indagini. E la mafia ringrazia

di Paolo Biondani
Le norme del governo contro le intercettazioni finiranno per bloccare le indagini e favorire i criminali. Parla il procuratore capo di Torino Giancarlo Caselli
Cosa significa in una moderna società civile la parola democrazia? «La democrazia si nutre di controlli, che devono essere effettivi, non di facciata. C'è un controllo sociale che si esercita attraverso un'informazione incisiva rispetto al potere perché libera e pluralista. E c'è un controllo di legalità, affidato a una magistratura libera ed efficace perché indipendente. Sono questi principi fondamentali ad essere messi in pericolo dal progetto di legge contro le intercettazioni. Libertà di pensiero e diritto dei cittadini all'informazione, possibilità dei magistrati di indagare su tutti i reati e controllo effettivo del potere: sono le basi che, insieme, sostengono uno Stato di diritto. Chi ha il potere deve accettare controlli, altrimenti la democrazia degenera in tirannide della maggioranza». Giancarlo Caselli, magistrato simbolo della lotta al terrorismo e alla mafia, oggi procuratore capo di Torino, è molto preoccupato per gli effetti del piano di riforma fortemente voluto dal governo per limitare o vietare le intercettazioni e mettere il bavaglio alla cronaca giudiziaria. LEGGI TUTTO

Lombardo sull'inchiesta di Catania: "Se sarà provata la mia colpevolezza, vado via"

Il governatore parla dell'indagine che lo vede coinvolto. Risponde a Cuffaro che lo esortava a dimettersi e ribadisce la necessità della collaborazione politica con Berlusconi. Il ministro della Giustizia Alfano intanto potrebbe mandare gli ispettori alla procura di Catania. I magistrati: "Tra di noi nessuna spaccatura"
"Se sarà trovato e soprattutto provato con certezza che io abbia consapevolmente sostenuto e supportato la mafia me ne andrò un minuto prima". Lo ha affermato il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, in una conferenza stampa organizzata nel pomeriggio a Catania aggiungendo però di essere certo che ciò non accadrà perché, ha aggiunto, "sono sicuro di non averlo fatto". Lombardo parla dell'inchiesta su mafia e politica che lo vede indagato a Catania, replica a Cuffaro che lo ha invitato a dimettersi e affronta il tema dei rapporti con i partiti all'Ars.
L'inchiesta. "Se non ci fosse stata la smentita ufficiale della procura di Catania - ha detto Lombardo - l'indiscrezione di stampa su una presunta azione giudiziaria nei miei confronti, avrebbe fatto rischiare di cadere il mio governo".
Cuffaro. "Totò Cuffaro farebbe bene a rivedersi le carte dei conti della Sicilia, per come li ha lasciati. Io per amore di pregressa amicizia preferisco tacere". Così Lombardo ha commentato l'invito a dimettersi rivoltogli dall'ex governatore "non per i problemi giudiziari che ha - aveva detto Cuffaro in mattinata - ma per la situazione in cui ha trascinato la Sicilia".
Berlusconi. "Il premier è una persona con la quale collaborare è indispensabile e utile" ma occorre che "smentisca l'ala estremista del suo partito e si riprenda la via del confronto", ha affermato il governatore parlando del rapporto con il Pdl lealista che nell'Isola è all'opposizione e il Pdl-Sicilia che fa parte del suo governo. "La differenza tra le due anime del Pdl al momento non è marginale - ha aggiunto Lombardo - perché Micciché pretende che si sostenga il governo regionale in Sicilia mentre dall'altra parte si pretende che si dia addosso al governo stesso".
Il Pd. "Il rapporto con il Partito democratico è limpidissimo, fondato né sullo scambio di voti, né sulle poltrone, ma sulle riforme", ha sottolineato Lombardo.
L'ispezione. "Ho dato mandato ai miei uffici, cioè all'ispettorato del ministero della Giustizia, di valutare l'esistenza dei presupposti tecnici per l'eventuale avvio di un'ispezione". Lo ha detto il ministro della Giustizia Angelino Alfano a Marsala commentando la possibilità di inviare gli ispettori alla procura di Catania.
I magistrati. All'interno della procura di Catania, contrariamente a "insistite notizie di stampa", non vi è "nessuna spaccatura" sull'inchiesta su mafia e politica. Lo affermano in una nota congiunta il procuratore capo Vincenzo D'Agata e i magistrati della Direzione distrettuale antimafia etnea Giuseppe Gennaro, Agata Santonocito, Antonino Fanara e Iole Boscarino.
La Repubblica, 13.5.10

