martedì 31 marzo 2009

Corleone. E' stato convocato il consiglio comunale, ma nessuno deve saperlo!

di Dino Paternostro
È stato convocato per venerdì prossimo, alle ore 19.00, il consiglio comunale di Corleone, che discuterà di alcune interrogazioni ed interpellanze, e sarà chiamato ad approvare il nuovo piano regolatore di contrada Chiosi, alcune modifiche del regolamento edilizio e il nuovo regolamento per i “fuochi” in agricoltura. Come al solito, il presidente Mario Lanza si è guardato bene dal pubblicizzare la seduta. E il sindaco Iannazzo (che pure è antimafioso e trasparente) ancora si ostina a non stipulare la convenzione con Telejato per la ripresa delle sedute consiliari, nonostante un apposito ordine del giorno approvato l’anno scorso in aula. L’informazione dei cittadini bisogna impedirla ad ogni costo. Semmai, si possono propinare loro notizie alla “Minculpop” (il Ministero della Cultura Popolare fascista), tramite “veline” notificate a pochi (e selezionati) organi d’informazione (tranquilli, Città Nuove non è tra questi!).
La prima interrogazione che dovrebbe essere trattata è quella che il sindaco e la maggioranza consiliare hanno impedito che si trattasse l’ultima volta: la censura ai vertici burocratici del comune, il trasferimento di un caposervizio, lo scandalo delle marche da bollo. Cosa escogiteranno stavolta “Quelli del Palazzo” per impedire di affrontare lo scottante argomento?
Poi saranno discusse altre due interrogazioni, presentate da chi scrive: una sul piano traffico (leggi) e l’altra sull’area di riqualificazione urbana (leggi). Su entrambi gli argomenti mi permetto di chiedere al sindaco e agli assessori al ramo come mai non se n’è parlato preventivamente in consiglio comunale e come mai i cittadini e le loro associazioni non sono stati consultati. Ma sulle questioni di democrazia (e non solo) Iannazzo e la sua giunta sono sordi. Ma questa è un’altra storia e ne parleremo domani (insieme alla gita in Brasile).

Palermo. Al mercato di Ballarò continua il traffico di cardellini

La LAV e la LIPU chiedono un nuovo intervento delle Forze di Polizia. Vivo apprezzamento per la denuncia di un uccellatore a Valledolmo (Pa) da parte dei Carabinieri
Dopo i blitz dei mesi scorsi delle Forze di Polizia, il mercato degli uccellatori di Ballarò a Palermo ha ricominciato ad essere florido come prima. Domenica scorsa i volontari della Lipu e della Lav hanno effettuato un sopralluogo nella piazza dove centinaia di cardellini venivano messi in vendita dai bracconieri. Anche questa volta le due Associazioni hanno inviato un esposto al Prefetto di Palermo, alla Questura, all´Arma dei Carabinieri, alla Polizia Municipale ed al Corpo Forestale della Regione Siciliana informandoli della grave situazione che imperversa e chiedendo nuovamente un loro intervento anche periodico con l´intento di debellare tale fenomeno. Ricordiamo che l´attuale legge italiana considera la fauna selvatica patrimonio indisponibile dello Stato; dunque ne è vietata la cattura ed il commercio. LAV e LIPU, infine, esprimono vivo apprezzamento per l´odierno intervento dei Carabinieri di Lercara Friddi che a Valledolmo (Pa) hanno fermato e denunciato un uccellatore - L. A., di 45 anni, palermitano, già sorpreso nel 2003 a catturare uccelli protetti nella stessa contrada! - che catturava cardellini con una rete lunga ben 25 metri. Ciò dimostra come quella dell´uccellagione e del conseguente commercio di avifauna protetta rappresenti una piaga diffusissima soprattutto nel palermitano.
Info: http://www.lavsicilia.it - http://www.lipupalermo.blogspot.com

Formazione: PD, avviare commissione parlamentare d’inchiesta all’Ars

“Bisogna dar vita ad una commissione parlamentare d’inchiesta all’Ars per far luce sulla formazione professionale in Sicilia”. La proposta è di Antonello Cracolici, Giuseppe Lupo, Elio Galvagno, Giacomo Di Benedetto e Giovanni Panepinto, rappresentanti del PD in commissione Bilancio all’Ars dove oggi, su richiesta dell’opposizione, è intervenuto l’assessore al Lavoro Carmelo Incardona.
“Oggi ci sono due urgenze: garantire i lavoratori del settore che sono scesi in piazza e non ricevono lo stipendio da mesi, e interrompere il meccanismo clientelare che in questi anni ha trasformato la formazione professionale in una macchina assistenziale al servizio dell’assessore di turno. Il PD proporrà correttivi immediati già nella manovra finanziaria, e una proposta di legge per la riforma organica del settore che permetta di legare le azioni formative alla realtà del mondo del lavoro siciliano”.
A proposito dell’iter del ‘Prof 2009’, i deputati del PD hanno detto: “Il piano deve tornare immediatamente nella commissione regionale per l’impiego e, dopo che il nucleo di valutazione avrà recepito le indicazioni del dipartimento Formazione, si potrà avviare l’anno formativo e provvedere al pagamento degli stipendi. E non basta – hanno concluso gli esponenti del PD - dire che ‘bisogna stoppare l’ingresso di nuovi enti’ e ‘garantire il consolidato’: anche fra gli enti finanziati negli anni precedenti vi sono ‘truffe’, e non è accettabile che chi le ha messe in piedi continui ad essere finanziato sulla base di un ‘ricatto’ occupazionale”.

Ancora sull'aranciata senza arance

L'Italia si prepara a dire sì alla legge Ue: tolto anche l'ultimo ostacolo della percentuale minima di frutta basteranno aromi e coloranti. Ed è solo l'ultima beffa
Sembra aranciata ma non è. Sembra succo di pesca ma non è. È al gusto di, non per niente è "bevanda di fantasia" dice la legge. Peccato che poi la fantasia si scateni anche sull'etichetta mandando in confusione il povero acquirente, che allettato da succose arance e frutti maturi si ritrova nel bicchiere una bevanda che dentro ha tutto fuorché gli agognati agrumi. Rimarrà solo il colore (finto). Così sarà una volta che anche la Camera avrà abolito - già lo ha fatto il Senato - la norma che fissa al 12% la quantità minima di frutta perché una bevanda possa definirsi, per l'appunto, alla frutta. E avranno buon gioco le aziende più virtuose a precisare che la loro è vera sugli scaffali del supermercato dove già si combatte a colpi di packaging, posizionamento e offerte al ribasso. Il genere è già diffuso in Europa: in Italia arriverà con l'applicazione di una normativa europea. LEGGI TUTTO

lunedì 30 marzo 2009

Fini ai giovani: "La mafia è una dittatura. Bisogna ribellarsi con le armi della legalità"

Il presidente della Camera incontra gli studenti in Sicilia. "La politica garantisca trasparenza e la forza dell'esempio". E cita Kennedy: "Non chiedetevi ciò che lo Stato può fare per voi ma ciò che voi potete fare per lo Stato"
BAGHERIA (Palermo) - "La mafia è una dittatura, può togliere la vita, la libertà, e può cancellare la dignità delle persone e dei popoli. Come si fa contro le dittature, bisogna ribellarsi contro la mafia". Ha usato parole forti il presidente della Camera Gianfranco Fini rivolgendosi ai ragazzi che hanno partecipato a Bagheria alla cerimonia conclusiva dell'anno accademico del Parlamento della Legalità. E ha sottolineato che "contro le dittature si usano le armi, contro la mafia le 'armi' sono la legalità e il rispetto delle leggi". LEGGI TUTTO

Cgil: referendum sul contratto, il 96 per cento contrario all'accordo

Più di 3,6 milioni di lavoratori, pensionati e precari hanno partecipato al referendum sull'accordo separato del 22 gennaio scorso di riforma del modello contrattuale, non sottoscritto dalla Cgil. Il 96,27% (oltre 3,4 milioni) ha bocciato la riforma. Sono i dati resi noti dalla Cgil, nel corso di una conferenza stampa.
Confrontando i risultati con la consultazione promossa da Cgil, Cisl e Uil nel 2007 sul protocollo sul welfare, si tratta del 71% di quanti parteciparono a quel voto. «È un risultato assolutamente straordinario» ha commentato il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, sottolineando che «questo voto rafforza la posizione assunta» dalla Confederazione di corso d'Italia.
«Non condividiamo l'accordo e non condivideremo gli accordi settoriali che si muoveranno su quello», ha inoltre aggiunto il leader sindacale: «Andiamo avanti con piattaforme separate».
30 marzo 2009

Cronista antimafia rinviato a giudizio: non ha il tesserino da giornalista

Il direttore dell'emittente televisiva Telejato di Partinico (Palermo), Pino Maniaci, è stato rinviato a giudizio per esercizio abusivo della professione di giornalista. Nonostante non abbia mai voluto prendere il tesserino dell'Ordine, Maniaci conduce ogni giorno il Tg dell'emittente locale, più volte minacciata, querelata e contestata da boss e notabili della zona di Partinico. Lo stesso Maniaci lo scorso anno era stato minacciato dal figlio di un boss della famiglia Vitale
Pino Maniaci, direttore dell'emittente televisiva "Telejato" di Partinico, nel palermitano, la tv più volte minacciata, querelata e contestata dai boss della zona, è stato rinviato a giudizio per esercizio abusivo della professione di giornalista. La "citazione diretta" è stata disposta dal pubblico ministero di Palermo Paoletta Caltabellotta. Il processo è stato fissato davanti al giudice monocratico di Partinico l'8 maggio prossimo. Secondo l'accusa, Maniaci, "con più condotte, poste in essere in tempi diversi ed in esecuzione del medesimo disegno criminoso", avrebbe esercitato abusivamente l'attività di giornalista in assenza della speciale abilitazione dello Stato. Maniaci infatti conduce ogni giorno il tg di Telejato ma non ha mai voluto prendere il tesserino di giornalista pubblicista. Proprio per aver denunciato più volte le attività criminose dell'area di Partinico, Maniaci l'anno scorso era stato minacciato da un figlio di un boss della famiglia dei Vitale, detti "Fardazza", da lui più volte criticati e attaccati durante i telegiornali. "Tutto nasce da una denuncia anonima fatta in realtà da un collega invidioso della mia popolarità. Non è la prima volta che mi trovo sotto processo per esercizio abusivo della professione. A luglio sono stato assolto dalla stessa accusa. Chiarirò tutto anche questa volta". Così Maniaci ha commentato la notizia del suo rinvio a giudizio per esercizio abusivo della professione."Produrrò la sentenza che mi ha già scagionato", ha aggiunto, precisando che il direttore della tv locale è Riccardo Orioles."In occasione dell'ultima intimidazione - ha proseguito - il presidente nazionale dell'Unci mi ha dato la tessera onoraria dell'associazione. Questo vorrà pur dire qualcosa".Maniaci, infine, ha spiegato che non ha mai chiesto l'iscrizione all'Ordine dei giornalisti "per mancanza di tempo".
(La Repubblica, 30 marzo 2009)

