mercoledì 25 marzo 2009

Lo rivela Massimo Ciancimino: "Un magistrato a casa del mafioso Siino"

PALERMO - I magistrati della Procura di Palermo che da alcuni mesi hanno avviato nuove indagini che si basano in gran parte sulle dichiarazioni di Massimo Ciancimino, il figlio di Vito, il politico corleonese condannato per mafia, stanno indagando su intrecci fra borghesia e mafia a Palermo. In particolare Ciancimino ricostruisce una rete di affari 'occulti' che facevano capo a suo padre e parla dell' imprenditore Ezio Brancato e della moglie Maria D'Anna con i quali avrebbe costituito la società Gas, venduta in seguito a un gruppo di spagnoli. Una parte di questi retroscena Massimo Ciancimino li ha raccontati ieri a Bologna durante la sua deposizione in aula davanti ai giudici della corte d'appello che lo stanno processando per riciclaggio.Nell'ambito della nuova inchiesta dei pm è stato acquisito un verbale di dichiarazioni, dello scorso febbraio, in cui un ex primario dell'ospedale Civico di Palermo afferma che alla fine degli anni Ottanta, ha visto a cena a casa dell'allora "ministro dei lavori pubblici" di Cosa nostra, Angelo Siino, il magistrato Giusto Schiacchitano, all'epoca sostituto procuratore a Palermo. Il magistrato è stato consuocero di Brancato, perchè il figlio ha sposato Monia Brancato che adesso è parte civile nel processo a Ciancimino."A casa di Angelo Siino erano presenti numerose persone, tra le quali il magistrato Giusto Sciacchitano ed ufficiali dell'Esercito di cui però non ricordo il nome". È il contenuto delle dichiarazioni dell'ex primario del Civico, Vincenzo Alessi, oggi in pensione, che ha reso al sostituto procuratore Nino Di Matteo il 10 febbraio scorso, nell'ambito del processo all'ex deputato regionale Giovanni Mercadante accusato di mafia.Il verbale è stato depositato agli atti del processo al politico e adesso è stato acquisito nella nuova inchiesta che si basa anche sulle dichiarazioni di Massimo Ciancimino. Giusto Sciacchitano alla fine degli anni Ottanta, in cui si sarebbe verificato l'episodio raccontato da Alessi, era uno dei sostituti anziani del procuratore Giammanco. Adesso il magistrato è alla procura nazionale antimafia dove si occupa di collegamenti con le autorità straniere.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

l'avvocatessa Giovanna Livreri aveva gia' detto della collusione dei Brancato con i Ciancimino e il Lima e proprio su questo stesso giornale on line nel settembre 2006. Ma tutti facevano finta di non capire e i magistrati di non volere indagare nelle direzioni indicate dal coraggioso avvocato, perche' in quel momento faceva comodo a tutti criminalizzare il Commissario dell'ente Fiera affinche' si dimettesse e lasciasse la poltrona all'ennessimo Commissario targato Forza italia e soprattutto perche' abbandonasse urgenetemente il processo Ciancimino dove questa avvocatessa Livreri avrebbe potuto fare danno a politici e uomini delle istituzioni oltre alle stesse eredi Brancato svelando il pieno coinvolgimento di questi signori e signore nell'affaire mafioso della metanizzazione in sicilia. Poco sposta per il conseguimento della verita' perchè l'avvocatessa, che in questi lunghi tree anni ha sofferto molto e ha dovuto subire un inferno mediatico e giudiziario, è viva e non ha mai smesso di ripetere quanto a sua conoscenza. Ora giustizia vorrebbe che la magistratura procedesse senza piu' indugi e inutili quanto pelosi riguardi a esercitare giustizia. E verso signore per bene che tali sembrerebbe non sono , e verso quei politici ( almeno quelli rimasti vivi) e portaborse corrotti e collusi e quegli uomini delle istituzioni ( ivi compresi alcuni magistrati ) che sono stati compiacenti e inciuciati e , soprattutto rispristinasse la certezza del diritto sottoponendo l'altra famiglia paramafiosa: le eredi Brancato e tutti colori le hanno aiutate a occultare e riciclare e reimpiegare il frutto criminale del loro sodalizio ventennale con la mafia, al gravame della giustizia.
VERGOGNA! A TUTTI COLORO CHE HANNO CONSENTITO ALLE EREDI BRANCATO DI MANTENERE LA LORO DORATA E PROTETTA IMPUNITA'A DISPETTO DEGLI ONESTI E A TUTTI COLORO NON HANNO VOLUTO ASCOLTARE E HANNIO LASCIATO CADERE NEL VUOTO LE PAROLE CORAGGIOSE E DISVELATRICI DELL'AVVOCATO GIOVANNA LIVRERI, EX LEGALE DEL GRUPPO DEL GAS SICILIANO, CHE DA TRE ANNI ALMENO CONTINUA A RIPETERE DINANZI AI MAGISTRATI E AI MEDIA E SU INTERNET CHE QUESTE SIGNORE MARIA d'ANNA , MONIA BRANCATO E ANTONELLA BRANCATO ERANO E SONO STATE SEMPRE CONSAPEVOLI DI ESSERE COLLUSE E AVERE FAVORITO COSA NOSTRA. L'AVVOCATO LIVRERI HA SEMPRE DETTO DI ESSERE STATA DENUNCIATA DALLE BRANCATO PER ELIMINARLA PROFESSIONALMENTE E TOGLIERLE CREDIBILITA' . ALLA LUCE DELLE DICHIARAZIONI DEL COLLABORATORE MASSIMO CIANCIMINO E DELL'ATTUALE PARA-COLLABORATORE GIANNI LAPIS E DEL TESTIMONE DOTTORE ALESSI POSSIAMO DIRE CHE LEI AVEVA RAGIONE. ATTENDIAMO CHE LA PROCURA SI DIA FINALMENTE DA FARE PER AGGIUSTARE I TANTI EVIDENTI ERRORI COMPIUTI NELLE PRECEDENTI INDAGINE E CHE RIABILITI GLI INNOCENTI CHE INGIUSTAMENTE SONO STATI MASSACRATI PER COPRIRE E MANTERE LE IMPUNITA' DI SOGGETTI RACCOMANDATI MA NON RACCOMANDABILI COME LE EREDI BRANCATO.
GIUSTIZIA E LIBERTA'

Giovanna avv Livreri ha detto...

Non so chi sia ad avere postato questo commento ma gli sono sinceramente grata perchè ha centrato con vero acume il problema: ci sono ancora tanti intoccabili in Sicilia e Ezio Brancato prima e le eredi Brancato poi - con alcuni magistrati loro amici e congiunti e con alcuni politici del malaffare con cui si sono interessatamente accompagnati - lo sono stati e speriamo presto non lo siano piu'. Auguro ai nuovi Sostituti antimafia di Palermo che stanno indagando suficiente liberta' e coraggio. Auguro al Procuratore Capo della procura di Palermo di non farsi intimidire da chi in questi giorni lo ricatta con la calunnia. Attendo ancora di vedere alla sbarra i veri criminali dell' affare del Gas in Sicilia.
A presto
Avv.to Giovanna Livreri