Lotta alla mafia: il coraggio di Salvatore Carnevale. Cgil e Comune di Sciara ricordano il sindacalista ucciso nel 1955

Il sacrificio di Salvatore Carnevale è al centro di una serie di iniziative. Il sindacalista socialista, impegnato contro il latifondo e sul fronte dei diritti dei braccianti agricoli, è stato ucciso dalla mafia 55 anni fa, il 16 maggio 1955. Le celebrazioni sono cominciate mercoledì scorso e continueranno fino a domenica a Sciara. A organizzarle la Cgil, il Comune di Sciara e l'istituto comprensivo Mons. Vincenzo Aglialoro. Verrà ricordata anche la madre del sindacalista, Francesca, protagonista di un coraggioso atto di accusa contro la mafia di Sciara, che si e' battuta a lungo perchè venisse fatta giustizia sulla morte del figlio. Oggi, alle 9, presso la Chiesa madre, è in programma un convegno nel corso del quale interverranno storici, sindacalisti, magistrati, esponenti del mondo della scuola e delle istituzioni, studenti e familiari di sindacalisti vittime della mafia. I lavori saranno coordinati da Pino Lo Bello, della Cgil regionale, e conclusi da Enrico Panini, segretario confederale della Cgil nazionale.Alle 21 si esibiranno in concerto gli alunni della scuola secondaria di Sciara. Domani alle 21 sarà presentata una mostra fotografica e saranno proiettate immagini dei luoghi in cui visse Carnevale, che al momento della morte aveva 30 anni. Venerdì si svolgeranno alcuni spettacoli: il "Lamento pi la morti di Turiddu Carnevali", realizzato dagli alunni della scuola primaria; "Scacco alla mafia", opera semiseria realizzata dall'istituto comprensivo "Mons. Vincenzo Aglialoro". E ancora un concerto del gruppo folkloristico della scuola secondaria di Sciara e l'intervento del dirigente scolastico scolastico regionale, Guido Di Stefano e la premiazione del concorso di "Idee per realizzare un monumento a Salvatore Carnevale e sua mamma" con gli interventi del segretario della Cgil di Palermo, Maurizio Calà, e del sindaco di Sciara, Salvatore Rini. Domenica l'intervento del segretario della Cgil siciliana, Mariella Maggio.
l. z.
La Sicilia, 12.05.2010
NELLA FOTO. La lapide in ricordo di Carnevale. A sinistra l'allora deputato del Psi Sandro Pertini, futuro presidente della Repubblica.

Ato-Rifiuti "Alto Belice Ambiente". La Cgil e la Uil proclamano lo sciopero generale per protestare contro il mancato pagamento dei salari di aprile

Ecco il testo della lettera inviata dai sindacati alla Commissione nazionale di garanzia:
"In riferimento al verbale sindacale sottoscritto in data 12 maggio c.a., considerato la totale incertezza manifestata dall'azienda sulla data di pagamento del salario del mese di aprile, considerata l'insoddisfacente notizia in merito al pagamento del premio di produttività, già oggetto più volte di impegni mai soddisfatti, nonché la continua “presa per i fondelli” da parte del Presidente, il quale ci comunica, dopo tre anni, che c'è un “ritardo nella valutazione dei dipendenti”, le scriventi OO.SS. ritengono chiusa negativamente la procedura di raffreddamento e conciliazione aperta data 05/05/2010 e si proclama pertanto lo stato di agitazione delle maestranze con astensione dal lavoro straordinario, festivo, domenicale e notturno a far data dal 24/05/2010 al 01/06/2010, e proclamano una giornata di sciopero generale per giorno 31/05/2010".
FP CGIL V. Lombardo
UILTRASPORTI F.to A. Celano