LA LETTERA. Wilma Goich ed Italo Cucci all'inaugurazione dell'Associazione culturale italiana di New York

E’ stata una delle più belle serate alla quale hanno partecipato sabato sera quasi 300 persone per la inaugurazione della nuova ASSOCIAZIONE CULTURALE ITALIANA DI NEW YORK, con sede a Ridgewood Queens. Sono venute da ogni dove, dai 5 boro della citta’ di New York, da Long Island, finanche da Filadelfia . C’erano presenti numerosi presidenti di altre Societa’ italiane con i loro membri e diversi ospiti venuti direttamente dall’Italia. L’evento si e’ tenuto presso il ben noto ristorante “LA BELLA VITA“ di Ozone Park, che per l’occasione ha segnato il tutto esaurito. Sal Palmeri, nota personalita’ radiofonica italiana, nonche’ membro e direttore artistico della Associazione, ha aperto la serata dando il benvenuto a tutti. LEGGI TUTTO

Senato, sì all'aranciata senza arance. Primo via libera alla norma Ue che elimina la soglia del 12% di vero succo

(ANSA) - ROMA, 30 MAR - Potrebbero essere ammesse alla vendita in Italia bibite dal colore e dall'aroma di arancia ma del tutto prive del vero succo. E' quanto prevede l'art. 21 della Legge Comunitaria che ogni anno recepisce nel nostro ordinamento le direttive di Bruxelles: meno di una riga di disposizione, capace di abrogare una legge italiana del 1961 che garantisce ai consumatori almeno un 12% di vero succo in queste bibite. Il senato per la prima volta ha dato il via libera alla cancellazione. Finora infatti ogni anno, all'arrivo in Parlamento della Comunitaria, i parlamentari dicevano no a queste bibite mantenendo in vigore la norma italiana, in coerenza tra l'altro con tutte le campagne finanziate dal Governo a favore di un'alimentazione sana e in coerenza con tutti i soldi spesi da Bruxelles per promuovere frutta e verdura nelle scuole. Ma ora, dopo il via libera di palazzo Madama, la palla alla Camera dove la Legge Comunitaria sarà ridiscussa. In difesa del ''minimo sindacale'' di agrumi e di vitamine nelle bibite per ragazzini, si è immediatamente schierata Coldiretti: ''l'eliminazione della soglia del 12% farebbe sparire dalle tavole e dai frigoriferi 120 milioni di chili di arance all'anno prodotti con danni evidenti per consumatori e produttori''.

domenica 29 marzo 2009

Cgil, la sfida del Circo Massimo del prossimo 4 aprile. Sul palco precari e medici

di Massimo Franchi
e Felicia Masocco
Le divisioni sindacali e le strategie del governo. I rapporti con il Pd e il ruolo del lavoro nella politica. Ma soprattutto le scelte della Cgil che sabato prossimo sarà in piazza, al Circo Massimo, per una grande manifestazione. Lo slogan «Futuro sì, indietro no». Il segretario Guglielmo Epifani, ospite de L’Unità, risponde alle domande della redazione e dei lettori.
La Cgil è sotto attacco, è accusata di essere una forza politica, di non partecipare alle trattative ma di godere poi dei risultati. Accuse ripetute dal ministro Renato Brunetta. La risposta?
«Non si considerano mai le posizioni della Cgil per quelle che sono e si usano altri argomenti: si dice che facciamo opposizione di tipo politico, che seguiamo vecchie ideologie, ci accusano di conservatorismo. Luoghi comuni. E quasi sempre si rifugge dal merito. Ieri (venerdì, ndr) Sacconi ha detto che la Cgil muoveva critiche al nuovo Testo unico sulla sicurezza senza averlo letto. La cosa buffa è che tutti si sono espressi subito, la Confindustria ha fatto una nota di tre pagine ma, guarda caso, Sacconi ha parlato solo di noi. Eppure avevamo detto, già in passato, che è un errore cambiare un testo che neanche è in vigore e che conveniva applicarlo e fare una verifica dopo due anni per eventuali correzioni». LEGGI TUTTO
IL CONTRIBUTO DI PAOLO HENDEL
ALLA MANIFESTAZIONE DELLA CGIL

28 marzo 1945: a Corleone (Palermo) viene ucciso Calogero Comajanni.

Aveva denunciato un furto commesso da Luciano Liggio. Questo assassinio segna l'avvio della carriera criminale di Luciano Liggio, uno dei mafiosi più feroci che assumerà sempre più un ruolo di comando compiendo una serie di delitti regolarmente impuniti tra cui l'omicidio del sindacalista Placido Rizzotto. Liggio sarà a lungo latitante e nel 1969 verrà finalmente condannato all'ergastolo per l'assassinio del capomafia Michele Navarra.
Dall' Agenda dell'Antimafia edita dal Centro Siciliano di Documentazione "Giuseppe Impastato" di Palermo con l'adesione dell'Arci Sicilia

Nei forzieri della mafia, un tesoro per la Cultura


Restituire alle città, ai cittadini i beni confiscati alla mafia, destinandone una parte alla cultura
"Politicamente Scorretto ", la manifestazione promossa da Casalecchio delle Culture (Istituzione dei Servizi Culturali del Comune di Casalecchio di Reno) in collaborazione con Carlo Lucarelli, da sempre attenta alla lotta alle mafie, lancia un appello a tutti coloro che hanno a cuore la salvaguardia e lo sviluppo della cultura, dei valori di democrazia e civiltà nel nostro Paese.Con l’adesione di Libera Associazioni, Nomi e Numeri contro le mafie.

E’ tempo di crisi, i soldi non ci sono, bisogna tagliare, cancellare, spostare e concentrare i finanziamenti sulle esigenze primarie. La Cultura non è una di queste per cui bisogna adattarsi, farne a meno dove si può e per il resto tagliare, cancellare, spostare e concentrare.E’ un argomento su cui sentiamo dibattere da parecchi mesi che però contiene, nella sua formulazione, due errori fondamentali.Primo errore: la Cultura non è un’esigenza secondaria. E’ un bene primario che va tutelato e sviluppato. E’ un investimento a media e lunga scadenza senza il quale tutti gli altri settori, anche quelli materiali dell’economia, muoiono.Secondo errore: i soldi non ci sono. Ci sono, invece, e ce ne sono tanti. Stanno nascosti, come il tesoro dei pirati in un forziere su un’isola deserta, anzi, sono proprio il tesoro dei pirati. Sono tutti i miliardi che le Mafie hanno rubato al nostro paese e alle nostre vite approfittando anche della mancanza di quella Cultura –alla legalità, all’etica, alla bellezza- che non riusciamo efficacemente a sviluppare.Sono beni immobili, risorse, denaro, tante cose che potrebbero essere utilizzate per dare respiro alla Cultura, diventare sedi, centri di produzione, finanziamenti.E’ già successo, ogni tanto succede, ma dovrebbe accadere di più.Per questo vorremmo lanciare un appello molto semplice e molto diretto. I soldi per la Cultura ci sono. Stanno nel forziere dei pirati. Usiamoli.
Carlo Lucarelli
Paola Parenti (Presidente Casalecchio delle Culture)

mercoledì 25 marzo 2009

La Sicilia ha una nuova Sanità

di Salvatore D'Anna
Per il governo tagliati costi e dirigenti, ma l'opposizione non ci sta25 marzo 2009 21:13Diciassette aziende sanitarie invece di ventinove, centoventidue posti da dirigente. Cui però se ne aggiungono, secondo l’opposizione, altri quarantasei, quelli dei direttori dei presidi ospedalieri, che per il Pd non scompaiono. La riforma sanitaria regionale, approvata oggi pomeriggio a Sala d’Ercole, dopo una telenovela durata mesi, per il centrosinistra rischia di moltiplicare le poltrone.

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I PUNTI CHIAVE DELLA RIFORMA SANITARIA

Il monologo di Saviano in tv: "Non sono solo in questa battaglia"

IL PERSONAGGIO - Lo scrittore a "Che tempo fa" con Fazio. Mostra i titoli incredibili dei giornali locali che chiamano "infami" i pentiti. "Cercano di colpire me, perché sono il più debole"
MILANO - Un monologo quasi teatrale, una rassegna stampa del Corriere di Caserta che chiama "infame" il pentito in un titolo, che elegge a eroi i boss locali, amici dei politici. Le foto dei ragazzini ammazzati, quelli degli innocenti coperti da un lenzuolo, il sorriso di un carabiniere ventenne trucidato per vendetta. Il titolo diffamante: "Don Diana a letto con due donne". Don Diana, il prete dell'impegno ucciso quindici anni fa. "Che tipo di paese se permette tutto questo?". "Il silenzio è colpevole anche perché non lascia capire". LEGGI TUTTO

Il Procuratore Ingroia: "Omosessuali tra i mafiosi? Abbiamo avuto conferme in tal senso"

ROMA - Omosessuali tra i mafiosi? Il procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia rispondendo a Klaus Davi nell'intervista in onda su Youtube sostiene che "abbiamo avuto ulteriori conferme in tal senso. Non si tratta comunque di boss, ma di esponenti, per così dire, di medio livello. Non siamo ancora arrivati ai quadri alti, ma ci fermiamo ad anelli non elevati della cupola". Ingroia ha confermato che la condizione omosessuale tra i mafiosi viene ancora vissuta con una certa paura e che, pertanto, non ha mai pensato di rendere pubbliche e utilizzare in qualche modo le informazioni in suo possesso per colpire la malavita. "Anche in conseguenza delle riflessioni fatte tempo fa a proposito del mafioso siciliano ucciso proprio perchè gay - ha spiegato il magistrato - mi è capitato semplicemente di cogliere queste evidenze, di percepirle e di metterle in risalto, ma nulla di più, agendo da studioso più che da operatore".

