giovedì 5 marzo 2009

Menfi "si spara" con le pistole ad acqua contro la privatizzazione dell'acqua

di Alessandro Bisconti
Ci sono infiniti modi per affrontare una battaglia. Menfi ha deciso di combattere la propria crociata con le pistole ad acqua. Un paese intero si è fermato.
Tutti uniti contro l'insediamento del commissario straordinario per la privatizzazione idrica. Dalla casalinga all’operaio, passando per lo studente e il pensionato. A guidare la rivolta di massa un arciprete di settant’anni, don Saverio Catanzaro. Dalla ieraticità della chiesa alle “armi” di piazza, il passo è stato breve. Ha acquistato mille pistole con una faticosa colletta per urlare il proprio “no” alla privatizzazione. “L’acqua è un bene di tutti e tale deve restare – ha spiegato -. Prima del ritrovo di piazza ho deciso di fare suonare le campane a morto: con questa legge sono state seppellite in un colpo solo giustizia, democrazia e libertà. Ce l’abbiamo con chi ha deciso al posto degli altri”. Un appuntamento cruciale è quello dell’11 marzo, quando si pronuncerà il Cga sulla legittimità dei commissari ad acta, la cui attività al momento è stata sospesa. La protesta intanto fa proseliti. Con padre Catanzaro si è infatti schierato anche il primo cittadino Michele Botta del Pdl. La pletora di sindaci solidali continua ad estendersi di giorno in giorno. Ad oggi sono già trenta, soltanto nell’Agrigentino, dove si è appena costituito un comitato di cittadini contro la privatizzazione dell'acqua. E ieri una folta rappresentanza di primi cittadini ha incontrato il presidente della Regione, Raffaele Lombardo e nei prossimi giorni potrebbero essere ricevuti dai capigruppo Ars. Ma qualcosa si muove anche nelle altre province. Lombardo avrebbe comunque lasciato uno spiraglio aperto per consentire che a Girgenti Acque venga tolto l’affidamento del servizio idrico in provincia. “Siamo pronti a protestare ad oltranza: non permetteremo a nessuno di rubare ciò che ci appartiene di diritto” – ha “minacciato” don Saverio. La rivolta dell’acqua è solo all’inizio.
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05 marzo 2009

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