Processo ‘Crash’. Associazione antiracket di Bagheria si costituisce parte civile

L’associazione antiracket ed antiusura del comprensorio bagherese si costituisce parte civile nel processo contro gli affiliati alle famiglie mafiose di Bagheria, Villabate e Ficarazzi, arrestati nel corso dell’operazione ‘Crash’. Il processo che ha preso il via mercoledì scorso, davanti ai giudici del tribunale di Palermo, vede alla sbarra, fra gli altri, Simone Castello, storico riferimento del capo di ‘Cosa Nostra’ Bernardo Provenzano. “La costituzione di parte civile è generalmente un atto simbolicamente importante – dice il presidente dell’associazione, Pippo Cipriani, - ma in questo caso assume un valore maggiore, considerato il calibro dei personaggi alla sbarra. Non dimentichiamo, infatti, che Castello ha ricoperto per anni il ruolo di ‘cassiere’ della cosca ed è stato il protagonista della stagione delle grandi truffe alla Comunità europea ( il cosiddetto Scafazzo) che ha rappresentato per anni un grande serbatoio di denaro per le famiglie mafiose. Anche Pio La Torre, - conclude Cipriani - aveva intuito la pericolosità dei personaggi ora sotto processo prevedendo per primo il grave danno che il ‘nuovo business’ delle famiglie mafiose avrebbe portato all’economia agricola del comprensorio”.
Palermo, 13 maggio ’10

mercoledì 12 maggio 2010

Umberto Santino. A proposito della casa del capomafia Badalamenti assegnata all’Associazione Impastato e delle indagini sul delitto Impastato

Il 9 scorso "la Repubblica" ha pubblicato un servizio in cui si annuncia che la casa confiscata al capomafia Gaetano Badalamenti è stata assegnata all’Associazione Peppino Impastato di Cinisi.
Il 9 sera c’è stata la presa di possesso simbolica da parte dei familiari di Peppino, del Centro Impastato di Palermo, dell’Associazione di Cinisi e del Forum sociale antimafia, a cui abbiamo voluto che prendesse parte il nipote di Placido Rizzotto. Nella ricostruzione di "Repubblica" manca qualsiasi riferimento al ruolo che alcuni compagni di Peppino e in particolare il Centro Impastato di Palermo hanno avuto nel salvare la memoria di Impastato da chi lo voleva terrorista e suicida e nel richiedere e ottenere giustizia. Pare che tutto il merito sia del film "I cento passi", e ciò anche in relazione con le recenti affermazioni di Saviano, secondo cui il processo ai responsabili dell’omicidio si sarebbe fatto in seguito all’uscita del film, mentre come dicevamo in un comunicato, pubblicato solo parzialmente dal quotidiano, erano già in corso due processi ai mandanti del delitto e la Commissione parlamentare d’inchiesta sulla mafia era vicina ad ultimare i lavori sul depistaggio delle indagini ad opera di rappresentanti delle forze dell’ordine e della magistratura. LEGGI TUTTO

lunedì 10 maggio 2010

Mafia. Laura Garavini (PD): "Dalle indagini sull'attentato dell'Addaura contro il giudice Giovanni Falcone la chiave per chiarire tanti misteri

“Le rivelazioni sul fallito, o meglio evitato, attentato contro Giovanni Falcone all'Addaura, aprono spazi per trovare verità nuove su un periodo molto buio della storia italiana. Ci auguriamo che il tempo non abbia cancellato ogni traccia, ma siamo fiduciosi che l'attività d'indagine della DNA e delle DDA competenti andrà avanti con grande impegno" . Lo sostiene Laura Garavini, capogruppo del Pd nella commissione parlamentare Antimafia la quale sottolinea che: "In questo momento il nostro pensiero non può che andare anche ai familiari di Antonino Agostino, Ida Castellucci ed Emanuele Piazza che ancora aspettano la verità sulla morte dei loro cari ed ora hanno la conferma che le indagini su quei delitti sono state fatte volutamente nelle direzioni sbagliate. Anche la Commissione Antimafia ha il dovere di approfondire questi aspetti e di metterli in collegamento con gli altri elementi che coinvolgono apparati deviati dello Stato nelle stragi Falcone e Borsellino, attendiamo la relazione preannunciata dal Presidente Pisanu per poter procedere."