L'Assemblea Regionale Siciliana dice sì alla riforma sanitaria

PALERMO - Dopo una lunga maratona d'aula, l'Assemblea regionale siciliana si è conclusa intorno alle 5 con l'approvazione di tutti i singoli articoli della riforma sanitaria. Il presidente dell'Ars Francesco Cascio ha aggiornato i lavori alle 16,30 di oggi con all'ordine del giorno l'approvazione definitiva del nuovo sistema in cui si articolerà la sanità in Sicilia.La riforma riduce le aziende sanitarie e ospedaliere da 29 a 17, mentre i distretti saranno guidati da due direttori: uno sanitario e uno amministrativo. LEGGI TUTTO

Sanità: Cracolici, atteggiamento PD ha portato a riduzione aziende

“Se le aziende sanitarie e ospedaliere sono state ridotte a 17 lo si deve soprattutto all’atteggiamento del PD che ha tenuto fermo il timone, ottenendo un modello di sanità omogeneo in tutto il territorio ed evitando che la riforma prendesse pericolose derive. Resta un fatto, innegabile: fra governo e maggioranza è stato raggiunto un compromesso al ribasso che ha portato ad una inutile moltiplicazione delle poltrone, che serve a tutto fuorché a migliorare l’offerta sanitaria e i servizi ai cittadini”. Lo dice Antonello Cracolici, presidente del gruppo PD all’Ars. “Ogni poltrona da manager – continua - sarà promessa più volte a più aspiranti direttori nel corso della prossima campagna elettorale dal momento che la riforma, non a caso, entrerà in vigore solo il primo settembre”.

Lo rivela Massimo Ciancimino: "Un magistrato a casa del mafioso Siino"

PALERMO - I magistrati della Procura di Palermo che da alcuni mesi hanno avviato nuove indagini che si basano in gran parte sulle dichiarazioni di Massimo Ciancimino, il figlio di Vito, il politico corleonese condannato per mafia, stanno indagando su intrecci fra borghesia e mafia a Palermo. In particolare Ciancimino ricostruisce una rete di affari 'occulti' che facevano capo a suo padre e parla dell' imprenditore Ezio Brancato e della moglie Maria D'Anna con i quali avrebbe costituito la società Gas, venduta in seguito a un gruppo di spagnoli. Una parte di questi retroscena Massimo Ciancimino li ha raccontati ieri a Bologna durante la sua deposizione in aula davanti ai giudici della corte d'appello che lo stanno processando per riciclaggio.Nell'ambito della nuova inchiesta dei pm è stato acquisito un verbale di dichiarazioni, dello scorso febbraio, in cui un ex primario dell'ospedale Civico di Palermo afferma che alla fine degli anni Ottanta, ha visto a cena a casa dell'allora "ministro dei lavori pubblici" di Cosa nostra, Angelo Siino, il magistrato Giusto Schiacchitano, all'epoca sostituto procuratore a Palermo. Il magistrato è stato consuocero di Brancato, perchè il figlio ha sposato Monia Brancato che adesso è parte civile nel processo a Ciancimino."A casa di Angelo Siino erano presenti numerose persone, tra le quali il magistrato Giusto Sciacchitano ed ufficiali dell'Esercito di cui però non ricordo il nome". È il contenuto delle dichiarazioni dell'ex primario del Civico, Vincenzo Alessi, oggi in pensione, che ha reso al sostituto procuratore Nino Di Matteo il 10 febbraio scorso, nell'ambito del processo all'ex deputato regionale Giovanni Mercadante accusato di mafia.Il verbale è stato depositato agli atti del processo al politico e adesso è stato acquisito nella nuova inchiesta che si basa anche sulle dichiarazioni di Massimo Ciancimino. Giusto Sciacchitano alla fine degli anni Ottanta, in cui si sarebbe verificato l'episodio raccontato da Alessi, era uno dei sostituti anziani del procuratore Giammanco. Adesso il magistrato è alla procura nazionale antimafia dove si occupa di collegamenti con le autorità straniere.

ZORRO, di Marco Travaglio. "Manganelli canterini"

Il vicequestore Gioacchino Genchi, da 20 anni consulente dei giudici in indagini di mafia e corruzione, è stato sospeso dal servizio. Motivo: ha rilasciato interviste per difendersi dalle calunnie e ha risposto su facebook alle critiche di un giornalista. «Condotta lesiva per il prestigio delle Istituzioni» che rende «la sua permanenza in servizio gravemente nociva per l’immagine della Polizia». Firmato: il capo della Polizia, Antonio Manganelli. Se Genchi avesse massacrato di botte qualche no global al G8 di Genova, sarebbe felicemente al suo posto e avrebbe fatto carriera (Massimo Calandri, «Bolzaneto, la mattanza della democrazia»): Vincenzo Canterini, condannato a 4 anni in primo grado per le violenze alla Diaz, è stato promosso questore e ufficiale di collegamento Interpol a Bucarest. Michelangelo Fournier, 2 anni di carcere in tribunale, è al vertice della Direzione Centrale Antidroga. Alessandro Perugini, celebre per aver preso a calci in faccia un quindicenne, condannato in primo grado a 2 anni e 4 mesi per le sevizie a Bolzaneto e a 2 anni e 3 mesi per arresti illegali, è divenuto capo del personale alla Questura di Genova e poi dirigente in quella di Alessandria. Le loro condotte non erano «lesive per il prestigio delle Istituzioni» e la loro presenza è tutt’altro che «nociva per l’immagine della Polizia». Ma forse c’è stato un equivoco: Manganelli voleva difendere Genchi e sospendere Canterini, Fournier e Perugini, ma il solito attendente coglione ha capito male. Nel qual caso, dottor Manganelli, ci faccia sapere.
L'Unità, 25 marzo 2009

martedì 24 marzo 2009

Palermo choc: Mafia e pallone sotto indagine

La Procura antimafia di Palermo haiscritto nel registro degli indagati l'ex direttore sportivo del Palermo calcio, Rino Foschi, e tre giocatori, FrancoBrienza, Salvatore Aronica e Vincenzo Montalbano. A loro carico si ipotizza la frode sportiva, in relazione a un presunto condizionamento dell'esito della partita Ascoli-Palermo, giocata nel campionato 2002-2003 e finita col risultato di 2-1per la squadra siciliana. L'iscrizione è stata decisa dopo che i magistrati del pool coordinato dal procuratore aggiunto Antonio Ingroia hanno riletto le dichiarazioni dell'avvocato Marcello Trapani, ex legale dei boss di Tommaso Natale Salvatore e Sandro Lo Piccolo ed ex procuratore sportivo. Trapani, che da alcuni mesi parla con i pm, aveva riferito infatti di un accordo illecito che sarebbe passato attraverso il versamento di 200 mila euro all'attaccante Brienza, al 'centralè di difesa Montalbano (tutti e due hanno giocato per alcune stagioni nel Palermo) e del terzino Aronica(palermitano, ma che mai ha vestito la maglia della squadradella sua città). I tre sarebbero stati corrotti su iniziativa di Foschi, ma l'Ascoli subodorò qualcosa e l'allenatore dell'epoca, Bepi Pillon, non li schierò nella partita, giocata il 24 maggio 2003 e decisa da un gol al 90esimo minuto, segnato da Arturo Di Napoli.
24 marzo 2009

Governo regionale battuto all'Ars. Niente indennità a direttori Asl decaduti

Il governo regionale è stato battuto all'Ars su un emendamento presentato dal Pd che che cassa una norma che prevedeva lo stanziamento ai direttori generali decaduti di un'indennità in conformità a quanto previsto dai relativi contratti individuali di lavoro la cui cessazione è formalmente prevista nel 2010. A favore hanno votato in 39 mentre in 37 si sono detti contrari. Inoltre le aziende sanitarie provinciali e le aziende ospedaliere di nuova istituzione saranno operative dal settembre 2009. E' stato invece respinto l'emendamento proposto dal capogruppo del Pd, Antonello Cracolici che stabiliva l'entrata in vigore delle nuove strutture dopo 60 giorni dall'approvazione della riforma. Il governo ha anche presentato un emendamento che prevede che "l'azienda sanitaria provinciale di Messina è scissa in due aziende: una metropolitana e provinciale". E la conseguente costituzione dell'azienda ospedaliera San Vincenzo di Taormina e l'inserimento di Ville delle Ginestre appartenenti a Villa Sofia.
“Abbiamo evitato che i manager continuino ad essere pagati per restare a casa. Grazie ad un nostro emendamento, ai direttori generali ai quali, nonostante un contratto valido non viene rinnovato l’incarico, non sarà corrisposto alcun trattamento economico”, sottolinea Lillo Speziale, deputato del PD.