Rifiuti/Sicilia. Il senatore Giuseppe Lumia (Pd): "Bisogna investire su differenziata e legalità"

“Indietro non si torna. Per risolvere il problema dei rifiuti in Sicilia bisogna investire sulla raccolta differenziata e sulla legalità. La soluzione deve essere efficace, ecocompatibile e non va ricercata nei quattro termovalorizzatori che il governo regionale ha cancellato perchè la gara era illegale e perchè anche in quest'affare la mafia stava tentando di mettere le mani. Già nell'eolico si è dimostrato che la criminalità organizzata ha avuto un forte ruolo e ha provato a farla da padrona; adesso attendiamo tutti i risultati delle inchieste giudiziarie in Sicilia e in Sardegna". Così il senatore del Pd Giuseppe Lumia, componete della Commissione antimafia, interviene sulla questione rifiuti in Sicilia. “L’Assemblea regionale siciliana – aggiunge Lumia – ha approvato una riforma del settore che prevede la pesante riduzione degli Ato, i quali in poco più di due anni hanno prodotto oltre un miliardo di debiti, nonchè disservizi e infiltrazioni mafiose. Essa, inoltre, responsabilizza gli Enti locali e orienta la gestione del ciclo dei rifiuti sulla differenziata. Da qui bisogna ripartire se si vuole risolvere il problema in modo moderno, veloce e innovativo”.

Con la cooperativa "Valle del Marro" sulle terre confiscate alle cosche, adesso c'è un lavoro vero per i "reduci" di Rosarno

Moussa stringe la mano al prefetto Mario Morcone. Poi lo fa Yakouba. E infine Godwin. Sorridono i tre giovani immigrati. Reduci dagli scontri di Rosarno del 7 gennaio, prima sfruttati da caporali e imprenditori agricoli, poi feriti dalla manovalanza della 'ndrangheta, da oggi lavorano sui campi della cooperativa Valle del Marro, che coltiva terreni confiscati alle cosche. Dal lavoro nero al lavoro doppiamente pulito. Davvero una bella giornata. E, fortunata coincidenza, proprio oggi su questi terreni è in visita il prefetto Morcone, da pochi giorni direttore dell'Agenzia nazionale per la gestione dei beni sequestrati e confiscati, dopo essere stato per quattro anni Capo del Dipartimento per l'immigrazione del ministero dell'Interno. LEGGI TUTTO

Corleone. Arrestato un cittadino libico per maltrattamenti alla convivente

CORLEONE - Arrestato dai carabinieri della locale compagnia, per maltrattamenti alla convivente, un cittadino libico, Rivad Mohamed El Tewati, 48 anni, disoccupato, con precedenti penali che, insieme alla donna ed ai suoi tre figli, abita in un alloggio popolare di contrada San Marco. I carabinieri del Nucleo Operativo e Radio-mobile sono stati avvisati da una telefonata che segnalava una lite in famiglia. Giunti sul posto i militari hanno trovato la convivente di El Tewati in compagnia dei suoi tre figli minori. La donna, aveva il volto tumefatto ed una vistosa ferita al volto dalla quale perdeva molto sangue. I Carabinieri hanno immediatamente chiamato un’ambulanza del 118 con il medico a bordo che ha prestato le prime cure alla donna. La successiva attività d’indagine consentiva ai militari di accertare che a ferirla era stato il convivente che veniva rintracciato ed arrestato per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali dolose. L’uomo è una vecchia conoscenza delle forze dell’ordine. Due anni fa era già stato tratto in arresto dai Carabinieri di Corleone per lo stesso tipo di reato. L’arrestato è stato trattenuto presso le camere di sicurezza della Compagnia di Corleone e sarà giudicato nelle prossime ore con rito direttissimo dal Tribunale di Termini Imerese.
Cosmo Di Carlo

Peppino Impastato: lo uccise solo la mafia?

di Attilio Bolzoni
A 32 anni dalla morte, emergono nuovi interrogativi sull'omicidio del giovane giornalista antimafia. Perché molti dettagli fanno pensare che non sia stata solo Cosa Nostra. E quelli che depistarono le indagini sono gli stessi che poi si occuparono delle misteriose "trattative" seguite alle stragi del '92

Trentadue anni fa un giovane giornalista siciliano, Peppino Impastato, fu dilaniato da una bomba sui binari della ferrovia Trapani-Palermo. Per il suo omicidio è stato condannato all'ergastolo il boss dei Corleonesi Gaetano Badalamenti. Eppure, in quel delitto, molti sono ancora i punti oscuri. A iniziare dalle modalità dell'omicidio, diverso dai rituali mafiosi. Ma soprattutto è interessante il fatto che i depistaggi dell'inchiesta (inizialmente si cercarono gli autori del delitto tra gli amici della vittima) sia stato attuato dagli stessi personaggi che oggi emergono come protagonisti di quella trattativa tra mafia e Stato che seguì la stagione delle stragi. In altri termini, emerge l'ipotesi che il delitto Impastato sia stato voluto da quella "zona grigia" tra Cosa Nostra e lo Stato che sta emergendo in questi mesi. LEGGI TUTTO

Peppino Impastato non è morto invano

di Lirio Abbate
Sono passati trentadue anni da quando il giornalista di Radio Aut, che da Cinisi denunciava gli intrecci tra mafia e politica, fu ucciso sulle rotaie della ferrovia Trapani-Palermo.
Non sono trascorsi invano. Il suo esempio alla denuncia e alla ribellione contro Cosa nostra trascina i giovani di oggi a dire no alla mafia. E conduce sempre più a sostenere la libertà di informare per la quale Peppino è stato ucciso . Quella di Peppino Impastato è una storia di coraggio e di riscatto consumata in una terra difficile ma straordinaria. Un ragazzo che negli anni Settanta aveva deciso di dichiarare guerra alla mafia denunciandone gli intrecci illeciti con la politica e i traffici di droga. Lo faceva attraverso Radio Aut, un'antenna libera che Peppino e i suoi amici avevano acceso nel piccolo paese di Cinisi, alle porte di Palermo. LEGGI TUTTO

Napolitano a Trapani, a 150 anni dallo sbarco dei Mille

di RINO GIACALONE
Il presidente in visita nella provincia dove si racconta che la mafia non esiste....

Nella sua «agenda» per la visita in tre Comuni della Provincia di Trapani, Marsala, Salemi e Calatafimi, in occasione dei 150 anni dallo sbarco a Marsala dei Mille del generale Giuseppe Garibaldi, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano troverà anche l’argomento mafia e lotta a Cosa Nostra. E questo perchè questa sollecitazione gli giungerà da due parti, in maniera opposta e diversa però. Da un lato il sindaco di Salemi Vittorio Sgarbi che prima che sindaco resta il più famoso pirotecnico (per le sue esternazioni colorate e vivaci) polemista d’Italia ma anche uomo che vive e promuove le arti fuori dai classici sistemi, rendendole vive quanto provocatorie, e in questo caso Salemi è diventato per lui più che una città da amministrare (incombenze che lascia ai locali) un palcoscenico e scenario di un possibile reality. Sgarbi confermando un intento che risale già ai primi mesi della sua elezione a sindaco, profitterà della presenza di martedì prossimo di Napolitano a Salemi (la cittadina del Belice fu proclamata da Garibaldi prima capitale d’Italia nell’occasione in cui il generale dichiarò la dittatura dopo avere vinto le prime battaglie contro i Borboni dopo lo sbarco a Marsala) per inaugurare il «museo della mafia». LEGGI TUTTO