Pompeo Colajanni, "Le cospirazioni parallele",

Nelle librerie il volume del mitico comandante partigiano "Nicola Barbato", liberatore di Torino (ed. La Zisa, pp.176 - euro 9,90)
La guerra di liberazione contro la dittatura fascista e l’occupazione nazista, combattuta in Italia tra il 1943 e il 1945, è stata una delle pagine più gloriose della più recente storia nazionale, il cui merito principale è stato quello di aver dato vita alla Repubblica democratica, che trova il suo atto fondativo nella Carta costituzionale approvata nel 1948. A questa guerra parteciparono intellettuali, militari, giovani, donne, operai, contadini, sacerdoti, dirigenti e militanti di partito, tutti animati dal desiderio di ridare onore e libertà ad una nazione che aveva subito l’onta di un regime tirannico ed una bruciante sconfitta militare. Le vicende narrate in questo libro hanno come punto di partenza la Sicilia, segnatamente la provincia di Caltanissetta, e attraverso quasi tutta l’Italia, giungono in Piemonte, dove Colajanni, smessa la divisa, ma non l’animo, di tenente di cavalleria, indossa i panni del partigiano, guidando, con lo pseudonimo di “Nicola Barbato”, i suoi uomini alla liberazione di Torino.
POMPEO COLAJANNI (Caltanissetta 1906-Palermo 1987), comandante partigiano nella guerra di liberazione nazionale in Piemonte, parlamentare comunista per diverse legislature alla Assemblea regionale siciliana prima e al Parlamento nazionale dopo, è stato per molti anni stimato dirigente nazionale dell’ANPI.

IL VINO "CENTOPASSI" A VINITALY 2009

CENTOPASSI sarà alla 43esima edizione di Vinitaly, a Verona dal 2 al 6 aprile 2009. Presenteremo in questa occasione Grillo Rocce di Pietra Longa Sicilia IGT - CENTOPASSI, Catarratto Terre Rosse di Giabbascio Sicilia IGT - CENTOPASSI e Nero d' Avola Argille di Tagghia Via Sicilia IGT - CENTOPASSI: tre cru, selezioni in purezza dai nomi che raccontano il territorio e la sua anima, frutto di suoli eccellenti posizionati fino a 600 metri di altitudine. Tre vini biologici, tutti provenienti da singole vigne. Vi aspettiamo allo stand numero 16 corridoio B all'interno del padiglione 2 - Sicilia.

Palermo: Salvatore Orlando (PD), no all'abolizione due ore gratuite in zone blu

“L’idea di abolire le due ore di ‘tregua’ nel pagamento delle zone blu è l’ultimo regalo che il neo presidente dell’Amat vuol fare agli automobilisti palermitani. Un’idea, questa, alla quale il PD è fermamente contrario”. Lo dice Salvatore Orlando, consigliere comunale del PD al comune di Palermo, commentando la proposta del presidente dell’Amat, Mario Bellavista, di abolire la fascia oraria gratuita dalle 14 alle 16 nei parcheggi a pagamento della città.
“Il presidente dell’Amat – continua – sembra accanirsi contro i palermitani: prima ha eliminato gli abbonamenti gratuiti al bus per le fasce deboli, poi ha tolto il biglietto unico integrato, quindi ha installato chilometri di pericolosissimi cordoli lungo le strade cittadine: adesso vuol perfino togliere le ‘due ore d’aria’ alle zone blu, addossando la responsabilità di questa scelta a ‘precise direttive del consiglio comunale’ che in realtà impongono ai cda delle aziende partecipate tagli a sprechi e consulenze, non certo nuove vessazioni ai cittadini. Insomma – conclude Orlando – qualcuno diceva che con Bellavista all’Amat sarebbe cambiata musica… invece è sempre la solita solfa”.
Palermo, martedì 24 marzo 2009

Montalbano è allibito: le «mele marce» di Genova e i precedenti di Bolzaneto


di SAVERIO LODATO
e ANDREA CAMILLERI
Camilleri, alle notizie di Genova, Montalbano sarà rimasto di sasso: scoperta una banda di 25 poliziotti dedita a cocaina, bische clandestine, festini con prostitute. Agghiaccianti le telefonate fra i Rambo di cartapesta: «Voglio fare una rissa della Madonna, finisce che ammazzo tutti»; «Sei dei tanti che consumano droga, sei nella norma». Di un neofita, un veterano dice: «Non vorrei che finisse lì, e poi ci tocca buttarlo nella spazzatura». Della storia i giornali hanno parlato un giorno solo. In fondo, sono italiani come noi.

Montalbano, caro Lodato, è allibito e nauseato. E vorrebbe rivolgere qualche domanda a chi di ragione. La prima è per il Questore di Genova che ha dichiarato, a stare al Corriere della Sera, che si tratta di «poche mele marce». Sappiamo che è consuetudine delle Questure il ridurre sempre a un terzo i partecipanti a una manifestazione a esse non gradita. A logica di Questura, dunque, i poliziotti dovrebbero essere molti di più che 25. Ma anche restando a questo numero, non pare al signor Questore che 25 mele marce siano un po’ troppe? Ne basta una sola in un cesto per infettare tutte le altre. Il contadino lo sa e si affretta a gettarle via. Come mai alla Questura di Genova nessuno si è accorto di quello che stava succedendo? E pare che uno degli arrestati avesse subito una condanna a 3 anni e 2 mesi per avere massacrato a Bolzaneto la mano di un no global. Lo stesso agente, nel 2007, era stato indagato perché accusato di avere violentato con alcuni suoi colleghi tre prostitute straniere proprio nei locali della Questura genovese. Ecco le altre domande: come mai un tipo simile ha potuto continuare a vestire la divisa della polizia? Anche allo spirito di corpo c’è un limite, passato il quale, lo spirito di corpo diventa complicità.


L'Unità, 24.3.09

Tagli alla scuola siciliana

Pubblicate le nuove tabelle del Miur, secondo la Cgil ci sarebbero 5.000 cattedre in meno in tutta l'isola. Il Miur ha pubblicato le tabelle degli organici del personale docente delle scuole, che in Sicilia ammonta complessivamente a 5.020 posti in organico di diritto. In organico di fatto saranno tagliati ulteriori 620 posti di cui 120 di sostegno. Lo rende noto la Flc Cgil.I posti in meno, in organico di diritto, nei vari ordini e gradi di scuola saranno i seguenti: primaria 1.491; primo grado 2.068; secondo grado 1.438.

lunedì 23 marzo 2009

XIV Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo di tutte le vittime di mafia. I volti puliti degli studenti corleonesi a Napoli

Nell’immaginario collettivo, grazie alla faticosa riscoperta della “memoria” degli ultimi anni, sono cominciati a riaffiorare i volti e le storie di dirigenti contadini come Bernardino Verro e Placido Rizzotto, di braccianti poveri come Luciano Nicoletti, di medici del popolo come Andrea Orlando, di amministratori onesti come Giovanni Zangara e del piccolo pastore Giuseppe Letizia, tutti barbaramente assassinati dalla feroce mafia del feudo. E allora Corleone ha riscoperto le sue radici antimafiose, che sono antiche quanto quelle della mafia. Dieci anni fa, questo processo di rinascita civile raggiunse l’acme con la IV “Giornata della Memoria e dell’Impegno” in ricordo di tutte le vittime innocenti di mafia, celebrata proprio qui, a Corleone, alla presenza dell’allora Presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro. Ed è bello ricordare che oggi, dieci anni dopo, una consistente delegazione di studenti del Liceo (allora appena bambini delle elementari), insieme ai loro professori, si sono recati a Napoli, alla XIV “Giornata della Memoria e dell’Impegno”. Significativamente, hanno aderito a “”Libera” (nei mesi scorsi avevano pure aderito ad “Addio Pizzo”) e si sono imbarcati (a spese loro) sulla nave speciale Palermo-Napoli. “Abbiamo incontrato – ci raccontano contenti – studenti napoletani che avevano adottato il nostro Bernardino Verro”. A “Libera” ha aderito anche la Camera del lavoro di Corleone, intestata a Placido Rizzotto, impegnata a promuovere l’antimafia sociale con le coop che lavorano sui terreni confiscati, con gli studenti, con altre organizzazioni come l’Arci. È stata un’altra giornata di festa e di impegno quella del 21 marzo. Ma anche di dolore per i tanti, i troppi morti di mafia, che sono morti “perché noi non siamo stati abbastanza vivi”. Sono state ricordate le nostre vittime innocenti di mafia, abbiamo detto “grazie” per aver sacrificato la loro vita per la libertà, la giustizia sociale e la democrazia in Sicilia. Nel loro nome e nel nome di tutte le altre vittime innocenti abbiamo rinnovato l’impegno di contrastare mafie e malaffare e di provare a costruire una società migliore.

sabato 21 marzo 2009

Napoli. Centomila in corteo contro le mafie

Centomila. Quando la testa del corteo organizzato da Libera arriva a Piazza Plebiscito, la coda è ancora alla Rotonda Diaz. Un serpentone di 2 chilometri e mezzo, allegro ma silenzioso. Sul palco si alternano i familiari delle vittime e rappresentanti delle istituzioni cittadine a leggere i nomi delle quasi 500 persone che hanno perso la vita a causa della criminalità. A sorpresa, sul palco è salito anche Roberto Saviano: tocca a lui chiudere il lungo elenco, tra cui anche i nomi dei sei immigrati ghanesi uccisi nella strage di Castelvolturno lo scorso 18 settembre dai Giuseppe Setola e dai suoi sicari. LEGGI TUTTO
LA RASSEGNA STAMPA DEL 21 MARZO

Palermo. Un avvertimento al sen. Carlo Vizzini (Pdl): testa di capretto con un proiettile

A pochi passi dalla segreteria politica del senatore del Pdl, un pacco con una testa di capretto e un proiettile conficcato. Accanto un biglietto: "Cosa ci vuole per farti stare zitto?"
PALERMO - Una testa di capretto con un proiettile conficcato è stata trovata dentro un pacco in piazzetta Bagnasco a Palermo, a pochi metri dalla segreteria politica del senatore di Fi, Carlo Vizzini. Gli artificieri della polizia hanno transennato la zona, alla quale si accede da via Ruggero Settimo, la strada dello shopping dei palermitani, in pieno centro. Secondo gli investigatori il pacco è destinato al senatore Vizzini e all'interno ci sarebbe anche un messaggio intimidatorio. Nel pacco indirizzato al senatore Carlo Vizzini (Pdl), oltre alla testa di capretto con un proiettile, c'è un biglietto in cui è scritto: "Cosa ci vuole per farti stare zitto?". La polizia lo ha trovato all'ingresso della segreteria del politico che è situata nel centro di Palermo. Il parlamentare è arrivato da pochi minuti nell'ufficio di piazzetta Bagnasco dove sta incontrando alcuni suoi collaboratori. Proprio per stamani, fra l'altro, era in programma in quella sede una riunione dell'associazione "mafia contro" di cui Vizzini è presidente onorario. "Ho messo tutto nel conto - dice Vizzini - è evidente che questa minaccia mi fa capire che la strada intrapresa è quella giusta, quella tracciata da me in questi mesi della legislatura. Con diversi emendamenti a mia firma o come relatore, infatti, sono state approvate norme che aggrediscono il potere e il patrimonio dei boss per non parlare del carcere duro".
21/03/2009

venerdì 20 marzo 2009

Corleone. Società della figlia di Riina assicura divorzi lampo, scattano le indagini

Divorzi lampo, lauree straniere ottenute con lotterie in rete, codici segreti venduti su e-bay in grado di assicurare presunti guadagni astronomici, import-export di olio, caffé e vino imbottigliato con il marchio "Vini Riina". Sono solo alcune delle molteplici attività imprenditoriali della "T & T corporation Ltd", una società con sede virtuale a Londra e indirizzo con recapito telefonico a Corleone, riconducibile alla figlia maggiore di Totò Riina, Maria Concetta, e al marito Toni Ciavarello, al centro di un'inchiesta della Procura di Palermo. L'indagine, condotta dalla Fiamme Gialle, ha accertato i moltemplici campi d'azione della società, che dichiara un volume d'affari di 100 milioni di dollari, fra cui spicca lo "studio legale internazionale" che pubblicizza "divorzi lampo in 40 giorni". A spiegare "come" è lo stesso genero di Totò Riina, il quale assicura all'ignara clientela che basta recarsi in Spagna e acquisire la residenza per ottenere - in base alla legge di quel paese - un divorzio "a vista". Il servizio costa 7500 euro, comprensivo di viaggio e assistenza di un "legale" della società. (a.g.)
SiciliaInformazioni, 20 marzo 2009

Il marito della figlia di Riina risponde via internet: "Dov'è il reato?"

Tony Ciavarello, il genero di Totò Riina commenta la notizia sull'inchiesta della Procura di Palermo relativa alla T&T Corporation Ltd, la società di cui è titolare insieme alla moglie, Maria Concetta Riina, e che si occupa tra l'altro anche di "divorzi lampo". In un post inviato al blog www.rosalio.it Ciavarello ha scritto: "dove sta il reato, chi abbiamo truffato? Nessuno! e allora perché tutto questo trambusto? Carissimi ragazzi e ragazze, sono Tony Ciavarello in persona, ma non vi viene in mente che l'informazione che stanno dando i "midia" non sia veritiera o travisata? E poi anche se vera fosse, fino ad ora nessun reato é stato accertato né tantomeno commesso, quindi perché ripartite con le additate come al solito su notizie infondate? Siamo sempre alle solite... povera Sicilia!". Ciavarello, che è un appassionato di internet e delle nuove tecnologie, due anni fa registrò anche il marchio "I love Corleone" che il Comune avrebbe voluto utilizzare per propagandare turisticamente il paese, scrollandosi di dosso l'appellativo di "capitale della mafia".
SiciliaInformazioni, 20 marzo 2009

Palermo, arrestato il boss latitante Ludovico Sansone

Secondo gli inquirenti è il capo mandamento di Brancaccio
I carabinieri del Reparto operativo di Palermo hanno arrestato pochi minuti fa il boss latitante Ludovico Sansone, 56 anni, ricercato dalla maxi-operazione 'Perseo', che nel dicembre scorso porto' all'arresto di oltre cento presunti affiliati a Cosa nostra. Sansone e' ritenuto dagli inquirenti il capo mandamento mafioso di Brancaccio a Palermo. Secondo quanto raccontato dal pentito di mafia, Salvatore Grigoli, Sansone andava eliminato "perche' sapeva troppe cose". Gia' in passato Sansone, detto 'zio Ludovico', era stato prima indagato e poi processato per mafia, ma fino ad oggi e' sempre stato assolto. Proprio di recente era stato assolto dai giudici del Tribunale di Palermo nell'ambito del processo alla cosca di Santa Maria Di Gesu'. Per il procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso, l'arresto di Sansone "è l'ennesimo successo colto dal Reparto operativo dei carabinieri, che continua a inanellare successi nella lotta contro la mafia. L'operazione 'Perseo' costituisce la decapitazione di una Cosa nostra che stava per rialzare la testa".
SiciliaInformazioni, 20 marzo 2009

Ma a Salemi Sgarbi non trova nessuno disposto a fargli da vice-sindaco?

Camillo Oddo (Pd): "E' curioso che fra le forze locali del centrodestra Sgarbi non trovi nessuno all’altezza di fare il vicesindaco..."
“È davvero curioso che Sgarbi continui a cercare ‘altrove’ qualcuno in grado di fare il vicesindaco: evidentemente fra le forze locali del centrodestra che lo sostengono non c’è nessuno che lui ritiene all’altezza del compito. Su questo aspetto il sindaco di Salemi dovrebbe riflettere profondamente”. Lo dice Camillo Oddo, vicepresidente dell’Ars, a proposito delle recenti polemiche legate alla ‘ricerca’ da parte del sindaco di Salemi (Tp) di un suo vice.
“Le polemiche e gli insulti di questi giorni elargiti nei confronti del PD siciliano e dei suoi dirigenti – aggiunge Oddo – non fanno onore al ruolo di primo cittadino, né ai salemitani che egli rappresenta. Per quel che ci riguarda rispettiamo il ruolo istituzionale che le urne ci hanno assegnato, cioè quello di opposizione, e portiamo avanti il nostro progetto per rinnovare davvero Salemi, non limitandoci a propinare spot mediatici che servono solo a saziare l’ego smisurato di qualcuno”.

Sicilia, Formazione professionale: PD chiede il ritiro del decreto Prof 2009

“È molto grave che l’assessore Incardona abbia pubblicato il decreto con il Piano formativo 2009 senza la necessaria copertura finanziaria, senza tenere conto dei rilievi mossi dalla Commissione regionale per l’impiego, dai sindacati e dagli gli enti, e ignorando la richiesta del PD di un approfondimento in commissione. A questo punto l’unico modo per rimediare ad un atto tanto spregiudicato è un intervento del presidente Lombardo e il ritiro del decreto”. Lo dicono Antonello Cracolici, Filippo Panarello e Giuseppe Lupo, rispettivamente presidente del gruppo PD, vicepresidente della commissione Lavoro e componente della commissione Bilancio all’Ars.
“In queste condizioni – aggiungono – andiamo incontro ad un contenzioso che potrebbe paralizzare l’entrata in vigore del piano stesso, con gravi ripercussioni per l’attività formativa e per gli operatori del settore. Bisogna fare un passo indietro, ripensare il piano e voltare pagina rispetto a strumenti formativi faraonici che dissanguano il bilancio della Regione e non tengono conto della qualità dell’offerta e delle reali esigenze del mondo del lavoro”.

giovedì 19 marzo 2009

Il 21 Marzo a Napoli ci saranno anche la Camera del lavoro "Placido Rizzotto" e Città Nuove

Sabato 21 marzo 2009, primo giorno di primavera, l’Italia civile ricorderà a Napoli tutte le vittime innocenti della lotta contro le mafie, nell’ambito della Giornata della Memoria e dell’Impegno promossa da Libera e da Avviso Pubblico. A Napoli ci saranno anche la Camera del lavoro e Città Nuove, che hanno aderito a Libera. Ci saranno, ci saremo, insieme ai 50 studenti del Liceo di Corleone e ai loro insegnanti, insieme ad altre Associazioni cittadine e alla delegazione del Comune. Un bel gruppo di Corleonesi senza virgolette, per ribadire la necessità di coniugare la Memoria con l’Impegno, per ricordare tutte le vittime innocenti di mafia, ma in particolare le vittime della zona del Corleonese: il contadino Luciano Nicoletti (Corleone, 1905), il medico Andrea Orlando (Corleone, 1906), il maestro elementare Lorenzo Panepinto (S. Stefano Quisquina, 1911), il sindaco Bernardino Verro (Corleone, 1915), l’assessore della giunta Verro Giovanni Zangara (Corleone, 1919), il capolega Giuseppe Rumore (Prizzi, 1919), il dirigente contadino Nicola Alongi (Prizzi, 1920), il sindacalista Placido Rizzotto (Corleone, 1948), il pastorello Giuseppe Letizia (Corleone, 1948), il sindacalista Calogero Cangelosi (Camporeale, 1948). Li ricorderemo tutti, diremo loro “grazie” di aver sacrificato la vita per la libertà, la giustizia sociale e la democrazia in Sicilia. Nel loro nome e nel nome di tutti gli altri caduti, rinnoveremo l’impegno di contrastare mafie e malaffare e di provare a costruire una società a misura di anziani, di lavoratori e di giovani, di donne e uomini.
A CASAL DI PRINCIPE DON LUIGI CIOTTI RICORDA DON PEPPE DIANA

mercoledì 18 marzo 2009

Liberarci dalle spine. L'impegno sociale e politico ricco di partecipazione e passione può ripartire