Campi di lavoro. Diario del soggiorno a Corleone

Antonio Losacco
Segretario Provinciale
SILP per la CGIL Lucca
Tutto è nato alcuni mesi orsono quando, nell’ambito del progetto “Carovana della Legalità”, il sottoscritto, in rappresentanza del sindacato di Polizia SILP per la CGIL Toscana, ha incontrato i ragazzi delle scuole insieme a Maurizio Pascucci dell’ARCI ed ai soci della cooperativa “Lavoro e non solo” di Corleone, ai quali, oltre a rappresentare la necessità di condividere la cultura della legalità, è stato evidenziato il bisogno di creare una rete di solidarietà capace di sostenere e dare un aiuto concreto agli amici della cooperativa, che rappresentano un simbolo forte contro la Mafia, che si estrinseca attraverso la gestione di beni ad essa confiscati ed a loro assegnati. Durante quegli incontri, fra le altre cose, mi colpì particolarmente la difficoltà incontrata nel disputare anche una semplice partita di calcetto con i ragazzi del luogo. LEGGI TUTTO

Il 32° anniversario dell'assassinio di Peppino Impastato: "La mafia uccide, il silenzio pure..."

Dai microfoni di Radio-Aut, Peppino Impastato attaccava quotidianamente l’organizzazione criminale, capeggiata da don Tano Badalamenti, che nel 1978, 32 anni fa, ne decretò la morte. Nel 2002, dopo tanti depistaggi e compromessi, finalmente per quell’omicidio il boss mafioso fu condannato all’ergastolo. E domenica 9 maggio 2010 la casa di Badalamenti, confiscata dallo Stato, è stata assegnata all'Associazione "Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato". Un momento davvero emozionante...)
NELLA FOTO: (Foto. Cinisi, 9 maggio 2010. La società civile prende possesso della casa che lo Stato ha finalmente confiscato a don Tano Badalamenti.
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domenica 9 maggio 2010

Corleone. Campo di lavoro antimafia. I volontari a Portella delle Ginestre incontrano i "testimoni" Mario e Serafino

Oggi i nostri braccianti, dopo la pausa di ieri, sono tornati a lavorare nei campi; hanno bagnato le piantine di melanzane, peperoni e broccoli, che serviranno per alimentare i volontari durante il periodo estivo, e poi hanno sistemato i tubi per l’irrigazione. Gli addetti alla cucina sono andati al mercato e Antonio ha comprato la coppola: ora sembra un vero siciliano. Stasera dovrebbero conferirci la cittadinanza onoraria di Corleone; a tal proposito c’è una bella battuta di Ivo che, indicando Renatone, ha esclamato: “A lui gli ci vòle due fogli!”. Nel pomeriggio Calogero ci ha accompagnati a Portella della Ginestra e lì ci siamo incontrati con Mario e Serafino, due reduci della strage del 1° maggio 1947. Come spesso accaduto in questi giorni, anche l’incontro di oggi ci ha toccati profondamente, e come al solito ad ascoltare le loro testimonianze ci siamo emozionati e commossi. Questi ottantenni hanno una forza di volontà incredibile e continuano a raccontare, con tenacia e speranza, per non far dimenticare quello che è accaduto; un po’ come capita ai partigiani e agli ex internati, con la differenza che i reduci di Portella hanno poca visibilità e considerazione, e si lamentano perché in questo luogo non si è mai recato un presidente della Repubblica. Nonostante ciò ci hanno congedato con un po’ di speranza. Mario, il più anziano dei due, ha detto che morirà soltanto quando i veri colpevoli della strage saranno resi noti. Oggi le donne in cucina si sono molto indaffarate per la cena di stasera, a cui doveva presenziare il sindaco di Corleone, il quale però non è potuto venire, e allora … mangeremo tutto noi, perché ci aspettano i manicaretti delle nostre cuoche eccezionali, Anna, Anna e Marcella, aiutate egregiamente dall’insostituibile Antonio. Stasera abbiamo fatto tutti la tessera del circolo LIBERARCI DALLE SPINE.
I volontari del CRC La Rampa
Diario del 7 maggio 2010