Ieri la Sinistra Universitaria, l’UDU e gli Studenti Democratici hanno promosso un’interessante iniziativa all'Università di Firenze, presso il Polo di Novoli. La mattina sono stati i nostri volontari del Progetto Liberarci dalle Spine ad animare con una serie di interviste effettuate al Già Procuratore Nazionale Antiamafie Pier Luigi Vigna. Nel pomeriggio sono seguite altre iniziative, fino ad arrivare alle ore 22 con il concerto della Casa del Vento. Un momento particolare e per me anche molto emozionante per una serie di validi motivi. Stare per alcune ore, fino a tarda notte, in un aula Universitaria con tanti studenti ad ascoltare delle bellissime canzoni di impegno sociale non è cosa da poco in una società dove i partiti politici sono definiti liquidi o evaporati, dove i salotti televisivi si sono trasformati negli unici luoghi di confronto politico. I sorrisi e gli sguardi di questi studenti universitari mi hanno fatto riflettere che l'impegno sociale e politico ricco di partecipazione e passione può ripartire, si ce la possiamo fare! Però... serve mettersi in fase di ascolto e non di giudizio, offrire opportunità e non chiedere pubblico o "riempisedie". E poi.....da ieri sera è iniziato il nostro tour con la Casa del Vento per incontrare tanti giovani, ascoltare le loro necessità, cercare di comprendere le loro ansie, un viaggio che si concluderà a Corleone, nei terreni confiscati alle mafie, negli edifici che prima appartenevano alla famiglia Riina e Provenzano, da dove Luca e gli altri compagni lanceranno una bellissima canzone da dedicare alla Cooperativa Lavoro e Non Solo! Un contributo reale, concreto e vero per combattere la solitudine e alimentare il coraggio di andare avanti!
Maurizio Pascucci
Esecutivo Arci Toscana
Coordinatore Progetto Liberarci dalle Spine

Sanità. Approvato emendamento Speziale: nuova nomina solo per i direttori "virtuosi"

Solo i direttori ‘virtuosi’ che nel triennio precedente hanno raggiunto l’equilibrio di bilancio potranno essere nuovamente nominati. Lo stabilisce un emendamento all’articolo 21 della riforma sanitaria a firma Speziale (PD), approvato dall’aula nonostante il parere negativo del Governo. “E’ un risultato molto importante – sottolinea Speziale – che va verso la moralizzazione della pubblica amministrazione. I parlamentari hanno dimostrato di capire e condividere questa linea nonostante lo sbandamento del governo che in aula ha espresso parere negativo”.

1° Concorso Internazionale “Giornalista del Mediterraneo”

BARI - Scade il 30 marzo 2009 il termine utile per partecipate al 1° Concorso Internazionale “Giornalista del Mediterraneo”. Evento patrocinato dalla Presidenza del Parlamento Europeo, dall’ Assemblea Parlamentare del Mediterraneo, dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dal Ministero delle Politiche Europee, dal Ministero dell’Università, dal Ministero dello Sviluppo Economico e Comunicazioni, dalla Rai Segretariato Sociale, dalle Ambasciate di Turchia, Grecia, Svezia e da istituzioni nazionali e internazionaliL’obiettivo del concorso è quello di coinvolgere i giornalisti della carta stampata e della televisione, oltre che gli allievi delle scuole di giornalismo e delle facoltà universitarie che si occupano di Comunicazione in tutta Europa, con particolare interesse per quei paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Il bando è possibile scaricarlo sul sito http://www.terradelmediterraneo.it e informazioni al 346/8262198.

Sky/Ecotv: un cartoon contro la camorra

Le avventure di Giggino & Totore, questo il titolo del cartone animato realizzato da Raffaele Marra insieme a Marco Manna in onda su EcoTv (Sky906). Il cartoon si snoda tra la quotidianità della camorra, fatta di azioni criminali come richieste di pizzo, smaltimento di rifiuti tossici, affari di droga e agguati, raffigurandola attraverso la fantasia delle animazioni. La serie animata, suddivisa in 3 puntate, ispirata alle interviste dell’autore di “Gomorra”, Roberto Saviano, ha per protagonisti due “guaglion’e malavita” al soldo della criminalità organizzata. Ma il risultato della loro attività si concluderà con un finale facilmente prevedibile. Le avventure di Giggino & Totore in onda giovedì 19 alle ore 23 su Ecotv (Sky906) ed in replica venerdì 20 alle ore 19. Il programma è disponibile contemporaneamente in streaming all’indirizzo www.ecotv.it.

martedì 17 marzo 2009

Diecimila cani randagi nelle strade di Palermo

Dalla Favorita a piazza Marina, sono diecimila i cani randagi a Palermo. Alcuni di loro sono pericolosi, come testimoniano i racconti di chi è scampato ai morsi ma anche di chi opera nei principali ospedali palermitani. Un progetto da 270 mila euro che mira a sterilizzare duemila dei diecimila cani randagi della città nel giro di un anno e che ha coinvolto anche le associazioni animaliste. LEGGI TUTTO

CORLEONE. DINO PATERNOSTRO: "QUESTA L'INTERROGAZIONE CHE HO PRESENTATO AL SINDACO"

Don Ciotti che spirito santo!

Ieri mattina, nella finestra di Rainews24 nel palinsesto di Raitre, era ospite di Corradino Mineo don Ciotti, un uomo di cui conosciamo le tante attività benemerite. E spesso lo vediamo anche in tv, sempre impegnato a sostenere la più coraggiose cause civili. Comunque, ieri mattina, a conclusione dell’intervista, il direttore Mineo non ha potuto fare a meno di chiedere al prete don Ciotti la sua opinione sulla «guerra interna alla Chiesa», lamentata nientemeno che da Benedetto XVI. Ma don Ciotti ha abilmente saltato l’ostacolo, rispondendo così: «A difendere la Chiesa ci pensa lo Spirito Santo, noi dobbiamo pensare a difendere i poveri». Una risposta che sicuramente non piacerà ai cosiddetti atei devoti, o improvvisatisi teologi per difendere oscurantismo e privilegi del mondo esistente. Una risposta che invece a noi è piaciuta tanto da farci sperare che, Spirito Santo a parte, prima o poi qualcuno dica qualcosa di simile anche sulle guerre fratricide dentro la sinistra.
Maria Novella Oppo
L'Unità, 17.03.2009

Piana degli Albanesi. Ad aprile arriva Cannoli &Friends

Piana degli Albanesi, “patria” dei cannoli siciliani, dal 16 al 19 Aprile, ospiterà Cannoli&Friends, il primo festival internazionale di dolci e culture che vedrà la partecipazione di diversi pasticceri che si cimenteranno nella preparazione di dolci che caratterizzano il proprio territorio. L’ Austria presenterà la sua famosa Sacher Torte, la Spagna, la crema catalana, la Campania, il suo celebre Babà, la Francia la gustosa Saint Honorè, il Tirolo con il famoso strudel e ovviamente Piana degli Albanesi presenterà il celebre cannolo, simbolo della cultura gastronomica siciliana. La giuria, presieduta da Edoardo Raspelli giornalista e conduttore televisivo, sarà composta da giornalisti enogastronomici ed esperti del settore. All’interno della manifestazione, è previsto un premio letterario in lingua italiana e albanese, bandito dal Comune di Piana e dalla Pro loco, nel quale verranno premiate le migliori poesie inedite a tema libero. Sono ammesse al concorso poesie non superiori ai 32 versi, e le domande di partecipazione dovranno pervenire entro il 28 marzo 2009 per mezzo di posta semplice, o direttamente al Comune di Piana degli Albanesi, all’Ufficio di Gabinetto del Sindaco via Togliatti 90037 –Piana degli Albanesi (Pa). I vincitori del concorso verranno premiati venerdi 17 aprile alle ore 16.30. Per informazioni sul bando è possibile contattare lo 091/6263080 o consultare il sito http://www.cannoliandfriends.it/
Paola Pottino
SiciliaInformazioni
17 marzo 2009

Artico: mostro marino fossile fa sembrare deboli i Tirannosauri

di Alister Doyle
Un gigantesco mostro marino di cui è stato rinvenuto il fossile nell'Artico, conosciuto come "Predator X", aveva un morso tale da far apparire debole il Tyrannosaurus Rex. E' quanto ha affermato un gruppo di scienziati.
Il rettile marino di 15 metri del Giurassico aveva una potenza distruttiva nel morso di una pressione di 15 tonnellate per pollice quadrato (6,45 centimetri quadrati), ha detto il Museo di Storia Naturale dell'Università di Oslo a proposito del nuovo ritrovamento nell'arcipelago delle Svalbard nell'Artico norvegese. "Con un teschio di oltre 3 metri ci si aspetterebbe un morso potente ma questo è davvero smisurato", dice Joern Hurum, professore associato di paleontologia dei vertebrati al museo che ha condotto lo scorso anno gli scavi internazionali. "E' molto più potente del T-Rex", ha aggiunto a proposito del rettile pliosauro che sarebbe stato uno dei più grandi predatori marini, come il Tyrannosaurus Rex è stato il principale carnivoro tra i dinosauri. Gli scienziati hanno ricostruito la testa del predatore e ne hanno calcolato la forza paragonandolo alle fauci con una forma simile degli alligatori, in un parco della Florida. "Il calcolo rivela uno dei morsi più potenti mai calcolati per qualsiasi tipo di creatura", dice il Museo, che ha effettuato il calcolo con l'aiuto del biologo evoluzionista Greg Erickson della Florida State University. Il morso di Predator X, un fossile di 147 milioni di anni fa, è circa dieci volte più potente di quello di qualsiasi animale moderno e quattro volte più potente di quello del T-Rex, con denti di 30 centimetri. Gli scienziati hanno ricostruito il rettile da una parte del teschio e 20.000 frammenti dello scheletro. Il pliosauro, che si calcola pesasse 45 tonnellate, è simile ma con ossa più massicce ad un altro fossile marino trovato alle Svalbard nel 2007.
(Fonte: Reuters)

lunedì 16 marzo 2009

Corleone. Il sindaco e la maggioranza di destra impediscono ai consiglieri comunali l'esercizio del diritto di controllo

Pur di impedire ai consiglieri di opposizione (in particolare a chi scrive) di esercitare il diritto di controllo sulle scelte di “Quelli del Palazzo”, il sindaco di Corleone Nino Iannazzo e i suoi fidi scudieri hanno invocato la rigida applicazione del regolamento, che consente di dedicare solo un’ora per ogni seduta alla discussione delle interrogazioni e delle mozioni. Peccato che all’ordine del giorno del consiglio comunale di lunedì sera c’erano solo interrogazioni e mozioni. Invocare il regolamento è stata una scelta strumentale, quindi, dettata solo dal desiderio di impedire la discussione dell’interrogazione sui vertici burocratici del comune. LEGGI TUTTO

domenica 15 marzo 2009

Con la crisi gli emigrati tornano a casa

di MASSIMO LORELLO
A Milano se vuoi un ciuffo di prezzemolo lo devi pagare. A Santa Margherita Belice se ti servono tre mazzi di cicoria «li capiti». Procurarsi qualcosa da mangiare spendendo il meno possibile, anche niente, è la missione quotidiana degli emigranti di ritorno. "C´è la crisi e al Nord non riusciamo a farcela. Avevo messo in piedi un´azienda a Treviso e pagavo tutti gli operai. Con la recessione ho chiuso. Si rischia il conflitto sociale fra i nostri compaesani ricomparsi e gli extracomunitari”. LEGGI TUTTO

“Pane e libertà” un Film sulla vita di Giuseppe Di Vittorio, il mitico segretario della Cgil degli anni '40

La prima puntata è andata in onda domenica 15; la seconda ed ultima andrà in onda lunedì 16 marzo, alle 21.15, su Rai Uno. Un film intenso che racconta la vita e la figura di un grande uomo e di uno straordinario dirigente sindacale, che ha segnato la storia italiana
La mini-serie tv “Pane e libertà”, diretta dal regista Alberto Negrin e interpretata da Pier Francesco Favino, sulla vita di Giuseppe Di Vittorio, è andata in onda domenica 15 marzo e si concluderà lunedì 16 marzo in prima serata su Rai Uno. Con l’aiuto della Fondazione Di Vittorio e della figlia Baldina Di Vittorio, è stato realizzato un film intenso che racconta la vita e la figura di un grande uomo e di uno straordinario dirigente sindacale, che ha segnato la storia italiana. LEGGI TUTTO
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giovedì 12 marzo 2009

Lotta alla mafia, apre il negozio di 'Libera'

C’è il vino "Centopassi", come la distanza che divideva la casa di Peppino Impastato da quella del boss di Cinisi Tano Badalamenti, e ci sono i ceci delle terre di Corleone di Totò Riina. Sono le merci della bottega di 'Libera', l'associazione presieduta dal don Luigi Ciotti, che ha aperto i battenti nel salotto buono di Palermo, a piazza Castelnuovo
C’è il vino "Centopassi", come la distanza che divideva la casa di Peppino Impastato da quella del boss di Cinisi Tano Badalamenti, e ci sono i ceci delle terre di Corleone di Totò Riina. C’è il limoncello e la pasta, ma anche le candele e le t-shirt nella bottega dell’antimafia che da oggi ha aperto i battenti nel salotto buono di Palermo, in quella centralissima piazza Castelnuovo dove ogni giorno si radunano centinaia di ragazzi. ed è stato proprio a due di loro che don Luigi Ciotti, presidente di Libera, ha voluto far tirare giù lo striscione che copriva l’insegna del nuovo supermarket dell’antimafia dove si vendono i prodotti della libera terra ma anche del libero pensiero, dai libri ai dvd sui temi della lotta alla mafia.
Il negozio ha un particolare valore visto che l’attività ha sede nei locali che, fino a qualche tempo fa, ospitavano il negozio di abbigliamenti di un imputato di mafia al quale il bene è stato poi confiscato per essere riassegnato all’associazione Libera di don Ciotti.
"Libera - ha detto don Ciotti - ha raccolto 300 firme tra i parlamentari europei perchè si facciano promotori di una direttiva che preveda la confisca internazionale dei beni delle mafie e il loro uso sociale. Prevedere un istituto legislativo simile ci sembra importante visto che le mafie investono ormai anche all'estero".
(La Repubblica-Palermo, 12 marzo 2009)

Da stamattina a Palermo c'è la Bottega "I Sapori e i Saperi della legalità”

Ciotti: abbiamo fatto tutti insieme il nostro dovere. Di Maggio "la vera sfida comincia domani "
Prima non c’era, ora c’è. Ha aperto le porte oggi in piazza Castelnuovo a Palermo la prima bottega in Sicilia nella quale si venderanno i prodotti delle cooperative che lavorano sui beni confiscati alle mafie. Dopo la nascita a Roma e Napoli delle botteghe che portano il marchio di Libera Terra, anche nel capoluogo siciliano prende il via - su un bene confiscato ad un boss di Brancacccio - il percorso che consentirà la vendita a dettaglio dei prodotti (pasta, ceci, olio, vini e quant’altro) che portano con se una vitamina in più, la vitamina L quella per la legalità. LEGGI TUTTO

Il Pd presenta alla Camera una mozione per rimuovere il sindaco di Palermo Diego Cammarata

PALERMO - "La situazione di grave emergenza in cui versa il Comune di Palermo non ammette ormai altre soluzioni credibili. L'ultimo atto è stata la mancata denuncia, da parte del sindaco Cammarata, agli ex vertici dell'Amia, accusati di presunto falso in bilancio determinando di fatto una immunità inaccettabile dinanzi a quanti dovrebbero essere chiamati a pagarne il conto con l'aumento della Tarsu". Tonino Russo, vice segretario regionale del Pd siciliano, ha presentato questa mattina alla Camera una mozione per la rimozione del sindaco Cammarata e il conseguente scioglimento del Consiglio comunale di Palermo assieme ad Alessandra Siragusa e Sergio D'Antoni e ad altri deputati siciliani. "Siamo perché lo Stato garantisca alla città le risorse per evitare il fallimento, ma allo stesso tempo siamo convinti che chi ha determinato il disastro non possa continuare ad amministrare. Il governo nazionale, che ha dato al Comune di Palermo 80 milioni di euro al fine di scongiurare il fallimento dell'azienda che si occupa della nettezza urbana, adesso dovrebbe vigilare e pretendere da Cammarata trasparenza e responsabilità di fronte ai cittadini che come sempre sono quelli che pagano il prezzo più alto".
NELLA FOTO: il sindaco di Palermo Diego Cammarata

Petrosino primo martire nella lotta alla criminalità transnazionale

Una folla di persone, semplici cittadini, autorita' e delegazioni di altre citta' hanno partecipato stamani, a Villa Garibaldi, a Palermo, alla celebrazione del centenario dell'assassinio di Joe Petrosino, ucciso dalla mafia proprio a piazza Marina il 12 marzo 1909. Iniziative organizzate dall'Amministrazione comunale, in accordo con l'Istituto superiore per la Difesa delle Tradizioni, con l'Universita' degli Studi, con l'Accademia di Belle Arti e con Poste Italiane. All'interno del giardino, fra le statue di Giuseppe La Masa e di Enrico Albanese, l'assessore comunale alla Cultura, Giampiero Cannella, ha scoperto la scultura raffigurante Petrosino che, nell'attesa della collocazione definitiva, verra' esposta provvisoriamente nel palazzo che fu dell'Hotel de France, di fronte a Villa Garibaldi, dove alloggio' il poliziotto. Oggi l'edificio, di proprieta' dell'Universita' e completamente ristrutturato, e' sede di un pensionato studentesco. LEGGI TUTTO

L'Ato-rifiuti di Monreale non paga i salari agli operai e la Fp-Cgil lo diffida

La Funzione Pubblica Cgil di Palermo diffida l'Ato-rifiuti di Monreale a pagare immediatamente i salari arretrati agli operai. E' da gennaio, infatti, che tutti i dipendenti della Società d0ambito aspettano invano il dovuto. "In riferimento alla Vs. prot. n. 753 del 12.03.09 con oggetto comunicazione pagamento stipendi, con la quale comunicate la mancata disponibilità di liquidità - scrive Valerio Lombardo, della segreteria provinciale della Fp-Cgil - considerato che i lavoratori vantano il saldo della busta paga del mese di gennaio, nonché il saldo del mese di febbraio, con la presente la FP C.G.I.L di Palermo, nell’interesse dei lavoratori, Vs dipendenti, iscritti alla CGIL invita e diffida Codesta Autorità d’Ambito a pagare senza ulteriore indugio la mensilità maturata con l’avvertenza che in difetto di riscontro la scrivente assisterà i propri iscritti nelle azioni che gli stessi vorranno intraprendere, anche in via risarcitoria. Il comportamento inadempiente di Codesto Ente oltre che a porsi in spregio delle norme di legge e di contrattazione collettiva di settore, determina grave nocumento e disagio specie ove si consideri che molte famiglie interessate sono monoreddito. La presente inoltre ha valore quale procedura di raffreddamento e di conciliazione (art. 58 CCNL). Con riserva di rappresentare la vicenda all’Autorità di Vigilanza competente nonché alla Procura della Repubblica".
12.03.2009

Carabinieri di Corleone. Operazioni di controllo del territorio: scattano denunce per abusivismo edilizio e segnalazioni amministrative

Operazione di controllo del territorio nel week-end da parte dei Carabinieri della Compagnia di Corleone nel territorio della giurisdizione che ha portato alla denuncia di una persona e alla segnalazione di tre giovani.
A Corleone i Carabinieri della Stazione cittadina hanno effettuato un controllo anti abusivismo edilizio scoprendo un’opera di ampliamento di uno stabile di due elevazioni fuori terra, in piazza S. Agostino. Per la proprietaria è scattata la denuncia alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Termini Imerese, aveva infatti realizzato un ulteriore piano abitabile in assenza delle prescritte concessioni edilizie. Oltre alla denuncia è quindi scattato anche il sequestro del piano abusivo. LEGGI TUTTO

mercoledì 11 marzo 2009

Palermo. Una volta era il negozio di un boss. Da domani sarà una "Bottega della Legalità"

Prodotti delle cooperative agricole di "Libera Terra", che operano sui terreni strappati alle criminalita' organizzate, potranno essere venduti al dettaglio a Palermo in un locale che fino al 1994 apparteneva alla mafia di Brancaccio. L'appello lanciato mesi fa su tutto il territorio nazionale da Libera, per una campagna di raccolta fondi per la ristrutturazione dell'immobile confiscato nel cuore di Palermo, ha dato i suoi frutti. Si inaugura, infatti, domani la 'Bottega dei Sapori e dei Saperi della Legalita'' di Libera. L'appuntamento e' alle 11.30 in piazza Castelnuovo 13, alla presenza del presidente di Libera Luigi Ciotti, del sindaco di Palermo, Diego Cammarata, del Prefetto Giancarlo Trevisone, del questore Alessandro Marangoni, del procuratore capo Francesco Messineo e del vicedirettore di Banca Etica Gabriele Giulietti. Quello che fino al 1994 era un negozio di abbigliamento maschile, situato nel cuore dello 'struscio' e dello shopping palermitano, appartenente ad un boss di Brancaccio, grazie alla legge 109 del 1996, che consente l'uso sociale dei beni confiscati alla criminalita', adesso diventa un simbolo concreto di riscatto sociale.
11 marzo 2009

La mappa della nuova sanità siciliana, meno Asl, più dirigenti

di Salvatore D'Anna
10 marzo 2009
Meno manager, meno Asl, ma più dirigenti intermedi. È questa la proposta che il governo regionale ha fatto agli alleati sulla Sanità. Presentato ieri sera, il maxiemendamento è l’ennesimo tentativo di Raffaele Lombardo di porre la parola fine a una telenovela che si trascina da alcuni mesi. Le aziende ospedaliere passano da 29 a 17, nove Asl e otto grandi ospedali. Le strutture rimanenti verranno accorpate all’interno di ciascuna provincia. Secondo la riforma, cui ha lavorato anche l’assessore alla Sanità Massimo Russo, nascono quindi le Asp, le aziende sanitarie provinciali. In pratica si tratta di ospedali “capofila” gestiti dai nove manager di ogni provincia e guidati da un direttore amministrativo. Dagli ospedali capofila dipendenderanno i nosocomi dei centri più piccoli. Saranno quelli di Agrigento e Sciacca; Caltanissetta e Gela; Acireale, Paternò e Caltagirone; Enna; Barcellona e Patti; Partinico, Termini Imerese; Ragusa e Vittoria; Siracusa e Lentini; Trapani e Mazara del Vallo. LEGGI TUTTO

I Riti della Settimana Santa a Corleone

La manifestazione “I Riti della Settimana Santa a Corleone” nasce dalla volontà da parte dell'Amministrazione comunale di promuovere, sia a livello nazionale che internazionale, il territorio di Corleone. Lo dice in un comunicato stampa l'assessorato alla cultura e al turismo del comune, che aggiunge: "La manifestazione è promossa in collaborazione con il comitato “Venerdì Santo a Corleone”, formato dai rappresentanti di tutte le Confraternite che vi partecipano, che grazie alle conoscenze di cui sono depositarie sono state capaci di far vivere e tramandare nei secoli la manifestazione del “Venerdì Santo”. E’ intenzione pertanto realizzare una manifestazione che la valorizzi, attraverso le tradizioni popolari, che da sempre registrano una sentita partecipazione dell’intera comunità cittadina e di tantissimi visitatori. La manifestazione, vedrà protagonisti cultura e tradizioni del nostro territorio, si attuerà con la promozione della cultura e delle tradizioni popolari e con i riti della Settimana Santa 2009".
Questo il programma della manifestazione

martedì 10 marzo 2009

61° anniversario. Corleone ha ricordato Placido Rizzotto, il segretario della Cgil assassinato dalla mafia del feudo

Corleone (*co.di.*) Gli alunni delle Scuole Elementari si sono stretti attorno al busto in bronzo di Placido Rizzotto e con i loro sorrisi e le loro poesie recitate in Piazza Garibaldi hanno reso il migliore omaggio alla memoria del sindacalista assassinato dalla mafia del feudo il 10 marzo del 1948. Poesie in dialetto ed in italiano che hanno fatto commuovere il nipote Placido Rizzotto, presente alla cerimonia, che ieri è tornato a chiedere con forza che siano riportate alla luce le spoglie mortali dello zio dalla foiba di Rocca Busambra. In serata Placido Rizzotto sarà ricordato in consiglio comunale, convocato per l’occasione dal presidente Mario Lanza.
Nella foto (Di Carlo) un momento della cerimonia da sinistra: Adele Cinà della Camera del Lavoro di Palermo, Dino Paternostro segretario della Camera del Lavoro di Corleone, Placido Rizzotto nipote del sindacalista ucciso dalla mafia, il sindaco Nino Iannazzo ed il presidente del consiglio comunale Mario Lanza.

Giuseppe Lumia: "Rizzotto è un esempio ancora attuale per le giovani generazioni"
Palermo, 10 marzo 2006 - «La storia di Placido Rizzotto non va solo ricordata per una generica e rituale memoria della lotta alla mafia. Rizzotto è, invece, un esempio ancora attuale per la sua capacità di legare profondamente la dimensione della legalità a quella dello viluppo nella sua opposizione a Cosa nostra», ha detto il senatore del Pd Giuseppe Lumia, componente della Commissione Antimafia, ricordando la figura del segretario della Camera del Lavoro rapito e poi ucciso a Corleone, in provincia di Palermo, il 10 marzo del 1948. «La felice e innovativa esperienza delle cooperative che gestiscono i beni confiscati – aggiunge l’esponente del Pd – deve interpellare la politica che in questo campo deve investire perché l’attacco ai patrimoni di Cosa nostra rimane la via maestra nel contrasto alle mafie».

Acqua. Dal Pd siciliano un no forte alla privatizzazione

“Fermare i processi di privatizzazione dell’acqua – ha dichiarato l’on. Giuseppe Laccoto (PD) primo firmatario del testo sulla gestione pubblica delle risorse idriche, che sancisce l’inalienabilità della proprietà pubblica degli impianti idrici presentato stamane nel corso di una conferenza nella sala stampa dell’Ars - assume oggi, più che mai, il carattere di un problema di civiltà, che chiama in causa politici e cittadini, e chiede a ciascuno un uso dell’acqua indirizzato al risparmio e al rinnovo delle risorse idriche, assumendosene la responsabilità rispetto alle generazioni presenti e future”.
Obiettivo primario del ddl è arrestare le logiche della mercificazione dell’acqua, attraverso la definizione di un governo pubblico e partecipativo, in grado di garantirne un uso sostenibile e solidale. In Lombardia, il Consiglio regionale ha preso atto della corale contrarietà alla privatizzazione e, scongiurando un referendum già proposto da diversi amministratori, ha deliberato in questa direzione, riconoscendo l’indispensabile regia dell’ente pubblico in un settore così delicato. “Consegnare gli acquedotti ai privati per 30 anni – ha concluso Laccoto - significa perdere completamente il controllo e delegare in modo definitivo l’uso delle risorse non potendo più esercitare alcuna sorveglianza perché di fatto si perde la capacità da parte degli uffici di un qualsiasi intervento non avendo più cognizione della realtà operativa”.
Alla conferenza stampa erano presentati i sindaci dei comuni della provincia di Agrigento che si sono opposti al commissariamento rifiutando di consegnare le reti ai privati.
“Dobbiamo impegnarci per costruire un disegno di legge che risponda veramente alle esigenze dei cittadini a cui non si può sottrarre un bene tanto prezioso qual è l’acqua”, ha aggiunto il parlamentare regionale del Partito democratico, Giovanni Panepinto. “A questo punto – ha suggerito Panepinto - potrebbe essere utile avviare una serie di incontri con i gruppi parlamentari considerato che gli amministratori locali rappresentano l’intero schieramento politico, per giungere all’esame dell’aula con un testo veramente condiviso. Intanto – ha concluso - propongo la presentazione di un ordine del giorno che porti all’esame del parlamento la sospensione dei commissariamenti illegittimi”.

Lo stupro vale meno se a governare è Berlusconi. Come nell’era Minculpop

Lo chef consiglia di Andrea Camilleri e Saverio Lodato
Camilleri, facciamoci i complimenti da soli: ricorda che definimmo buffi gli osservatori tv che non ci spiegano perché all’epoca di Prodi la «nera» veniva sbattuta in prima pagina e oggi - invece - molto meno (23 febbraio)? Ecco la risposta: durante i due anni di Prodi il peso della «nera» raddoppiò, oggi è dimezzato. Zampa (Pd): «ce ne siamo accorti a spese degli italiani». Caselli: «mali ingigantiti». E i diretti interessati? Cantano come usignoli. Mimun (Tg5): «Un’idea che lascia il tempo che trova». Mazza (Tg2): «imputare ai tg il fallimento delle elezioni non è accettabile». Giordano (ex Studio Aperto): «Impiegando la nera in chiave politica si fa un pessimo servizio». Ma davvero?

Niente di nuovo sotto il sole, caro Lodato. Durante il fascismo, gli ordini che il Minculpop inviava ai direttori di giornali erano severissimi: vietavano di riportare fatti di cronaca nera come furti, rapine, omicidi. L’Italia fascista doveva sembrare il migliore dei paesi possibili. Persino i nostri commediografi, se volevano raccontare un adulterio o un omicidio, li ambientavano all’estero. Si vede che qualche traccia di Minculpop si è trasmessa nel Dna di molti giornalisti di oggi. Durante il governo Prodi hanno talmente enfatizzato i reati contro la sicurezza che la sconcia campagna è rimasta nella nostra memoria, anche se siamo un popolo di smemorati. Ora che gli stupri si moltiplicano e l’insicurezza dilaga, gli stessi giornalisti non possono fare altro che mettere la sordina alle loro trombe. Per favorire coloro che, da Berlusconi ad Alemanno, ci avevano promesso un’Italia da bere, come la Milano di una volta. E per giustificare la loro supina acquiescenza, a questi giornalisti non resta che l’arrampicarsi sugli specchi. Che, come ognun sa, è tentativo che non riesce mai.
L'Unità, 10.03.2009